"Dati a confronto sui giovani all'estero: AIRE e la risposta dell'attrice Giulia Chianese"- da Redazione. Di questo Paese paralizzato da burocrazia e nepotismo non se ne può più! "E’ questa la consueta affermazione che caratterizza le interviste fatte alla gente da nord a sud. Sembra quasi scomparso l’orgoglio di essere italiano, di appartenere ad una nazione che ha dato i natali ai grandi della storia, della pittura, della letteratura, della scultura, della scienza e della civiltà, ormai rimasta un puro simulacro del passato. Di questi tempi buona parte della gente, di giovani e meno giovani alla ricerca di una prospettiva, stanchi delle promesse, dei proclami di ottimismo, ritenuti alcune volte persino beffardi, inizia a muoversi per proprio conto e passa ai fatti.

di  Marcello Veneziani Sul grottesco parapiglia in cui si è arenata la discussione parlamentare sul reato di apologia di fascismo abbiamo chiesto un parere a Marcello Veneziani, un intellettuale abituato a pensare oltre i meri spot ornamentali, elettorali. -La proposta di legge di Fiano e del suo partito di mandare al carcere chi vende gadget fascisti o divulga in rete immagini del Duce nasconde una insana nostalgia verso le ideologie. Nelle pagine di Storia non ci sono innocenti e non si possono eleggere «giusti» per legge. Lei come la pensa?

di Gianfranco De Turris Psicologi, psicanalisti e psichiatri sono, ahinoi, tra le categorie professionali che più hanno aiutato le dittature a consolidarsi, basti pensare al loro fondamentale contributo nel regime sovietico a classificare come pazzi o alienati sociali tutti i dissidenti e avversari del partito e dello Stato, soprattutto intellettuali, riempiendo così i manicomi. E anche a ragione del loro concomitante affermarsi, come hanno riconosciuto filosofi e intellettuali di estrazioni le più diverse, psicanalisi e sociologia sono entrambe dedite alla misurazione quantitativa dell’uomo: della sua interiorità e del suo contesto sociale. Ma misurare ti induce anche a manipolare: da cui gli “ingegneri sociali” sempre in URSS o i “persuasori occulti” in USA denunciati da Vance Packard.

di Franco Cardini Dopo quello preconizzato da Orwell, e che magari è arrivato ma in termini differenti da quelli che egli si aspettava e aveva immaginato, un nuovo 1984 è alle porte, anzi è già qui. Michel Houllebecq, nel suo Soumission, ha immaginato una Francia islamizzata nel 2020: un po’ troppo presto, forse. E noi, a quando vogliamo ipoteticamente fissare il Novum Annum Orwellianum? Al 2024, quarant’anni dopo quello vecchio? Potrebb’essere un anno plausibile. Sul piano puramente e astrattamente biologico, ho qualche probabilità di esserci – ottantaquattrenne –, non so in quali condizioni mentali e fisiche. Ma come sarà? L’amica Eleonora Genovesi mi ha offerto al riguardo uno spunto interessante, ricordandomi una pagine di un altro autore che non aveva nulla da invidiare a Orwell, cioè Aldous Huxley. Ritengo il “futuribile” huxleyano, ohimè, largamente più incombente di quanto non fosse quello orwelliano.

di  Lorenzo Di Chiara Si può facilmente immaginare che le recenti esternazioni di Marc Zuckerberg, il capo di una delle più influenti “reti sociali” d’attualità, avranno non poca eco presso il grande pubblico: ci riferiamo ad un messaggio, affidato ad una articolata lettera divulgata a reti unificate, in cui il giovane imprenditore afferma dipendere, il futuro dell’umanità, dalla capacità con la quale essa saprà opporre un secco «no» ad ogni genere di differenza, tanto da pervenire alla condanna senza appello di quelle forze politiche e umane che, come che sia, operino per ripristinare un sano «pathos della distanza» tra nazioni e nazioni, tra l’uno e l’altro modo di essere e di vivere, fra l’una e l’altra etnia, convergendo infine verso l’unico ideale ritenuto verosimile, necessario e positivo: la globalizzazione.

