"Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero". Proverbio Arabo

America Latina

di James Petras

L’Assemblea Costituente, la mobilitazione militare, la mobilitazione nazionale contro l’imperialismo interventista, hanno affondato la destra.

Efraim Chury Iribarne: Stavamo osservando che la situazione attuale in Afghanistan è abbastanza complessa e che Donald Trump in qualche modo prolunga la guerra in Afghanistan. È corretto?

Sì, è sotto il comando dei suoi generali, che hanno deciso che non è il momento di lasciare il paese, perché potrebbero subire un altro impatto negativo sull’immagine di un governo debole e fallito, in particolare nei media, che cercano qualsiasi pretesto per delegittimare il Presidente Trump.

Ma in realtà le cifre che danno per giustificare l’invasione nordamericana non corrispondono alla realtà, dicono che i talebani controllano solo il 50% del paese, ma gli esperti che hanno conoscenza sul campo dicono che è più dell’80%. Gli Stati Uniti controllano solo alcune città, soprattutto Kabul, la capitale, e molto di meno il resto. E voglio menzionare un altro fattore, tra i soldati dell’esercito afghano ci sono molti oppositori. Cioè, infiltrati talebani che, di tanto in tanto, eliminano i funzionari del governo nordamericano.

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La visita del primo ministro israeliano, Banyamin Netanyahu, in Argentina ha causato questo Martedì massicce manifestazioni di ripudio da parte dei cittadini.
“E’ un assassino del popolo palestinese e dei bambini palestinesi, il rappresentante di uno Stato terrorista”!, hanno denunciato i manifestanti.

Sotto lo slogan di “Un genocida nella tua casa”, gli indignati hanno marciato contro Netanyahu verso l’ambasciata dello Stato di Israele a Buenos Aires, condannando i suoi crimini.

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Por José Steinsleger

Quanto è centrato qualificare Donald Trump come il capo di Stato più irrazionale del mondo contemporaneo? Alcuni credono che lo sia ed altri ritengono che Benjamin Netanyahu (primo ministro di Israele che occupa la Palestina usurpandone il nome) lo supera in un certo qual modo. Di conseguenza …a quale tipo di “etica razionale” (in dose minima rispetto ai suoi elettori) hanno obbedito coloro che nel parlamento di Buenos Aires hanno denominato come “visitatore dell’anno” il massimo carnefice di Gaza e della Cisgiordania, pe motivo della sua prossima visita per il 12 e 13 di Settembre?

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di  David William Pear

Quando gli Stati Uniti volevano rovesciare un governo, lo facevano fare segretamente all’Agenzia Centrale di Informazioni (CIA), particolarmente quando questi governi erano stati democraticamente eletti, come l’Iran (1953), il Guatemala (1954), il Cile (1973), il Nicaragua (1980), Haiti (2006), Honduras (2009), l’Ucraina (2014) e la Siria, dove questo progetto sanguinario è ancora in corso, dove la conta dei cadaveri continua ad aumentare e dove milioni di rifugiati sono senza rifugio.

Nel corso degli ultimi decenni, gli Stati Uniti sono diventati più sfrontati nei loro progetti di regime change. Quel che di solito si faceva in segreto, attualmente viene praticato senza complessi sotto gli occhi di tutti. Il progetto di regime change in Venezuela del 2017 è oramai diventato di pubblico dominio. La gran parte degli Statunitensi non è in grado di vedere la foresta che viene loro nascosta dagli alberi della propaganda, che li ha ingannati sulle ragioni dell’attuale caos venezuelano. La principale delle quali è il finanziamento da parte degli Stati Uniti, a colpi di milioni di dollari, dei partiti politici dell’oligarchia. Senza questi soldi, i partiti politici dell’opposizione sarebbero più divisi e più deboli di quanto non siano.

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Si è persa la lista dei paesi colpiti dalle sanzioni USA: dalla Russia all’Iran, dal Venezuela a Cuba, dalla Siria al Libano, la Corea del Nord ed altri che non sono ufficialmente citati nel bollettino dei sanzionati.
Nessuno tuttavia può sapere se questa lista è destinanta a crescere mano a mano che negli umori dell’establishmnent USA si decida quali altri  paesi aggiungere alla lista.

