"Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero". Proverbio Arabo

America in declino

di  Alfredo Jalife Rahme

Non è stata una buona settimana per la bidirezionale “Santa Alleanza” del premier israeliano Benjamin Netanyahu con Jared Kushner, genero ipersionista del sempre più controverso Trump.
Il premier israeliano, oltre ad essere oggetto di una stretta indagine per corruzione, è ancora una volta nella gogna per le avventure psicotiche in un bar per nudisti a Tel Aviv di suo figlio Yair, 26 anni, dove questi, completamente ubriaco, si vantava che il suo “Mio padre” aveva organizzato un affare di gas da 20 miliardi di dollari con il magnate filantropo israeliano Jacob KobiMaimon.

Lo stesso Yair, che si è rivelato essere un ebreo dissoluto, in precedenza aveva insultato George Soros, un fedele nemico di suo padre (e Trump), che accusava di controllare il mondo . Qualcosa che Netanyahu deve ben sapere …

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‘Non voglio immigrati da quei cessi di paesi’, aveva dichiarato Trump a proposito di alcuni paesi del Centro America.
Il Presidente Usa aveva fatto questa dichiarazione ‘shock’ durante un incontro nello Studio Ovale con alcuni membri del Congresso.

E’ arrivata la risposta dalla Associazione della Solidarità Araba e Latino Americana “José Martí” con sede en Beirut.

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di  Darius Shahtahmasebi

La decisione di Donald Trump di celebrare il nuovo anno demonizzando contemporaneamente Iran e Pakistan su twitter gli si è già ritorta contro in modo tremendo. Dopo le minacce che gli Stati Uniti avrebbero rifiutato gli aiuti al Pakistan, confermavano che avrebbero trattenuto 255 milioni in aiuti (diventati 900 milioni) e che stando a quanto riferito minacciano di non concederne altri 2 miliardi.

“Speriamo che il Pakistan la veda come incentivo, e non punizione“, diceva ai giornalisti un funzionario del dipartimento di Stato. Secondo il Wall Street Journal, questa ostilità nei confronti del Pakistan non è andata bene. Il Ministro degli Esteri pakistano Khawaja Muhammad Asif dichiarava in un’intervista che gli Stati Uniti non si comportano da alleati e, di conseguenza, il Pakistan non li considera più tali. Se non altro, il comportamento di Washington ha solo spinto il Pakistan tra le braccia dei tradizionali rivali, Cina e Iran.

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di Finian Cunningham

Dopo quasi un anno dallo “scandalo Russia-gate”, basato sulla collusione tra il presidente Trump e il Cremlino, questo non ha prodotto nulla nel modo di far pressione sulle sue dimissioni dalla Casa Bianca. Non c’è dubbio che tutto avviene semplicemente perché non c’è sostanza per questo “scandalo”. Tuttavia, l’incapacità di far dimettere Trump attraverso la scappatoria del Russia-gate dai suoi nemici politici interni, potrebbe aver trovato una nuova leva sotto forma di domande salaci sullo stato mentale del presidente.

Trump dovrebbe fare una visita medica più tardi questa settimana, e quell’appuntamento sta alimentando la speculazione dei media nell’attesa che i medici possano trovare prove del presunto deterioramento psichiatrico del presidente.

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di Philip Giraldi

Non era la prima volta che un ex funzionario dell’intelligence senior aveva espresso un giudizio sul fatto che Trump fosse una risorsa dell’intelligence sfruttato dai russi. Durante la campagna, l’ex direttore facente funzione della CIA Michael Morell ha scritto un editoriale per il New York Times dal titolo “I Ran the CIA: Now I’m Endorsing Hillary Clinton”.

Morell ha ragionato che Putin, un astuto e ufficiale dell’intelligence russa nella sua vecia carriera, è “addestrato a identificare le vulnerabilità in un individuo ed a sfruttarle … Nel settore dell’intelligence, diremmo che Putin aveva reclutato Trump come un inconsapevole agente del Federazione Russa. “Morell ha continuato spiegando che ha basato la sua critica sulla sua valutazione che” Mr. Trump ha … preso posizioni politiche coerenti con gli interessi russi, non americani … ”

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Mentre Donald Trump sottolinea il suo successo nell’assicurare la stabilità finanziaria, in realtà avviene che il debito fuori controllo e le spese militari dell’America finiranno per far sì che il sistema si arresti e bruci come avvenne negli ultimi giorni dell’Unione Sovietica, ha avvertito Ron Paul, ex congressista statunitense.

