Gli USA stanno pianificando un eventuale vasto attacco contro l'Iran, nonostante la conclusione positiva dei negoziati nucleari tra Teheran ed il G5+1 Il giornale statunitense USA Today, citando due funzionari militari statunitensi che sono a conoscenza del piano, ha specificato la scorsa Domenica che questo attacco potrebbe essere attuato con l'impiego della bomba super pesante anti-bunker della Forza Aerea Statunitense GBU-57A/B, da 30.000 libbre (13.608 Kg.). Le fonti, che hanno richiesto di rimanere anonime, hanno precisato che Washington sogna di far retrocedere di due anni il programma di energia nucleare dell'Iran mediante una offensiva militare, che sarà diretta contro "i sistemi di difesa antiaerei e le istallazioni nucleari" del paese persiano.

by Simona Deidda- Dersim/Tunceli, Turchia “Che la guerra abbia inizio!”, è questo che deve aver pensato l’ex Primo Ministro turco, Recep Tayyip Erdoğan, in seguito al risultato elettorale dello scorso 7 giugno che ha visto per la prima volta l’ingresso in parlamento di esponenti delle minoranze presenti nel paese (tra cui di spicco quella curda) rappresentati dal HDP (Partito Democratico del Popolo). Ed è questo che hanno pensato i curdi, gli esponenti di sinistra e del socialismo turco, gli eredi di Gezi Park quando il 24 luglio, data di estrema importanza per il Kurdistan, poiché riporta alla mente quel 24 luglio 1923 che segnerà la vita del popolo curdo con la spartizione del territorio in 4 stati secondo il Trattato di Losanna, l’aviazione turca ha iniziato a bombardare le aree abitate dai curdi e sotto il controllo del PKK in Turchia e Iraq e delle YPG in Siria.

L'accordo sul nucleare iraniano ha il potenziale di aprire a Teheran molte opportunità, se verrà implementato appieno; ma potrebbe portare al conflitto in caso contrario: così ha affermato il segretario di stato USA John Kerry in un'intervista del 21 luglio a Voice of America: "Se implementeremo questo accordo, ci metteremo su di una strada che potrebbe aprire un insieme di possibilità. Se l'accordo non sarà implementato, avremo molti problemi e forse anche la possibilità di un conflitto: cosa che trovo molto tragica."

(Norimberga ce lo ha insegnato) di Gianni Fraschetti - E' una necessità per i Francesi, Inglesi e Americani impadronirsi delle immense risorse economiche depositate nei loro paesi.Gli eredi legittimi potrebbero,un giorno o l'altro chiederne la restituzione. Pure le 156 tonnellate d'oro della Banca centrale di Tripoli sono state prelevate dalle forze speciali Inglesi e Francesi. Pure i contratti petroliferi e commerciali privilegiati con gli Italiani sono andati a loro.Per questo e solo per questo si fanno le guerre. Per una strana coincidenza i "tiranni" sono quelli che hanno idee diverse,Saddam fu accusato di un'infinità di cose inverosimili (avere armi di distruzione di massa,essere amico di Bin Laden, avere commesso stragi con gas che gli iracheni non possedevano ecc.).

di Rasoul Goudarzi Negli ultimi anni, i 900 Kilometri di frontiera tra la Turchia e la Siria sono stati il principale passaggio di aiuto ai terroristi takfiri dello Stato Islamico, a cui il governo di Ankara, con tutta evidenza, offriva aiuto logistico finanziario nella loro lotta contro il governo siriano. Nel corso di quasi due anni, le forze turche hanno mantenuto uno spiegamento su tale frontiera senza svolgere una funzione speciale, oltre a fornire addestramento ai ribelli nei loro accampamenti, mentre i terroristi dello Stato Islamico (Daesh in arabo) seguitavano ad avanzare per la zona. Allo stesso modo, nell'Ottobre del 2014, il Parlamento turco aveva dato la sua approvazione a che il proprio esercito partecipasse nella guerra contro il Daesh, cosa che non si è ancora materializzata. Nonostante questo,  lo scorso Venerdì, improvvisamente, una squadra di caccia bombardieri F-16 della Turchia hanno attaccato le posizioni del Daesh all'interno della Siria.

