"Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero". Proverbio Arabo

conflitti in Medio Oriente

Il presidente libanese Michel Aoun ha dato all’Arabia Saudita il termine di una settimana per rilasciare e far rientrare a Beirut il primo ministro libanese Saad Hariri, sequestrato e tenuto in stato di detenzione dalle autorità saudite.

Se le autorità saudite non ottempereranno la richiesta del governo libanese, questo richiederà una convocazione d’urgenza del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite per denunciare e far condannare l’azione illegale ed aggressiva dell’Arabia Saudita. La notizia è stata data dal giornale libanese Al Yumhuriya.

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Il giornale israeliano Haaretz scrive una lunga analisi in cui sostiene che “l’Arabia Saudita sta aprendo un nuovo fronte contro l’Iran e vuole che Israele faccia il gioco sporco” in Libano contro Hezbollah.

Secondo il quotidiano, il regno saudita sta cercando di spostare il campo di battaglia con l’Iran dalla Siria al Libano, con il rischio di innescare una reazione a catena. Secondo Al Shapiro, ex ambasciatore americano in Israele ai tempi di Barack Obama, l’Arabia Saudita potrebbe voler spingere gli israeliani in una guerra con l’Iran e il movimento della resistenza islamico libanese Hezbollah.
Il rischio è che questi ultimi rispondano alla crisi innescata dalle dimissioni del premier Saad Hariri cercando l’escalation militare con Israele, in modo da unire dietro di loro il paese. Per questo Shapiro esorta Israele a non farsi manovrare dai sauditi.

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L’ambasciatore russo in Libano, Alexander Zasipkin, ha dichiarato che la formazione di un governo libanese senza la presenza di Hezbollah, come reclama l’Arabia Saudita, è un qualche cosa di inconcepibile.
Nel corso di una intervista con il canale TV Al Mayadin, Alexander Zasipkin ha espresso la valutazione secondo la quale lo scatenamento di un conflitto saudita ed israeliano contro il Libano sarebbe poco probabile.

“Nella mia opinione, la formazione di un governo libanese senza una rappresentanza di Hezbollah è cosa inconcepibile”.
“Anche se il primo ministro libanese si fosse dimesso per sua stessa volontà (cosa poco probabile), la rivendicazione dell’Arabia Saudita di formare un governo in Libano senza la presenza di Hezbollah sarebbe inaccettabile”, ha spiegato il diplomatico.

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L’Arabia Saudita ha ordinato ai suoi cittadini di abbandonare immediatamente il Libano e di non viaggiare verso questo paese, secondo l’informazione trasmessa dal network TV Al-Arabiya.
Rijad ha annunciato tale richiesta dopo che il primo ministro libanese, Saad Hariri, si era dimesso improvvisamente dal suo incarico mentre si trovava in visita a Rijad.

Hariri si era recato lo scorso Venerdì a Rijad, la capitale saudita, un giorno dopo il suo arrivo ed ha fatto sapere da quella città la sua decisione di dimettersi dall’incarico di primo ministro, aggiungendo che era a conoscenza di un piano per assassinarlo in Libano.
Buona parte degli osservatori ed anche membri del suo stesso governo hanno commentato che Harariri si è trovato costretto a rinunciare sotto pressioni e ricatti dalle autorità saudite, secondo un piano preordinato.

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Gerusalemme- Il primo ministro di Israele, Benjamín Netanyahu, ha deciso di lanciare una campagna internazionale in difesa dell’Arabia Saudita e contro l’Iran, secondo quanto informato dal canale 10 della Tv di Israele.
Il Canale Tv ha informato che il 5 di Novembre il Ministero degli Esteri di Israele, di cui è titolare lo stesso Netanyahu, ha inviato telegrammi alle ambasciate israeliane nel mondo fornendo istruzioni perchè queste si muovano in questo senso.

Le ambasciate dovranno spiegare perchè Israele sta difendendo l’Arabia Saudita nella guerra dello Yemen, per quanto sia questa (l’Arabia S.) il paese aggresssore che ha provocato migliaia di vittime civili con i suoi bombardamenti indiscriminati nello Yemen, come risulta dai rapporti dell’ONU. Vedi: L’ONU condanna i raid della coalizione guidata dai sauditi in Yemen
Le ambasciate dovranno spiegare anche perchè Israele si oppone a che l’organizzazione sciita Hezbollah formi parte del Governo del Libano.

