"Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero". Proverbio Arabo

Conflitti per l’egemonia

Cosa sta succedendo? Il presidente appena eletto che ci diceva che l’Afghanistan era stato uno sbaglio GROSSO e costoso, adesso cambia idea. “Il mio istinto iniziale era di tirarcene fuori” dice, ma ora afferma di essersi piegato ai consigli dei suoi funzionari e che adotterà una linea più dura col Pakistan.

E’ un cambio di paradigma, ma non è isolato dal progetto generale degli Stati Uniti. Fondamentalmente, quello che dice Trump è che il Pakistan è per l’Afghanistan quello che la Cina è per la Corea del Nord, e che entrambi i vicini devono dare assistenza nei rapporti con i loro confinanti. Se ciò accadesse, la sicurezza regionale ne trarrebbe giovamento, visto che un maggior numero di paesi sarebbe direttamente responsabile del suo mantenimento.

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di  MIKE WHITNEY

Trump non farà guerra alla Corea. Non è cosa.

Non solo gli americani non hanno le forze terrestri per un’operazione del genere ma, cosa più importante, non servirebbe alcuno scopo strategico. Gli Stati Uniti hanno già la posizione voluta nella penisola. Il Sud rimane sotto la sua occupazione militare, i sistemi bancari sono stati integrati con successo in quello occidentale ed il nord-est asiatico fornisce una piattaforma essenziale per circondare i veri rivali, Cina e Russia.

Che senso avrebbe dunque fare una guerra?

Nessuno, ma Washington non riesce a stare con le mani in mano.

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DI MIKE WHITNEY

Lunedì scorso, la RPDC ha lanciato un missile balistico Hwasong-12 su Hokkaido. Il missile è atterrato nelle acque oltre l’isola, non provocando danni.

I media hanno immediatamente condannato la prova come un “atto audace e provocatorio”, una prova del disprezzo del Nord contro le risoluzioni ONU e contro “i suoi vicini”. Trump ha duramente criticato i test dicendo:

“Azioni minacciose e destabilizzanti non fanno altro che aumentare l’isolamento del regime nordcoreano, nella regione e nel mondo. A questo punto, tutte le opzioni sono sul tavolo”.

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di  Alfredo Jalife Rahme

Un recente studio de Pentagono è arrivato a concludere che l’ordine mondiale programmato dagli USA e stabilito dopo la Seconda Guerra Mondiale sta franando e si trova al bordo di un collasso, cosa che porterà gli USA a perdere la loro preminenza negli affari globali.
Per mantenere il loro “accesso globale alle materie prime”, il Pentagono esorta a che gli USA procedano ad una espansione massiccia del complesso militare- industriale.

Lo studio si è basato su una ricerca di un anno fatta da consulenti con le principali agenzie del Dipartimento della Difesa e dell’Esercito degli USA: l’Istituto di Studi Strategici della Scuola di Guerra dell’Esercito USA con valutazione della politica di programmazione del Pentagono.

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di  NICOLAS BONNAL

C’è urgente bisogno di una guerra per risalire nei sondaggi (leggetevi Ralph Raico). Quel pagliaccio di Trump sa a cosa aggrapparsi, con la benedizione dei fake site come Infowars.com!

Ripresa della quadrupla terza guerra mondiale, benedizione dei burocrati mondialisti, della sinistra societaria e degli umanisti neocon.

Detto questo, sarà difficile infliggere una batosta a tutto il mondo contemporaneamente. Siria, Russia, Iran, Corea, Cina, Venezuela… L’impero del bene non sa dove iniziare la festa!

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di  Pepe Escobar

Ci sono molti paralleli tra una guerra incompiuta negli anni ’50 nel nord-est asiatico ed una di 16 anni in corso nel crocevia tra l’Asia centrale e quella meridionale. Cominciamo con la Corea del Nord.

Ancora una volta gli hunger games tra U.S.A. e Corea vanno avanti. Non era necessario.

Il ministro degli Esteri russo Sergey Lavrov ha infatti spiegato come: “La Russia insieme alla Cina ha sviluppato un piano che propone un doppio congelamento: Kim Jong-un fermerebbe i test nucleari e smetterebbe di lanciare qualsiasi tipo di missile balistico, mentre Stati Uniti e Corea del Sud bloccherebbero le grandi esercitazioni che vengono utilizzate come pretesto per i test del Nord”.

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Prof. Michel Chossudovsky

Trump chiede l’escalation della guerra in Afghanistan. Perché? Fa parte della “guerra mondiale al terrorismo”, contro i cattivi, oppure è un’altra cosa? Ignoto al pubblico, l’Afghanistan ha notevoli risorse di petrolio, gas naturale e materie prime strategiche, per non parlare dell’oppio, industria da miliardi di dollari che alimenta il mercato illegale dell’eroina negli USA. Queste riserve minerarie includono enormi giacimenti di ferro, rame, cobalto, oro e litio, una materia prima strategica utilizzata nella produzione di batterie ad alta tecnologia per computer portatili, telefoni cellulari e autovetture elettriche.

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Trump annuncia l’invio di nuove truppe a Kabul. Il voltafaccia ‘militarista’ del presidente che voleva finirla con le guerre USA in tutto il mondo

Il presidente Trump ha dichiarato ieri che che la missione delle forze USA non avrà lo scopo di “costruire democrazie”, ma uccidere terroristi. Puntuale arriva Il plauso del corrotto governo afghano e della Nato. I talebani da parte loro hanno promesso che continueranno la jihad finché ci sarà “un singolo soldato americano” e che trasformeranno l’Afghanistan in un “cimitero” per le forze USA.

Una guerra di parole e di dichiarazioni roboanti che non può nascondere la realtà di un conflitto, il più lungo nella storia degli USA, con i suoi 16 anni, che non ha risolto nulla e che vede le forze USA e gli alleati (fra cui un contingente italiano) impantanati in una guerra senza fine mentre il 40% del territorio del paese è di fatto sotto il controllo dei talebani.

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di   Tyler Durden

Dopo le minacce di Trump, l’Air Force americana ha espressamente affermato di essere “pronta a combattere sùbito”, attaccando coi bombardieri B-1 se così venisse ordinato:

“Combattiamo come ci alleniamo: più ci interfacciamo con i nostri alleati e più saremo pronti a combattere”, ha detto un pilota di B-1 del 37th Expeditionary Bomb Squadron. “Il B-1 è un bombardiere di lunga gittata, adatto al mare e che può superare l’estensione del Pacifico”.

Il pilota sembra saperla lunga. Il Pentagono ha infatti presentato un piano per un attacco preventivo: questa è infatti considerata l’opzione “meno peggio”.

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di  Wayne Madsen SCF

L’infestazione continua del corpo politico statunitense da parte dei neoconservatori è dovuto a certi potenti falchi guerrafondai che sfruttano appieno l’assenza di una politica estera statunitense del presidente Donald Trump, spingendo ciò che i neo-con e i loro padroni israeliani da tempo desiderano: una guerra su due fronti contro Corea democratica e Iran.

Anche se è noto tra le agenzie d’intelligence mondiali che Israele ha un ruolo furtivo nel fornire tecnologia di sorveglianza alla Corea democratica, non impedisce a Israele e alla sua macchina propagandistica di sostenere che la Corea democratica continua a fornire tecnologia nucleare e missilistica all’Iran, qualificando i due Paesi come “regimi pericolosi” che devono essere attaccati simultaneamente dagli statunitensi.

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