di Luciano Lago A chi dava fastidio la Chiesa cattolica di Santa Rita a Parigi, tanto da decretarne la demolizione e lo sgombero forzato? Era cosi' necessario ed urgente, si chiedono in molti, tanto da far intervenire la polizia in assetto antisommossa, che ha interrotto la Messa in corso, che ha trascinato fuori a forza dall'altare il prete che celebrava la. Messa e fatto sgomberare con metodi bruschi i fedeli, con fermo di polizia di coloro che hanno opposto resistenza, incluso il prete ammanettato è portato in camera di sicurezza. Il fatto si è' verificato soltanto un giorno dopo i funerali del padre Jacques Hamel, assassinato da un terrorista il 26 di Luglio in Normandia, mentre celebrava messa. In quella Chiesa di Santa Rita, sgombrata con la forza, si celebrava il rito tradizionale pre conciliare, secondo il messale di Giovanni XXIII, era seguito da alcune decine di fedeli devoti ma la Diocesi di Parigi ha negato l'assegnazione di un parroco e non ha fornito sostegno a questa comunità' praticante.

“Vi ringrazio per quello che avete fatto stanotte a nome mio e della nazione” ha detto il presidente turco Recep Tayyip Erdogan, parlando all’alba fuori dall’aeroporto di Istanbul a una folla di migliaia di sostenitori che sventolava bandiere e inneggiava ad Allah. ore 01:00 Soldati sparano sul Bosforo. Erdogan in volo verso Londra I soldati hanno aperto il fuoco contro i dimostranti sul ponte sul Bosforo mentre secondo un agenzia di stampa turca gli elicotteri militari avrebbero sparato contro sedi dell’intelligence. La situazione starebbe precipitando a Istanbul e a Ankara: si parla di sparatorie, persone a terra (forse colpite). La Marina militare, tuttavia, sembrerebbe non essere favorevole al golpe. Alcuni media locali fanno sapere che l’esercito avrebbe ordinato alle truppe turche che si trovano in Iraq di rientrare in Turchia (contro la volontà di Baghdad.) Dopo i nazionalisti, anche i kemalisti del Chp di Kilictroglu si oppongono al colpo di stato. Secondo fonnti giornalistiche americane Erdogan sarebbe in volo verso Londra

All’indomani del Brexit, arriva dall’Onu la dura condanna dei trattati di libero commercio, TTIP e CETA, che la Commissione sta negoziando – in segreto – con Stati Uniti e Canada. Intanto, in 24 mila firmano su Progressi per dire no ai trattati. Di seguito il comunicato coi particolari. Grazie per l’attenzione di  Chiara Saturnino COMUNICATO STAMPA Il monito dell’Onu: CETA e TTIP violano i diritti umani In 24 mila si mobilitano online per dire no ai trattati commerciali con USA e Canada All’indomani del Brexit, arriva dall’Onu la dura condanna dei trattati di libero commercio, TTIP e CETA, che la Commissione sta negoziando – in segreto – con Stati Uniti e Canada, rispettivamente.

"Grazie, presidente Obama. L’Italia proseguirà con grande determinazione l’impegno per la sicurezza nucleare»: lo scrive su twitter il premier Renzi, dopo aver partecipato al summit di Washington su questo tema in aprile. Commovente il servilismo di Renzi nei confronti di Obama. D'altra parte il "premio Nobel" per la Pace non si risparmia nei "buoni propositi": «La proliferazione e l’uso potenziale di armi nucleari – scrive il presidente Obama nella presentazione del summit – costituiscono la maggiore minaccia alla sicurezza globale. Per questo, sette anni fa a Praga, ho preso l’impegno che gli Stati Uniti cessino di diffondere armi nucleari».

di Eugenio Orso Parlare, oggi, di questione sociale, di scontro di classe, di conflitto, sempre latente nella società spaccata – quella vera, bene inteso, non quella “aperta” e “accogliente” dipinta dalla propaganda neoliberista – non fa audience, non attira consensi, non garantisce un alto share, annoia le masse ridotte a pollastri in batteria. Le annoia quanto o più della geopolitica, spietata e mortifera dal quadrante russo-ucraino a quello medio-orientale, che assieme alla questione sociale determina il nostro destino, individuale e collettivo. La questione sociale è dimenticata, al punto che pare in sonno letargico sotto i livelli della coscienza e della memoria, completamente oscurata dalle “battaglie” per i diritti civili e delle minoranze, orchestrate dalle élite global-finanziare, dai loro servitori politici locali e dall’intero apparato ideologico, massmediatico e accademico, come lo chiamo io, a completa disposizione del sistema che ci imprigiona.

di  Alberto Palladino Roma, 27 Gen – Sono parole di affetto e gratitudine per l’accoglienza ricevuta, quelle che il presidente della Repubblica Islamica d’Iran rivolge ai giornalisti accorsi alla conferenza stampa finale della sua missione diplomatica in Italia. Ci sono, dice Rohani, i presupposti per creare un “futuro chiaro insieme” e cooperare da pari su moltissimi campi, dall’interscambio sulle tecnologie, al reciproco aiuto sul fronte della lotta al terrorismo globale e per il mantenimento della stabilità della regione medio-orientale di cui l’Iran, secondo Rohani, è il naturale e fondamentale tutore.

di Luciano Lago Non poteva esserci migliore occasione per tutti gli esponenti dei media e delle forze governative per sottolineare il proprio attaccamento alla questione dei "diritti umani", con la visita del presidente iraniano Rouhani in Italia. Il presidente Rouhani è stato ricevuto dalle massime autorità politiche italiane, dal Presidente Mattarella al premier Matteo Renzi e  dal Ministro degli esteri Gentiloni. L'incontro con Rouhani, accompagnato da una ampia delegazione, segna l'inizio dei rapporti commerciali con l'Italia che potranno essere molto profiqui, dato il potenziale rappresentato dal questo importante paese che era rimasto per anni sottoposto ad embargo e sanzioni da parte degli Stati Uniti e dell'Unione Europea.

di Luciano Lago Si percepiva già da molto tempo che il sistema in Italia ed in tutta l'Unione Europea si va sempre più avvicinando ad un sistema totalitario strisciante dove i grandi media (giornali e TV) sono controllati dai gruppi finanziari che ne sono proprietari, altrettanto avviene per gli Istituti di cultura, per le Università e le cattedre di docenza, dove il controllo è essenzialmente politico, idem per le fondazioni culturali ed le principali case editrici.