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conflitti in Medio Oriente

Tratto dalla mia intervista alla radio iraniana  ParsToday

PARSTODAY:  -Ci sono notizie dei media secondo cui gli Usa stanno considerando di lanciare attacchi aerei sull’esercito siriano e posizioni militari russe in Siria “se c’è un’escalation”.
-Per che cosa? Per proteggere i civili?

-L.Lago: A mio parere  l’attacco se ci sarà, come tutto lascia pensare,  da parte degli Usa ed i suoi alleati contro la Siria al fine di rovesciare il governo di Damasco, e ci sono diverse motivazioni interne per questo, ma questa volta gli Usa vedranno conseguenze pesantissime perchè inevitabilmente l’attacco coinvolgerebbe le forze russe e iraniane… Innanzi tutto, bisogna dire che , questa della “motivazione umanitaria”, risulta una…grottesca ipocrisia in quanto viene pronunciata dalle potenze occidentali (Stati Uniti, GB e Francia) che sono le stesse che hanno fomentato una guerra per procura armando  e sostenendo quei gruppi terroristici jihadisti, i taglia gole dell’ISIS e di Al Nusra, che hanno massacrato i civili e portato distruzione e morte nel paese al fine di rovesciare il governo di Damasco e smembrare il paese, secondo i piani di Washington e di Israele……) ….La decisione dell’attacco è dovuta ad un fattore interno degli USA ed alla protervia di Israele……che vuole vedere distrutta la Siria, suo nemico storico che ha sempre difeso la popolazione della Palestina….

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di Stephen Lendman (*)

Il 6 settembre, Foreign Policy (FP), un media istituzionale USA, ha discusso il “programma segreto israeliano per sostenere i ribelli siriani” – nome in codice per i terroristi, sostenuto dai regimi Trump e Netanyahu, insieme alla NATO e agli stati regionali anti-Assad, compresa la Turchia . Vedi: Inside Israel’s Secret Program to Back Syrian Rebels

Durante la guerra di Washington in Siria, giunta alla sua ottava edizione, falsamente chiamata identificata come “guerra civile”, gli Stati Uniti ei loro alleati hanno cercato il cambio di regime – volendo instaurare un governo fantoccio filo-occidentale che sostituisse l’indipendenza sovrana siriana, così come isolare l’Iran davanti a un complotto per rovesciare il suo governo legittimo.

Ecco in cosa consiste l’imperialismo, cercare il dominio su altri paesi, la pura aggressione e una strategia che favorisca i cambi di regime.

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di  Paul Antomopoulos

Il ministero della Difesa russo ha pubblicato un video del lancio avvenuto dei missili da crociera Onyx contro obiettivi sulla superficie del mare.

Un analista militare sottolinea che i nuovi missili russi costituiscono un’arma deterrente pertinente alla attuale situazione nel Mediterraneo e ritengono che il lancio sia un segnale  inviato a Washington.
La registrazione rilasciata dal ministero russo dimostra in parte le manovre della flotta del Pacifico nel mare di Okhotsk che coinvolgono i lanci dei missili Onyx del sistema Bastion e missili cruise da navi da combattimento. Tutti e sette i missili lanciati hanno colpito i loro obiettivi convenzionali.

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di  Tony Cartalucci

Associated Press rivelava che la guerra saudita sostenuta dagli USA contro lo Yemen include l’uso di al-Qaeda come forza mercenaria contro i ribelli huthi. Ciò conferma come fatto ciò che viene ampiamente respinto dal 2011 dai politici occidentali e i complici media occidentali come “teoria del complotto”. Le prove che Stati Uniti ed alleati hanno arruolato al-Qaeda e altri gruppi estremisti per condurre guerre per procura nel Medio Oriente e Nord Africa (MENA), da Libia e Siria allo Yemen, si accumulano come una montagna che emerge dalle nebbie della disinformazione dietro cui sono combattute tali guerre.

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di  Paul Antonopoulos

MOSCA,  – In quella che è stata una settimana di eventi importanti, tra cui un riuscito avvio del riavvicinamento tra India e Cina , i preparativi per la liberazione di Idlib da parte della SAA (Esercito Siriano), una serie di orribili attacchi da parte della KSA (Aviazione saudita) contro civili yemeniti e la Russia che ha fatto enorme annuncio in cui sostiene appieno la presenza dell’Iran in Siria – I funzionari russi stanno nuovamente attaccando gli Stati Uniti per il loro continuo sostegno a ISIS e Al Qaeda in numerosi teatri, dalla Siria all’Afghanistan e oltre.

