di  Americo Mascarucci Cosa sta avvenendo in Siria? Si fanno sempre più insistenti le voci che vedono dietro l'attacco Usa contro Assad una strategia concordata fra Trump e Putin per favorire l'uscita di scena del dittatore di Damasco e pilotare la successione? Intanto venti di guerra stanno spirando nel Pacifico con le reciproche minacce fra America e Corea del Nord. Gli Usa sarebbero pronti ad attaccare il regime nord-coreano che si è detto pronto a difendersi, ma questo come sarà accettato dalla Cina? C'è il rischio concreto di una terza guerra mondiale? Intelligonews ha rivolto queste domande al giornalista Giulietto Chiesa esperto di scenari geopolitici. E' reale l'ipotesi che l'attacco Usa in Siria sia parte di una strategia condivisa di Trump con Putin? Potrebbe essere stata tutta una sceneggiata?

di Salvo Ardizzone Cosa unisce il gas nervino usato in un villaggio del Governatorato di Idlib in Siria, un attentato (e un altro fallito) alla metropolitana di Pietroburgo e una serie d’improvvise manifestazioni di dissidenti in Russia e Bielorussia? Francamente dietrologie e complottismi non ci appassionano, il più delle volte nascondono bufale colossali o depistaggi, ma nella sequenza che abbiamo elencato la logica c’è, eccome. Gas nervino attentati e dissidenti cosa li unisce Atto primo: il 26 marzo, in circa ottanta città della Russia si sono tenuti cortei e manifestazioni, tutti rigorosamente non autorizzati ma nella gran parte con la copertura dei media occidentali presenti al gran completo per dargli risonanza. A dirla tutta, fra i partecipanti, nella massima parte giovanissimi, diversi hanno dichiarato d’aver ricevuto un cospicuo “gettone di presenza”.

di   James  Holbrooks TheAntiMedia.org Secondo un articolo della Reuters di martedì scorso, nel sud-est asiatico, stanno buttando benzina sul fuoco: la Cina ha “praticamente completato la costruzione delle sue infrastrutture militari sulle isole artificiali che ha costruito nel Mar Cinese Meridionale”, ed ora la superpotenza asiatica “è pronta a schierare aerei da combattimento e mezzi militari pesanti in qualsiasi momento”. Dalle immagini satellitari analizzate dalla Asian Maritime Transparency Initiative, del Centro di Studi Strategici e Internazionali, di Washington DC, in una agenzia di stampa si legge che “ sono in corso lavori sulle strutture difensive aeree, navali e radar su Fiery Cross, Subi e Mischief Reefs nelle isole Spratly ”.

di  MIKE WHITNEY “La Russia è parte organica e inalienabile dell’Europa in senso allargato e della civiltà Europea. I nostri cittadini si considerano Europei. Per queste ragioni la Russia propone un movimento verso la creazione di uno spazio economico comune che vada dall’Atlantico al Pacifico, una comunità a cui gli esperti Russi si riferiscono come “l’Unione di tutta Europa”, che rafforzerà il potenziale Russo nel suo sforzo economico verso la ‘Nuova Asia’. ” – Presidente della Russia Vladimir Putin, “La Russia e il Mondo in cambiamento”, Febbraio 2012 L’inarrestabile demonizzazione di Vladimir Putin è soltanto una parte della multiforme strategia di Washington per fare arretrare il potere Russo in Asia centrale e mettere la parola fine al sogno di Putin di “Una più grande Europa”. Insieme al tentativo di liquidare il Presidente Russo come “bandito del KGB”, o “dittatore”, i media hanno inoltre insinuato che Mosca abbia avuto ingerenze sulle elezioni USA e che la Russia sia un pericoloso aggressore seriale che pone una crescente minaccia alla sicurezza della UE e degli USA.

Il Pentagono è obbligato a spendere tanti soldi per andare a bombardare genti indifese in terre lontane, nel frattempo la Russia e al Cina modernizzano il loro esercito. La Russia e la Cina stanno facendo sostanziali progressi rispetto al potere militare degli Stati Uniti, lo lamenta un commento piuttosto ottuso, pubblicato in The Hill. Questa situazione è specialmente preoccupante perchè, come spiega l'autore, "gli USA ancora spendono risorse molto al di sopra dei propri rivali nelle forze militari, con un budget dei 600 bilioni di dollari che risulta tre volte più alto di quello della Cina e più di sei volte rispetto a quello di Mosca".

