"Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero". Proverbio Arabo

Classe politica al servizio della grande finanza

Nelle democrazie “bancariamente protette”

Si vota solo con le regole della borsa, e gli elettori sono pochi.

di  Ruggiero Capone

Ormai è arcinoto che si voti tutti i santi giorni, e che le elezioni avvengano nelle borse… sede di quella che tanti appellano come “democrazia finanziaria”. Ma pochi risparmiatori si trasformano in investitori, ed ancor meno in gente capace di votare tutti i giorni, ovvero di giocare in borsa. Questi ultimi sono i grandi elettori di oggi, decidono se i governi debbano cadere o se debba bocciarsi la linea politica d’un partito.

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di  Luciano Lago

Si sapeva che il segretario del PD ed ex premier Matteo Renzi risultasse ben ammanigliato con i poteri bancari, quelli che contano, oltre alle banche nostrane quali Banca Etruria, Monte dei Paschi e similari, quello che non si sapeva (ma si sospettava) era che il fioretino passasse notizie riservate sui decreti del Governo in anticipo al suo compare e consigliere Carlo De Benedetti.

Queste notizie riservate hanno consentito all’ing. tessera n. 1 del PD di fare qualche “affaruccio” di speculazione finanziaria. Milioni ion più o milioni in meno, che vuoi che sia per un “povero miliardario” che risultava anche uno dei primi debitori del Monte dei Paschi di Siena, quello mandato in fallimento e risanato con soldi pubblici.

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di Marco Della Luna

I numerosi scandali e, ultimamente, la commissione parlamentare di inchiesta sulle banche, hanno messo a nudo la realtà della politica e della burocrazia, le sistematiche e trasversali ruberie del regime, la sua strutturale illegalità di funzionamento – e niente succede, la società accetta tutto passivamente.

Così come fa la “Giustizia”, il popolo non reagisce, accetta ingiustizia e illegalità. Sempre più subisce e non agisce. L’esperienza gli ha insegnato che votare e manifestare è improduttivo. Una ribellione popolare contro il marcio regime è impossibile: il popolo italiano è vecchio e sfiduciato, anche in se stesso, e senza fiducia in se stesso un popolo non organizza una ribellione. E il voto non consente di cambiare, come si dirà.

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di Ilaria Bifarini

Al via la seconda tranche di privatizzazione di ENAV, entro dicembre servono 3,5 miliardi.
Nel totale silenzio dei media sta per consumarsi l’ennesima privatizzazione del patrimonio pubblico italiano.

È arrivata nei giorni scorsi alla Cassa Depositi e Prestiti una lettera da via XX Settembre affinché valuti l’opportunità di rilevare le partecipazioni di due società: una quota pari al 3,3% di ENI e una, più significativa, del 46,63% di ENAV. Quest’ultima società, per chi non la conoscesse, è l’ente nazionale di assistenza al volo, solo un anno fa passata al libero mercato tramite privatizzazione del 49% e successiva quotazione in borsa. Un vero successo secondo il ministro Padoan, nonostante la Brexit: la società fruttò alle casse dello Stato circa 800 milioni di euro destinati a risanare il debito pubblico, secondo la strada delle privatizzazioni indicata da Bruxelles.

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di  Luciano Lago

Puntuale come un orologio arriva la lettera di richiamo dalla Commissione Europea destinata all’Italia: era stata fra l’altro anticipata dal vicepresidente della Commissione Ue, Valdis Dombrovskis, in un’intervista rilasciata all’Ansa alla vigilia della pubblicazione dei giudizi sulle leggi di Bilancio dei Paesi membri. La lettera rispecchia l’opinione dei commissari sulla manovra 2018, ove si sottolinea il rischio per l’Italia di non rispettare le regole del Patto di stabilità, stabilite dalla Commissione di Bruxelles.

A conferma di quanto anticipato è arrivata ieri, nella posta privata del ministro dell’Economia Padoan, la “letterina” di richiamo sul debito pubblico, giudicato troppo alto, come anche sul deficit strutturale.

