"Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero". Proverbio Arabo

Cina

Il 3 agosto l’ambasciatore cinese in Siria, Qi Qianjin, ha detto, durante un’intervista al quotidiano siriano al-Watan, che l’esercito cinese è disposto a partecipare in qualche modo a qualsiasi operazione militare dell’Esercito arabo siriano (ASA) contro i gruppi radicali nel governatorato settentrionale di Idlib.

“[La Cina] sta seguendo la situazione in Siria, in particolare dopo la vittoria nel sud [Siria], e le sue forze armate sono disposte a partecipare in qualche modo, a fianco dell’esercito siriano che sta combattendo i terroristi a Idlib e in qualsiasi altra parte della Siria “, Ha detto Qianjin rispondendo a una domanda sulla possibilità della partecipazione della Cina a un’operazione militare a Idlib.

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ESCALATION NELLE TENSIONI USA-CINA: GLI STATI UNITI POSSONO PIANIFICARE UN’INVASIONE DI ‘TAIWAN

PECHINO Se i marines statunitensi verranno inviati per proteggere l’American Institute di Taiwan (IAT), il movimento potrebbe essere interpretato da Pechino come ” grave atto di sovversione ” e ” anche come un’invasione dell’esercito americano sul suolo cinese ” , hanno avvertito i media statali cinesi.

Un nuovo rapporto indica che il personale militare statunitense potrebbe essere mobilitato per fornire sicurezza personale agli ufficiali nel nuovo edificio dell’Istituto a Taiwan. Pechino la considererebbe una “sovversione dell’unità politica cinese”, ha avvertito un editoriale del Global Times, e ha avvisato di “un numero crescente di contromisure che Washington dovrà affrontare”.

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L’Inviato speciale della Cina per la Siria, , Xie Xiaoyan ha dimostrato oggi in una intervista concessa ai media russi, il forte appoggio di Pechino alla presenza russa in Siria.
La Cina, che non ha svolto alcun ruolo importante nel corso del conflitto di sette anni in Siria, adesso cerca di giocare un suo ruolo più efficace nelle questioni del Medio Oriente, come segnalano vari osservatori politici.

Per quello che riguarda il ruolo degli USA in Medio Oriente, il giornale cinese ufficiale, Global Times, scrive:
“dopo la violazione degli accordi con l’Iran da parte di Washington, l’atmosfera di sfiducia verso Washington regna più che mai in Medio Oriente, fino al punto che adesso gli Stati Uniti si trovano in una condizione debole. In tale situazione, è venuto il momento che la Cina sostituisca gli USA nella regione”.

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La Cina saprà approfittare dell’occasione per rinforzare la cooperazione con l’Iran in modo che questi possa evitare le sanzioni statunitensi , secondo quanto dichiarato da alcuni esperti. Il gigante asiatico si incaricherà di creare le piattaforme internazonali necessarie per mantenere l’accordo con l’Iran.

Allo stesso modo, Pechino manterrà e garantirà il dialogo tra tutte le parti coinvolte nell’accordo su nucleare , come ha spiegato un comunicato del portavoce del Ministero delle Relazioni Estere cinese, Geng Shuang.
La posizione di Pechino successiva alla ritirata degli USA dall’accordo sul nucleare iraniano, firmato dal paese asiatico, dalla Russia, dal Regno Unito, dalla Francia, dalla Germania e dallo stesso Iran, è stata espressa dal portavoce del Ministero degli Esteri cinese, Geng Shuang e dal rappresentante speciale della Repubblica Popolare Cinese per il Medio Oriente, Gong Xiaosheng.

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Mosca. 8-dicembre, Tass/ “Il Ministero della Difesa della Russia ha intenzione di continuare a sviluppare la collaborazione con il Ministero della Difesa nazionale della Cina”, così si è espresso il ministro della difesa russo, il Generale Sergey Shoigu, nel corso di una riunione con il vicepresidente della Cina, a capo della Commissione Militare Centrale, Zhang Youxia.
Shoigu ha segnalato che l’apliamento della cooperazione strategica con la Cina è una priorità assoluta della politica estera della Federazione Russa. Alla luce di questo, ha ribadito che il 15° anniversario della Firma del Trattato di buon vicinato e cooperazione amichevole tra i due paesi è stato celebrato l’anno scorso.

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di Peter Korzun

La Cina sta schierando truppe per addestrare, consigliare e fornire assistenza militare  in Siria. La decisione arriva dopo che il consigliere presidenziale siriano Bouthaina Shaaban ha incontrato il ministro degli esteri cinese Wang Yi il 24 novembre. I militanti islamici del Turkestan orientale (la regione autonoma cinese del Xinjiang Uyghur) si sono mostrati presenti in numero crescente nel nord della Siria di recente.

Il governo siriano afferma che circa 5.000 combattenti di origine uigura sono arrivati ​​in Siria, passando illegalmente attraverso l’Asia sud-orientale e la Turchia. Il Turkyan Islamic Party (TIP) dei jihadisti uighuri è affiliato ad al-Qaeda. I jihadisti cinesi stanno combattendo a fianco del gruppo terrorista Hay’at Tahrir Al-Sham, legato ad al-Qaeda. Chiedono la separazione dello Xinjiang dalla Cina per creare uno stato indipendente del Turkestan orientale.

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La Cina ha messo in allerta i suoi bombardieri strategici 24 ore su 24 di fronte alle crescenti tensioni tra gli USA e la Corea del Nord.
Secondo le informazioni trasmesse dal giornale britannico The Express, le autorità cinesi hanno ordinato ai piloti ed agli equipaggi dei suoi bombardieri nucleari di mettersi in allerta le 24 ore al giorno.

“Sono stati trasmessi ordini ai piloti e agli equipaggi dei bombardieri nucleari in Cina di essere preparati per realizzare voli operativi in ogni momento”, si legge sull’informativa pubblicata dal giornale britannico, citando fonti militari cinesi.

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by prof. James Petras

La scelta dei leader statunitensi non ha praticamente nulla a che fare con processi democratici. È utile paragonarla col processo in Cina. Nella maggior parte dei casi, la selezione dei leader della Cina è molto più meritocratica, riuscita e basata sulla performance. Negli Stati Uniti e in Cina, il processo manca di trasparenza.

Leadership economica, politica e culturale degli Stati Uniti
La scelta dei leader economici, politici e culturali statunitensi si basa su diverse procedure antidemocratiche.

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