Il vicepresidente italiano Matteo Salvini ha risposto al più alto funzionario economico dell'UE Pierre Moscovici, dicendogli di "sciacquarsi la bocca" dopo l'osservazione di Moscovici sulla diffusione dei "piccoli Mussolini" in Europa. Moscovici, il commissario europeo per gli affari economici e finanziari, aveva espresso la sua paura per l'aumento delle forze di destra in alcuni paesi, confrontando la situazione attuale con l'epoca della seconda guerra mondiale. "Fortunatamente non c'è suono di stivali, non ci sono Hitler, (ma forse ci sono) piccoli Mussolini. Resta da vedere ", ha detto ai giornalisti a Parigi giovedì. L'osservazione non è andata a buon fine a Roma, con il vicepremier e capo del fronte anti-immigrazione, il partito euroscettico della Lega Nord, Matteo Salvini, che ha risposto al funzionario dell'UE.

di  Luciano Lago Mentre Luigino Di Maio si sente già l'investitura di capo di Governo in tasca, qualcuno inizia a svegliarsi nella base dei 5 Stelle e procede a contestare le scelte di "Gigino Di Maio in politica estera. Alla buon'ora, meglio tardi che mai, si potrebbe esclamare. Le ultime prese di posizione di "Gigino" di Maio, degne della tradizione della peggiore Democrazia Cristiana, suscitano stupore e rabbia nei militanti che credevano di essere rappresentati da un partito "rivoluzionario" e lo scoprono adesso moderato, filoatlantista e filo UE. L'abile travestimento da "rivoluzionari" indossato per accaparrarsi i consensi, viene scoperto come un bluff da molti militanti della base che iniziano finalmente ad accorgersi quali contraddizioni ci siano nel programma e negli atteggiamenti dei pentastellati.

di  Luciano Lago In queste settimane tutti i partiti e formazioni politiche sono alle prese con i proclami elettorali, con le dichiarazioni e polemiche, impegnati con la pubblicazione di promesse elettorali fra le più varie come riduzione di tasse o Flat tax (Lega), reddito di cittadinanza (5 Stelle) , reddito di "dignità" (Berlusconi) o pensioni minime a 1.000 euro per tutti, bonus Bebè (Meloni), abolizione tasse universitarie (Grasso), e chi più ne ha più ne metta. In pochi però fanno riferimento a quelli che sono i vincoli di bilancio e le politiche economiche che vengono imposte dalle direttive della Commissione Europea, come se questo fosse un particolare trascurabile.

di Nino Galloni Macché reddito di cittadinanza: serve moneta sovrana per creare 7-8 milioni di posti di lavoro, nel più breve tempo possibile, o il grande capitale straniero – francese, in primis – sbranerà quel che resta dell’Italia. Così Nino Galloni risponde all’allarme lanciato sul “Corriere della Sera” da Roberto Napoletano, già direttore del “Messaggero” e del “Sole 24 Ore”: «La Francia ha un disegno di conquista strategico e militare sull’Italia: indebolirne le banche, prenderne i gioielli, conquistare il Nord e ridurre il Sud a una grande tendopoli».

di Giorgio Cremaschi Il degrado della nostra democrazia è ben rappresentato dal fatto che uno scontro megalattico stia accompagnando la discussione su una legge all’acqua di rose sullo ius soli, mentre il Senato si prepara ad approvare nel silenzio generale il famigerato trattato Ceta. Il trattato è quello stipulato tra Unione Europea e Canada e serve a far passare liberamente la globalizzazione più selvaggia e distruttiva, travolgendo le poche regole rimaste a difesa dei lavoratori, dei consumatori, dei cittadini.

Redazione- Lo Stato italiano si accanisce contro l'indipendentista sardo - Salvatore Meloni, figura storica dell'indipendentismo sardo, il quale, dopo aver scontato negli anni '80 in Italia oltre 9 anni di carcere per reati connessi alla sua attività politica di fautore dell'indipendenza della Sardegna dallo Stato italiano,  sta ora scontando nel carcere di Oristano un'ulteriore condanna sempre per reati connessi direttamente o indirettamente alla sua attività politica. il Meloni era stato stato arrestato per una presunta Frode fiscale La condanna inflitta dalla magistratura è stata molto pesante Salvatore Meloni è un uomo anziano che ha 75anni e si trova in fin di vita perché non mangia e non beve da più di 40 giorni

di Andrea Cucco È con una certa inquietudine che apro le prime pagine dei giornali nelle ultime settimane. Che l'Italia non abbia una politica estera indipendente - ma sarebbe facile affermare “nemmeno vagamente autonoma” - è evidente da molti (moltissimi) decenni. Che le decisioni vengano prese fuori dai nostri confini nazionali è quindi oramai “tradizione”. Quel che sconcerta è la regia straniera inaspettata. Mi spiego meglio. Negli ultimi lustri ad occidente c'è stato a grandi linee un "fronte per la pace" comune. Questo ha portato a fasi alterne disordini e morte, seguiti da maldestri riordini (e morte...) in tutto il nord Africa e Medio Oriente. Paesi come la Libia ne sanno qualcosa, ma potremmo citarne altri come la Siria.

di  Marco Della Luna l governo Gentirenzi e il Partito Democratico progettano, per la imminente campagna elettorale, di attribuirsi il merito dell’introduzione del reddito di cittadinanza, soffiandolo al M5S. Il programma è che il presidente della Commissione Europea Jean-Claude Junker venga a Roma, probabilmente il 25 marzo, per i festeggiamenti del cinquantenario dell’Unione Europea, e quivi annunci che l’Europa prescrive che i governi elargiscano un reddito universale di base, di importo sufficiente per una vita dignitosa, a tutti i cittadini. La notizia di questo annuncio è stata lanciata da Reuters all’estero alcuni giorni fa, ma in Italia pare nessuno voglia diffonderla – tanto per dire quanto sono liberi i nostri giornalisti. Renzi si vanterà di aver ottenuto tale successo in linea con il suo bonus di 80 euro mensili. Ne farà il suo cavallo di battaglia per le elezioni.

Le dichiarazioni della Marine Le Pen, fatte in appoggio della Crimea e della sua integrazione con la Russia, hanno suscitato le forti ire delle autorità di Kiev. Questo Mercoledì, la Cancelleria ucraina ha avvisato per mezzo di un comunicato ufficiale che proibirà alla leader del Front National di entrare nel proprio territorio per causa delle dichiarazioni fatte dall'esponente francese in cui ha affermato che l'adesione della Crimea alla Russia "non è stata illegale". "Ricordiamo che queste dichiarazioni ed azioni fatte in violazione della legge ucraina avranno necessariamente delle conseguenze, come nel caso di certi politici francesi a cui è stata negato l'ingresso in Ucraina", segnala la nota del Ministero.