Mosca avvisa gli USA: Impediremo attacchi aerei a truppe siriane o russe Gli USA: Non scartiamo l'idea di un attacco diretto a Damasco La Russia comunica di aver fornito alla Siria sistemi di missili terra aria che possono consentire una zona di esclusione aerea se questa risultasse  necessaria, come ha dichiarato alla Izsvestia il senatore Ígor Morózov, membro del Comitato degli Affari Internazionali della Camera Alta. Oltre ai missili S-300, il cui invio in Siria è stato confermato dal Ministero della Difesa russo, il parlamentare ha menzionato i Buk-M1, gli Osá ed alcuni altri sistemi missilistici forniti a Damasco nel contesto della coperazione tecnica e militare tra la Russia e le autorità di Damasco. "Gli USA non potranno ripetere in Siria quello che hanno fatto in Iraq. La Siria conta con un sistema di difesa antiaerea capace di respingere qualsiasi attacco. Inoltre un ipotetico attacco potrebbe colpire anche i consiglieri militari russi, cosa che comporterebbe rappresaglie da parte russa, con la realizzazione di una zona di interdizione aerea sulla Siria", ha dichiarato Morozov.

In Russia si stanno realizzando enormi bunkers antinucleari a Mosca, capaci di ospitare fino a 12 milioni di persone, mentre Putin si prepara ad una possibile guerra nucleare con gli USA. I giganteschi rifugi, la cui costruzione è stata rivelata il venerdì dai funzionari russi, sono una risposta alla recente escalation di tensioni ed accuse tra Mosca e Washington per causa del conflitto in Siria, come ha riferito oggi il giornale britannico Express. In concreto, entrambi i paesi si sono scambiati accuse sul fallimento della tregua che era stata proclamata per una settimana in Siria. Secondo Washington, Mosca non aveva preso le misure adeguate per far cessare l'offensiva dell'Esercito siriano contro i terroristi in Aleppo, mentre la Russia denuncia che gli statunitensi non sono stati capaci di separare i terroristi dall'opposizione.

Il presidente Vladimir Putin e la dirigenza di Mosca stanno riconsiderando tutti gli accordi di collaborazione esistenti con gli USA per causa delle azioni ostili svolte da questi contro la Russia. "La minaccia alla stabilità strategica che presuppongono una serie di azioni ostili messe in atto dagli USA" sono una delle ragioni che spingono le decisioni del Cremlino, come recita un documento pubblicato nel bollettino ufficiale dello Stato. In particolare Putin ha firmato questo Lunedì un decreto che sospende l'Accordo di Gestione e Disposizione del Plutonio (PMDA) sottoscritto con gli USA nell'anno 2.000 per la riconversione di 34 tonnellate di plutonio militare in combustibile nucleare per uso pacifico. In pratica le scorie di plutonio utilizzate per la produzione di armi nucleari.

Giornalisti della pubblicazione "Kommersant" citano oggi vari analisti russi che avvisano circa il rischio di una possibile guerra indiretta tra la Russia e gli USA. Essi sostengono che i nord americani potrebbero attaccare le posizioni delle truppe dell'Esercito siriano, mentre la Russia potrebbe rispondere assestando colpi contro la denominata "opposizione moderata" protetta da Washington. Gli analisti russi sono concordi nell'indicare che gli USA hanno varcato una linea rossa nelle relazioni con la Russia con il minacciare Mosca con possibili attacchi terroristici se questa non cambia la sua strategia in Siria. Il portavoce del Dipartimento di Stato John Kirby aveva detto che, continuando la guerra in Siria, i terroristi inizierebbero ad attaccare le città russe e Mosca e questa "riceverà i corpi dei suoi militari nei sacchi neri per i cadaveri", così come "continuerà a perdere risorse e possibilmente aerei".

By Paul Craig Roberts Il Governo russo ha ingannato se stesso con la sua fantasia di voler credere che la Russia e Washington abbiano avuto una causa comune nella lotta contro l'ISIS. Il governo russo è persino arrivato a credere alla pretesa che i diversi gruppi dell'ISIS, che operano sotto diverso nome mascherato, fossero "ribelli moderati" che potevano essere separati dagli estremisti, nel momento in cui ha accettato la tregua nei combattimenti, pur trovandosi al bordo di una vittoria, al fine di consentire a Washington di rifornire l'ISIS e prepararsi per far affluire le forze della NATO nel conflitto. Il Governo russo aveva anche apparentemente pensato che, come conseguenza del colpo di stato contro Erdogan, che sembrava fatto con la complicità di Washington, la Turchia avrebbe cessato di appoggiare l'ISIS e avrebbe iniziato a cooperare con la Russia.

