"Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero". Proverbio Arabo

Conflitto con la Russia

di Jim W. Dean

Il vicepresidente tedesco Wolfgang Kubicki ha commentato le attuali relazioni tra i due paesi, affermando che Berlino deve aprire nuovi canali di dialogo con Mosca. Un primo passo nella normalizzazione delle relazioni tra Russia e Germania sarebbe “riportare la Russia nel G8”, ha detto Wolfgang Kubicki.

“Tuttavia abbiamo bisogno del consenso degli altri per farlo. Quindi, credo che con l’allentamento delle sanzioni economiche dovremmo fare un primo passo verso la Russia, perché questo problema può essere deciso solo dalla Germania “, ha dichiarato il politico in una intervista con l’ ” Augsburger Allgemeine”

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di Inessa Sinchougova

La Gran Bretagna ha preparato le sue truppe sull’isola di Cipro per un bombardamento coordinato dei paesi occidentali contro la Siria.

Il quotidiano turco Yeni Safak afferma che il colpo sarà inflitto dalle truppe degli Stati Uniti, della Gran Bretagna e della Francia entro le prossime 24 ore.

Secondo le fonti, in Siria sono stati identificati 22 obiettivi, che saranno distrutti dall’aviazione occidentale: si tratta di strutture a Damasco, Homs, Tartus, Hama, Deir ez Zor e Rakka. In particolare, si prevede di colpire l’area della base militare russa a Tartus.

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di Alberto Negri

Perché l’Italia dovrebbe fare la guerra fredda alla Russia? Uno dei ritornelli più consunti della politica internazionale che si leggono in queste ore sulla stampa italiana, dopo la scontata rielezione Putin alla presidenza russa e il caso Skripal, si chiama “solidarietà atlantica”. Ma per l’Italia in che cosa consiste? I termini militari questo: il nostro è il Paese della Nato con più ordigni nucleari americani in Europa anche se non li gestisce direttamente, oltre 70, di cui 20 nella base di Ghedi e 50 ad Aviano. Tra le testate ci sono anche bombe termonucleari della potenza di 50 chilotoni la cui presenza costituisce in caso di conflitto nucleare il motivo di un ipotetico attacco preventivo.

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Fra gli analisti statunitensi e britannici il discorso di Vladimir Putin di ieri ha suscitato clamore ed una certa collera traspare negli ambienti dei neocons di Washington che trapela anche dalle loro dichiarazioni pubbliche e dagli ultimi messaggi pubblicati.

Gli specialisti del Pentagono e della CIA sono al lavoro per interpretare la reale portata degli annunci fatti da Putin e capire quanto siano effettivamente letali le nuove armi russe e quanto in grado di “bucare” le difese antimissile USA che gli strateghi statunitensi valutavano come “uno scudo impenetrabile” delle difese nordamericane.

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Il presidente russo Vladimir Putin, in occasione del suo discorso annuale al Parlamento Russo, ha presentato la produzione delle nuove armi che renderanno “del tutto inutili” le difese della NATO, lanciando un avvertimento al mondo intero sulla risorgente potenza militare della Russia.

Vladimir Putin, ha descritto le nuove armi sperimentate dalla Russia fra le quali un nuovo missile da crociera, con capacità nucleare e con portata “illimitata” in grado di eludere qualsiasi sistema di difesa aerea.
Lo stesso Putin ha voluto far sapere che la Russia ha sviluppato tale missile, denominato Sarmat, che non ha limiti di portata e che ha può trasportare ogive nuvcleari e testate ipersoniche, con possibilità di penetrare le difese aeree e missilistiche oggi esistenti.

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di Paul Antonopoulos

MOSCA, Russia – Sia la Russia che la Serbia subiscono una forte pressione da parte dell’Occidente, ha dichiarato lo scorso sabato, il ministro degli Esteri russo Sergey Lavrov,
“Il nostro paese, la Serbia, sta diventando oggetto di pressioni evidenti”, ha detto il ministro degli Esteri serbo, Ivica Dacic, nel corso di una intervista trasmessa dalla TV Rossyia , secondo il quale l’Occidente cerca di “fare in modo che la Serbia segua una posizione anti-russa”.

“A tale proposito, non molti in Europa sono in grado di usare il linguaggio semplice per esprimere atteggiamenti nei confronti di ciò che sta accadendo”, ha detto Lavrov.

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di  Joaquin Flores *

Chi è in grado di dire oggi che una guerra mondiale non potrebbe accadere di nuovo? Lo spettro di un conflitto si ripresenta nel 2018
Dalla follia sistematica di un Rex Tillerson e  di Kurt Volker,con  i conflitti e le insurrezioni in corso in numerose zone dell’Impero, il Russiagate e la controversa sentenza della FIFA, la Russia sotto sanzioni e l’ultimo mandato presidenziale di Putin, più i tentativi di ripresa del “colpo di stato popolare” o “rivoluzioni colorate”  in America Latina, le situazioni in varie parti del mondo stanno avvicinando la guerra ed allontanando diplomazia.

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Il deputato politco del popolo dell’Ucraina, Igor Mosiychuk, ha dichiarato apertamente che “gli ucraini devono trasferire la guerra al territorio della Russia”, scrivendo sui social media.
“Il nostro obiettivo è quello di suscitare una insurrezione antirussa armando gruppi di ribelli nella Ichkeria ed in altre regioni del Caucaso occupato da Berberia, oltre che aprire un secondo fronte nella guerra con la Federazione Russa. ” Il Cremlino non sarà in grado di combattere su due fronti e questo accelererà enormemente la nostra vittoria ucraina nella guerra du liberazione nazionale nell’est (Donbass), quese le affermazioni di Mosiychuk.

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La NATO ci chiede di rinforzare i ponti e le strade, per permettere il passaggio di carri armati e mezzi pesanti in caso di una guerra contro la Russia. Cos’altro non ci dicono?

di Massimo Mazzucco

La NATO ci chiede di rinforzare i ponti e le strade, per permettere il passaggio di carri armati e mezzi pesanti in caso di una guerra contro la Russia.

Già due settimane fa la portavoce della NATO, Oana Lungescu, aveva dichiarato che la Nato intende creare due nuove centrali di comando in Europa, perché “la capacità di dispiegare velocemente le forze dell’alleanza è importante per la difesa collettiva della Nato”.

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Si spiega e si comprende  il vero motivo della visita di Trump in Polonia con la necessità per Washington di coalizzare i paesi dell’Unione Europea in una nuova crociata contro la Russia, definita da Trump “il paese che, con le sue azioni, cerca di destabilizzare l’Europa dell’Est”. Trump ricorre come il suo predecessore, il non rimpianto Barack Obama, al consueto agitare della “minaccia russa” per mantenere quanto più stretta la subordinazione dei paesi europei alla logica del “facciamo blocco contro la Russia”.

I governati della Unione Europea non sono neppure sfiorati dal dubbio che sia ben altro il pericolo da cui debba guardarsi l’Europa, in un momento in cui è attivo il terrorismo radicale islamico e l’ondata migratoria proveniente da Africa, Asia e Medio Oriente non accenna ad arrestarsi.

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