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S’INTENSIFICANO LE EPURAZIONI DEI MAFIOSI KHAZARI MENTRE TRUMP E’ IN SALVO IN ASIA. (“Purge of Khazarian mobsters intensifies as Trump is kept safe in Asia”..)

Il nuovo scandalo denominato ‘ Paradise papers’ dalla ICIJ ( International Consortium of Investigative Journalists), sta facendo tremare un po’ tutto quel mondo intorno a    al quale girano gli affari, il danaro, la mafia, la politica … insomma tutte le categorie che proprio con la legalità non sanno convivere .

L’inchiesta , si legge sul web, “fa luce su una delle più grandi fughe di notizie degli ultimi anni, i cui sviluppi potrebbero avere conseguenze maggiori di quelle di WikiLeaks e SwissLeaks”. Detto questo, l’articolo del giornalista Benjamin Fulford, sembra voler affrontare lo scandalo partendo dal suo paese , gli Usa e senza alcuna pietà per i finanzieri che chiama mafiosi racconta come politica e moneta si intreccino a livelli mondiali e come lo smascheramento di personaggi di cui vengono svelati nomi e cognomi stiano producendo i primi effetti.

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di Marco della Luna

Fedele alle sue tradizioni, la partitocrazia, mentre ancora difende gli autori delle frodi bancarie, ha prodotto una legge elettorale che non può dar luogo a una maggioranza uscita dalle urne e che quindi negherà agli elettori la possibilità di scegliersi il governo e persino la maggioranza, per lasciare invece man salva ai gestori dei partiti politici per lottizzare, consociarsi e inciuciare le intese più o meno larghe che fan comodo a loro e ai loro padrini banchieri nazionali ed esteri.

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di Luciano Lago

Grande soddisfazione in casa leghista, il referendum è andato bene e ciascuno vuole assumersene la vittoria, persino quelli che prima criticavano l’iniziativa presa dai due governatori.
Zaia, governatore del Veneto ha definito il risultato del referendum in maniera entusiasta: “E’ il big bang delle riforme istituzionali”
Il presidente del Veneto: “E’ una chiamata di popolo. Lunedì proposta di legge in giunta per avviare le trattative con Roma. Chiederemo 23 deleghe oltre che i nove decimi delle tasse”

Poco dopo lo stesso Zaia: „”Sono convinto che questa stagione delle riforme diventerà endemica – ha continuato – non si fermerà qui la partita. Chiederemo il federalismo fiscale, domani presenteremo già un progetto di legge molto articolato. Sarà la nostra base negoziale con il governo. Sono 23 le materie che chiediamo, delle quali 3 esclusive dello Stato, ossia Giustizia, Istruzione e Sicurezza. Chiediamo tutto. Chiediamo l’applicazione dei nove decimi delle tasse, come Trento e Bolzano, non solo una partita di giro delle competenze”.“

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di Giuseppe Saluppo

Non l’avesse mai fatto il segretario nazionale del Pd Matteo Renzi di fermare il treno che lo sta portando in giro (elettorale) per l‘Italia alla stazione di Termoli e a Nuova Cliternia. E’ venuto per grazia e ha trovato giustizia.

Vale a dire, è venuto a propagandarsi e a propagandare i miracoli del suo passato governo e quello che spera di riavere alle elezioni della primavera 2018, ed ha trovato un fronte critico di matrice di sinistra che lo ha investito di tutti i disastri che il Molise discendente del renzismo attraverso il renzista Paolo di Laura Frattura ha sommato negli ultimi cinque anni.

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Gentile Signora Boldrini,

ho esitato molto a scrivere queste poche righe perché non vorrei che qualcuno pensasse che io le attribuisca una ingiustificata importanza. Lei per me, come per tantissimi altri, non ha alcun rilievo né politico e meno ancora culturale.
Tuttavia, sono costretto a scriverle. Leggo infatti che lei ha deciso di ricandidarsi come Deputato. Le dico subito che la notizia non è devastante ma è semplicemente comica. Francamente non le riconoscevo alcun senso dell’ironia. Mi sbagliavo.

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