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America in declino

di  Grete Mautner (*)

In questi giorni, gli esperti sia dentro che fuori dagli Stati Uniti tendono ad essere d’accordo sul fatto che Washington abbia fatto ricorso alle sanzioni come strumento di scelta della propria politica estera troppo spesso, espandendo e rafforzando così la cosiddetta coalizione dei paesi vittime delle sanzioni americane. Inoltre, questo approccio tende ad essere incredibilmente dannoso per la percezione pubblica degli Stati Uniti in tutto il mondo, che potrebbe rivelarsi un serio colpo autoinflitto al sistema globale del dollaro.

Come è stato riportato dal Washington Post, in uno studio redatto dallo studio legale Gibson Dunn, mostra che l’amministrazione Trump ha inserito nella lista nera quasi 1000 persone ed entità, l’anno scorso. Gli esperti ritengono che gli Stati Uniti si sono già ben sbilanciati sul terreno con l’elenco degli individui e entità sanzionati che comprende più di 1100 pagine.

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di Paul Craig Roberts

Per capire quanto sia svilita l’America, considerate che il patriottismo è ora associato alla soppressione del dissenso.

I ricchi proprietari di squadre di calcio, che non sanno nulla delle durissime vite della maggior parte degli americani e la polizia, che di solito abbatte i neri per le strade e nelle loro case senza essere ritenuta responsabile o finire sotto processo, sono irritati dal fatto che tre giocatori del Miami Dolphin si siano inginocchiati la settimana scorsa durante l’inno nazionale per protestare contro gli omicidi di cittadini statunitensi neri da parte della polizia.

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di  TOM LUONGO

Il presidente Trump ha esaurito le opzioni. Così anche i suoi principali canali di informazioni, i Firster israeliani nel suo gabinetto e nella sua famiglia. Israele, Stati Uniti e Arabia Saudita hanno perso la guerra siriana e la ricaduta di conseguenze risulta immensa.

Questo perché, perdendo questa guerra, gli Stati Uniti sono stati svelati come una tigre di carta incapace di imporre la propria volontà a un mondo che si allontana rapidamente dal loro dominio.

La Siria è stata la prima volta che qualcuno si è alzato e ha detto: “Non più”. L’intervento drammatico di Putin in Siria è stato sostenuto da tutte le stesse nazioni che oggi sono nel mirino di Trump : la Cina, l’Iran e gli Hezbollah. Alla fine, anche la Turchia si è resa conto che gli Stati Uniti non potevano essere considerati attendibili, quindi sono anche loro mirati alla distruzione economica.

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di  Luciano Lago

Le intemperanze del presidente Donald Trump e le sue contradditorie dichiarazioni, al di là dell’imprevedibilità del personaggio, denotano una crisi latente nella dirigenza USA e fanno emergere in forma plateale il contrasto tra il “Deep State” e l’Amministrazione Trump.
Fino a qui tutti i commentatori ed analisti politici sono piuttosto d’accordo mentre sono in pochi a delineare il contesto in cui si va sviluppando questa frattura all’interno della dirigenza di Washington e le sue ripercussioni sullo scenario internazionale.

Forse non tutti ricordano il vecchio piano della elite di potere USA che era stato delineato alla fine degli anni ’90 e che si denotava come “The Project for the New American Century“.  da cui prendeva nome un importante Think Thank a Washington dove si studiavano le strategie ed i sistemi da mettere in atto per assicurare agli USA l‘egemonia unipolare negli anni 2.000, dopo il disfacimento della vecchia URSS.

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di Paul Craig Roberts

In questo editoriale mi accingo a utilizzare tre delle maggiori notizie correnti per illustrare la sconnessione che alligna ovunque nella mente occidentale.

Iniziamo con la questione della separazione delle famiglie. La separazione dei bambini dai genitori immigrati o rifugiati o richiedenti asilo ha suscitato così tante proteste che il Presidente Trump ha indietreggiato e firmato un ordine esecutivo per far finire la separazione delle famiglie.

