Per tutta l'Europa si estende l'impressione che (noi europei) ci troviamo dalla parte sbagliata. La politica nordamericana oggi risulta la più pericolosa per l'Europa che non la politica russa. di  JOSÉ JAVIER ESPARZA Questa stessa settimana, il capo di Stato maggiore dell'Esercito nordamericano, il generale Mark Milley, prendeva la parola nel vertice della "Difense One", a Washington, e segnalava la Russia come "la principale minaccia per gli Stati Uniti".

di G. Cirillo Come era facilmente prevedibile la Russia è stata colpita da un attentato dell’ISIS che in un colpo solo ha ucciso centinaia di infedeli russi e danneggiato in maniera irreparabile il turismo in Egitto, che come sappiamo è ancora una parte importante del PIL del paese. Ormai questa è la chiara tattica preparatoria dello Stato Islamico, prima destabilizzare l’economia di un paese e fomentare conflitti interni per poi aggredirlo sul territorio. L’attentato all’aereo russo è purtroppo un capolavoro strategico perché mette uno contro l’altro due paesi alleati come Russia ed Egitto. Il primo paese è costretto a bloccare i voli e a diminuire la presenza di turisti nel paese, anche perché potrebbero essere un facile bersaglio di ulteriori attacchi (abbiamo visto come l’ISIS in Tunisia abbia attaccato due volte il turismo, proprio per distruggerlo), il secondo subisce una pesante perdita economica.

di  Pablo Jofre Leal * Lo scenario politico militare che si presenta in Medio Oriente rappresenta l'espressione nitida di un pianeta che all'inizio del quarto lustro del secolo XXI affronta posizioni diametralmente opposte nella forma di gestire le relazioni internazionali. Si profila un quadro di controversie tra quelle potenze che utilizzano l'aggressione diretta, l' occupazione ed i metodi di destabilizzazione dei governi che non sono conformi ai loro interessi, come anche utilizzano il bombardamento indiscriminato di città, paesi e villaggi, i crimini di massa con l'uccisione di donne ebambini, la distruzione di Nazioni - come l'Iraq, la Siria, lo Yemen - e la negazione del diritto all'autodeterminazione di altri - come nel caso della Palestina - per raggiungere i loro obiettivi , anche se questo significa la formazione e il sostegno dei gruppi terroristici i quali nel futuro potrebbero  coinvolgere con le loro azioni anche le loro stesse società.

By  Gordon Duff Il matrimonio tra l'Arabia Saudita ed Israele costituisce il vero cuore dell'ISIS. Il denaro ed il potere di queste due nazioni che, assieme con la Turchia, governano il traffico di influenza che si trova nel cuore di Washington D.C., i terroristi dell'ISIS  possono essere stati  armati non soltanto dalla CIA ma è probabile  anche dietro la falsa campagna di bombardamenti degli Stati Uniti ed il continui episodi aviolanci "accidentali" di armi ai terroristi in Iraq ed in Siria. Quando e se accadrà che, il primo missile BUK dell'arsenale dell'ISIS, inviato dall'Ucraina sotto il controllo militare nordamericano, abbatterà un aereo americano, potete stare sicuri che la Russia sarà incolpata esattamente come lo è stata per il MH17. Una cosa però è chiara: il termine coniato dal presidente Reagan, "l'asse del male", descrive in modo adeguato qualche cosa di vivo come lo è oggi, il tacito non dichiarato ma inesorabile fattore , che ogni volta di più trasuda la sua follia velenosa e malevola attraverso più balze del nostro pianeta.

La reazione occidentale alla campagna aerea in Siria sa di dejà vu. Da ogni punto di vista è identica alla reazione occidentale alla campagna russa in Cecenia nel 1999. Nelle settimane seguenti l’inizio della campagna, gli esperti occidentali fecero una serie di rivendicazioni e previsioni. Dissero che l’aeronautica russa bombardava civili, e accusarono i comandanti russi di crimini di guerra. Affermarono che l’intervento militare russo avrebbe radicalizzato la popolazione, che le si sarebbe rivoltata contro. Predissero l’aumento degli attacchi terroristici contro la Russia, oltre che la sua sconfitta. Tutte queste dichiarazioni e previsioni si sono dimostrate errate.

