di Luciano Lago Non c'è alcun dubbio che un personaggio come Recepit Erdogan, presidente della Turchia, sia afflitto da turbe psicotiche come megalomania, egocentrismo, ossessioni maniacali e paranoia, come rivelato anche da alcuni suoi ex collaboratori. L'aspetto inspiegabile di questa situazione è quello che i suoi più stretti alleati ocidentali, in particolare gli USA e la Germania, invece di calmarlo e consigliargli un periodo terapeutico, ne assecondano le ossessioni o peggio (nel caso della Merkel) si prestano a  sottostare ai suoi ricatti. La Turchia, che si era faticosamente incamminata nel percorso delle riforme e della crescita economica, come paese emergente, non meritava un presidente come questo psicopatico di Erdogan che rischia di portare il paese al disastro.

di A.Terenzio La proposta dei ministri della Difesa dei paesi membri della NATO, che hanno invitato il Montenegro ad aderire   all’Alleanza atlantica, rappresenta solo l’ultima provocazione ai danni della Federazione Russa. Dopo la crisi diplomatica con la Turchia, per l’abbattimento del Sukoi-24 russo ed il conseguente sostegno di Obama ad Erdogan, la Nato continua la sua politica di aggressione a Mosca. L’attacco al Jet russo, da parte delle forze militari turche, e’ stata un’evidente ritorsione per l’impegno di Mosca a sostegno dello Stato Siriano.

L'ISIS è la progenie di coloro che a Washington, Londra e Parigi, nel cospirare per distruggere l'Iraq, la Siria e la Libia, hanno commesso un enorme crimine contro l'umanità. di John Pilger La prima versione di questo articolo è stata pubblicata più di un anno fa sul sito dell'autore, l'8 ottobre 2014. Alla luce dei recenti attentati di Parigi del 13 novembre scorso e del successivo intervento militare della Francia in Siria, John Pilger ne ha rivisto alcune parti riproponendolo con il titolo: "From Pol Pot to ISIS: The blood never dried". La traduzione è a cura di Giuseppe Volpe, per Z Net Italy. Buona lettura. (pfdi) Nel trasmettere gli ordini del presidente Richard Nixon per un "massiccio" bombardamento della Cambogia nel 1969, Henry Kissinger disse: "Tutto ciò che vola su tutto ciò che si muove". Mentre Barack Obama promuove la sua settima guerra al mondo musulmano da quando gli è stato assegnato il Premio Nobel per la Pace, e Francois Hollande promette un attacco "senza pietà" sulle macerie della Siria, l'isteria e le menzogne orchestrate fanno quasi venire la nostalgia per l'onestà omicida di Kissinger.

di Luciano Lago Il mese di Novembre segna quella che si può' considerare una svolta definitiva nei delicati equilibri che fino ad oggi hanno retto una relativa pace nel continente europeo, con le eccezioni del conflitto nella ex Yugoslavia e del conflitto in Ucraina. La svolta viene segnata dagli attentati di Parigi del 13 Novembre e dall'abbattimento dei due aerei russi, il primo sul Sinai, un aereo civile, il secondo nel nord della Siria, per azione dei caccia turchi. Per queste ultime due azioni appare chiaro che non si è trattato  di episodi casuali ma piuttosto di provocazioni ben studiate per provocare la reazione dell'orso russo dopo che questo aveva messo piede in Siria, bloccando momentaneamente il piano di smembramento del paese che rientra nel più' generale piano di ripartizione del Medio Oriente che gli strateghi degli USA ed Israele stavano pianificando da oltre 15 anni.

di Luciano Lago Niente avviene per caso e tutti gli avvenimenti di queste settimane rispondono ad una logica e ad una pianificazione. L'intervento russo in Siria ha sparigliato le carte dell'alleanza USA- NATO-Arabia Saudita - Qatar ed ha momentaneamente fermato il piano di Washington sulla Siria per il rovesciamento del governo di Bashar al-Assad e lo smembramento del paese.  Ci sono enormi interessi in gioco, da quelli geo strategici a quelli del controllo delle fonti energetiche e dei gas dotti/ oleodotti che, nei piani delle multinazionali, devono transitare per il territorio siriano ed iracheno.

