"Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero". Proverbio Arabo

Attacco alla Siria

di  Finian CUNNINGHAM

Dopo aver scatenato oltre 100 missili sulla Siria nel fine settimana, gli Stati Uniti, la Gran Bretagna e la Francia si sono sforzati di dichiarare la propria rettitudine in nome della “comunità internazionale”.

La tensione deriva dal fatto che le tre nazioni attaccanti non sono la comunità internazionale. Stanno agendo al di sopra della legge e non hanno autorità morale – nonostante le loro dichiarazioni di rettitudine.
La loro risoluta determinazione non è così rigorosa come vorrebbero far vedere. C’erano messaggi contrastanti sul fatto che si trattasse di uno spettacolo di forza una tantum o se vi fossero più azioni di forza offensive in arrivo .

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LAVROV: prove irrefutabili sull’l’attacco chimico di Douma che è stato una messa in scena organizzata da servizi segreti di una potenza esterna.
La Russia possiede dati indiscutibili sul fatto che l’attacco chimico Douma del 7 aprile in Siria è stato organizzato da servizi speciali di un paese straniero, che non ha nominato ma che ha qualificato come “in prima linea nella campagna russofoba”, ha riferito il ministro degli Esteri russo Sergey Lavrov il 13 aprile.

Inoltre Lavrov ha affermato che Mosca dispone di prove irrefutabili di questo fatto e che le autorità della Russia e della Siria non hanno alcun dubbio che esiste una campagna propagandistica contro entrambi i paesi.

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La decisa reazione russa ai piani di attacco USA contro la Siria, in primo luogo con la risposta dell’ambasciatore russo a Beirut, sembra che abbia indotto l’Amministrazione Washington a maggiore cautela.
L’ambasciatore russo a Beirut, Alexander Zasypkin, nel corso di una intervista alla tv Al-Manar, aveva detto che la Russia avrebbe risposto ai raid e colpito le basi di lancio dei missili, cioè le navi al largo di Libano e Siria.

A questo avviso è seguito nella giornata di ieri una improvvisa esercitazione della flotta russa nel Mediterraneo che ha lascato la base di Tartous in Siria per procedere ad esercitazioni a fuoco reale al largo delle acque territoriali della Siria, quindi in posizione di attacco, inclusi i sottomarini russi che si trovano a breve distanza dalle unità navali USA.

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BEIRUT – E’ salito ad almeno 43 morti il bilancio dell’attacco kamikaze sferrato ad al-Rashidin, località alla periferia occidentale di Aleppo in mano ai ribelli, contro il convoglio dei bus con a bordo le persone, evacuate dai villaggi sciiti di Kefraya e al-Foua.

I bus erano in attesa di entrare ad Aleppo nel quadro dell’accordo che prevede l’evacuazione di Kefraya e al-Foua, nel Rif di Idlib, in cambio di quella delle città di Zabadani e Madaya, nel Rif di Damasco, assediate dai miliziani di Hezbollah. Gli abitanti dei villaggi sciiti dovrebbero raggiungere Aleppo, mentre quelli di Zabadani e Madaya sono diretti nella provincia di Idlib, roccaforte dei ribelli.

In precedenza gli attivisti avevano reso noto che erano entrate in una fase di stallo le operazioni per l’evacuazione delle città di Zabadani e Madaya, nel Rif di Damasco, assediate dai miliziani di Hezbollah, in cambio di quella dei villaggi di Kefraya e al-Foua. I due convogli di bus, stando all’Osservatorio, risultavano bloccati alla periferia di Aleppo.

Fonte: ParsToday

Una informativa del giornale russo Izvestia ha comunicato che l’Esercito siriano ha lanciato un avviso alla flotta navale statunitense schierata nel Mediterraneo di non avvicinarsi alle coste del paese arabo, come riferito anche dall’agenzia iraniana Fars.
Lo scorso 7 di Aprile, gli USA hanno lanciato decine di missili da crocera modello Tomahawk contro la base aerea militare di Al-Shairat, nell’ovest della Siria, una aggressione che è stata presentata da Washington come una rappresaglia per l’utilizzo di gas tossico nella provincia di Idlib (nord est), di cui viene accusato senza prove il Governo di Damasco.

Il giornale russo afferma che la maggiore minaccia per la flotta navale USA nel Mediterraneo proviene dai sistemi russi di difesa costiera Bastion, schierati in territorio siriano, così come dai missili russi da crociera ed antinave Yakhont che possono colpire obiettivi a 300 Km. di distanza con una velocità di 750 Km /h..

