"Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero". Proverbio Arabo

Conflitti per l’egemonia

di  Nasser Kandil

Descrivere il comportamento del governo degli Stati Uniti potrebbe essere riassunto nel parlare di uno stato di “confusione e nervosismo” ancora più notevole per come si manifesta uno stato d’animo fluttuante, con l’incoerenza o la confusione che caratterizzano il comportamento di Donald Trump, il quale, nonostante tutto, ha finito anche per apparire come “il più equilibrato” decisore politico all’interno dell’attuale gruppo dirigente a Washington.

Infatti, durante la sua campagna elettorale, Trump aveva suonato la campana a morto degli Stati Uniti d’America come superpotere e poliziotto del mondo, per chiedere la ricostruzione degli Stati Uniti fatiscenti, secondo la sua descrizione, e la risurrezione della “Grande America” ​​come l’aveva concepita. Tuttavia, una volta in carica,  si è rapidamente corretto sotto la pressione delle istituzioni militari e dell’apparato di sicurezza.

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di  Luciano Lago

Dopo le ultime dichiarazioni dell’ambasciatore cinese in Siria, Qi Qianjin, riguardo alla possibilità di operazioni militari cinesi in Siria a fianco delle forze del presidente siriano Bashar al-Assad, contro i gruppi radicali jihadisti sostenuti dagli USA e Arabia Saudita, si apre una nuova prospettiva sullo scenario internazionale.

In effetti la Cina sta inviando dei segnali molto precisi di essere disposta a farsi coinvolgere direttamente in operazioni contro il terrorismo, la destabilizzazione ed il caos che, fino ad oggi, sono stati una prerogativa degli interventi degli USA e della NATO in varie parti del mondo, basta ricordarsi dell’Afghanistan dell’Iraq, della Siria, ello Yemen, ecc..

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di  Thierry Meyssan

Se consideriamo la guerra in Siria non come un avvenimento a se stante, ma come il risultato di un conflitto mondiale durato un quarto di secolo, ci dobbiamo interrogare sulle conseguenze della ormai imminente cessazione delle ostilità. Il suo compiersi marca la disfatta di una ideologia, quella della globalizzazione e del capitalismo finanziario. I popoli che non lo hanno compreso, segnatamente in Europa Occidentale, si emarginano con le proprio mani dal resto del mondo.

Le guerre mondiali non si concludono semplicemente con un vincitore ed un vinto. La loro fine traccia i contorni di un nuovo mondo.

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Il vicepresidente dell’Accademia delle scienze missilistiche e militari russe, il colonnello Konstantin Sivkov, in una sua analisi, ha elencato i luoghi in cui pensa che i conflitti locali potrebbero scatenare una terza guerra mondiale nel prossimo futuro.

Nel suo articolo pubblicato sul quotidiano russo The Military-Industrial Courier , Sivkov descrive la sua opinione secondo la quale i conflitti militari nel mondo “si stanno intensificando a causa dell’aggravarsi delle tensioni regionali” alimentate da parte delle potenze occidentali.

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di  Luciano Lago

Il primo incontro fra i due presidenti , Trump e Putin, si è appena concluso e sull’evento si profilano una marea di commenti e una quantità di retorica circa i nuovi rapporti fra le superpotenze, il superamento della nuova “guerra fredda”, il nuovo canale di comunicazioni aperto, ecc. ecc..

Ci permettiamo di esprimere molti dubbi che tutto questo sia una propettiva reale. Per quello che ci riguarda, abbiamo compreso già da tempo che il presidente Trump, al di là di essere imprevedibile, con le sue tante chiacchiere ed i suoi discorsi (in buona pate strampalati) cerca di lanciare una cortina fumogena per nascondere la sostanza di essere lui un presidente che viene tenuto in ostaggio da più settori interni del “Deep State” e che per districarsi da questa incomoda situazione si è venduto alla lobby più potente che esiste negli Stati Uniti, quella sionista/evangelica.

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Il Leader Degli Stati Uniti Potrebbe Proporre a Putin la Fine Della Corsa Alle Armi.
Con una mossa che ha mandato ondate di shock ai guerrafondai dell’ala neocon e liberal  americana, oltre alle elites  progressiste e accademiche dei russofobi, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha suggerito di discutere dei modi per risparmiare “milioni di dollari” sulle armi quando va ad incontrare il leader russo Vladimir Putin in Finlandia il prossimo mese.

“Possiamo persino parlare di risparmiare milioni di dollari in armi”, ha detto oggi Trump, secondo i media locali, nel definire un possibile programma per i colloqui del 16 luglio con il presidente russo.

Trump ha aggiunto che gli Stati Uniti stanno costruendo una forza “come nessuno l’ha mai vista prima”, ma ha sottolineato che il mondo ha bisogno di attenuarsi e ha suggerito che una relazione con la Russia e la Cina sarebbe una “cosa buona”.

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di  Joaquin Flores

Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha scioccato i leader del G7 con la sua spiegazione che la Crimea appartiene alla Russia perché tutti i residenti della penisola parlano russo. Ma cosa c’era dietro questo pensiero? In breve, l’amministrazione Trump è un riflesso della contrazione del potere degli Stati Uniti in relazione all’aumento delle egemonie regionali in tutto il mondo.

Durante una cena del G7 l’8 giugno, Trump ha anche definito l’Ucraina uno dei paesi più corrotti al mondo e ha messo in discussione il motivo per cui i leader del Gruppo dei Sette sostengono il paese , secondo numerose fonti diplomatiche, e segnalato da numerose agenzie di stampa in tutto il mondo .

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Gli ambienti collegati ai neocons negli USA sembrano presi da una “frenesia bellicista” e incitano il presidente Trump a procedere senza indugio alla guerra, attaccando su vasta scala l’Esercito siriano.
Dopo l’ultima montatura dell’attacco con i gas effettuato a Douma, nel Goutha orientale, con tutta evidenza prefabbricato dai ribelli jihadisti con l’assistenza della CIA e del Mossad, i circoli politici dominati dalla corrente ultra conservatrice dei neocons statunitensi non perdono tempo nel raccomandare al Trump di agire decisamente, attaccando la Siria e l’Iran.

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Trump sta allineando il governo di guerra’? La nomina di Bolton a consulente NSC  alimenta l’allarme.
I rimpasti di gabinetto di Donald Trump hanno alimentato le preoccupazioni, non da ultimo dopo l’ultima nomina del falco John Bolton come consigliere per la sicurezza nazionale, pochi giorni dopo la definizione di un ex capo della CIA come nuovo segretario di stato.

Giovedì pomeriggio Donald Trump ha deciso di licenziare il generale HR McMaster dal suo incarico di consigliere per la sicurezza nazionale, sostituendolo con John Bolton. L’ex inviato degli Stati Uniti presso le Nazioni Unite assumerà la carica il 9 aprile – pochi giorni dopo che Mike Pompeo sostituirà Rex Tillerson come nuovo segretario di stato.

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di  Luciano Lago

Per quanto sia lungi da noi lanciare allarmi ingiustificati e tanto meno volerci ergere a “Cassandre” in grado di prevedere il futuro, sembra ormai piuttosto evidente che, a livello internazionale, ci troviamo in una situazione molto simile a quella in cui si trovarono i nostri progenitori nel 1914, alla vigilia della Grande Guerra.
I segnali ci sono tutti e non è un caso che nelle ultime settimane si sia intensificata la campagna di russofobia sui media del sistema atlantista con una intensificazione della propaganda atlantista che spara le maggiori assurdità sulla Russia senza tema di sfiorare il ridicolo.

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