Il presidente Trump si è vantato da tempo di portare il suo senso degli affari nel suo ruolo di gestione e di guida negli Stati Uniti d’America, ma nemmeno lui può fermare un imminente tracollo economico, lo ha dichiarato a RT, Ron Paul, ex deputato e candidato alla presidenza USA.

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Sulla convocazione urgente del Consiglio di Sicurezza dell’ONU, richiesta dagli USA per discutere della proteste avvenute in Iran, la portavoce russa Maria Zajarova ha voluto rispondere agli USA ricordando le manifestazioni di protesta avvenute di recente negli USA e la reazione delle autorità statunitensi su questi episodi.

La richiesta di convocazione era stata fatta dalla rappresentante USA all’ONU, Nikki Haley la quale ha annunciato l’intenzione di Washington di convocare il CSNU per discutere delle attuali manifestazioni in Iran e per amplificare “la voce del popolo iraniano”.

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di  Peter Korzun

Il 21 dicembre, l’Assemblea generale delle Nazioni Unite (UNGA) ha votato a stragrande maggioranza in favore di una risoluzione che invitava gli Stati Uniti a revocare la propria decisione di riconoscere Gerusalemme come capitale di Israele. Un totale di 128 paesi hanno votato per la risoluzione, con nove paesi che hanno votato contro e 35 si sono astenuti. 21 nazioni non si sono presentate per il voto. Grandi alleati come Regno Unito, Francia, Germania e Giappone hanno votato a favore della risoluzione, sebbene alcuni alleati, come Australia e Canada, si siano astenuti.

Gli Stati Uniti erano l’unica potenza globale ad opporsi alla risoluzione.

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L’ex aiutante e alter ego di Trump rivela ciò che è realmente accaduto nella Casa Bianca, i suoi pensieri senza ostacoli su Javanka, la sua polemica contro le elite oscure che guidano la politica di Washington e il suo complicato rapporto con il suo ex boss e le sue stesse ambizioni politiche.
Nell’intervista rilasciata al Vanity Fair, Bannon è stato molto polemico con la politica seguita dalle amministrazioni di Washington e in particolare nei rapporti con la Cina. Bannon vede l’avvento della crescita di potenza della Cina come il vero pericolo per la sicurezza degli Stati Uniti e parla dei danni all’nteresse nazionale provocati dall’aver favorito una crescita economica senza limiti della potenza cinese che di fatto ha danneggiato i lavoratori statunitensi.

Il messaggio centrale di Bannon risulta estremamente polemico verso una classe dirigente cinica e corrotta che ha svenduto i lavoratori americani a una Cina egemonica, e che ha portato l’economia USA indietro rispetto ai livelli di un ventennio addietro.

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Gli americani stanno iniziando solo ora ad essere consapevoli che vivono in una dittatura travestita da “democrazia”.

di Eric Zuesse *

La prima volta quando mi è stato chiaro di vivere in una dittatura è stato nel 2014 quando ho letto, prima della sua pubblicazione, il punto di riferimento (e ancora l’ unico ) studio empirico scientifico per affrontare la questione se Il governo  della federazione degli Stati Uniti fosse o meno , autenticamente, una democrazia – o, se, in alternativa, sia invece più una dittatura, che una democrazia. Questo studio ha documentato in modo conclusivo che il governo americano rientra nel secondo caso.

Così, il 14 aprile 2014, ho sottolineato “Gli Stati Uniti sono un’oligarchia, non una democrazia, lo dicono studi scientifici” . Successivamente, il mio editore l’ha collegato all’articolo pubblicato sul Journal in cui è stato pubblicato lo studio, “Perspectives on Politics “, dall’American Political Science Association , e lo studio completo può essere letto lì.

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