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Giordania, Regno Unito, USA e Israele e Arabia Saudita hanno predisposto piani per aprire un nuovo fronte contro l’Esercito siriano nel sud del paese, ha rivelato il ministro Al-Moalem (Siria).
“Ci sono state alcune informative che indicano che gli USA hanno trasferito equipaggiamenti militari alle frontiere siriane con la Giordania”, ha dichiarato il cancelliere siriano Walid al-Moalem, nel corso di una riunione tenutasi a Mosca con i propri omologhi dell’Iran e della Russia, Mohamad Yavad Zarif e Serguei Lavrov, rispettivamente.

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La recente espansione delle forze statunitensi in Siria segue un prevedibile e singolare programma decennale contro questa nazione, più specificamente con l’ultimo conflitto iniziato nel 2011, tramite la “primavera araba” concepita dagli Stati Uniti. The Independent, nell’articolo, “Marines statunitensi inviati in Siria per sostenere l’assalto alla roccaforte dello SIIL di Raqqa“, riferiva che: “Centinaia di marines degli USA sono arrivati in Siria armati di artiglieria pesante in preparazione dell’assalto sulla capitale dello SIIL Raqqa”.

Tuttavia, la presenza di truppe statunitensi in Siria è del tutto non richiesta dal governo siriano e costituisce una chiara violazione della sovranità nazionale della Siria secondo il diritto internazionale. La CNN nell’articolo, “Assad: le forze militari statunitensi in Siria sono “invasori”“, riferiva che: “Il Presidente siriano Bashar al-Assad deride e mette in discussione le azioni in Siria degli Stati Uniti, chiamando le truppe statunitensi schierate nel Paese “invasori”, perché non gli ha dato il permesso di entrare e dicendo che non c’è stata alcuna “azione concreta” da parte dell’amministrazione Trump verso lo SIIL”. Il fatto che la politica degli Stati Uniti rimanga assolutamente immutata, nonostante il nuovo presidente, non sorprende.

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L’aviazione USA ha lanciato una super bomba in Afghanistan: dpo 17 anni di guerra il Comando USA sostiene che “questa volta il nostro intervento sarà risolutivo”.

Il presidente Trump ha rilasciato intanto  le sue ultime dichiarazioni sulla Siria e sulla Russia:

” Io credo che ci saranno molte pressioni sulla Russia per fare in modo che si arrivi alla pace perchè francamente, se la Russia non fosse intervenuta e non avesse sostenuto  questo “animale” (Assad) non avremmo avuto questo problema ora.  Francamente sta sostenendo una persona che è veramente diabolica e penso che sia davvero una pessima cosa per la Russia per l’umanità e per il mondo…..”

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di  Luciano Lago

La implacabile logica della guerra è tornata ad essere prevalente nelle decisioni dei responsabili del Governo di Washington:  tra  i pronunciamenti di “ultimatum” alla Russia da parte del segretario di Stato USA ,  Rex  Tillerson,  e le invettive di Donald Trump contro Assad, definito “animale” dal Presidente statunitense, si possono facilmente riscontrare  molte similitudini tra la fase attuale ed il clima  prebellico che aveva preceduto l’inizio dell’invasione  dell’Iraq nel Marzo del 2003.   Tutto lascia intendere che gli USA sono  tornati agli stessi discorsi ed alle stesse avvertenze minacciose che precedettero la guerra anglo USA contro l’Iraq ed il bagno di sangue (1, 2 milioni di morti), di rovine e di caos che produsse quel conflitto.

La scorsa Domenica il senatore repubblicano Lindsey Graham ha richiesto l’invio di “cinquemila o seimila effettivi di truppe USA in Siria, oltre all’inasprimento delle sanzioni economiche contro la Russia” ed ha affermato inoltre che “Assad ha commesso un gravissimo errore perchè, se uno è un avversario degli USA e non sta preoccupato per quello che può fare Trump in un giorno determinato, deve essere un pazzo”.

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La mossa di Trump in Siria echeggia l’invasione di Grenada del 1983 decisa da Reagan”

La mossa di Trump in Siria echeggia l’invasione di Grenada del 1983 decisa da Reagan per distrarre l’attenzione dalla tragedia dell’avventura dei marines americani in Libano. E’ anche un segnale per la Cina e l’Iran, secondo lo storico afro-americano Gerald Horne in un’intervista a RT.

Gli Stati Uniti sostengono che il loro attacco missilistico sulla base aerea siriana è stata una rappresaglia per l’attacco chimico nella provincia di Idlib che ha ucciso decine di civili. Tuttavia, Damasco respinge con fermezza qualsiasi coinvolgimento. L’inviata americana alle Nazioni Unite Nikki Haley ha mostrato delle immagini di bambini vittime dell’incidente chimico. Ha detto che ha tutte le caratteristiche di utilizzo del regime di Assad di sostanze chimiche. Ma il ministero degli Esteri russo ha sottolineato che nessuna indagine del coinvolgimento del governo siriano nell’attacco Idlib era stata ancora effettuato.

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