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Arabia Saudita

Gli amici ed alleati dell’Occidente, i monarchi sauditi, hanno la mano pesante su quanti osano contestare i metodi e le discriminazioni che avvengono all’interno del paese.

Accade che l’Organizzazione Human Rights Watch (HRW) ha ripudiato il tentativo mostruoso di un Tribunale saudita di condannare alla pena di morte cinque attivisti pro diritti umani.
“Qualsiasi esecuzione capitale è spaventosa ma cercare di eliminare con la pena di morte ( mediante taglio della testa) attivisti come Isra al Qomqam,  di 29 anni, che neppure risulta accusata di comportamento violento, è un fatto mostruoso”, così ha dichiarato la direttrice della HRW Organizzazione per i diritti Umani per il Medio Oriente, Sarah Leah Whiltson, sul caso dei cinque attivisti detenuti da Rijad nella provincia orientale saudita dove risiede una maggioranza di popolazione sciita.

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di  Joaquin Flores

Un importante quotidiano russo ha riferito di essere a conoscenza del fatto che gli Stati Uniti si approssimavano in realtà ad una ritirata dalla Siria ma, nonostante questo, hanno continuato a mantenere le proprie forze militari nel paese.
Secondo il rapporto, questo era dovuto al fatto che l’Arabia Saudita si era impegnata a finanziare permanenza delle forze USA con un budget multimiliardario.
Il quotidiano russo Svobodnaya Pressa riferisce che attualmente Rijad e Washington non hanno ancora elaborato il calendario per la spesa prevista ma, in linea di massima l’Arabia Saudita, sebbene forse involontariamente, ha deciso di stanziare grandi risorse e di provvedere al finanziamento multimiliardario in dollari.

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Riportiamo il coraggioso articolo contro corrente di un giornalista del “The Guardian” che si è schierato dalla parte delle vittime delle attività belliche del Regno Unito e di Israele.

di Owen Jones (*)

Il massacro nello Yemen e nei territori palestinesi sta avvenendo con le armi ed il sostegno britannici e con il silenzio dei media –
Neppure il massacro dei bambini in Yemen riesce a rompere il silenzio sopra la complicità criminale del governo britannico?
Erano bambini su un autobus sulla via del ritorno da un picnic, senza dubbio ridendo e vociando come tendono a fare grandi gruppi di bambini, e poi all’improvviso sono stati colpiti e bruciati a morte. Almeno 29 bambini sono stati ritrovati tra i 43 massacrati, un’atrocità perpetrata dagli aerei dell’Arabia Saudita e dei suoi alleati del Golfo.

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Rijad -Si infittisce il mistero circa la sorte di Mohammad bin Salman, il principe ereditario saudita scomparso da aprile.
Rapporti non confermati affermano che il principe sarebbe stato ferito o addirittura ucciso in un tentativo di colpo di stato avvenuto il 21 aprile scorso. L’unica certezza è che Bin Salman è rimasto assente dagli eventi ufficiali, tra cui l’incontro con il segretario di Stato americano Mike Pompeo. Nel frattempo un principe saudita esiliato chiede una rivolta contro gli attuali governanti dell’Arabia Saudita. La lobby saudita si trova dietro la decisione di Trump di cancellare l’accordo nucleare iraniano ma del principe nessuna traccia.

Le voci si rincorrono nei media occidentali e sociali media circa il destino di Mohammad bin Salman (MBS), il principe ereditario 32enne dell’Arabia Saudita che non è stato visto in pubblico dal 21 aprile.

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TEHERAN (FNA) – Il mondo deve ancora rispondere al principe ereditario saudita Mohammed bin Salman, che continua a dichiarare che Riyad perseguirà un’arma nucleare se il suo rivale regionale,l’ Iran, ne otterrà una, una posizione che è stata dichiarata più frequentemente in un momento in cui il mondo intero ha verificato che il programma nucleare di Teheran è destinato esclusivamente a scopi pacifici (come certificato dall’AIEA).

Sfortunatamente, il commento del principe ereditario di Casa Saud non ha ancora sollevato preoccupazioni all’Agenzia internazionale per l’energia atomica o al Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite sui rischi di proliferazione nucleare in un momento in cui i sauditi cercano la tecnologia straniera per il loro programma di energia nucleare, anche dagli stessi Stati Uniti. La dichiarazione arriva anche in un momento in cui il presidente Donald Trump ha demolito l’accordo nucleare tra l’Iran ei membri permanenti del Consiglio di sicurezza più la Germania.

