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Chiesa post conciliare

di  Emmanuele Barbieri

Negli stessi giorni in cui papa Francesco attribuisce valore magisteriale alla dichiarazione dei vescovi argentini in favore dei divorziati sposati, trentasette movimenti pro-life e pro-family di tredici diverse nazioni scendono in campo con una storica dichiarazione di separazione dagli errori di papa Bergoglio.
«Se esiste conflitto tra le parole e gli atti di qualsiasi membro della gerarchia, compreso il Papa, e la dottrina che la Chiesa ha sempre insegnato, rimarremo fedeli all’insegnamento perenne della Chiesa. Se dovessimo abbandonare la fede cattolica, ci separeremmo da Gesù Cristo, a cui vogliamo essere uniti per tutta l’eternità».

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di Hikmet Durgun

La Santa Sede afferma l’inconciliabilità della fede cristiana con la Massoneria. Pertanto ai fedeli cattolici, a maggior ragione ai preti e ai sacerdoti, è vietato farsi iniziare all’Arte Reale, ma diverse rivelazioni confermano l’infiltrazione massonica nella Chiesa.

La Chiesa condanna da sempre la Massoneria, che quest’anno compie 300 anni. È da citare fra tutte l’Enciclica di Leone XIII, Humanum genus, del 20 aprile 1884. Inoltre la Congregazione per la dottrina della fede il 26 novembre del 1983 ha ribadito la sua condanna nella “Dichiarazione sulla massoneria”.

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di Luciano Lago

Il segretario generale dei vescovi (CEI), Nunzio Galantino, in un comunicato di ieri Mercoledì 10 Giugno, ha duramente condannato l’atteggiamento di rifiuto dell’invasione africana e dell’accoglienza dei migranti nelle regioni del nord espresso dai governatori regionali  Zaia,  Maroni da  Toti e da Matteo Salvini. In questo comunicato ufficiale della CEI, si fanno espressamente i nomi di Luca Zaia, Roberto Maroni e Giovanni Toti, si condanna l’atteggiamento di questi esponenti politici e si mettono all’indice i tre presidenti di Regione che hanno detto basta al buonismo dell’accoglienza.  Il comunicato, molto duro nei  contenuti,  afferma:  “Le parole dei governatori di alcune regioni italiani in tema di immigrazione – secondo l’opinione del vescovo Nunzio Galantino – danneggiano l’Italia”.

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