In un articolo per la rivista Literarni Noviny l'analista politica e giornalista checa, Tereza Spencerova, spiega perchè l'Occidente sia condannato ad un tramonto ed a una caduta imminente. Secondo l'analista, il presidente eletto degli USA, Donald Trump, sarebbe disposto a dissolvere la NATO nel caso che i paesi membri non vogliano iniziare a pagare in forma adeguata per le armi ed i servizi forniti dagli USA. Il nuovo leader statunitense, prosegue l'autrice, afferma che l'economia del paese nordamericano non può più permettersi di fornire nuove dotazioni per i suoi "alleati parassiti".

Il presidente statunitense eletto, Donald Trump, ha l'obiettivo di  migliorare le relazioni con Mosca, tuttavia la Russia non permetterà che la nuova amministrazione nordamericana operi per debilitare il suo più solido alleato nella regione, cioè a dire, l'Iran. Secondo l'agenzia "Fars News", dopo la vittoria di Donald Trump nelle elezioni presidenziali degli USA, i sogni delle monarchie arabe del Golfo Persico si sono dissipati. Loro, i monarchi sauditi, si aspettavano, di fatto, l'arrivo al potere di Hillary Clinton (per questo la finanziavano )  per mandare avanti la loro agenda sulle tematiche incandescenti della regione, in particolare  mediante la realizzazione di una zona di esclusione aerea in Siria, in funzione di un rovesciamento del regime siriano, puntando sull'apertura di nuovo della questione nucleare iraniana, per ottenere il prolungamento delle sanzioni contro l'Iran ed il rafforzamento della partecipazione di Washington nella guerra in Yemen. La Clinton, un "socio di fatto" dei monarchi sauditi, avrebbe garantito tutto questo.

Nè i deputati del Parlamento polacco nè i politici dei paesi europei fanno caso a ciò che sembra ormai ovvio: esiste una forte possibilità dello scoppio di una Terza Guerra Mondiale e ci sono molti segnali che indicano come molto realistica la minaccia di un conflitto generale , questo è quanto pensano i deputati del Parlamento Polacco, Janusz Korwin-Mikke e Konrad Berkowicz in una nota espressa al settimanale Wprost. I parlamentari polacchi " si preoccupano dei problemi come l'aborto e la fertilizzazione in vetro ma non si accorgono della minaccia dell'inizio di una Terza Guerra Mondiale, che rappresenta attualmente una minaccia significativa", ha dichiarato Korwin-Mikke durante una conferenza stampa a Sejm - il Parlamento del paese slavo.

di Alexander Dugin Come abbiamo detto più volte, l'aspetto principale della stagione politica che stiamo vivendo non è costituito dalle competizioni elettorali, ma dalla guerra. Però, se c'è un luogo in cui le elezioni continuano ad avere una qualche importanza, questo luogo sono gli Stati Uniti d'America, i quali, manco a farlo apposta, sono strettamente coinvolti con il problema della guerra. Alcuni giorni fa, sabato 17 settembre, la possibilità di una guerra è stata straordinariamente alta. Come sappiamo, quel giorno le forze armate americane, che nessuno ha mai invitato ad intervenire in Siria, hanno bombardato le posizioni dell'esercito siriano a Deir ez-Zor. Sessanta soldati siriani sono morti in quel bombardamento.

NEW YORK - Il "premio Nobel" si è presentato all'ONU con un discorso a favore della globalizzazione, che però deve essere corretta, contro gli "uomini forti" e contro il populismo. Contro la Russia di Vladimir Putin, che "cerca di ottenere la gloria perduta con l'uso della forza". Il presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, è salito per l'ultima volta sul podio dell'Assemblea generale delle Nazioni Unite, dove è arrivato in ritardo, scegliendo di parlare dei risultati ottenuti in otto anni e, al tempo stesso, delle incertezze e dei conflitti che agitano il mondo, a causa anche delle disuguaglianze sociali. 'Dobbiamo respingere qualsiasi forma di razzismo - ha proseguito - fondamentalismo e di idee superiorita' di razza. Bisogna abbracciare la tolleranza e il rispetto di tutti gli esseri umani e di tutte le culture'. "La diplomazia e' la vera chiave per fermare la violenza": ha precisato Obama, facendo l'esempio di Israele. "Non si puo' affermare la propria leadership sminuendo gli altri. Israele sa che non puo' occupare in via permanente la terra palestinese".  (Pars Today)