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Il principe ereditario dell’Arabia Saudita, Mohamad bin Salman, è divenuto il principale socio ed alleato di Israele per realizzare i piani di una una nuova configurazione in Medio Oriente, come ha dichiarato l’ambasciatore del regime di Tel Aviv in Egitto, David Govrin.
Il rappresentante israeliano ha fatto queste dichiarazioni nel corso di una cerimonia organizzata al Cairo, per commemorare il 70° anniversario della creazione del regime di Israele nei territori occupati della Cisgiordania, secondo quanto ha informato il portale di notizie MEM.

“Prendiamo nata del cambio di atteggiamento dei paesi arabi rispetto a Israele, che già non si considera un nemico ma piuttosto un socio nella configurazione di una nuova e migliore realtà nella regione. Una realtà che si basa sula stabilità e sulla crescita economica”, ha sostenuto Govrin.

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Varie fonti informative riportano di un conflitto a fuoco registratosi in serata nelle vicinanze del palazzo relae saudita. Si sono udite anche delle splosioni e raffiche di armi automatiche vicino al palazzo reale dove alloggiano i membri della monarchia saudita, Salman bin Abdulaziz Al Saud, e i parenti stretti.

Gli usuari dei social media hanno riportato video e servizi fotografici da Rijad dal luogo degli incidenti, nella località di Al-Juzama, una zona della capitale e alcune fonti parlano di un tentativo di colpo di Stato.
Altre fonti parlano di una vendetta dei principi fatti arrestare da Bin Salman che avrebbero preparato una resa dei conti mediante una imboscata contro il principe ereditario il quale sarebbe stato evacuato d’urgenza e portato in un bunker all’interno di una base militare.

Sembra sicuro che sono in molti, all’interno della stessa Arabia Saudita,  quelli che vorebbero saldare il conto con il principe saudita Bin Salman che in questo periodo viene omaggiato e riverito da Washington e da tutte le capitali europee.

N.B. Seguiranno maggiori informazioni

Fonte: Hispantv

L’Arabia Saudita è disposta a inviare truppe in Siria sotto il comando della coalizione guidata dagli Stati Uniti, se tale decisione sarà presa, ha detto il ministro degli Esteri Adel al-Jubeir il 17 aprile, secondo i media di stato.

“Siamo in discussione con gli Stati Uniti e siamo stati dall’inizio della crisi siriana disponibili all’invio di nostre forze in Siria”, ha detto Jubeir durante una conferenza stampa con il segretario generale delle Nazioni Unite Antonio Guterres a Riyadh.

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Conseguenze di un attacco aereo della coalizione a guida saudita che secondo come riferito ha ucciso una famiglia di 12 persone nello Yemen .

Il filmato mostra i soccorritori che trasportano resti carbonizzati all’indomani di un attacco aereo guidato dalla coalizione saudita che ha ucciso almeno 12 civili, tra cui sette bambini, nella città yemenita di Hodeidah.

Il bombardamento è stato condotto lunedì, distruggendo una casa nel distretto di al-Hali della città costiera. Tutte le vittime dell’assalto sono state dichiarate membri della stessa famiglia. Il distretto ospita un gran numero di civili, sfollati da altre parti del paese devastato dalla guerra.

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Il principe ereditario dell’Arabia Saudita, Mohammed bin Salman, sta utilizzando i mezzi più insidiosi per sviare le accuse ed i sospetti che pesano come un macigno sul suo regime per avere questo costantemente patrocinato ed ispirato ideologicamente, oltre che sostenuto finanziariamente, il terrorismo jihadista takfiri nel mondo.

Di fatto, la nebulosa di AL Qaeda, che risulta fuori di dubbio la madre del terrorismo islamista, è fuoriuscita dalle scuole dottrinarie islamiche dell’Arabia Saudita dove il Wahabismo è l’ideologia religiosa di Stato.

Notare che al-Qaeda e il Daesh (ISIS in arabo) e gli altri gruppi derivati (come Al Nusra) seguono anche loro la medesima ideologia religiosa.

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