di  Jonas E. Alexis Vladimir Putin: "Sembra che qualcuno vorrebbe imporci alcune nuove regole del gioco, volutamente su misura per soddisfare gli interessi di pochi privilegiati ..." Gli Agenti del Nuovo Ordine Mondiale hanno recentemente subito un altra grande sconfitta, quando è stato riferito che la Russia ha "schierato i suoi bombardieri sul campo d'aviazione di Hamadan in Iran, per migliorare le sue capacità offensive contro Daesh, Al-Nusra e altri gruppi radicali  che stanno scatenando il caos in Siria. L'Occidente non è stato felice  nell'apprendere la notizia. " [1] Ovviamente stiamo continuando a vedere l'ipocrisia della cosiddetta guerra al terrorismo condotta dagli USA. La Russia agisce contro ISIS, ma gli agenti NWO sono pazzi e tristi. Non c'è bisogno per una persona di essere un intellettuale per rendersi conto che qualcosa di strano sta succedendo qui (in Siria).

Per causa della politica aggressiva degli USA e dell'Europa Pekino ha iniziato a muoversi per realizzare una stretta alleanza con la Russia, cosa che aiutera' a fronteggiare l'espansione della NATO. Nel corso del suo intervento in una riunione dedicata al 95° anniversario della fondazione del Partito Comunista Cinese, il Presidente Xi Giinping ha pronunciato un "discorso incendiario", secondo gli analisti occidentali. L'esponente cinese ha dichiarato che "soltanto una stretta Unione militare con la Russia "potrà' mettere fine alla volontà' imperialista dell'Occidente". Queste dure dichiarazioni si sono registrate in un momento in cui Pechino e Mosca si trovano in una situazione vulnerabile per effetto della aggressiva politica estera degli Stati Uniti che hanno realizzato una serie di esercitazioni militari vicino alle frontiere dei due paesi con dispiegamento di missili USA che hanno lo scopo di limitare la capacita' di difesa di entrambi i paesi nel caso di un conflitto.


di  Josè' JAVIER Esparza Una occhiata diversa sulla mappa geografica. Ampliamo lo sguardo tanto nel tempo come nello spazio. Cosa abbiamo visto negli ultimi anni? Un incremento delle tensioni ai margini della carta geografica. Manovre continue della NATO nei paesi baltici ed in Polonia, ravvolte in dichiarazioni retoriche molto alte nei toni. In Ucraina, una situazione tesa di impasse in una guerra che è' ben lungi dall'essere terminata. Dall'altro lato del mondo, attivita' militare senza precedenti nel Mare del Sud della Cina, ad ugual modo sottolineata da abbondanti discorsi poco conciliatori.

Su questo pianeta è previsto che le cose vadano così: negli Stati Uniti gli apparati del potere (pubblico e privato) decidono quello che vogliono far fare al resto del mondo. Comunicano i loro voleri attraverso canali ufficiali e non, attendendosi una cooperazione automatica. Se questa cooperazione non arriva immediatamente, allora incominciano a fare pressioni, politiche, finanziarie ed economiche. Se anche queste, tuttavia, non producono l'effetto desiderato, allora provano con un cambio di regime, ottenuto con una rivoluzione colorata o un colpo di stato militare, oppure organizzano e finanziano una rivolta che porta, nella nazione recalcitrante, ad attacchi terroristici ed alla guerra civile. Se tutto questo ancora non ottiene l'effetto sperato, allora bombardanola (suddetta) nazione fino a farla ritornare all'età dalla pietra. Questo è il modo in cui sono andate le cose negli anni '90 e nel 2000, ma, ultimamente, è emersa una nuova dinamica.

di  Vladimir Golstein Russia, Iran e Cina ritengono che il mondo multipolare sia l’unica condizione per lo sviluppo futuro del nostro pianeta e dei suoi abitanti. Hanno visto più e più volte come i dettami unilaterali degli Stati Uniti invece di risolvere i problemi, li aggravino, secondo il Professor Vladimir Golstein. Vladimir Golstein è nato a Mosca, ma si recò negli Stati Uniti nel 1979, dove studiò alla Columbia e a Yale. È professore di letteratura e cinema russi presso la Brown University. Il Professor Golstein ha scritto articoli sulle opere di molti autori russi del XIX e XX secolo. Autore dei Racconti dell’eroismo di Lermontov del 1998, Golstein ha ampiamente scritto su politica estera di Russia e Stati Uniti. In un’intervista esclusiva a Khamenei.ir, il Professor Vladimir Golstein interviene su politiche imperialiste degli Stati Uniti, crisi ucraina e siriana, Turchia, Brexit e possibili conseguenze per il mondo.

