Il riconosciuto intellettuale e linguista statunitense Noam Chomsky  ha offerto un’intervista a RT dove si e scagliato contro il neoliberalismo degli Stati Uniti ed ha affermato che, invece di fomentare la libertà, gli USA promuovono la tirannia. “L’ideologia (del neoliberalismo) sostiene che la libertà aumenta sempre di più, mentre in pratica questa ideologia fa aumentare  la tirannia”, ha risaltato Chomsky che considera come direttamente i "neo cons" ed il Partito Repubblicano “si dedicano  a distruggere la vita umana.” Se sei critico con la politica, sei considerato anti-statunitense”, ha segnalato.

di  Manuel Freytas * Secondo quanto sostenuto dall'analista francese  Thierry Meyssan, dopo la Libia e la Siria adesso viene il turno del Venezuela: "la situazione è già pronta, quando gli USA lo desiderino andrà ad iniziare la guerra", avverte in una intervista rilasciata al network  RT. Secondo Meyssan, gli USA stanno cercando di seminare il caos nel paese per produrre una situazione di guerra civile. "Quando studiamo quello che è accaduto in Ucraina, in Siria o in Libia, è esattamente la stessa metodologia; inizia sempre allo stesso modo: si accusa il governo di commettere crimini orribili (...) poi si inviano nel paese delle forze speciali, alcuni francotiratori, i quali si installano sui tetti nel corso di manifestazioni di piazza, con l'obiettivo di sparare tanto contro i manifestanti come contro la polizia (..) Questo crea una confusione enorme ed ogni parte viene convinta che sia stata l'altra a sparare e questo segna l'inizio di uno scontro interno fra le fazioni, segnala Meyssan.

Cresce la preoccupazione in America Latina: USA e UK stanno preparando una 'primavera', sul modello delle 'primavere arabe'. Sotto i nostri occhi» - Cronaca di politica internazionale n°240 di Thierry Meyssan. Cresce la preoccupazione in America Latina: gli Stati Uniti e il Regno Unito stanno preparando una "primavera", sul modello delle "primavere arabe". Certo, stavolta non si tratterà di diffondere la guerra dividendo le popolazioni lungo linee religiose - i Latinos sono quasi tutti cristiani - ma di utilizzare elementi di identità locali. L'obiettivo sarebbe comunque lo stesso: non tanto rimpiazzare dei governi con degli altri, bensì distruggere gli Stati per sradicare qualsiasi possibilità di resistenza all'imperialismo.

Il coinvolgimento delle forze armate USA in una prossima esercitazione militare multilaterale in Sud America ha suscitato preoccupazioni su possibili secondi fini da parte degli Stati Uniti. L’esercitazione, denominata “Operation United States United“, prevede l’installazione di una base militare temporanea in tre paesi che confinano con il Venezuela : Perù, Brasile e Colombia.

Tra anacronismi e parossismi, l’ultimo paradosso socialista si approccia all’Occidente mediatico. di  Roberto Scaglione A Cuba, giovani e meno, non si gioca a Pokemon Go: ma solo perché non esiste ancora una connessione mobile, wi-fi a prescindere che da appena un biennio l’ETECSA (Empresa de Telecomunicaciones de Cuba S.A.) ha innestato e delimitato presso talune specifiche aree – spesso parchi pubblici – per la modica cifra di 3 CUC (abbreviazione del Peso cubano convertible) all’ora: i quali scendono vertiginosamente ad 1 solo Peso, laddove filtrato abilmente dalla mano esperta del maneggione di turno nell’onnipresente quanto invisibile mercato nero. Questo passa il convento, o peggio lo Stato: qui l’economia gira rigorosamente previo ausilio del contrabbando, ruotando tutto attorno a quella fetta di popolazione più indomita ed intrepida che, sottobanco, non ha mai rinunciato alla voglia di vivere e farcela, poco approssimativamente al di sopra degli standard davvero infimi concessi e connessi al comunismo, votandosi a quel consumismo che è consonanza, allitterazione, antitesi e nemesi storica dell’intero impianto socioeconomico su cui si regge e verte, dal 1° Gennaio 1959, la prima “repubblica” comunista ed anti-americana del mondo occidentale che, tra le contemporanee o del recente passato, è terza solo a Cina ed ex URSS in quanto a longevità.

(Prensa Latina) L'investigatrice e giornalista Eva Golinger ha denunciato oggi, nel corso del Forum internazionale sul giornalismo, organizzato da Rossiya Segodnya, le manovre portate a compimento dagli Stati Uniti per sovvertire l'ordine istituzionale ed abbattere i governi progressisti in America Latina, con l'esempio del Brasile, Ecuador e Venezuela. In qualità di conferenziera durante la sessione inaugurale del Forum, la Golinger ha esposto nei dettagli la tecnologia usata da Washington con l'appoggio della grande stampa statunitense e mezzi locali per abbattere in primo luogo lo scomparso presidente venezuelano, Hugo Chavez nel 2002.

di  Pepe Escobar Mai nella storia politica moderna era stato così facile “abolire la gente” e cancellare in un colpo solo 54 milioni di voti, espressi in un’elezione presidenziale libera e corretta. Dimenticatevi i brogli elettorali (1), come in Florida nel 2000. Questo è un giorno che verrà ricordato con infamia in tutto il Sud del mondo, quando una delle sue più dinamiche democrazie è stata fatta diventare, con una fragile parvenza giuridico-parlamentare, un regime plutocratico, con tutte le garanzie legali e costituzionali ora alla mercé delle corrotte elites compradore. Dopo la proverbiale maratona, il Senato brasiliano ha votato, 55 a favore e 22 contrari, per mandare sotto processo il Presidente Dilma Rousseff, per “reati di responsabilità“, connessi a presunte “operazioni di cosmesi” del bilancio statale.

La democrazia del Brasile subisce un colpo atroce mentre viene insediato un neoliberista corrotto e ineleggibile di  Glenn Greenwald Nel 2002, una formazione di centrosinistra del Brasile, il Partito dei Lavoratori (PT) salì alla presidenza quando Lula da Silva vinse a valanga travolgendo il candidato del partito di centro-destra del PSDB (per tutto il 2002, i "mercati" erano indignati per la mera prospettiva di una vittoria del PT). Il PT è rimasto al potere, quando Lula, nel 2006, fu rieletto in un'altra valanga contro un diverso candidato del PSDB. I nemici del PT pensavano di avere l'occasione buona per sbarazzarsi del PT nel 2010, quando la strada di Lula era sbarrata dai limiti dei mandati che gli impedivano di correre ancora, ma le loro speranze furono schiacciate quando il successore attentamente selezionato da Lula, la fin lì sconosciuta Dilma Rousseff, diede 12 punti di distacco allo stesso candidato PSDB che aveva perso con Lula nel 2002.

di Pepe Escobar La notte lugubre e disgustosa, in cui il presidente-donna della 7° maggiore economia mondiale è stata la vittima designata, data in pasto ad un branco di iene in uno squallido e provinciale Circo Massimo, sarà sempre ricordata con infamia. Con 367 voti a favore e 137 contro, tutta la sceneggiata-imputazione/Colpo di Stato/cambio di regime contro Dilma Rousseff ha lasciato il Circo Congressuale Brasiliano per dirigersi al Senato, dove verrà approntata una “commissione speciale”. Se questa darà la sua approvazione, allora la Rousseff verrà allontanata per 180 giorni e il suo posto al vertice del potere, fino al verdetto finale del Senato, sarà preso da un Bruto tropicale a basso costo, il Vice-Presidente Michel Temer.