(Dr. Strangelove is Naked) by  Pepe Escobar Tutto il Sud Globale del mondo si sta informando di come la campagna militare russa in Siria abbia rotto rapidamente tutti i piani " Eccezionalisti" elaborati per un "grande Medio Oriente". Questi piani comprendono tutto, dalla dottrina Wolfowitz al Dr.  "Grand Chessboard" di Brzezinski ove l'imperativo categorico era quello di prevenire l'apparire di un competitor strategico in tutta l'Eurasia. Tuttavia il sottotitolo è ancora più intrigante: il Pentagono non lo abbiamo mai visto arrivare. E sono assolutamente atterriti per le inevitabili conseguenze. Il panico era palpabile, come quello trasmesso dal Dr. Strangelove, purtroppo per la NATO, il comandante di questa organizzazione, Felipe Breedlove, alias Breedlove/odio, l'uomo che tutte le settimane annuncia che la Russia invade l'Ucraina.

di Thierry Meyssan L’intervento militare di Mosca in Siria non ha semplicemente capovolto le sorti della guerra e seminato il panico tra i jihadisti. Ha mostrato al mondo, in una situazione di guerra reale, le effettive capacità dell’esercito russo, che con sorpresa di tutti dispone di un sistema di interferenza elettronica in grado di rendere sorda e cieca l’Alleanza Atlantica. Nonostante un budget molto più alto, gli Stati Uniti hanno appena perso il loro predominio militare. L’intervento militare russo in Siria, che sarebbe dovuto essere una scommessa azzardata di Mosca contro i jihadisti, si è invece trasformato in una manifestazione di potenza che ribalta l’equilibrio strategico mondiale [1]. Originariamente pensato per isolare e distruggere i gruppi armati degli Stati che li sostengono in violazione delle relative risoluzioni del Consiglio di sicurezza, l’operazione ha portato ad accecare tutti gli attori e i loro alleati occidentali. Frastornato, il Pentagono è diviso tra coloro che cercano di minimizzare i fatti e di trovare una falla nel sistema russo e quelli che, al contrario, ritengono che gli Stati Uniti abbiano perso la loro superiorità in materia di guerra convenzionale e che avranno bisogno di molti anni per recuperarla. [2]

di Luciano Lago Da alcuni giorni, constatiamo che sono quasi sparite dai giornali e dalla TV le informazioni relative ai due principali conflitti in Medio Oriente, ci riferiamo naturalmente al conflitto in Siria, che dura da quasi 5 anni, con il massiccio intervento militare russo, iniziato il 30 di Settembre ed a quello in Iraq, dove lo Stato islamico ed altri gruppi terroristi avevano preso il controllo di vaste aree dei territori di quei paesi. Tralasciamo di parlare del conflitto o "dell'intifada dei coltelli" in Palestina, che richiederebbe una lunga trattazione a parte su quali ne siano le cause e gli effetti. Circa il conflitto in Siria, si era registrato  un grosso clamore mediatico iniziale determinatosi nell' occasione dell'intervento delle forze aeree russe in Siria ed il coro dei media occidentali aveva riportato fedelmente le ridicole accuse della propaganda USA fatte alla Russia per aver bombardato non soltanto le postazione -dell'ISIS (lo Stato Islamico) ma anche quelle degli "oppositori" di Assad, altrimenti denominati dalla propaganda USA come "ribelli moderati".

By Finian Cunningham * Agli USA ed ai loro alleati non dispiacerebbe assistere ad un esito fallimentare e terribilmente negativo delle operazioni militari portate avanti dai russi in Siria, visto che il successo dell'operazione russa produrrebbe un totale fallimento delle macchinazioni occidentali per un cambio di regime . L'eventuale successo dell' intervento russo segnerebbe invece anche un cambiamento nell'equilibrio di forze che allontanerebbe l'egemonia USA. La scorsa settimana il segretario alla Difesa Ashton Carter in modo enigmatico ha presetto che "la Russia subirà, come conseguenze del suo interventi in Siria atti di terorrismo realizzati sul territorio russo".  Pochi giorni dopo l'avvertimento di Carter, le autorità russe hanno scoperto una cellula jihadista a Mosca ch preparava un attacco terroristico, negli stessi giorni si è verificato un attacco con i mortai contro l'ambasciata della Federazione Russa a Damasco, un attacco che il ministro degli esteri russo Lavrov ha qualificato come un atto di terrorismo.

The Intercept ha pubblicato oggi un'inchiesta sugli assassinii mirati con i droni in Yemen, Somalia e Afghanistan. Il 90% degli uccisi erano vittime innocenti. La testata curata da Glenn Greenwald, The Intercept, ha pubblicato un'ampia inchiesta sul programma americano di assassinii mirati attraverso l'uso di droni in Yemen, Somalia e Afghanistan. La fonte degli scoop messosi in contatto con la testata avrebbe consegnato una cache di slide che "aprono una finestra sul lavoro interno delle operazioni kill/capture" tra il 2011 e il 2013.