Siamo immersi in una guerra di nuovo tipo per la riprogrammazone della maggior parte del mondo e la sua peculiarità è che non c'è bisogno di eliminare i nemici fisicamente, assicura un analista russo. Mentre i miltari russi respingono i terroristi  mantenendoli lontani dalle loro frontiere, in Siria, il principale nemico globale sta rinforzando passo dopo passo le sue posizioni, vicino e all'interno della Russia, ritiene l'analista internazionale Vladímir Lepiojin. "Una nuova guerra mondiale che, secondo alcuni, si trova sul punto di scoppiare e che, secondo altri, non potrà non coinvolgere la Russia, si viene realizzando e la Russia, come obiettivo principale di questa guerra, sta soffrendo giornalmente perdite fisiche, economiche, socioculturali, di reputazione e all'interno di altro tipo", scrive il politologo in un articolo per RIA Novosti.

by Luna de Alabama Quando mi hanno domandato (a mezzo tweet) questa mattina "da quale guerra di quale paese stavano scappando quei disgraziati somali (con donne e bambini), quando sono stati colpiti e assassinati su una barca al largo delle coste dello Yemen, se dalla guerra nello Yemen o da quella in Somalia, ho considerato che il mondo è molto triste quando deve riflettere su questo tema. Porgiamo attenzione che queste persone stavano scappando da entrambe le guerre: La Guardia Costiera Mohammad Al Aly ha riferito alla Reuters che i rifugiati avevano i documenti ufficiali della ACNUR (organismo ONU), andavano in viaggio dallo Yemen al Sudan quando sono stati attaccati da un elicottero Apache vicino allo stretto di Bab Al Mandeb.

La storia lo dimostra: ogni volta che un sistema crolla, i suoi leader se ne accorgono solo quando vengono portati via dalla tempesta [Thierry Meyssan] «Sotto i nostri occhi» - Cronaca di politica internazionale n°224 di Thierry Meyssan. La storia lo dimostra: ogni volta che un sistema crolla, i suoi leader se ne accorgono solo quando vengono portati via dalla tempesta. Così, i responsabili politici dell'Unione europea, riuniti come ogni anno a Monaco di Baviera per la loro conferenza sulla sicurezza, sono rimasti scioccati nel sentire Sergey Lavrov evocare un ordine mondiale post-occidentale. Eppure la terra sta loro mancando sotto i piedi: i popoli arabi resistono disperatamente alle guerre e alle false rivoluzioni, mentre il popolo statunitense ha eletto un anti-imperialista alla Casa Bianca. Gli organizzatori non se ne curavano: loro difendevano gli interessi dello Stato profondo USA contro l'amministrazione Trump.

di Andrea Cavalieri Vent'anni erano quelli del romanzo di Dumas, ma il ritmo frenetico del mondo moderno suggerisce che anche solo la metà siano un tempo cospicuo per verificare previsioni e tabelle di marcia. Mi riferisco all'intervento di Putin del febbraio 2007 a Monaco di Baviera, durante la Conferenza sulla Sicurezza dal titolo: “Crisi globali, responsabilità globale”. Qui un bel servizio che ne mette in rilievo i passi salienti. youtube.com/watch Personalmente trovo molto interessanti e significativi 3 passaggi ... tutto il sistema di comando di una nazione, gli Stati Uniti, ha trasceso i suoi stessi confini nazionali in tutti i settori: nell'economia, nell'arena politica, nella sfera umanitaria. Questi principi vengono imposti con la forza alle altre Nazioni. A chi potrà piacere una cosa del genere? Davvero, a chi piacerà?

L’assetto mondiale “unipolare” non può essere duraturo, i leader mondiali devono creare “un ordine mondiale più equo”. Così il ministro degli Esteri russo Serghei Lavrov a Monaco. Importanti passaggi del discorso del  ministro degli Esteri russo, Serghei Lavrov, a Monaco. Secondo il ministro degli Esteri russo, "la Guerra Freddda continua ad esser epresente nella mente di molti in una epoca carattetterizzata dalle menzogne e dalle notizie false". Ad opinione del  cancelliere russo," soltanto una forma di cooperazione onesta fra le nazioni può salvarci dalla catastrofe". "L'Umanità si trova al cospetto di una fase critica in un "ordine mondiale liberale" che non è riuscito ad adattarsi alla realtà successiva all'epoca della Guerra Fredda", ha dichiarato Seguei Lavrov, il ministro degli Esteri russo, nel corso della Conferenza sulla Sicurezza a Monaco. Secondo il cancelliere soltanto una epoca di cooperazione potrebbe trasformare l'attuale periodo di post verità in una epoca di post menzogna.