Un influente analista politico americano ha accusato l'Occidente di aver causato la "rottura dei rapporti" con Mosca di Yaroslav Medvedev L'Occidente è responsabile del deterioramento delle relazioni con la Russia, ne è convinto l'analista politico americano Ted Galen Carpenter. Secondo lui, ora è in...

di  Luciano Lago Già da vario tempo si era compreso che l'elite di potere dominante a Washington, i neocon, nella loro psicosi di onnipotenza, avevano in mente di mettere in moto la possente macchina militare degli USA per affrontare uno alla volta quelli che vengono considerati i nemici degli Stati Uniti. la Siria di Assad, l'Iran, la Corea del Nord, la Russia e la Cina. L'Amministrazione del presidente Trump risulta ormai totalmente in mano a questo gruppo di potere e Donald Trump sta aspettando soltanto l'esito delle prossime elezioni di medio termine, per avere la conferma della sua maggioranza al Congresso e far approvare i suoi budget di spese miltari mai così dilatate come adesso.

Gli Stati Uniti stanno lavorando attivamente per ritirarsi dai trattati militari con la Russia, creando una situazione prebellica nelle relazioni diplomatiche tra Washington e Mosca . Il 20 ottobre, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha confermato che gli Stati Uniti stanno decidendo di abbandonare il Trattato sulle forze nucleari a raggio intermedio (INF). Dopo una manifestazione a Elko, in Nevada, il presidente ha affermato che la Russia ha "violato questo per molti anni". "Dovremo sviluppare quelle armi", ha detto Trump. "Stiamo andando a rescindere l'accordo e stiamo andando a tirarci fuori."

Secondo un rapporto stilato dalla fondazione Heritage, un think tank con sede a Washington, l'aperta ostilità manifestata in questi ultimi anni da parte dell'Amministrazione USA contro la Russia e la Cina, tramite sanzioni, provocazioni militari e minacce esplicite, ha provocato di fatto il costituirsi di una alleanza di interessi comuni, fino alla costituzione di un blocco militare ed economico fra la Federazione Russa e la Repubblica Popolare Cinese. Questo blocco mililtare Russo Cinese si trova già in un processo di integrazione di forze, come dalle ultime mega esercitazioni congiunte in Siberia, ed è divenuto un nemico possente contro cui gli USA, molto difficilmente in caso di conflitto aperto, potrebbero affrontare una guerra su larga scala ed uscirne vincitori.

di  Luciano Lago La sfida strategica del binomio Russia/Cina entra nella sua fase operativa con le massicce esercitazioni militari e strategiche, denominate Vostok 2018, che si terranno in Siberia dall'11 al 15 Settembre con lo schieramento della flotta russa del Nord e la partecipazione (per la prima volta in 35 anni ) di un grosso contingente cinese di truppe e di mezzi aeronavali. L'esercitazione congiunta ha lo scopo di mostrare a Washington la capacità russa e cinese di utilizzare attacchi simulati con armi nucleari proprio nel momento in cui si manifesta al culmine la russofobia negli USA e la Cina viene attaccata dalle sanzioni USA e sfidata nella sua rivendicazione di sovranità nel Mar della Cina meridionale . Queste esercitazioni sono una forma di messaggio esplicito che le autorità di Mosca e Pechino inviano ai guerrafondai neocon di Washington.

di  Luciano Lago L'Amministrazione Trump, con la sua aggressiva politica di minacce e sanzioni contro i paesi che rappresentano una sfida all'Ordine Globale dominato dagli USA è riuscita ad ottenere un risultato prevedibile: la Cina e la Russia sono più all'erta che mai e stanno unificando e coordinando le loro forze militari contro il nemico comune. Non è un caso che Russia stia preparando per Settembre le maggiori esercitazioni militari congiunte dall'epoca della Guerra Fredda con la partecipazione di un forte contingente di forze militari cinesi. Per il mese prossimo, la Russia ha previsto di mettere in scena le sue più grandi esercitazioni di guerra dalla caduta dell'Unione Sovietica, come ha detto lo stesso ministro della Difesa russo Sergi Shoigu. Si prevede che migliaia di truppe provenienti dalla Cina e dalla Mongolia parteciperanno agli esercizi in Siberia, soprannominati "Vostok 2018", secondo le dichiarazioni dei ministeri della difesa russi e cinesi.

di  Finian Cunningham (*) Ogni volta che un funzionario dell'Amministrazione Trump pontifica su questo o quello, uno schermo televisivo dovrebbe mostrare contemporaneamente le strazianti scene di sepoltura dei bambini yemeniti uccisi all'inizio di questo mese dagli aerei sauditi forniti dagli Stati Uniti. Non solo nello Yemen. Che ne dite dei bambini affamati in Corea del Nord dalle sanzioni economiche statunitensi? O bambini siriani che vivono in campi profughi, costretti a lasciare le loro case da miliziani jihadisti appoggiati dagli Stati Uniti? O bambini iraniani che affrontano il bilancio di politiche americane vendicative?

Scritto da Arkady Savitsky ; La Russia, l'Iran, la Cina, Cuba e ora la Turchia sono sulla stessa barca, poiché tutti questi paesi sono diventati l'obiettivo delle sanzioni statunitensi. Ma nessuna di quelle nazioni si è piegata sotto la pressione USA. La Russia aveva previsto in anticipo gli sviluppi e preso misure tempestive per proteggersi. La moneta nazionale turca, la lira, sta precipitando ora che Washington ha introdotto sanzioni e tariffe su acciaio e alluminio, nel tentativo di costringere Ankara a consegnare un pastore americano detenuto. Il presidente turco Erdogan ha detto che è tempo che la Turchia cerchi "nuovi amici" e che la Turchia stia pianificando di emettere obbligazioni denominate in yuan per diversificare i propri strumenti di prestito esteri. L'11 agosto, il presidente Erdogan ha dichiarato che la Turchia è pronta per iniziare a utilizzare le valute locali nel suo commercio con la Russia, la Cina, l'Iran, l'Ucraina e le nazioni dell'UE dell'eurozona.