L’orrore dei bambini rinchiusi in magazzini gestiti da privati che si arricchiscono coi soldi dei contribuenti, mentre i genitori sono perseguiti per ingresso illegale, ha risvegliato dal loro torpore persino gli Americani autocompiaciuti di essere “eccezionali e indispensabili” [fa riferimento alla nota affermazione dei presidenti statunitensi che gli USA sono una nazione eccezionale e l’unica indispensabile nel mondo (sic!) – NdT].

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L’Amministrazione Trump sta distruggendo le vite dei migranti allo stesso modo in cui Natanyahu ha distrutto le vite dei palestinesi.
Contro ogni comune senso di decenza ,di moralità e di etica per non parlare del rispetto delle procedure legali, Trump e la sua Amministrazione stanno distruggendo la vita degli immigrati poveri ai confini tra Messico e Stati Uniti, separando forzatamente i bambini dai loro genitori.

Una situazione simile non si era mai verificata nella storia moderna dell’America.
Gli americani , a quanto pare, hanno perso la loro senso di umanità quando si tratta di immigrati latinos, poveri,  privi di documenti e dei loro figli. Non contano molto per loro. La vita continua negli States nella totale indifferenza.

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di Paul Craig Roberts

La dissoluzione dell’Unione Sovietica aveva tolto i freni all’unilateralismo di Washington. I Neoconservatori, appena saliti al potere, avevano colto l’occasione e sostituito la diplomazia con le minacce e la coercizione.
Uno dei peggiori esempi viene dalla presidenza di George W. Bush, quando il Vicesegretario di Stato, Richard Armitage, aveva intimato al Pakistan di fare quello che gli era stato ordinato, altrimenti sarebbe stato bombardato fino ad essere riportato all’età della pietra. Abbiamo fatto una cosa del genere ad un’autorità come lo stesso Presidente pakistano, che aveva poi obbedito agli ordini.

Nel caso della Russia dell’era Putin, questo livello di minaccia è eccessivo, dal momento che la Russia può contrattaccare. Perciò l’intimidazione è stata ridimensionata ad un: “fate come vi diciamo, altrimenti vi imporremo sanzioni.”

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di  Luciano Lago

La continua aggressività dell’Amministrazione Trump che promette guerra e sanzioni contro tutti i paesi che non si uniformano alla egemonia USA, che sia la Corea del nord, l’Iran, la Siria, il Libano, il Venezuela, Cuba, la Bolivia , il Nicaragua e altri stati, ha creato di fatto un isolamento di Washington le cui pretese di operare contro il diritto internazionale, hanno reso gli Sati Uniti un paese pericoloso ed inaffidabile per molte nazioni, inclusi alcuni dei tradizionali alleati degli Stati Uniti.

Persino la Germania, alleato di vecchia data degli USA, dove è accaduto che la cancelliera tedesca Angela Merkel ha affermato che l’UE non può più contare su Washington per la Difesa e ha esortato i paesi europei ad occuparsene autonomamente.

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WASHINGTON, Stati Uniti d’America – La segretaria della Casa Bianca Sarah Huckabee Sanders ha marchiato come “attore disonesto” l’Iran, durante una conferenza stampa tenutasi a Washington DC. il martedì.

Sanders ha dichiarato che la capacità nucleare dell’Iran “era molto più avanzata e molto più progredita di quanto non avessero mai indicato le autorità iraniane”.

“Il problema è che l’accordo è stato fatto sulla base di una falsa finzione. L’Iran ha mentito sul front-end”  (presupposti), ha detto Sanders durante un normale briefing della Casa Bianca.

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di MEL GOODMAN (*)

L’attuale crisi in Siria fornisce a Donald Trump il suo primo vero test come presidente e comandante in capo. Sulla base dei suoi primi quindici mesi alla Casa Bianca, non vi è alcun motivo di credere che sia in grado di gestire una complessa situazione geopolitica e militare che coinvolge uno Stato arabo aggredito e gli interessi militari e politici di molti stati non arabi come Russia, Iran, Turchia e Israele oltre agli Stati Uniti.

La risposta tardiva all’utilizzo presunto e irragionevole della Siria di armi chimiche contro la sua stessa popolazione indica che la burocrazia della sicurezza nazionale degli Stati Uniti così come i principali alleati europei come il Regno Unito, la Francia e la Germania stanno cercando di costringere il presidente e limitare il danno del coinvolgimento degli Stati Uniti.

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