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L’Arabia Saudita ha minacciato l’Iran di “serie conseguenze” per “l’atto di aggressione militare”come è stato qualificato il lancio di un missile dallo Yemen contro un aeroporto a Rijad. Teheran ha negato qualsiasi suo coinvolgimnto mell’attacco. Tuttavia i sauditi si riservano il diritto di “rispondere all’Iran”. Questo scambio di accuse fa pensare alla possibilità di un prossimo conflitto fra le due potenze regionali.

Bisogna precisare che l’Arabia Saudita è impegnata da più di due anni in un conflitto con lo Yemen da quando il presidente filo saudita è stato spodestato ed è fuggito riparando a Rijad.
Il ministro degli Esteri iraniano Mohamad Yavad ha dichiarato che l’Arabia Saudita accusa Teheran delle conseguenze delle sue guerre di aggressione, visto che “Rijad attua per destabilizzare altri paesi, monta provocazioni rischiose e finisce poi per accusare gli altri degli effetti delle sue campagne di aggressione”.

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I sostenitori del Partito democratico del Kurdistan (Kdp) hanno incendiato la sede del Movimento per il cambiamento (Gorran), dell’Unione patriottica del Kurdistan (Puk) e di Radio Ashti nella città di Zakho. Attaccato anche il Parlamento a Erbil.
AGGIORNAMENTI
Media locali parlano di tregua tra curdi e forze federali
Il portale d’informazione Iraqnews riferisce di un accordo tra Baghdad e Erbil che prevede l’estensione del cessate il fuoco tra le forze combattent delle due parti e l’invio di un team per la demarcazione dei confini nelle zone contese tra Kurdistan e Iraq. Secondo l’emittente curda Rudaw gli iracheni hanno chiesto ai curdi di accettare il dispiegamento delle forze federali nelle aree contese e nei confini internazionali, e di sottomettere i Peshmerga al controllo federale.
della redazione

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Jared Kushner, consigliere e genero del presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha realizzato un viaggio segreto in Arabia Saudita, lo scorso fine settimana.
La seconda consigliera per la Sicurezza Nazionale degli USA, Dina Powell, e l’inviato dellì’Amministrazione Trump per il Medio Oriente, Jason Greenblatt, hanno accompagnato Kushner in un volo commerciale diretto in Arabia Saudita il mercoledì e sono rientrati il Sabato, secondo le informazioni trasmesse dal media statunitense Politico, citando un funzionario della Casa Bianca.
“L’assessore principale è stato anche di frequente in contatto con funzionari del regime di Israele, con l’Autorità per la Palestina, con i governi dell’Egitto, degli Emirati Arabi, della Giordania e dell’Arabia Saudita”, ha aggiunto il funzionario citato dalla rivista Politico.

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Il Dipartimento Media di Hezbollah ha lanciato una nuova campagna mediatica contro Israele. Il movimento libanese ha pubblicato foto prese all’interno di un insediamento di israele adiacente alla frontiera con il Libano ed in questo si possono vedere i militari israeliani e le posizioni israeliane.

Le foto pubblicate da Hezbollah sono state accompagnate dalle parole “A coloro che pensano di essere loro a vigilare sulle nostre azioni. Non scordate di guardare dietro di voi”. Le scritte sono tanto in arabo come in ebraico e le foto hanno inviato un messaggio chiaro e diretto agli israeliani, visto che tali foto sono state prese dall’interno di un insediamento di frontiera israeliano, dove apparentemente i combattenti di Hezbollah sono potuti entrare indisturbati.

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di  ISRAEL SHAMIR

I tifosi di Trump, quella specie a rischio, stanno attraversando tempi duri. Persino un devoto adoratore dell’uomo arancione non potrebbe digerire la sua strana battaglia verbale con Kim, le sue minacce all’Iran, la sua farsa all’UNESCO – e rimanere serio. L’unico conforto è che Hillary sarebbe stata anche peggio.

È un comico messo al posto sbagliato, un buffone? In realtà, Trump sta svolgendo l’ingrato compito di non far andare in recessione l’Impero degli Stati Uniti.

L’astronave America potrebbe ancora schiantarsi sotto l’insostenibile peso dei suoi obblighi ed ambizioni, e seppellire gran parte del mondo sotto i suoi detriti (Terza Guerra Mondiale è un altro nome per questo crash imminente).

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