di Roberto Pecchioli La deriva nichilista dei diritti umani Oltre Sodoma Roma - di Roberto Pecchioli – Barack Obama, il beniamino di tutti i progressismi del pianeta, ha affermato di essere orgoglioso di avere allargato i “diritti” delle cosiddette comunità LGBT (lesbiche, gay, bisessuali e transessuali – 1). In occasione della promulgazione della legge sul matrimonio per tutti – così lo chiamano, con una pericolosa torsione semantica – affermò che aveva “vinto l’amore”. In Italia, Matteo Renzi si è detto orgoglioso che il suo governo abbia realizzato le unioni civili, ossia il matrimonio omosessuale sotto mentite spoglie, dotato di una sorta di nome d’arte per chiamare “formazioni sociali” i soggetti uniti civilmente e bypassare l’art. 29 della costituzione con la sua antiquata definizione di famiglia come società naturale fondata sul matrimonio.

di Martino Mora Vi fu un tempo in cui l’antirazzismo era una passione nobile. Era il rifiuto di stigmatizzare qualcuno per il colore della pelle o il popolo di appartenenza. Era il rifiuto di giudicare non umane o comunque inferiori delle persone per le loro caratteristiche biologiche o anche etniche (il concetto di “etnia”, a differenza di quello di “razza”, ha anche un significato culturale). Oggi invece l’antirazzismo è divenuto un’ideologia intollerante ed estrema, che è parte integrante del pensiero unico politicamente corretto, ovvero dell’ideologia dominante. Come l’omosessualismo, del resto. Come il femminismo. Come le teorie gender. Alain Finkielkraut ha definito l’antirazzismo “il totalitarismo del XXI secolo”.

di Alexander Dugin "La Palude" sta per diventare il nuovo nome della setta globalista: gli adepti della società aperta, i maniaci LGBT, l'esercito di Soros, i post-umanisti e così via. Bonificare la palude non è un imperativo categorico solo per l'America. Si tratta di una sfida globale per tutti noi. Oggi ogni popolo ha la sua "Palude" che lo opprime. Noi, tutti insieme, dobbiamo dare il via alla lotta contro la Palude russa, la Palude tedesca, la Palude italiana eccetera. E' arrivato il momento di liberare le nostre società dall'influenza della Palude. Piuttosto che combattere tra di noi, proviamo a bonificarla insieme. Prosciugatori di tutto il mondo, unitevi!

di Paolo Borgognone A prescindere infatti dalla propria, in verità assai risicata, portata numerica e dall’effettiva autopercezione di appartenenza capace di connotarne i componenti come parte di un “gruppo sociale” realmente esistente, la Generazione Erasmus è un progetto di ingegneria sociale e l’oggetto della produzione sociale di massa del capitalismo contemporaneo (in altri termini, la Generazione Erasmus è il prodotto della società in cui viviamo). Quanto più sopra affermato trova conferma nelle parole pronunciate in merito da alcuni maître à penser del liberalismo odierno, quali Daniel Cohn-Bendit e Umberto Eco. Furono infatti costoro a teorizzare l’istituzione obbligatoria della “società dell’Erasmus” finalizzata allo scioglimento di ogni identità collettiva dei popoli europei (identità nazionale, religiosa, di classe, persino di genere) nel magma volutamente confusionario, postnazionale e postideologico di Cosmopolis, il mondo unificato all’insegna dello stile di vita “disinibito”, cinico, disincantato, apolide e oggettivamente stravagante degli strati superiori della classe media delle megalopoli globali. «Io», esternò in proposito Cohn-Bendit, «vorrei che la Commissione Europea finanziasse ogni anno lo studio all’estero di un milione di studenti europei che poi statisticamente si fidanzerebbero tra loro: che nazionalità avrebbe il figlio di un’olandese nata ad Amsterdam da genitori turchi e un francese nato a Parigi da genitori marocchini? Europea».

Redazione. Il Ministero della Pubblica (di)Istruzione ha siglato il programma con 16 organizzazioni, tra cui la McDonald, il colosso americano del fast food: a disposizione 10mila percorsi per gli studenti delle superiori. Scelta in linea con il Jobs Act. Il piano di formazione scuola- lavoro ideato dal Governo Renzi inizia con un percorso previsto per gli studenti che si recheranno a fare un tirocinio di formazione presso i ristoranti della catena americana dei McDonald's.