(Remember, remember the 11th of September) Paul Craig Roberts è stato il Sottosegretario al Tesoro del presidente Reagan. Plurilaureato in economia nelle più prestigiose università statunitensi, è un conservatore vecchio stampo, nemico giurato dei “neoconservatori” che imperversano a Washington a partire dalla presidenza di Bill Clinton. Fu molto interessante e drammatico il suo intervento al simposio “Global WARning”, organizzato da Pandora TV,Megachip e Alternativa nel 2014. Rafforzati nel loro potere dall’amministrazione di Bush jr e imposti ad Obama durante il suo primo mandato, i neoconssono stati parzialmente emarginati durante il secondo con l’allontanamento di Hillary Clinton dalla Segreteria di Stato e dalla rimozione dalla direzione della CIA (con transito nelle patrie galere evitato con due anni di libertà vigilata) del potente generale David Petraeus, quello che ha detto senza vergognarsi che al-Qa’ida doveva essere il migliore alleato di Washington in Siria.

La candidata presidenziale ha avvisato, nel corso di un suo discorso davanti agli elettori il 31 di Agosto, che, se eletta alla Casa Bianca, "gli attacchi cibernetici contro gli USA saranno considerati come qualsiasi altro attacco", secondo quanto pubblicato dall'"International  Business Times". La Clinton ha avvisato che gli USA "saranno pronti a serie risposte politiche, economiche e militari" di fronte a questo tipo di attacchi. "Dobbiamo essere il leader mondiale nel momento in cui stabiliremo le regole per il ciberspazio", ha detto la Clinton. La candidata democratica ha annunciato che investirà nella protezione delle reti governative e nell'infrastruttura nazionale ed ha messo in allerta che, "se gli USA non si trasformeranno in leader mondiale nel momento di stabilire le regole nel ciberspazio, altri lo faranno".

"I giornalisti non devono vedersi solo come messaggeri, senza comprendere i programmi nascosti del messaggio e i miti che lo circondano". Dove sono quelli che manderanno in frantumi il silenzio? Oppure stiamo aspettando che il primo missile nucleare venga lanciato? Ho trovato interessante, istruttivo ed informativo questo pezzo del giornalista indipendente John Pilger australiano, di cui avevo già tradotto qui: Giornalisti, propaganda e guerra mediatica. E' ora che la gente sappia la verità. Cosi ho deciso di proporlo tradotto e con un po' di sintesi, dato che il pezzo è un po' lungo. Pilger ci offre pezzi di storia moderna difficilmente leggibili in libri di testo, nonchè un panorama agghiaccinate di questa "civiltà d'occidente", che nessun tg o talk show italico (e non solo) raccontano. La lettura di queste notizie dovrebbe indurre disincanto e "divino distacco", non disperazione. Dovrebbe servire ad allontanare da sè illusioni e "credi" malvagi e menzogne ed aiutare a riacquistare il vero senso di sè, del Sè e del mondo. I giornalisti e il giornalismo maistream di nuovo ne escono pesti. Sta succedendo sempre piu' spesso, a scoperchiare il vaso... di Cristina Bassi

COUNTERPUNCH: LA SCACCHIERA SPEZZATA – BRZEZINSKI RINUNCIA ALL’IMPERO AMERICANO Counterpunch commenta un recente articolo di Zbigniew Brzezinski, noto politologo e geostratega americano, consigliere sotto diverse amministrazioni, famoso per aver teorizzato nel 1997 la strategia (successivamente adottata) per consolidare la supremazia “imperiale” degli USA nella prima metà del XXI secolo – strategia di cui la Clinton è una delle principali promotrici. In questo articolo, Brzezinski fa un’inversione a U: gli USA non sono più una superpotenza, sostiene, si sta formando una vasta coalizione anti-americana e perseguire il progetto originale nelle mutate condizioni potrebbe portare caos e guerra in tutto il globo. Meglio collaborare con Russia e Cina e cercare di preservare la leadership americana. Una svolta letteralmente storica nell’indirizzo geostrategico di una parte dell’establishment americano, che prospetticamente lascia Hillary Clinton sola ad inseguire un progetto imperiale sconfessato dal suo stesso ideatore.

Da Leif Elinder, Anders Romelsjö e Martin Gelin Per la prima volta pubblicato sul "Göteborgsposten" in lingua Svedese, tradotto da Siv O'Neall. - Titolo in Svedese: "Vi måste fjärma oss partire Nato om vi vill slippa krig" - Il rischio di una guerra nucleare non è mai stato maggiore come adesso e questo è in buona parte causato del riarmo della NATO e dei paesi europei confinanti con la Russia. Tuttavia, questi paesi saranno destinati ad essere un obiettivo privilegiato nel caso in cui Putin decida di reagire con un attacco di primo colpo. Così scrivono tre medici svedesi in un articolo comparso su "Göteborgsposten " il Venerdì 12 agosto.