Fatto sta che la portavoce della cancelleria russa, Maria Zajarova, ha dichiarato apertamente che la Federazione Russa” si fa un baffo” delle sanzioni emesse dagli  USA ed anzi andrà ad accrescere la sua collaborazione (già strettissima) con la Siria, con l’Iran ed adesso anche con  il Venezuela. Tutti quei paesi che rientrano nella lista definita da Washington un “pericolo per la nostra sicurezza”.

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di  Alì Rodriguez Araque

L’ultra miliardario Donald Trump, convertito in presidente della più potente forza di distruzione che l’umanità abbia conosciuto in tutta la sua storia, ha decretato misure addizionali contro Venezuela. Ha detto che “… al fine di adottare misure addizionali per l’emergenza nazionale dichiarata mediante l’Ordine Esecutivo N. 13692, dell’8 marzo 2015 …” applica nuove sanzioni economiche e finanziarie contro la Repubblica Bolivariana del Venezuela. Già il Decreto Legge di Obama aveva stabilito una serie di sanzioni, ora ratificate ed ampliate.

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La Cina ha comunicato al governo di Washington che le sanzioni adottate dagli USA contro il Venezuela non raggiungeranno l’obiettivo di piegare il paese latinoamericano.
In merito alle recenti misure sanzionatorie adottate dagli USA contro il Venezuela, la portavoce della Cancelleria cinese, Hua Chunying, ha espresso il parere che queste sanzioni costituiscano “una ingerenza unilaterale” negli affari interni del Venezuela.

La stessa portavoce ha ribadito che “l’ingerenza esterna e le sanzioni unilaterali – come dimostra la Storia-rendono la situazione più complicata e non aiuteranno a risolvere il problema reale”.
Chunying ha dichiarato che “l’atteggiamento della Cina si basa sul rispetto della sovranità e dell’indipendenza degli altri paesi e sul principio di non ingerenza negli affari interni”.

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di  Luciano Lago

In questo periodo, tutti i giorni, nel corso dei Tg e nelle news trasmesse dai media del sistema atlantista occidentale, si diffondono in modo costante una serie di notizie basate su informazioni false o manipolate che riguardano il Venezuela.
L’attenzione mediatica su questo paese è indicativa e si può paragonare alla stessa attenzione mediatica che ha preceduto alcune delle “rivoluzioni colorate” più significative come quella in Ucraina o nel caso delle “primavere arabe” più importanti come quella in Tunisia, in Libia ed in Siria. Quando avviene che tutti i media atlantisti focalizzano la loro attenzione su un paese, questo indica una strategia concordata ove esiste sempre la “manina” occulta di Washington e delle sue agenzie di intelligence.

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Il riconosciuto intellettuale e linguista statunitense Noam Chomsky  ha offerto un’intervista a RT dove si e scagliato contro il neoliberalismo degli Stati Uniti ed ha affermato che, invece di fomentare la libertà, gli USA promuovono la tirannia.

“L’ideologia (del neoliberalismo) sostiene che la libertà aumenta sempre di più, mentre in pratica questa ideologia fa aumentare  la tirannia”, ha risaltato Chomsky che considera come direttamente i “neo cons” ed il Partito Repubblicano “si dedicano  a distruggere la vita umana.”
Se sei critico con la politica, sei considerato anti-statunitense”, ha segnalato.

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di  Manuel Freytas *

Secondo quanto sostenuto dall’analista francese  Thierry Meyssan, dopo la Libia e la Siria adesso viene il turno del Venezuela: “la situazione è già pronta, quando gli USA lo desiderino andrà ad iniziare la guerra”, avverte in una intervista rilasciata al network  RT.

Secondo Meyssan, gli USA stanno cercando di seminare il caos nel paese per produrre una situazione di guerra civile. “Quando studiamo quello che è accaduto in Ucraina, in Siria o in Libia, è esattamente la stessa metodologia; inizia sempre allo stesso modo: si accusa il governo di commettere crimini orribili (…) poi si inviano nel paese delle forze speciali, alcuni francotiratori, i quali si installano sui tetti nel corso di manifestazioni di piazza, con l’obiettivo di sparare tanto contro i manifestanti come contro la polizia (..) Questo crea una confusione enorme ed ogni parte viene convinta che sia stata l’altra a sparare e questo segna l’inizio di uno scontro interno fra le fazioni, segnala Meyssan.

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