di Jim W. Dean In merito alle dichiarazioni del Presidente Barak Obama: Egregio sr. Presidente, che la Russia debba "adeguare la sua impostazione  strategica"  sta iniziando a diventare questa una cosa un pò vecchia e....peggio, le sue dichiarazioni politiche si sono trasformate in una vegogna permanente. Non voglio essere irrispettoso, già che la politica estera è una questione complessa, dove le chiamate in giudizio devono farsi con informazioni parziali sui loro effetti. Tuttavia è passato molto tempo da quando Lei esibiva la sua carta di trionfalismo. Non è la Russia che dovrà cambiare la sua forma di operare. Non è stato mai così. Piuttosto è la strategia degli USA che deve utilizzare un cambiamento  di impostazione ... eh si! , utilizzando il terrorismo su piccola e grande scala per ottenere i loro  fini, così che gli Stati Uniti  hanno  fatto un cattivo programma per cambiare regime per ottenere vantaggi commerciali e geostrategici.

di Luciano Lago Mentre si intensificano le minacce terroristiche dell'ISIS in Europa ed intere capitali europee come Parigi e Bruxelles sono in stato d'assedio per difendere la popolazione dagli attacchi terroristici, si riuniscono, per il vertice del G-20, ad Antalya, in Turchia, i leaders dei principali paesi europei, assieme al presidente Obama, e decidono concordemente di estendere per altri sei mesi le sanzioni alla Russia. Vedi:  AGI.it "Abbiamo soltanto questa opportunità per ottenere quello che vogliamo", ha detto uno dei funzionari della UE, "se ci giochiamo la carta delle sanzioni, queste dovranno rimanere sul tavolo fino alla fine", ha dichiarato un diplomatico europeo.

di Salvo Ardizzone Almeno 27 morti è il bilancio provvisorio di un attacco terroristico a Bamako, capitale del Mali: intorno alle 7 del mattino un gruppo, stimato al momento in 13 uomini, è penetrato nell’Hotel Radisson Blue prendendo in ostaggio circa 170 persone. L’albergo, il più elegante della città, è frequentato da occidentali, personale di volo delle linee aeree straniere, uomini d’affari e di Governo. Nel pomeriggio è scattato un blitz in due tempi: il primo per liberare gli ostaggi, il secondo per setacciare le 190 stanze ed eliminare i terroristi asserragliati per ore nella struttura. All’attacco avrebbero partecipato Forze Speciali francesi giunte nel pomeriggio ed elementi di quelle americane, per supportare gli impreparati reparti locali.

di Rafael Poch La drammatica serie di attentati di Parigi ha avuto luogo nella fase degli Imperi Combattenti. Il concetto descrive quello che è avvenuto dopo la guerra fredda, dopo quel conflitto tra Est-Ovest che ritenevamo il peggiore possibile. Il suo asse centrale è stato sostituito oggi dalla tensione tra la triade occidentale, che include anche il Giappone oltre agli Stati Uniti e la UE, ed i denominati BRICS, le potenze emergenti. Questo di adesso è peggio dell'altro perchè è di dimensione maggiore. Non coinvolge soltanto i due imperi del Nord, con i suoi rispettivi vassalli del Sud come comparse, ma che colpisce a più centri in possesso di armi di distruzione di massa. Risulta anche maggiore il numero di questi centri in possesso di armi di distruzione di massa.

[caption id="attachment_14064" align="alignleft" width="300"]Contractors della Blackwater Contractors della Blackwater[/caption] "I giornalisti! Questi leccaculo che mi fanno vomitare"! G. Gaber "People are susceptible to propaganda when already in high state of tension". Edward Hunter, agente CIA "Nella politica dei dominanti, il reale è quello che non si vede". J. Martì Riceviamo e pubblichiamo da  Franco Soldani 1. Se facciamo astrazione per un momento dalla canea mediatica che subito ha accompagnato, in diretta persino, i più recenti avvenimenti di Parigi, è possibile delineare delle caratteristiche comuni tra quanto è successo sabato nella capitale francese e tutti gli altri eventi di consimile natura. Gli stessi fatti parigini dell'inizio di quest' anno rientrano in questo quadro. D’altro canto, la pronta mobilitazione della macchina della propaganda occidentale, col suo monopolio dell’informazione e della comunicazione, si è rivelata per l’ennesima volta una parte integrante indispensabile della nuova operazione ai danni della popolazione civile e della opinione pubblica internazionale.