Il rappresentante permanente della Russia presso l’ONU, Vasily Nebenzya, ha accusato l’Occidente. in particolare le agenzie di intelligence straniere statunitensi che forniscono armi a Daesh [ISIS]. Il parlamentare russo Frants Klintsevich ha affermato che l’Occidente fornisce armi, aiuti e sostiene questi terroristi, aiutandoli a rimanere in gioco.

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di  Luciano Lago

Passato il clamore e diradatesi le cortine fumogene sul vertice di Helsinki fra i presidenti Putin e Donald Trump, mentre i maggiori esperti mondiali continuano a parlare dell’argomento, si iniziano a valutare il nuovo scenario internazionale successivo a tale summit.

Non sarà necessario soppesare più di tanto le dichiarazioni di Trump sulla priorità della sicurezza di Israele, a danno degli altri popoli del Levante in continuità con il passato, costellato di aggressioni ed espansione dello Stato di Israele.

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“Israele ha stilato un elenco di obiettivi all’interno del territorio iracheno, in preparazione di un bombardamento, sostenendo che si tratta di siti militari iraniani utilizzati per trasportare armi e attrezzature in Siria”, riferisce il quotidiano kuwaitiano Al-Jarida citando fonti anonime consapevoli della situazione .

Secondo al-Jarida, gli obiettivi che Israele intende colpire includono anche alcuni valichi di frontiera tra Iraq e Iran.

Negli ultimi mesi, Israele è stata profondamente preoccupata per le battute d’arresto della sua strategia volta a scoraggiare il governo della Siria e dei suoi alleati iraniani. Nonostante l’opposizione di Tel Aviv e alcuni attacchi da parte dell’esercito israeliano, l’alleanza siriano-russo-iraniana ha riconquistato la maggior parte della Siria meridionale dai miliziani takfiri ed è entrata in una fase finale delle sue operazioni . L’operazione militare ha distrutto di fatto la zona cuscinetto detenuta dai miliziani, che Israele ha sostenuto a est delle alture del Golan sin dall’inizio della guerra.

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di  Pablo Jofré Leal (*)

L’asse della resistenza, guidato dalla Repubblica Iraniana, si è assicurato il controllo di un’ampia fascia di territorio, che va dai confini della nazione persiana alle rive del Mar Mediterraneo in Siria. E’ stata questa una politica di evidente profondità strategica, che consolida l’influenza dell’Iran nella regione e nella sua popolazione.

In un modo senza precedenti, dall’inizio della guerra di aggressione contro la Siria – marzo 2011 – le Forze speciali Quds, la milizia sciita irachena, il movimento Hezbollah in Libano, i militanti palestinesi e l’esercito siriano governativo hanno ottenuto di consolidare un percorso di terra , che prevede non solo le operazioni anti-terroristiche contro il Daesh (l’ISIS), contro Fath al-Sham, Ahrar al-Sham (ex Al- Nusra) e altri gruppi takfirí e movimenti terroristici, attivi sia sul terreno dell’Iraq come nella Siria, ma allo stesso tempo queste forze  sono riuscite a consolidare una via di accesso che parte dal territorio iraniano fino alle rive del Mar Mediterraneo.

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di Luciano Lago

Le guerre e le destabilizzazioni sono divenuti la costante dell’area mediorientale e l’influenza negativa che in questa area del mondo hanno avuto le dottrine del sionismo e del wahabismo, appoggiate dagli Stati Uniti, è un fatto riscontrabile e sotto gli occhi di chiunque voglia analizzare lo svolgimento degli avvenimenti.

Se si va a ripercorrere la Storia degli ultimi 70 anni, non si può negare, nemmeno da parte dei più accesi sostenitori di Israele, che l’influenza del sionismo politico insieme a molte delle azioni e delle politiche dello Stato di Israele, oltre all’oppressione a lungo termine del popolo palestinese, abbia contribuito in modo preponderante alla polarizzazione del Medio Oriente e alla crescita del radicalismo mussulmano.

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Il Libano farà fronte a qualsiasi aggressione del regime di Israele contro il suo territorio, ha affermato il presidente libanese, Michel Aoun.
Aoun è l’unico presidente cristiano di un paese mediorientale ed è lui che ha fatto queste dichiarazioni nel corso di una riunione con il ministro britannco per il Medio Oriente e nord Africa, Alistair Burt.

Nel corso dell’incontro Aoun ha sottolineato l’impegno di Beirut nel rispettare la risoluzione 1701 del Consiglio di Sicurezza dell’ONU con cui su era stabilita una tregua tra il regime di Tel Aviv ed il Libano dopo la guerra di Israele contro il territorio libanese.

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