"Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero". Proverbio Arabo

conflitti in Medio Oriente

di  Pablo Jofré Leal (*)

L’asse della resistenza, guidato dalla Repubblica Iraniana, si è assicurato il controllo di un’ampia fascia di territorio, che va dai confini della nazione persiana alle rive del Mar Mediterraneo in Siria. E’ stata questa una politica di evidente profondità strategica, che consolida l’influenza dell’Iran nella regione e nella sua popolazione.

In un modo senza precedenti, dall’inizio della guerra di aggressione contro la Siria – marzo 2011 – le Forze speciali Quds, la milizia sciita irachena, il movimento Hezbollah in Libano, i militanti palestinesi e l’esercito siriano governativo hanno ottenuto di consolidare un percorso di terra , che prevede non solo le operazioni anti-terroristiche contro il Daesh (l’ISIS), contro Fath al-Sham, Ahrar al-Sham (ex Al- Nusra) e altri gruppi takfirí e movimenti terroristici, attivi sia sul terreno dell’Iraq come nella Siria, ma allo stesso tempo queste forze  sono riuscite a consolidare una via di accesso che parte dal territorio iraniano fino alle rive del Mar Mediterraneo.

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di Luciano Lago

Le guerre e le destabilizzazioni sono divenuti la costante dell’area mediorientale e l’influenza negativa che in questa area del mondo hanno avuto le dottrine del sionismo e del wahabismo, appoggiate dagli Stati Uniti, è un fatto riscontrabile e sotto gli occhi di chiunque voglia analizzare lo svolgimento degli avvenimenti.

Se si va a ripercorrere la Storia degli ultimi 70 anni, non si può negare, nemmeno da parte dei più accesi sostenitori di Israele, che l’influenza del sionismo politico insieme a molte delle azioni e delle politiche dello Stato di Israele, oltre all’oppressione a lungo termine del popolo palestinese, abbia contribuito in modo preponderante alla polarizzazione del Medio Oriente e alla crescita del radicalismo mussulmano.

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Il Libano farà fronte a qualsiasi aggressione del regime di Israele contro il suo territorio, ha affermato il presidente libanese, Michel Aoun.
Aoun è l’unico presidente cristiano di un paese mediorientale ed è lui che ha fatto queste dichiarazioni nel corso di una riunione con il ministro britannco per il Medio Oriente e nord Africa, Alistair Burt.

Nel corso dell’incontro Aoun ha sottolineato l’impegno di Beirut nel rispettare la risoluzione 1701 del Consiglio di Sicurezza dell’ONU con cui su era stabilita una tregua tra il regime di Tel Aviv ed il Libano dopo la guerra di Israele contro il territorio libanese.

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.. di Jonas E. Alexis

Tamir Pardo era il capo dell’agenzia di spionaggio israeliana Mossad dal 2011 al 2016. Ha dichiarato il mese scorso che Benjamin Netanyahu aveva dato istruzioni specifiche alla sua squadra militare di colpire l’Iran nel 2011. Pardo aveva risposto a Netanyahu dicendo: “Non è qualcosa che ti è permesso fai solo per esercitarti. ” [1]

Pardo aveva il buon senso di rendersi conto che tutto ciò sarebbe stato del tutto illegale e che il regime israeliano avrebbe quasi certamente nuotato in una palude di missili. Meir Dagan, un altro ex capo del Mossad, dichiarò che quella era una “idea stupida”. [2]

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BEIRUT, LIBANO (21:00) – I miliziani dello Stato islamico (ISIS) hanno tentato di attraversare la frontiera con l’Iraq questa sera dalle loro posizioni lungo il confine siriano,come ha riferito l’ala del portavoce ufficiale delle Unità di mobilitazione popolare PMU (Hashd Al-Sha’abi).

Secondo il portavoce media della PMU, le forze armate irachene hanno sventato il tentativo di infiltrazione dello Stato islamico dopo che le guardie di frontiera hanno avvistato i terroristi che si stavano facendo strada attraverso la frontiera Irachena.

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Le unità di artiglieria delle Unità di Mobilitazione Popolare (PMU) irachene hanno bombardato le posizioni dell’ISIS in Siria, ha detto il portavioce delle PMU in una dichiarazione ufficiale sul suo sito web.

Secondo la dichiarazione, le PMU ha effettuato attacchi di artiglieria contro bersagli dell’ISIS vicino al villaggio di al-Desheisha il 31 maggio. I membri dell’ISIS stavano presumibilmente “cercando di raggiungere [le truppe [irachene] dispiegate lungo il confine, approfittando delle cattive condizioni meteorologiche” .

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Il Libano ha iniziato le esplorazioni di petrolio e gas nelle sue riserve energetiche offshore nelle acque del Mediterraneo contestate dal regime israeliano.

Il ministro dell’Energia e dell’acqua del Libano, Cesar Abi Khalil, ha dichiarato in una interlocuzione televisiva che il progetto esplorativo per le prime riserve petrolifere e di gas del paese è iniziato martedì dopo che i funzionari libanesi hanno approvato un piano presentato da un consorzio della  Total francese, della Eni italiana e Novatek russa.

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di Thierry Meyssan

Mentre i media globali trattano gli avvenimenti del Medio Oriente Allargato come fatti tra loro scollegati, Thierry Meyssan li interpreta come mosse susseguenti su un medesimo scacchiere. Considera i conflitti attorno a Israele come un insieme organico e si interroga sulle possibilità del presidente Trump di ottenere la pace nella regione.
Il Medio Oriente è una regione ove s’incrociano e s’aggrovigliano numerosi interessi. Spostare una pedina può provocare una reazione all’altro lato dello scacchiere. Le iniziative di Donald Trump per rompere con la strategia dell’ammiraglio Cebrowski [1] e pacificare una zona particolarmente martoriata provocano, al momento, conseguenze contraddittorie, che gli impediscono di conseguire l’obiettivo.

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TEHERAN (FNA) – Gli Stati Uniti, il cui segretario di stato Mike Pompeo ha appena chiesto all’Iran di smantellare il suo programma di difesa missilistica, è il più grande produttore di armi al mondo, secondo un nuovo rapporto dell’Istituto internazionale di ricerca di pace di Stoccolma ( SIPRI).

L’ultimo rapporto dice che, in totale, i paesi di tutto il mondo hanno speso 1,739 miliardi di dollari in armi nel 2017. I cinque maggiori destinatari nel 2017 sono stati gli Stati Uniti, la Cina, l’Arabia Saudita, la Russia e l’India, che insieme rappresentavano il 60% del totale della spesa. Gli Stati Uniti da soli hanno rappresentato oltre un terzo del totale mondiale nel 2017 ($ 695 miliardi) e hanno speso più rispetto alle sette maggiori potenze dell’alto della classifica..

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di Darius Shahtahmasebi

Scrivendo su Asia Times all’inizio di questo mese, David P. Goldman ha analizzato che, a suo avviso, una guerra israelo-iraniana non si verificherà molto presto. La sua osservazione appare sorprendente considerando che i media mainstream hanno lanciato l’idea di una tale guerra negli ultimi mesi .
Tuttavia, la sua previsione ci sembra corretta. A parte di qualcosa di catastrofico che potrebbe sconvolgere completamente lo status quo attuale, ci sono molti segnali che Israele e l’Iran non sono diretti verso un confronto diretto nell’immediato futuro. Anche se i media mainstream pubblicizzano disonestamente una guerra del genere, la verità è che la prossima guerra di Israele non si svolgerà in Iran – o anche in Siria per quella modalità. È molto più probabile che tale conflitto si svolga prima in Libano.

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