DI PAUL CRAIG ROBERTS informationclearinghouse.info “Cinquanta anni fa, le strade di Leningrado mi hanno insegnato una cosa: se una lotta è inevitabile, devi colpire per primo” – Vladimir Putin In 1984 di Orwell, le notizie non conformi al Grande Fratello vengono gettate nel Buco della Memoria. Nella reale distopia in cui attualmente viviamo in America, le informazioni non vengono invece neanche riportate.

IN SIRIA LA GUERRA CONTINUA . L’EUROPA SEMPRE PIU’ ESPOSTA. COME NEGLI USA TI RACCONTANO LA POLITICA di Paul Craig Roberts La Guerra in Siria non si è conclusa e certamente non si concluderà fino a che Israele non avrà avuto la sua vittoria in tutti questi anni di guerra. A cosa sarebbe servito questo orrore se alla fine non si raccoglierà nulla? Infatti, nonostante i successi della Russia e gli accordi di Astana in Kazakistan mediati da Russia, Turchia, Iran e i cinque altri colloqui tenutisi a Ginevra con il rappresentate Onu De Mistura e il ministro degli esteri russo Lavrov per il monitoraggio della tregua, durante i quali si stava concertando una forma di governo, su una bozza di Costituzione e sulla lotta al terrorismo, le truppe americane e britanniche, sostenute questa volta dalla Giordania che sta fornendo aiuto logistico anche a nuove formazioni terroristiche, si starebbero preparando ad altri attacchi concentrandosi a sud della Siria per aprire un fronte di guerra lungo il confine israeliano e quindi favorire Israele affinchè, prima di altro incontro di pace, la Russia sia messa di fronte alla realtà di una vittoria sul campo che allargherebbe i confini di Israele occupando una parte di territorio siriano. Lo dice e lo scrive il giornalista siriano H. Morthada della ‘Voce della Siria’ che riporta anche la verità sulla strage degli sfollati che salivano sugli autobus e dei 69 bambini uccisi il 15 aprile 2017. Vedi: SYRIE : Le journaliste Hossein Mortadha révèle qui a effectué le massacre du bus et le but réel de l’ouverture du Front Sud

di Alberto Cruz La nuova distribuzione dell'equilibrio del potere globale ha preso in contropiede i vecchi signori del mondo che si rifiutano di accettare il loro tramonto e vogliono continuare a dettare la politica Le minacce degli USA alla Corea del Nord non costituiscono solo una violazione, l'ennesima, del diritto internazionale che stabilisce (Carta delle Nazioni Unite) che l'uso della forza o semplici minacce di questa, sono inaccettabili nelle relazioni internazionali, ma sono anche la più chiara espressione, a cui stiamo assistendo, della fase finale del collasso dell'imperialismo. Gli USA sono feriti a morte da molto tempo, da quando nel 2008 ebbe inizio la crisi economica dalla quale il mondo capitalista tradizionale non ha potuto, né saputo ancora uscire, benché esista qualche indizio di ripresa e da quando due paesi hanno visto arrivare il loro momento di vedere saldati i vecchi debiti. Questi due paesi sono la Cina e la Russia.

di  Luciano Lago Dagli avvenimenti di queste ultime settimane si rende evidente che le elites di potere statunitensi stanno imponendo la loro agenda globale che avevano preparato per la Hillary Clinton (loro candidata naturale). Tuttavia colui che le sta attuando, dopo aver ceduto alle pressioni, è Donald Trump, dopo aver prodotto un cambiamento di 180 gradi al suo programma non interventista presentato in campagna elettorale. Questa metamorfosi ideologica e strategica di Trump ha provocato a sua volta una metamorfosi mediatica e politica da parte dei suoi nemici su entrambi i fronti, che adesso lo applaudono e lo incitano a che continui per questo percorso bellicoso ed interventista che presenta molti pericoli. Tutti i difetti che venivano imputati al nuovo inquilino della Casa Bianca sono di colpo scomparsi dopo i bombardamenti da lui ordinati sulla Siria e sull'Afghanistan. Questa situazione complessa lascia allo scoperto tutta l'ipocrisia e la farsa mediatica che era stata orchestrata dai denominati "progressisti", gli stessi che annunciavano grandi manifestazioni e mobilitazione contro Trump accusando il presidente di essere un "agente del Cremlino" o che lanciavano accuse contro Mosca per presunte "ingerenze " nella campagna elettorale. Si dimostra che era questa tutta una campagna artificale, sostenuta da determinati ambienti, destinata a delegittimare il nuovo presidente eletto.