di Viktor Mikhin * Un comunicato molto interessante ed istruttivo ha richiamato l'attenzione di molti arabisti. L'ufficio del presidente del Kurdistan iracheno ha emesso una dichiarazione il 24 Giugno informando circa una riunione svoltasi tra il presidente Masud Barzani e l'ambasciatore statunitense a Baghdad, Stuart Jones, il consigliere degli USA ad Erbil, Joseph Pennington, e vari comandanti militari. Il comunicato ha rivelato che il Pentagono aveva l'intenzione di schierare unità militari degli USA Forces, incluse alcune forze d'elite, nella regione autonoma curda. I media occidentali hanno informato che la tecnologia militare, armi ed equipaggiamenti saranno consegnati al Kurdistan per aiutare i curdi nella lotta contro i terroristi del gruppo takfiri dell'ISIS (Daesh in arabo).

L'Occidente combatte veramente l'Isis? Se fosse così, sorgono spontanee alcune domande. Perché allora non coinvolgere la Russia nella lotta al terrorismo? Perché non sanzionare i Paesi che notoriamente finanziano l'Isis e forniscono armi ai terroristi come la Turchia, Paese della Nato? Perché non bloccare i finanziamenti all'Isis che provengono dal Qatar e l'Arabia Saudita? Inoltre il segretario alla Difesa degli Stati Uniti Carter ha ammesso il fallimento del programma da 500 milioni di dollari, che secondo gli organizzatori aveva l'obiettivo di formare almeno 5400 ribelli "moderati", invece ne ha formati solo 60. O si tratta quindi di una strategia molto strana o qualcosa non torna. Sputnik Italia ha raggiunto per una riflessione in merito Gian Micalessin, editorialista de Il Giornale, reporter di guerra da anni impegnato nelle aree principali di conflitto nel mondo.

di Luciano Lago Il presidente Obama, in un discorso tenuto ieri al Pentagono, dove si è riunito il team per la sicurezza nazionale USA, ha riepilogato i presunti "successi" ottenuti fino ad oggi dalla coalizione internazionale capeggiata dagli USA che combatte lo Stato Islamico in Medio Oriente, ha dichiarato che la battaglia non sarà ne' rapida ne'  semplice ed ha insistito che l'operatività della coalizione deve estendersi anche in Siria dove, secondo lui, è necessario ottenere una transizione che preveda la rimozione dell'attuale presidente Bashar al-Assad. Il presidente degli USA ha ribadito, nel suo discorso, che l'unico modo per porre fine alla violenza promossa dall'autodenominato stato Islamico è quello di appoggiare il rovesciamento  del presidente legittimo della Siria. Nel corso di una conferenza stampa, Obama ha confermato questa sua idea ed ha aggiunto che la sua Amministrazione sta lavorando secondo una strategia diretta ad ottenere una transizione al governo di quel paese senza il presidente al Assad.

La collaborazione tra Siria, Iraq e Iran è riuscita a contenere l'avanzata dei takfiri  dell'ISIS  sostenuti dall'Occidente (USA, Francia e GB) e dai suoi alleati regionali (sauditi, quatariani, turchi) Por Hakim Gutiérrez La rivalità confessionali in cui si manifesta il conflitto (sciiti contro sunniti) e la demonizzazione dell'Iran e di tutti i movimenti popolari di resistenza svolta  attraverso i media atlantisti  e la loro propaganda, persegue vari obiettivi chiave. I primo è quello di nascondere davanti all'opinione pubblica gli interessi di egemonia che si trovano dietro questi conflitti che stanno martirizzando la regione. Quindi  continuare  in modo occulto con  l'afflusso  dei terroristi promuovendo l'intolleranza. Alla fine la loro propaganda tende a invertire i ruoli e presentare l'Iran come un paese aggressore con aspirazioni di dominio imperiale sulla regione e gli altri (i paesi che hanno concorso nell'armare il terrorismo jihadista) come  le vittime.

di Murtaza Hussain Nel 2009 un cable diplomatico del Dipartimento di Stato degli Stati Uniti ha svelato per la prima volta i sospetti sul consolidamento di una alleanza stabilita tra Israele e gli Stati arabi del Consiglio di Cooperazione del Golfo (CCG). Il cable citava un tal Yacov Hadas, un funzionario dell'Ambasciata di Israele e questi  segnalava: (.....) "gli arabi del Golfo ammettono il ruolo israeliano per cui cui percepiscono la stretta relazione intercorrente tra Israele e gli Stati Uniti", ed aggiunge : "gli Stati della CCG pensano che Israele possa fare miracoli".