La democrazia del Brasile subisce un colpo atroce mentre viene insediato un neoliberista corrotto e ineleggibile di  Glenn Greenwald Nel 2002, una formazione di centrosinistra del Brasile, il Partito dei Lavoratori (PT) salì alla presidenza quando Lula da Silva vinse a valanga travolgendo il candidato del partito di centro-destra del PSDB (per tutto il 2002, i "mercati" erano indignati per la mera prospettiva di una vittoria del PT). Il PT è rimasto al potere, quando Lula, nel 2006, fu rieletto in un'altra valanga contro un diverso candidato del PSDB. I nemici del PT pensavano di avere l'occasione buona per sbarazzarsi del PT nel 2010, quando la strada di Lula era sbarrata dai limiti dei mandati che gli impedivano di correre ancora, ma le loro speranze furono schiacciate quando il successore attentamente selezionato da Lula, la fin lì sconosciuta Dilma Rousseff, diede 12 punti di distacco allo stesso candidato PSDB che aveva perso con Lula nel 2002.

di Pepe Escobar La notte lugubre e disgustosa, in cui il presidente-donna della 7° maggiore economia mondiale è stata la vittima designata, data in pasto ad un branco di iene in uno squallido e provinciale Circo Massimo, sarà sempre ricordata con infamia. Con 367 voti a favore e 137 contro, tutta la sceneggiata-imputazione/Colpo di Stato/cambio di regime contro Dilma Rousseff ha lasciato il Circo Congressuale Brasiliano per dirigersi al Senato, dove verrà approntata una “commissione speciale”. Se questa darà la sua approvazione, allora la Rousseff verrà allontanata per 180 giorni e il suo posto al vertice del potere, fino al verdetto finale del Senato, sarà preso da un Bruto tropicale a basso costo, il Vice-Presidente Michel Temer.