di Marcello Veneziani Abbiamo sempre avuto pazienza con i cretini non cattivi e con i cattivi ma intelligenti. Non riusciamo però ad averne con i cretini cattivi, magari in origine solo cretini poi incattiviti oppure solo cattivi poi rincretiniti. Ma sono cresciuti a dismisura e si sono aggravati. Sto parlando del nuovo antifascismo, collezione autunno-inverno, che si alimenta di fascistometri per misurare il grado di fascismo che è in ciascuno di noi e di istruzioni per (non) diventare fascisti, di Anpi posticce che sventolano l’antifascismo anche il 4 novembre, non più costituite da partigiani ma da militanti dell’odio perenne; e poi di mobilitazioni, manifestazioni e mascalzonate, veicolate da giornaloni, telegiornaloni, talk show e da tante figurine istituzionali. Come quel Fico che alterna dichiarazioni d’antifascismo a dichiarazioni surreali d’amore a proposito degli stupri e i massacri tossico-migranti. Per lui le violenze si combattono con l’amore, come dicevano i più sfigati figli dei fiori mezzo secolo fa. Lui ci arriva adesso, cinquant’anni dopo e a proposito di un fatto così terribile come uno stupro mortale a una ragazzina.

di  Marcello Veneziani Ora che si chiude la campagna elettorale, anziché metterci a fare i conti della serva sul voto, preferiamo tirare un bilancio diverso e chiederci se c’è stata una battaglia sui valori, un conflitto su temi ideali, storici e politici. Non c’è stato alcuno scontro tra progressisti e conservatori, tra destra e sinistra, tra culture politiche, tra idee liberali e idee sociali o addirittura socialiste. È sparito ogni riferimento al voto cattolico.

di Luciano Lago Si aspettavano di avere ancora il consenso del popolo ma in realtà la sinistra negli ultimi anni aveva perso del tutto il contatto con la realtà ed inseguiva i suoi miti fasulli: gli Stati Uniti d'Europa, il grande mercato unico globale, il liberalismo come ricetta economica, la società muticulturale aperta, i diritti dei migranti, delle coppie gay, il gender, ecc.. Da ultimo gli esponenti della sinistra erano balzati sul carro dell'antifascismo nella speranza di guadagnare consensi agitando lo spettro del "pericolo Fascista" inesistente mentre in Italia erano già entrate le peggiori mafie, quella nigeriana, quella albanese, oltre ai partiti dell'Islam radicale........

di A. Terrenzio La barbara aggressione ai danni del rappresentante di Forza Nuova di Palermo, Massimo Ursini, e' stato un atto che nella sua brutalita' ha riportato alla mente le violenze tipiche degli anni di piombo. In dieci lo hanno circondato, immobilizzato con del nastro adesivo e pestato a sangue in pieno centro. Un'escalation di violenza che in questi giorni sta caratterizzando diverse citta' italiane, a Piacenza, Napoli, Bologna, Torino. I gruppi dell'antagonismo antifascista sono entrati in azione con metodi violenti, caricando le forze dell'ordine, assaltando sedi politiche, chiudendo spazi democratici agli esponenti delle destre. Il tentato omicidio ai danni del referente di FN, ha gravissimi responsabili morali. Il clima di odio e' stato aizzato da rappresentanti delle Istituzioni, come la PdC Laura Boldrini, del Senato Pietro Grasso di Liberi ed Uguali, Potere al popolo e tutta la marmaglia dell'associazionismo di sinistra.

di  Luciano Lago Come era facile aspettarsi, quando un sistema politico, costruito sulla menzogna e sulle cessioni di sovranità alla oligarchia finanziaria, entra in difficoltà, la soluzione per la classe politica ancorata al potere è quella di trovare degli "escamotage" con cui occultare la propria subordinazione ed ingiustificata occupazione delle posizioni di governo. Niente di meglio quindi che agitare le piazze con l'antifascismo strumentale, in assenza di fascismo,  e sobillare ed istigare scontri fra gli attivisti dei centri sociali, il braccio armato del sistema, le formazioni di estrema destra, tacciate di neofascismo che possono fare da capro espiatorio nella campagna di "caccia alle streghe" agitata dai media del regime.

di Luciano Lago Ancora una volta, con il pretesto dei fatti di Macerata, la sinistra mondialista ha sfogato tutto il suo rancore contro la marea montante di ripulsa contro le politiche di accoglienza indiscriminata e la retorica immigrazionista. Niente di meglio che buttarla sull'antifascismo visto che, come è ormai noto, "l’antifascismo è diventato l’ultimo rifugio dei farabutti. Quando non hai più niente da dire, nulla di vero, di concreto, di significativo da esprimere, quando non hai nulla di serio su cui fondare la tua legittimità, quando non hai motivo per occupare un posto di potere e non hai un merito, una capacità, un valore allora tiri fuori l’antifascismo" (Marcello Veneziani). Nella giornata di ieri si sono susseguiti cortei e manifestazioni a Macerata ed in altre città d'Italia come a Piacenza, a Pavia a Torino e molte altre , con corollario di incidenti, in alcuni casi con violenti scontri con la polizia ed in altri casi con una palese insofferenza da parte dei cittadini stanchi della retorica vuota dei partiti politici.