A chi risponde in Europa l'Oligarchia della Commissione Europea ed a quali interessi fa riferimento? Le decisioni prese dalla Commissione (costituita dai 28 membri) sono unilaterali e non prevedono alcuna consultazione con il Parlamento Europeo nè tanto meno con i governi dei vari paesi europei, da cui i commissari sono autonomi. Tutto si svolge riservatamente negli uffici della Commissione e le decisioni della stessa Commissione muovono interessi miliardari nei settori finanziari, delle Banche, dell'Energia, delle imprese farmaceutiche, dell'alimentazione, ecc.. Sarà un caso ma i commissari, quando terminano il loro mandato, ottengono prestigiosi incarichi da grosse multinazionali e da grandi banche o da organismi finanziari e questo fa capire come sia importante per i commissari prendere le decisioni "giuste".

di Michele Rallo E così, finalmente, Ignazio Marino ha tolto il disturbo. Salvo un supplemento di farsa da recitarsi nei prossimi venti giorni. Sia chiaro – voglio precisare – non intendo aggiungermi alle nutrite schiere di detrattori che oggi sbeffeggiano l’ex sindaco di Roma, anche se del Marino politico ho sempre avuto una pessima opinione. Viceversa, il Marino chirurgo – a detta di tanti – sarebbe un validissimo elemento. Evidentemente, la teoria che la politica (e la pubblica amministrazione) debba “aprirsi alla società civile” non è forse la più azzeccata. Molti sembrano incominciare a comprenderlo, ma non Silvio Berlusconi, che – proprio in queste ore – torna ad invocare per Roma e per Milano dei “sindaci-manager” che possano amministrare quelle metropoli “come grandi aziende”. Inconsapevolmente, il Cavaliere difende anche il suo caso personale, quello di un grande imprenditore che in politica ha operato abbastanza bene, tanto da costringere i poteri forti ad un complotto per defenestrarlo. Ma ciò che gli sfugge è l’eccezionalità della sua esperienza, a fronte di quella della stragrande maggioranza dei politici-fai-da-te – compresi molti ministri dei suoi governi – che si sono rivelati dei clamorosi fallimenti.

di Eugenio Orso La narrazione liberaldemocratica, a copertura del potere oligarchico-finanziario che impazza, ci suggerisce che il popolo è comunque sovrano e le elezioni politiche, a suffragio universale, sono il momento clou della democrazia, in cui si mettono a confronto programmi politici contrapposti e si decide chi governerà il paese. Infatti, spulciando la Treccani online a tutti accessibile, alla voce “liberaldemocrazia” scopriamo che si tratta di un Regime politico basato sulla combinazione del principio liberale dei diritti individuali con il principio democratico della sovranità popolare.

di Francesco Lamendola Povero Viktor Orban, col suo patetico muro, che non è nemmeno un muro, e che già l’universo mondo politicamente corretto ha bollato come il muro della vergogna e dell’infamia (assai meno si parla del muro di Israele contro i Palestinesi: quello non è politicamente scorretto): passano sotto i reticolati, spingono, urlano, pregano, implorano, bestemmiano, e alla fine lo superano. Povero Matteo Salvini, con le sue frasi ad effetto, i suoi atteggiamenti da uomo duro, i suoi ritornelli accalappia voti: dal Vaticano fino a Sinistra, Ecologia e Libertà, sono tutti d’accordo di sparare su di lui: il cinico, il razzista, il cattivo, il reazionario, l’ottuso, l’antimoderno, il nostalgico dell’autarchia di mussoliniana memoria, il bersaglio preferito dei comici progressisti e buonisti.

di Marco Mori La foto che vedete è stata diffusa dal Presidente della Camera, Laura Boldrini. Occorre subito precisare che, se nasce una nuova nazione che occupa il territorio italiano, ovviamente il nostro Stato cessa per definizione di esistere. Ma che cos’è lo Stato? Quali sono i suoi elementi costitutivi fondanti ed indispensabili? Mi rendo conto che oggi la risposta a tale domanda è più attuale che mai. L’ignoranza è purtroppo diffusa… Lo Stato ha tre elementi fondanti che devono sussistere contemporaneamente affinché esso possa definirsi tale: a) il territorio; b) il popolo; c) il potere d’imperio.

di Luciano Lago Il "fenomeno politico "Matteo Renzi anche stavolta vuole stupire il pubblico con i suoi "effetti speciali": in  questa occasione  ha scelto di concentrarsi sulla "banda larga" per distrarre gli italiani dalla banda di malfattori e corrotti annidata nel suo partito. La tecnica a lui consigliata dai suoi consulenti e' quella solita: trovare un argomento di forte impatto emotivo per lanciare annunci roboanti (anche se irrealistici )e deviare l'attenzione dell'opinione pubblica da situazioni negative per lui e per il suo partito. Qualche giorno fa ci aveva provato con l'annuncio spettacolare di un programma di riduzione delle tasse, incluso sulla prima casa ,poco credibile secondo tutti gli esperti economici ma utile per riconquistare i consensi in forte calo. Adesso è' la volta della banda larga.

La teoria secondo cui il sistema tedesco deve comprarsi la manifattura italiana prima del crollo dell’euro comincia ad avverarsi: Italcementi acquistata da Heidelberg La teoria comincia a confermare i peggiori presagi di alcuni “malpensanti”, ad esempio Mitt Dolcino che mi ospita su questo sito. Quello che è stato a più riprese previsto dall’autore sopra citato si può riassumere come segue: – la stagflazione in regime di cambi fissi è una moderna forma di neocolonialismo tedesco a danno dei supposti “partner” deboli dell’EU [concetto di cui abbiamo discusso molte volte ed è stato formalizzato dall’autore solo ieri]; – le ricette austere di matrice tedesca stanno indebolendo le aziende dell’Europa periferica ed italiana in particolare che quindi vengono acquisite dall’estero, con massima attenzione per quei paesi che competono direttamente con la Germania (ad es. l’Italia, soprattutto l’Italia);

di Marco Mori In un’intervista al Corriere della Sera Mario Monti, l’ex inquilino abusivo di Palazzo Chigi, è tornato a delirare pesantemente. Anche se stavolta ha almeno la scusante del caldo soffocante. Varie le idiozie proferite nell’intervista ed è difficile scegliere la peggiore anche se forse questa potrebbe esserlo: “L’Europa non sta violando la democrazia greca, come non ha violato la democrazia italiana. Quelle che chiamiamo regole europee non sono fatte per il piacere di qualche burocrate, ma per i greci di domani, per gli italiani di domani; per impedire di continuare a fare debiti per stare meglio oggi, e fare poi stare molto peggio i nostri figli e nipoti. Sono certo che i greci lo comprenderanno, e daranno prova di aver compreso. E io conto di poter ripetere quel che dissi nell’estate 2011, e che ora mi viene rinfacciato”.