È solo distrazione di massa. Buttate la televisione giù dalla finestra! Siamo ancora tutti sconvolti dal livello di leggerezza e di cinismo con cui, la scorsa settimana, i media hanno fatto stringere il culo al mondo intero, che si è sentito qualcosa di duro poggiato dietro. Non siamo ancora in guerra con la Corea del Nord, anche perché la grande flotilla americana che tutti avevano detto che stava all’ancora al largo della Corea del Nord, si trovava, in realtà, lontana 3500 miglia.

Il capo della diplomazia statunitense, Rex Tillerson, ha indicato che una "politica appropriata" verso l'Iran implica che Washington affronti tutte le "minacce" che Teheran prospetta. Il segretario di Stato, Rex Tillerson, ha lanciato oggi dure accuse contro le autorità iraniane di finanziare le attività terroristiche in Siria (?), nello Yemen, in Iraq ed in Libano. "L'Iran è il leader mondiale nel campo del patrocinio del terrorismo ed è responsabile di numerosi conflitti e dell'affossamento degli interessi degli Stati Uniti in paesi come la Siria, lo Yemen, l'Iraq ed il Libano, così come dell'appoggio continuato agli attacchi contro Israele", ha dichiarato Tillerson.

Elena Quidello Esiste una sola verità che ha dominato il mondo e gli uomini sin dai suoi albori, una verità che i saggi hanno condensato in una sola proverbiale frase. ‘Homo homini lupus’ ( Plauto). Da quando il sole ha iniziato ad illuminare il mondo con le sue meraviglie, l’uomo si è guardato intorno e ha preso ciò che gli serviva. E man mano che gli uomini si univano in gruppi diversi, guardavano con ingordigia i possedimenti degli altri. Quando le parole non bastavano, la forza e l’aggressione verso il più debole erano gli unici mezzi per impossessarsi di ciò che serviva alla loro sopravvivenza. E’ proprio quello che sta accadendo in Medio Oriente dove il paese più forte, gli Usa, non contento di avere esteso i propri tentacoli in ogni angolo del mondo, depredando ricchezze, seminando morte e distruzione con armi non certo alla pari, oggi trova il pretesto di una bugia per distruggere quei pochi siriani che ancora resistono per immolarsi in sacrificio al nuovo’ Dio , al nuovo ‘Vitello d’oro’ a cui nell’antica storia biblica gli ebrei si erano inchinati durante l’assenza di Mosè.

di Finian Cunningham Se scoppierà una guerra nucleare nei prossimi giorni oppure no- il fatto esecrabile è che tutto il mondo viene mantenuto in ostaggio dalla pazzia guerrafondaia della elite di potere americana. Sembra essere soltanto una questione di tempo prima che gli Stati Uniti alla fine vadano a scatenare una guerra con uno qualsiasi del numero di Stati stranieri che vengono indicati come "nemici" -la Corea del Nord, la Siria, l'Iran, la Russia o la Cina. Oppure  qualsiasi altro Stato che Washington consideri una "minaccia" nella sua paranoica visione egemonica del mondo. Il comune denominatore in questi casi è l'aggressione militare degli Stati Uniti. Quello che rende tanto pericoloso il potere militare nordamericano sta nel fatto che le persone che dirigono questo paese sono talmente risolute, tamto stupide - piene della loro presupponenza fatta di inganno e di ignoranza.

Tensione in Nord Corea: il poliziotto globale scappa dalla sua crisi interna? Lo sgancio in Afghanistan della "Massive ordnance air blast" (Moab), altrimenti ribattezzata "Mother of all bombs", l'ordigno convenzionale più potente mai utilizzato nella storia, segna in maniera netta la direzione presa dalla presidenza Trump rispetto alla politica estera del paese. Svanita ogni tentazione di isolazionismo in campo di politica estera, anche la nuova amministrazione si inserisce nel solco dello storico ultra-interventismo bellico statunitense, tra i plausi dei falchi neo-con e dei democratici neoliberisti come Clinton e Kerry che si sono affrettati ad applaudire l'odiato Donald una volta tornato nei ranghi.

di Thierry Meyssan La Casa Bianca si è finalmente allineata alla Coalizione costituita dai neoconservatori attorno al Regno Unito e a diverse società multinazionali. Gli Stati Uniti riprendono la politica imperialista che hanno deciso nel 1991 e riattivano la NATO. La rottura con la Russia e la Cina si è consumata il 12 aprile 2017. Il mondo è di nuovo sull’orlo della guerra nucleare. Nel corso di due settimane d’intensa battaglia in seno all’amministrazione Trump, gli Stati Uniti hanno attaccato illegalmente la base aerea di Chayrat (Siria) e poi hanno moltiplicato i segni contradditori, prima di metter giù le proprie carte: in definitiva, rilanciano la loro politica imperialista. In meno di due settimane, l’amministrazione Trump ha difeso 7 posizioni diverse riguardo alla Repubblica araba siriana [1]. Il 12 aprile 2017, gli Stati Uniti hanno operato la loro grande giravolta.