"Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero". Proverbio Arabo

conflitto in Libia

Su iniziativa di KHALED el Hamedi, un cittadino libico che ha avuto la sua famiglia sterminata dai bombardamenti della NATO in Libia e di altri familiari delle vittime, è stata costituita la Fondazione dell’Associazione delle Vittime di guerra della NATO in Libia.

Riportiamo la dichiarazione rilasciata dal Comitato Costituente delle Associazioni delle Vittime di guerra della NATO in Libia :

Noi siamo i cittadini di Libia e siamo stati afflitti dai dolori causati dalla feroce guerra nel nostro Paese di cui siamo stati testimoni dal 2011. Questa guerra causò dolori incalcolabili, è difficile misurarne le dimensioni, le ripercussioni e gli impatti sul presente e sul futuro. Ha causato danni alle anime e ai corpi, gravato i cuori e portato tristezza e miseria. Ha obbligato il popolo a essere testimone di massacri; ha tormentato i cuori e tempestato il paese con mortali missili. Ha distrutto il paese, portato morte e ha reclamato vite ovunque nel territorio del paese. Ha diviso famiglie, i cui membri sono morti, dispersi o emigrati. È una guerra che è esplosa in un mondo che è governato dalla legge della giungla dove il debole è schiacciato e la sua voce non è ascoltata o non gli è permesso nemmeno di parlare.

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Un accordo segreto raggiunto dagli Stati Uniti e da diversi paesi arabi del Medio Oriente consente il trasferimento di migliaia di terroristi dell’ISIS (Daesh, in arabo), Al-Qaeda e di altre cellule estremiste dall’Iraq, Siria e Libano in Libia, ha rivelato il giornale arabo Al-Youm Rai.

Nell’articolo pubblicato ieri dal giornale arabo, ‘Al-Youm Rai’, che cita diverse fonti di intelligence non identificate, si sostiene che finora sono almeno 1.200 combattenti da Siria, Iraq, Libano che si sono stabiliti nelle aree tribali e desertiche del paese nordafricano. Le fonti si aspettano anche l’arrivo di altri uomini armati provenienti da Tunisia, Algeria e Sudan.

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di Federico Dezzani

Il 17 dicembre scadono gli accordi siglati nel 2015 per la creazione di un governo d’unità nazionale in Libia: l’iniziativa dell’ONU patrocinata da Washington e Londra, come facilmente prevedibile, ha fallito l’obiettivo di riappacificare il Paese ed è soltanto servita a tenere in isolamento il governo laico-nazionalista di Tobruk, sostenuto da Egitto e Russia.

Il disimpegno di Donald Trump ed il parallelo attivismo di Emmanuel Macron permetteranno al generale Khalifa Haftar di ergersi a dominus della Libia in questa nuova fase del dopo-Gheddafi. L’Italia, appiattitasi al governo d’unità nazionale, rischia così di essere totalmente marginalizzata: le buone relazioni tra ENI e Mosca solo l’ultima speranza per difendere le nostre posizioni.
17 dicembre: arriva il conto (salatissimo) per l’Italia

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di  Luciano Lago

Mentre il Governo Gentiloni balbettava cercando una sponda in Libia, appellandosi all’aiuto (improbabile) dell’Europa, degli USA e della NATO, ovvero delle stesse entità che hanno concorso a destabilizzare il paese nordafricano, il presidente francese Emmanuel Macron ha mosso le sue carte e si è inserito di prepotenza nel vuoto lasciato dall’Italia .

La Francia di Macron non si è persa in inutili chiacchiere si è mossa autonomamente tanto che è riuscita a far riunire, in un prossimo incontro a Parigi, le due parti che contano nel conflitto libico, quella del governo Serraj, appoggiato da USA e UE, e quella del generale Haftar appoggiato da Egitto, Russia e Cina.

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DI BRAD HOFF

foreignpolicyjournal.com

Le mail appena rivelate mostrano che la NATO intervenne perché Gheddafi voleva creare una propria moneta, agganciata all’oro, per competere con l’euro e il dollaro.

A capodanno sono state pubblicate oltre 3.000 nuove e-mail della Clinton quando era al Dipartimento di Stato. La CNN ovviamente si è concentrata sulle più futili.

Gli storici nel 2011 invece si sono subito concentrati sulle conferme esplosive ivi :contenute: ammissioni di crimini di guerra, infiltrati in Libia sin dall’inizio delle rivolte, la presenza di Al Qaeda nell’opposizione appoggiata dagli USA, paesi occidentali che si combattono per il petrolio libico e la preoccupazione per le riserve d’oro e d’argento di Gheddafi che minacciavano l’euro.

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Le nostre fonti informano :
combattenti dell’ISIS hanno attaccato reparti italiani e britannici per operazioni speciali lo scorso Mercoledì 27 Aprile nella prima battaglia di questo tipo in Libia, secondo fonti dell’intelligence . Questa battaglia provocherà, si ritiene, un possibile slittamento dell’invasione di forze occidentali in Libia, visto che questo episodio ha dimostrato che le forze europee non sono pronte per questo tipo di guerriglia. Le  fonti dicono anche che i responsabili della stragia militare occidentali sono riamasti sorpresi dalle capacità operative dimostrate dai miliziani dell’ISIS.

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di  G. Cirillo

In questi giorni sta succedendo qualcosa di strano, perché l’Italia per la prima volta sembra non voglia più rispettare le direttive americane, sia rifiutando di prorogare le sanzioni alla Russia, sia non partecipando ai pseudo-bombardamenti contro l’ISIS che hanno il solo scopo di dar fastidio all’avanzata russo-siriana-irachena, sia con la notizia della presenza non ufficiale di forze speciali italiane in Libia. E in risposta a questo improvviso coraggio italico, stranamente, l’ISIS torna a minacciare Roma con un video dove ne prevede la conquista e, sempre gli stessi uomini del Califfo, conquistano per un breve periodo la cittadina di Sabratah, comparendo improvvisamente in una zona in cui ancora si erano visti poco; cittadina di Sabratah che è pericolosamente vicina ad Az Zawiyah città fondamentale per gli interessi energetici dell’ENI in Libia, come vediamo in questa mappa:

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