"Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero". Proverbio Arabo

Conflitto con l’Iran

di  Yusuf Fernández

I nord americani hanno cercato in tutti i modi di rendere la vita difficile agli iraniani dai tempi della Rivoluzione Islamica del 1979. Tuttavia, tutti i loro piani sono risultati un fallimento fino all’epoca attuale.
Viene da chiedersi perchè gli USA continuano con la loro politica che li porta di sconfitta in sconfitta di fronte all’Iran e che finisce anche per apportare un vantaggio di posizione allo stesso Iran.

Dopo 36 anni di sforzi, Donald Trump ha pronunciato di recente un forte discorso anti-iraniano in cui ha lanciato varie iniziative non soltanto contro l’Iran ma anche contro i suoi alleati nella regione. Tuttavia, niente indica che tali piani possano avere successo questa volta. La pubblicazione Sputnik , rispetto a questo, segnala che “il servizio di intelligence dell’Iran ed il suo apparato di sicurezza hanno una visione molto chiara e profonda degli avvenimenti che accadono in Medio Oriente e pianificano le loro azioni nel lungo periodo”.

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di  Luciano Lago

Come era facile prevedere, a Washington gli statunitensi dei circoli neocons si dimostrano fortemente preoccupati per la piega presa dagli avvenimenti in Medio Oriente ed in particolare per le sconfitte subite dai gruppi terroristi, sponsorizzati da USA ed Arabia Saudita, che sono in rotta sul fronte della Siria come su quello dell’Iraq, sopraffatti dalle offensive coordinate dall’aviazione russa e siriana, dall’Esercito siriano, dalle forze irachene sciite (Hashd al-Shaabi)  e dai reparti scelti iraniani  che affiancano e coordinano tali forze. Essenziale anche il ruolo dell’Hezbollah libanese in supporto dell’Esercito siriano.

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di  Luciano Lago

ll presidente Usa Donald Trump ha comunicato che iniziera’ a fine mese una serie di viaggi all’estero che lo porteranno in Israele, a Roma ed in Sicilia, a Bruxelles ma la tappa piu’ importante, come ha fatto intendere lo stesso inquilino della Casa Bianca, sara’ quella a Rijad. La sua priorita’ e’ consolidare rapporti con lo storico alleato, incrinati dal suo predecessore, Barack Obama, per essere stato questi il grande sponsor dell’intesa sul programma nucleare iraniano siglata a Ginevra il 14 luglio 2015. Intesa mai digerita da Rijad e che anzi i sauditi subirono come un affronto da Washington che aveva con questo accordo favorito il suo arcirivale nel Golfo Persico, l’Iran, culla dell’Islam sciita.

Trump ha pronunciato una dichiarazione in cui si è premunito di affermare che “L’Arabia Saudita e’ custode dei due luoghi piu’ sacri dell’Islam, riconoscendo il ruolo di Rijad nel mondo Islamico, esaltandone la funzione equilibratice nella regione e nello stesso tempo ha ribadito che “con l’Arabia Saudita vuole iniziare a costruire una nuova collaborazione e sostegno con nostri alleati musulmani per combattere l’estremismo, il terrorismo (sic) e la violenza ed accettare un piu’ giusto e fiducioso futuro per i giovani musulmani nei loro Paesi”.

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