"Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero". Proverbio Arabo

conflitti in Medio Oriente

di  Paul Antonopoulos

RIO DE JANEIRO, Brasile – Non esiste un maggiore difensore degli innocenti in Medio Oriente di Hezbollah. Non c’è un maggiore protettore di cristiani e musulmani in Medio Oriente di Hezbollah. Ed è per questo che i governi occidentali, attraverso le loro ONG e giornali, hanno intensificato la campagna di diffamazione e demonizzazione contro questo movimento.

Dopo la vergognosa sconfitta subita da Israele per mano di Hezbollah durante la “Guerra di luglio” del 2006, quando poche centinaia di eroi militanti sciiti cacciarono migliaia di soldati professionisti israeliani, Hezbollah è diventato un movimento in crescita ed una pietra nella scarpa degli Stati Uniti e dei loro alleati.

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Nervosismo e preoccupazione nel governo di Israele a seguito delle dichiarazioni dell’ambasciatore russo in Libano.

Alexander Zasypkin, ambasciatore russo in Libano, ha dichiarato che proseguirà la collaborazione della Russia con Hezbollah in Siria e con l’asse della resistenza contro il terrorismo.
Inoltre l’ambasciatore russo ha definito molto importante il recente discorso pronunciato dal segretario generale di Hezbollah, Sayyed Hassan Nasrallah, in cui questi ha ribadito che l’asse della resistenza deve essere pronto a rispondere a qualsiasi attacco.

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I tentativi del  Daesh (ISIS)  per ottenere un punto d’appoggio nella Striscia di Gaza sollevano la prospettiva che piccole cellule Daesh possano  prendere di mira e infiltrarsi nell’enclave governata da Hamas ed operare con attentati e omicidi, secondo quanto informa un rapporto della società di intelligence privata Soufan Group, il mercoledì.

Anche se Daesh è in fase di eclissi in Siria e in Iraq, la stessa organizzazione sta prosperando in una provincia autoproclamata nella vicina penisola del Sinai, afferma il rapporto.

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di Luciano Lago

La campagna di sobillazione ed ingerenza contro l’Iran da parte degli USA si deve spiegare sulla base degli accordi segreti presi tra l’Amministrazione Trump e le autorità del regime israeliano.
Una fonte ufficiale di Israele pochi giorni addietro ha rivelato che un accordo segreto è stato raggiunto il 12 dicembre, in seguito ai colloqui tra il consigliere per la sicurezza nazionale israeliano Meir Ben-Shabbat e il suo omologo statunitense HR McMaster, affinché le due parti agiscano coordinandosi fra loro e possano escogitare scenari contro l’Iran su più fronti.

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I nuovi piani segreti anti-Iran degli USA e di Israele difficilmente li faranno andare molto lontano.

Di Abdel Bari Atwan

Mentre la Russia si sforza di spostare la Siria da una fase di guerra e di sanguinosa anarchia a quella della  pace, stabilità e ricostruzione – invitando tutte le parti alla conferenza di Sochi del mese prossimo a concordare una tabella di marcia che includa una nuova costituzione e elezioni presidenziali e parlamentari: gli Stati Uniti e Israele stanno elaborando piani per far detonare la regione e gettarla in nuove guerre con il pretesto di affrontare la minaccia iraniana.

Il Canale 10 di Israele ha rivelato che un accordo segreto è stato raggiunto il 12 dicembre, in seguito ai colloqui tra il consigliere per la sicurezza nazionale israeliano Meir Ben-Shabbat e il suo omologo statunitense HR McMaster, affinché le due parti agiscano coordinandosi fra loro  e  possano escogitare  scenari contro l’Iran su più fronti.

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di Philip Giraldi (*)

Ora che il 2017 si è concluso con una lamentela, è possibile guardare in avanti a cosa potrebbe portare il nuovo anno. La Corea del Nord, armata di armi nucleari, è il potenziale punto di infiammabilità per una nuova guerra ma, a meno che il leader Kim Jong-un non sia intenzionalmente disposto a suicidarsi a livello personale e nazionale, è improbabile che Pyongyang intraprenda i passi necessari per innescare un evento del genere.

Molto più pericolosa è la Casa Bianca di Trump, che sembra confondere la sceneggiata con la recitazione intelligente.

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I rappresentanti di Irán, Russia, Iraq e Siria si sono riunti a Teheran lo scorso Martedì per mettere a punto una comune strategia di contrasto al terrorismo ed ai suoi patrocinatori nella regione.

La notizia è trapelata dall’ agenzia iraniana IRNA che ha informato circa l’oggetto della riunione che è quello di bloccare le fonti finanziamento del terrorismo che, come noto, provengono da alcuni paesi della regione (Arabia Saudita, Emirati Arabi, Kuwait e Qatar) ma oltre a questo, a quante pare, si è discusso di un piano di coordinamento per combattere queste attività e la necessità di rafforzare la cooperazione multilaterle fra i quattro paesi.

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Il presidente libanese si è riferito al un muro che lo Stato ebraico sta costruendo lungo un tratto della “Linea blu” conservando allo stesso tempo il controllo delle fattorie di Shebaa considerate dall’ONU come territorio libanese ma sotto occupazione israeliana
Michel Aoun

di Stefano Mauro

Roma, 21 dicembre 2017, Nena News – Durante una riunione con il nuovo emissario ONU per il Libano, Pernille Dahler Kardel, il presidente libanese Michel Aoun ha sottolineato “che Tel Aviv sta costruendo un muro lungo la linea blu, su un confine non riconosciuto internazionalmente e sta dimenticando le questione delle fattorie di Shebaa (considerate dall’ONU come territorio libanese,ma tuttora sotto occupazione israeliana, ndr)”.

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USA, Arabia Saudita e Israele puntano sul Libano per rifarsi della sconfitta subita dai loro mercenari in Siria

di Luciano Lago

Tutti gli analisti e gli osservatori indipendenti hanno dovuto prendere atto che, la vittoria ottenuta in Siria dalle forze dell’asse della resistenza, costituito da Siria e dai suoi alleati (Hezbollah e forze iraniane), ha rappresentato un evento di grande impatto per tutta la regione del Medio Oriente, una avvenimento finalmente positivo ed un balsamo per le popolazioni della Siria, dell’ Iraq e dell’intera regione, una speranza anche per le popolazioni della Palestina e dello Yemen.

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di  Luciano Lago

Per quanto l’Unione Europea  abbia formalmente preso le distanze dalla decisione del presidente USA Donald Trump di riconoscere Gerusalemme come capitale di Israele, in realtà già da molto tempo il rapporti di cooperazione economica e miltare della UE e della NATO con Israele sono ormai diventati strettissimi.
Nell’ambito militare la prova di questi rapporti sta nelle esercitazioni tra le forze NATO ed Israele che sono frequenti, da quando Israele è stata di fatto integrata nella NATO con uno status particolare. Le esercitazioni vengono fatte periodicamente in base al «Programma di cooperazione individuale» ratificato nel dicembre 2008 . Esso stabilisce tra l’altro la connessione delle forze israeliane, comprese quelle nucleari, al sistema elettronico Nato.

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