Lo scorso Mercoledì, i media statunitensi hanno riferito che le agenzie di intelligence americane hanno ampliato la portata e l'ampiezza delle loro operazioni contro la Russia ai livelli della Guerra Fredda. Commentando la notizia, gli esperti russi hanno detto che questo è l'indicazione più chiara che Washington ha spostato ancora lo status della Russia da quello di un 'rivale geopolitico' a quello di un 'nemico' a titolo definitivo. Mercoledì scorso, fonti citate dal Washington Post hanno confermato che le agenzie di intelligence degli Stati Uniti sono in procinto di espandere le loro operazioni contro la Russia ai più alti livelli rispetto alla guerra fredda. La "mobilitazione", che coinvolge la CIA, la NSA, e altri servizi di intelligence e di attività operative, corrisponde ad uno spostamento di risorse che erano impegnate per le minacce terroristiche e nelle zone delle tante guerre degli Stati Uniti verso la Russia.

La Russia ha minacciato gli USA di azioni di rappresaglia a seguito della decisione dell'ampliamento delle sanzioni contro Mosca, deciso unilatermalmente dagli USA la scorsa settimana tramite il Dipartimento del Tesoro USA che ha incluso in una nuova lista varie aziende russe del ramo elettronico e persone fisiche, cittadini russi, che vengono sanzionate con il negare visto di ingresso negli USA e nei paesi del blocco NATO, oltre a divieto di operazioni bancarie. Inopltre gli USA hanno minacciato apertamente la Russia di maggiore isolamento se questa non cesserà il suo appoggio al Governo di Bashar al-Assad in Siria. Il portavoce della Presidenza, Dmitri Peskov, ha avvisato gli USA che la Russia si riserva di agire in conseguenza e che le nuove misure saranno esaminate al Cremlino e che di sicuro queste pregiudicheranno i rapporti bilaterali USA-Russia in quanto tali misure contraddicono con le questioni in esame che sono collegate ad una possibile cooperazione fra i due paesi.

Esercitazioni ed epurazione di personale inaffidabile dimostrano che Mosca si prepara nel caso di futuri scontri. L’autore, uno dei più eminenti intellettuali russi, studioso e storico, sociologo e pubblicista, colloquia col corrispondente di Tsargrad TV sui pericoli dell’attuale ‘pace bellica’, dei cambiamenti nelle élite e della difesa dei valori tradizionali. -Aleksandr Tsyganov: Ultimamente il mondo sembra in una situazione pre-bellica. Le truppe compiono esercitazioni a sorpresa di pronto allarme, enti civili vengono ispezionati sull’operatività in caso di guerra. Si serrano i ranghi, sempre con il pretesto delle esercitazioni in caso di guerra. Siamo davvero in uno stato pre-bellico? Cosa succede?

Una informativa britannica consegnata di recente alla Camera dei Comuni, segnala che la Russia ha adottato ultimamente drastiche misure per ridurre quelle che considera le minacce della NATO che ha provveduto a schierare massicce forze militari vicino alle sue frontiere, nel Baltico come in Romania, con inclusa istallazione di  di un sistema antimissile in Romania ed in Polonia. Il rapporto indica che la Russia ha rinforzato le sue capacità militari nella penisola di Kola, vicino alla Finlandia e nell'enclave russo di Kalingrad, situato tra la Polonia e la Lituania. In entrambi questi luoghi il sistema scelto dai russi, per bilanciare le forze della NATO, è quello dei sistemi di missili Iskander.

L'analista politico tedesco Gregor Gysil, ha rilasciato una intervista al giornale Die Welt in cui ha fortemente criticato l'atteggiamento politico dell'Occidente ed in particolare di Barack Obama nei confronti della Russia. Secondo Gysil, le affermazioni fatte da Obama a proposito della Russia, qualificata dal presidente USA come una "potenza regionale", oltre al fatto di non aver tenuto in conto i suoi interessi nazionali, sono state considerate queste un affronto da parte di Vladimir Putin, un politico che è' anche un tipo di lottatore con artigli di tigre e che non è' disposto a tollerare questi affronti dal suo omologo statunitense. Anche per questo non si sono stabilite buone relazioni fra Putin ed Obama.