José Javier Esparza ha scritto un lungo testo di riflessione intitolato ""La próxima guerra ha comenzado ya" , e che andremo pubblicando per puntate settimanali. Il testo completo è disponibile sul portale Kosmos-polis.com. di José Javier Esparza La prossima guerra, i cui contorni si sono già delineati in questo periodo, oppone le strutture di potere tradizionali, comandate dagli Stati Uniti, contro quegli spazi che resistono a sottomettersi all'imperativo del mondo globalizzato. Ormai non parliamo più di nazioni; ci troviamo nell'epoca dei conflitti post nazionali.  In un certo qual modo, questa che si sta sviluppando, è la battaglia finale del mondo moderno. Il vertice della NATO a Varsavia è finito così come era iniziato: con la direttiva che chiarifica quale sia il nemico dell'Occidente e dell'Europa per antonomasia, che non è lo stato Islamico e neppure il jihadismo in generale, nè le potenze che, sia in pubblico sia in privato, diffondono l'ideologia islamista radicale dai paesi mussulmani, dall'Africa (Somalia, Nigeria)  all'Asia centrale,  fino alla Russia.

Andrew Korybko (n. 1988) è un analista geopolitico statunitense di origini polacche, assiduo collaboratore di Oriental Review e Sputnik, specialista nello studio delle forme non convenzionali di guerra nella presente “Nuova Guerra Fredda”. L’articolo di cui pubblichiamo un breve stralcio (apparso su Eurasia. Rivista di studi geopolitici n. 2/2016, pp. 31-57) tratta della “contemporanea frammentazione del mondo politico dal punto di vista strettamente geopolitico e geostrategico, attraverso una politica di smembramento di alcune unità territoriali. Tra le più recenti attualizzazioni di tale strategia vi è quella di nation-building perseguita attraverso l’impiego del principio di “federalismo identitario” mediante la strumentalizzazione, da parte di attori esterni, dei fattori divisivi di appartenenza etnica, religione, storia, diseguaglianza socioeconomica, confini amministrativi e fisico-geografici entro le unità politico-territoriali statali. (…)

di Steven MacMillan* Dall'Ucraina alla Siria; dalla Libia all' l'Iraq: l'Occidente ha ripetutamente dimostrato a se stesso di essere un soggetto imperiale che non porta altro che caos, distruzione e destabilizzazione alle sue vittime. Contrariamente ai proclami di diffondere 'la libertà e la democrazia' attraverso le sue finalità geopolitiche, la fedina penale dell'Occidente nel 21 ° secolo, non ha rivali per quanto riguarda la sua immoralità e malevolenza. Considerando questa realtà, è francamente assurdo che i capi della NATO i media mainstream occidentali seguitano a spacciare la loro narrazione di una Russia che rappresenterebbe il potere bellicoso nel mondo di oggi. Salvo che non abbiate vissuto sotto una roccia nel 21 ° secolo, avrete assistito a come la NATO e le istituzioni occidentali sono saltate da uno spettacolo di orrore a quello successivo. A partire dalla guerra del 2001 in Afghanistan, l'Occidente ha impostato il 21 ° secolo sulla strada pericolosa della guerra perpetua, con i restanti 84 anni guardando in prospettiva come rimarranno lacerati dalla guerra allo stesso modo degli iniziali 16 anni del secolo, se i politici guerrafondai e sociopatici saranno autorizzati a rimanere al timone del mondo occidentale .

Di fronte all'aumento della minaccia terroristica, la Cina programma di sviluppare una sua presenza militare in Medio Oriente, con lo spiegamento di circa 10.000 soldati. Il tema del terrorismo ha caratterizzato l'agenda del vertice dei leaders dell'Organizzazione di Cooperazione di Shangai (OCS), integrata dalla Russia, dalla Cina, dal Kazakistan, il Tajikistan e l'Uzbekistan, realizzata a fine di Giugno in Taskent, capitale dell'Uzbekistan. "Esperti cinesi ritengono he la situazione in Siria richiede una attenzione speciale degli Stati Membri della OCS, tenendo in conto la grande minaccia che presuppone il gruppo terrorista dell'ISIS (Daesh in arabo) alla sicurezza del Pakistan, dell'Afghanistan, della Cina e della Russia", indica il portale web Southfront in una informativa pubblicata la scorsa Domenica.

DI PAUL CRAIG ROBERTS La democrazia non esisterà  più per lungo tempo in Occidente. Nei potenti gruppi di interesse privati degli USA, come il complesso militare industriale e quello della sicurezza, come Wall Street, come la lobby israeliana, l'agro-alimentare e le industrie che si occupano di estrazione di energia, l'industria del legno e quella mineraria, hanno da lungo tempo esercitato un controllo sul governo maggiore rispetto a quello dei  cittadini.  Tuttavia adesso avviene che anche questa facciata  di democrazia sia stata abbandonata.

 Negli Stati Uniti Donald Trump ha vinto la nomination presidenziale repubblicana. Tuttavia, i delegati della convention repubblicana stanno complottando per negare a Trump la nomina ottenuta con il voto popolare. L'establishment politico repubblicano sta mostrando riluttanza ad accettare i risultati democratici.
 Le gente  ha fatto la sua  scelta, ma la loro scelta è considerata inaccettabile per l'establishment che intende sostituirsi con una propria decisione  alla scelta del popolo.


 Vi ricordate di Dominic Strauss-Kahn? Strauss-Kahn è il francese una volta a capo del Fondo monetario internazionale e, secondo i sondaggi dell'epoca, il probabile futuro presidente della Francia. Aveva fatto una dichiarazone  che in  qualche cosa suonava come troppo favorevole nei confronti del popolo greco.