"Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero". Proverbio Arabo

Antifascismo

di  Luciano Lago

Ogni strumento è buono quando si tratta di difendere la politica della sostituzione etnica collegata alle ondate migratorie pilotate dalle centrali transnazionali.
In funzione di questa strategia la sinistra mondialista in Italia si è fatta paladina dello “Ius Soli” ad ogni costo, pur essendo questa una misura impopolare che la maggior parte dell’opinione pubblica respinge come misura demagogica e deleteria nei suoi effetti di lungo periodo. Infatti gli apologeti del globalismo (il PD e la sinistra) si rifiutano di sottoporre questa legge ad un referendum popolare poichè consapevoli che questo seguirebbe la stessa sorte del referendum di Renzi sulle riforme costituzionali: quella di una bocciatura clamorosa.

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di Roberto Pecchioli

Chi trova un nemico trova un tesoro. Rovesciando il detto popolare, questo ci sembra il commento più adatto all’ondata di antifascismo di ritorno che sta pervadendo l’Italia ufficiale. Colti di sorpresa da qualche inatteso successo elettorale “nemico”, nudi di fronte al loro fallimento politico, lorcompagni e l’esercito ausiliario progressista hanno trovato la soluzione, la solita: antifascismo, ancora antifascismo, ogni giorno di più, a dosi omeopatiche.

E’ diventata una dipendenza e, come per gli alcolisti irrecuperabili, basta un solo bicchiere per ubriacarsi. In qualche caso, è sufficiente l’odore del vino. Il neo- antifascismo è ormai giunto a questo stadio penoso.

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È da poco terminata la grande e significativa manifestazione antifascista di Como a cui hanno aderito molti big della politica e delle Istituzioni inclusi la presidente della Camera Laura Boldrini, che ha onorato con la sua presenza, lo stesso segretario del Pd Matteo Renzi, anche lui non è voluto mancare e la segretaria del sindacato Cgil Susanna Camusso, oltre a diversi ministri del Governo in carica.

Nessuno di loro è pero è voluto intervenire dal palco, se non il vicesegretario del Pd, Maurizio Martina, che era fra gli organizzatori. Martina si è limitato a un breve saluto finale. Dal palco il segretario regionale del Pd Alessandro Alfieri ha dichiarato con grande decisione che l’evento «è aperto a tutte le realtà antifasciste che non ci stanno». Non ci stanno chiaramente a subire l’attacco dei fascisti che, secondo gli organizzatori, sono in forte risorgenza in tutto il paese.

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Un’indagine dell’FBI sui movimenti di “resistenza” presenti nei campus universitari contro Donald Trump ha condotto ad una scoperta allarmante: vi sono contatti tra gli anarchici americani e terroristi legati allo Stato Islamico e Al-Qaeda.

“Ci sono prove sufficienti per sostenere l’esistenza di legami sempre più forti tra gli estremisti americani e lo Stato Islamico, sia con agenti solitari che con cellule autonome”, così riporta il documento dell’FBI consegnato al Deputy Director Andrew McCabe l’11 luglio 2017, e che Edward Klein ha riportato nel suo libro “All out war: the plot to destroy Trump”.

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“Chi esulta per l’omicidio di una tredicenne non ha nulla da insegnare: fuori l’Anpi dalle scuole!”. Questo il testo dello striscione esposto dal Blocco Studentesco durante il blitz messo in atto questa mattina al Liceo Augusto di Roma per protestare contro quanto accaduto sabato 28 ottobre nell’istituto, “quando – denuncia il movimento degli studenti – un delegato dell’Anpi invitato a parlare dal collettivo del liceo ha apostrofato come ‘feccia’ i ragazzi e le ragazze che militano nelle file di movimenti come il Blocco Studentesco e ha oltraggiato la memoria di Giuseppina Ghersi, 13enne stuprata e uccisa da una banda partigiana”.

In particolare, spiega il Blocco studentesco, “l’esponente dell’Anpi, incalzato da alcuni studenti con domande sui crimini partigiani e messo di fronte al caso della Ghersi, di recente tornato alla ribalta della cronaca proprio per la feroce opposizione dell’Anpi a che venisse apposta una targa in sua memoria nella città di Noli, ha affermato che ‘l’unico errore dei partigiani fu quello di non ucciderla prima poiché era una spia fascista’”.

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di Diana Johnstone

Nelle ultime settimane una sinistra totalmente allo sbando è stata esortata ad unirsi attorno ad una banda di individui mascherati detti “Antifa”, abbreviazione di “antifascisti”. Incappucciati e vestiti di nero, gli Antifa sono una variante dei Black Bloc, noti per irrompere violentemente all’interno di manifestazioni altrimenti pacifiche. L’etichetta di “antifascisti” è anche molto utile per stigmatizzare coloro che li attaccano come “fascisti”. Nonostante il nome tipicamente europeo, gli Antifa sono un altro esempio della degenerazione politica in America.

ANTEFATTI STORICI
Gli Antifa sono saliti alle cronache per avere impedito alcune conferenze di personaggi legati alla destra all’università di Berkeley, ma il loro momento di gloria è avvenuto durante gli scontri di Charlottesville il 12 agosto, in buona parte perché Trump ha commentato che “c’erano buone persone da entrambi i lati”. I commentatori hanno colto l’opportunità di attaccare il Presidente per la sua “equivalenza morale”, dunque benedicendo gli Antifa.

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di  Luciano Lago

Alla fine è riuscito a raggiungere il suo obiettivo. Parliamo di Emanuele Fiano, il noto esponente del PD, il quale aveva presentato alla Camera, ed ha ottenuto di far approvare in questi giorni , un testo di legge per sanzionare in modo pesante le manifestazioni nostalgiche o parafasciste, dal saluto romano alla vendita dei gadget di Mussolini e calendari con fascio, dalle manifestazioni para nostalgiche alla propaganda di immagini e richiami al fascismo fatti via web (questi ultimi con aggravante).

In particolare nel testo di legge si prevede di far sparire ogni memoria storica del ventennio, dalle scritte Dux sull’obelisco al Foro Italico a Roma, al cancellare ogni scritta inneggiante al Fascismo sul Palazzo della Civiltà e del Lavoro all’EUR , il quartiere fatto edificare da Mussolini a Roma in stile neo romanico e poi deturpato durante la Repubblica con gli orrendi gratteceli dei Ministeri (oggi già ridotti a ruderi abbandonati). Altrettanto si dovrà fare con la Stazione Ferroviaria di Milano, con la Stazione Termini a Roma, con i palazzi edificati a Latina (ex Littoria) a Sabaudia , a Brescia, a Trieste e con decine di altri palazzi e munumenti edificati durante il periodo fascista che portano le firme di illustri architetti dell’epoca, come Piacentini e Giovannoni. Cancellare e demolire, queste le parole d’ordine degli “smemorizzatori” Fiano e compagni.

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