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conflitti nei Balcani

Le Relazioni Serbia-Croazia Si Stanno Rapidamente Deteriorando
I due paesi hanno attualmente vietato l’ingresso ai rispettivi ministri della Difesa

di J. Flores

Mentre gli eventi continuano a deteriorarsi nei Balcani, questa recente informazione illustra un processo che può essere irreversibile. Serbia e Croazia hanno combattuto diverse guerre l’una contro l’altra, durante la seconda guerra mondiale e ancora nel 1995 durante la Terza Guerra dei Balcani.
Il contesto è che il ministro della Difesa serbo Vulin voleva partecipare alle cerimonie per rendere omaggio alle vittime serbe in Croazia a Jasenovac. Jasenovac era un campo di concentramento dell’era della seconda guerra mondiale dove gli Ustasha croati mandarono alla morte i civili serbi in una campagna di pulizia etnica documentata storicamente che tutti insieme sacrificarono la vita di oltre mezzo milione di persone, tra cui innumerevoli bambini assassinati e suore cattoliche.

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A cura di Enrico Vigna- Forum Belgrado Italia

“La guerra è una favola funesta, che ogni giorno si manifesta…” ( Milena N. Kosovo, 12 anni )
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“…Ho appena dato mandato al comandante supremo delle forze alleate in Europa, il generale Clark, di avviare le operazioni d’aria (ndt: bombardamenti aerei…) sulla Repubblica Federale di Jugoslavia…Tutti gli sforzi per raggiungere una soluzione politica negoziata alla crisi del Kosovo sono falliti e non ci sono alternative all’intraprendere l’azione militare…”.

Così, il 23 marzo 1999, l’allora Segretario generale della NATO J. Solana, davanti ai mass media del mondo, decretava l’inizio della fine della “piccola” Jugoslavia e del popolo serbo in particolare…

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di  Dragana Trifkovic (*)

La regione del Kosovo della Repubblica di Serbia è sotto l’occupazione militare USA-NATO, con un governo fantoccio albanese separatista nominalmente sotto il suo controllo. Questa è stata la situazione per quasi 20 anni. – ed] “Ora che le circostanze globali sono cambiate, e da quando gli Stati Uniti e la NATO stanno perdendo la loro influenza, e mentre i poteri che sono a favore della preservazione del Kosovo e della Metohija – come la Russia e la Cina – si stanno rafforzando, siamo comunque a perseguire una politica di resa completa “. L’obiettivo del dialogo interno condotto dal presidente serbo Aleksandar Vucic dovrebbe essere quello di distribuire le responsabilità e di essere la copertura per la resa finale del Kosovo e Metohija.

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di Luciano Lago

Da quando la Yugoslavia fu attaccata dalla NATO nel 1999, lo Stato-farsa del Kosovo è stato da sempre un territorio sotto controllo militare-giurisdizionale degli Stati Uniti e della NATO. L’attuale governo di Pristina viene diretto da tal Hashim Thaci, ex Primo Ministro e membro terrorista dell’Esercito di Liberazione del Kosovo (ELK), organizzazione criminale conosciuta per avere stretti collegamenti con le grandi organizzazioni del crimine albanese ed europeo.

La CIA ha appoggiato direttamente, verso la metà degli anni ’90, l’organizzazione del ELK così come anche i servizi di intelligence tedeschi (BND), per utilizzarlo nella guerra sporca che dura dal 1999.

Il Kosovo ricordiamo che decretò la propria indipendenza unilateralmente nel 2008 con il totale appoggio degli USA e degli alleati vassalli della UE. Soltanto la Spagna non lo riconobbe ma indirettamente ne ricobobbe la legittimità sostenendo, per bocca di Josep Borrell, che il Kosovo era stato uno stato “oppresso” e pertanto aveva diritto a rendersi indipendente contro il criterio adottato dall’allora governo socialista di Zapatero. Salvo poi autosmentirsi con recenti dichiarazioni in cui ha sostenuto che “la dichiarazione di indipendenza del Kosovo è stata una volta di più una manifestazione del potere americano”. Vedi: EuropaPress, Josep Borrel

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