di Luciano Lago Il presidente Obama, in un discorso tenuto ieri al Pentagono, dove si è riunito il team per la sicurezza nazionale USA, ha riepilogato i presunti "successi" ottenuti fino ad oggi dalla coalizione internazionale capeggiata dagli USA che combatte lo Stato Islamico in Medio Oriente, ha dichiarato che la battaglia non sarà ne' rapida ne'  semplice ed ha insistito che l'operatività della coalizione deve estendersi anche in Siria dove, secondo lui, è necessario ottenere una transizione che preveda la rimozione dell'attuale presidente Bashar al-Assad. Il presidente degli USA ha ribadito, nel suo discorso, che l'unico modo per porre fine alla violenza promossa dall'autodenominato stato Islamico è quello di appoggiare il rovesciamento  del presidente legittimo della Siria. Nel corso di una conferenza stampa, Obama ha confermato questa sua idea ed ha aggiunto che la sua Amministrazione sta lavorando secondo una strategia diretta ad ottenere una transizione al governo di quel paese senza il presidente al Assad.

La collaborazione tra Siria, Iraq e Iran è riuscita a contenere l'avanzata dei takfiri  dell'ISIS  sostenuti dall'Occidente (USA, Francia e GB) e dai suoi alleati regionali (sauditi, quatariani, turchi) Por Hakim Gutiérrez La rivalità confessionali in cui si manifesta il conflitto (sciiti contro sunniti) e la demonizzazione dell'Iran e di tutti i movimenti popolari di resistenza svolta  attraverso i media atlantisti  e la loro propaganda, persegue vari obiettivi chiave. I primo è quello di nascondere davanti all'opinione pubblica gli interessi di egemonia che si trovano dietro questi conflitti che stanno martirizzando la regione. Quindi  continuare  in modo occulto con  l'afflusso  dei terroristi promuovendo l'intolleranza. Alla fine la loro propaganda tende a invertire i ruoli e presentare l'Iran come un paese aggressore con aspirazioni di dominio imperiale sulla regione e gli altri (i paesi che hanno concorso nell'armare il terrorismo jihadista) come  le vittime.

di Murtaza Hussain Nel 2009 un cable diplomatico del Dipartimento di Stato degli Stati Uniti ha svelato per la prima volta i sospetti sul consolidamento di una alleanza stabilita tra Israele e gli Stati arabi del Consiglio di Cooperazione del Golfo (CCG). Il cable citava un tal Yacov Hadas, un funzionario dell'Ambasciata di Israele e questi  segnalava: (.....) "gli arabi del Golfo ammettono il ruolo israeliano per cui cui percepiscono la stretta relazione intercorrente tra Israele e gli Stati Uniti", ed aggiunge : "gli Stati della CCG pensano che Israele possa fare miracoli".