"Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero". Proverbio Arabo

Alienazione

di  Rodolfo Sideri

Le nostre già opulente società, stanche e invecchiate, temono sopra ogni cosa il conflitto e per evitarlo sono disposte ad ogni cedimento. Come è tipico di chi sente di non avere più forze reattive, si è disposti ad accettare qualsiasi stupro della propria civiltà pur di non dover affrontare lo scontro e, per quel tipico movimento psicologico che Freud ha chiamato razionalizzazione a posteriori, si elabora una narrazione in cui gli elementi patogeni e dissolventi sono elevati a principi di alta umanità cui tendere.

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La Spina nel Fianco

Inauguriamo questa nuova rubrica dai toni irriverenti e volutamente provocatori, con una riflessione politica sull’ultima assurdità del progressismo.

La notizia è recente, la Chicco, noto marchio di articoli per bambini e neonati, ha avuto la terribile colpa di aver prodotto uno spot pubblicitario dove, con toni assolutamente scanzonati e appunto con volontà soltanto pubblicitarie, incita apertamente gli italiani a fare più figli; ” Abbiamo bisogno di bambini! Migliaia, milioni, trilioni di bambini che ci aiuteranno a crescere portando l’Italia dove è giusto che stia. Facciamolo per l’Italia ecc. “.

Si salvi chi può dalle bocche da fuoco del progressismo; sulla pagina facebook dell’azienda si sono moltiplicate in senso esponenziale offese di ogni genere già, perché oggi in questo mondo spurio di qualsiasi legame e propensione verso il futuro, incitare alla procreazione in una dimensione addirittura nazionale, basta per essere tacciati indovinate un po’, di Fascismo!

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di Marcello Veneziani

Ma l’Italia, nel frattempo, dove si è cacciata? Siamo tutti concentrati, con rabbia, angoscia, curiosità e tifo acido, sul governo e l’Europa, sui migranti in mare e le magliette rosse col rolex, l’orco Salvini, il fenomeno Boeri, il livellatore Di Maio, il Renzi furioso e la sinistra rotta come un vaso di Pandora.

Seguiamo ogni giorno lo spettacolo di queste contorsioni, siamo tornati a occuparci di politica come non ci accadeva ormai da tempo, ma per inveire e maledire, come se fossimo in curva sud, allo stadio, all’ultimo stadio.

Ma noi, chi siamo? Dico noi, popolo, nazione, cittadinanza… Siamo agglomerati ringhiosi d’individui, masse d’asporto e magma ribollente di indignazione pubblica a uso privato. Ma non riusciamo a pensarci, a vederci, a essere un popolo, una nazione, una comunità. Anzi, mai come ora siamo uniti solo da ciò che odiamo, facciamo lega solo contro qualcuno, ma non ci sentiamo connazionali.

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di Roberto Pecchioli

Dei cinque personaggi osservati nel mattino di primavera, di cui ho parlato nel numero precedente de Il Pensiero Forte, il meno negativo è l’africano. Scelto dalla famiglia per andare in cerca di fortuna probabilmente perché più forte e robusto dei fratelli, è lo strumento inconsapevole del mondialismo rampante.

Simbolo, suo malgrado, delle meraviglie della società multietnica che ignora e di cui nulla gli importa, assolve ad una serie di compiti assegnati dal Potere. Innanzitutto, abbassa le tutele sociali e i salari altrui. Qualunque lavoro o lavoretto gli venga proposto, la retribuzione è inferiore a quella di chiunque altro.

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di  Roberto Pecchioli

L’idea della decrescita ha sempre esercitato un certo fascino sull’autore di queste note. Ci è sempre parsa una soluzione interessante ai problemi di una società drogata di economia, tornaconto, grettamente materialista.

Per questo ci ha infastidito un articolo apparso di recente sull’Espresso, il periodico più borghese e più progressista che ci sia. L’articolista si compiaceva del declino della decrescita, che non riesce ad entusiasmare l’immaginario occidentale, consumista per definizione. Riflettendo meglio, tuttavia, dobbiamo dare ragione all’Espresso.

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PERCHE’ ALFIE DEVE MORIRE

di Marcello Pamio

Siamo arrivati nel giro di pochi mesi al terzo caso di bambino assassinato dal Sistema.
Dopo gli emblematici casi di Charlie Gard di 11 mesi (con malattia genetica degenerativa) e Isaiah Haastrup di un anno (con gravi lesioni cerebrali), ora tocca ad  di soli 23 mesi (malato di una patologia sconosciuta). Attualmente il piccolo è ricoverato nell’ospedale di Liverpool.
I giornalisti dei media mainstream, peggio degli avvoltoi e degli sciacalli che si nutrono di carogne, ci sguazzano alla grande, senza dire una sola parola in merito a quello che sta realmente accadendo.

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di Paolo Borgognone

Ogni anno, puntuale come le “croste di San Lazzaro” (cit. Nino Manfredi, “Il santo soglio”, 1976), le febbri che provocano dissenteria e l’invasione delle locuste, la Erasmus Generation che “coniuga studio e divertimento” si raduna per le centralissime vie di Milano e fa sfoggio, tramite il ricorso ai modi più pittoreschi e in linea con il paradigma esistenziale del tempo presente, di adesione, consenso e servilismo nei confronti dei padroni del capitalismo globalizzato.

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di Simone De Bartolo

Eliminazione delle differenze, attraverso la cancellazione delle identità: celata sotto varie etichette quali “uguaglianza”, “parità”, “diritti”, “integrazione” o “giustizia sociale”, è questo lo zoccolo duro, anzi, a ben vedere, l’unico nucleo solido del magma politico-ideologico e pseudofilosofico
– assolutamente contraddittorio – della sinistra progressista.

Niente più ricchi e poveri, né nobili e plebei, né compatrioti e stranieri, né bianchi e negri, né ignoranti ed istruiti, né maschi e femmine, etc..

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di  Marco Della Luna

Uno dei più cospicui fenomeni del nostro tempo è il gigantesco e industrioso cantiere del pensiero unico globalizzato – con i suoi committenti, architetti, sacerdoti guardiani – che serve a rendere prevedibili e direzionabili i comportamenti sociali nel mondo super-accelerato e conflittuale in cui viviamo.

Il capitalismo finanziario globale, manovrando l’industria culturale (entertainment compreso), che esso in buona parte possiede, ha creato un’ortodossia, un pensiero obbligato, mainstream, scientifically correct, che delegittima, isola o criminalizza – cioè praticamente scomunica, espelle dalla società conformata – non solo il pensiero divergente dall’ortodossia, ma la stessa libera indagine scientifica, economica e storiografica, al riguardo di alcune cose fondamentali per indirizzare secondo i suoi piani il corso della trasformazione della società. Queste cose sono: certe vicende storiche, certi aspetti dell’economia, l’integrazione europea, l’euro, l’immigrazione, l’islam, le diversità etniche, l’identità sessuale; e, da ultimo, le asserite efficacia e innocuità dei vaccini obbligatori.

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Generazione Erasmus? Chiamiamola generazione della vacanza permanente. Intervista a Paolo Borgognone sui “cortigiani della società del capitale”

La voce è pacata e appassionata al contempo. Si percepisce che ciò che fa non lo fa in modo frivolo, o superficiale. La parlantina è serrata. Ha palesemente tutto ben chiaro nella testa e lo squaderna senza tentennamenti. Paolo Borgognone è uno storico indipendente dal piglio filosofico. O, forse, meglio sarebbe dire un filosofo che rilegge la storia. Alieno alle facili dicotomie da militante (destra/sinistra, fascista/antifascista), egli è piuttosto un entomologo.

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