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Agricoltura ed ecologia

La Corte Suprema ordina alla Monsanto di pagare 289 milioni di dollari alla California in un processo sugli effetti del Roundup “probabilmente cancerogeno”

Una prima condanna per la multinazionale dei veleni, la Monsanto, che da anni inquina l’ambiente con i suoi pesticidi per trarre i suoi profitti.
Un giardiniere che ha sviluppato il linfoma non Hodgkin, dopo aver usato per anni gli infestanti di Monsanto, ha otttenuto il diritto ad essere risarcito per $ 39 milioni e $ 250 milioni in danni punitivi, lo ha deciso una giuria della California.
La giuria della Corte Suprema della California a San Francisco ha deliberato per tre giorni prima di condannare la Monsanto per non aveva avvertito il signor DeWayne Johnson, 46 anni, e altri consumatori dei rischi di cancro derivanti dall’uso dell’erbicida.

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di  ROBERT BRIDGE

In che universo è possibile che a due delle corporations mondiali più moralmente corrotte, Bayer e Monsanto venga permesso di unire le forze, in quello che promette di essere il prossimo stadio nell’acquisizione delle risorse agricole e farmaceutiche del pianeta?

Attenzione, anticipo della trama. In questa horror-story di epiche proporzioni non si trova un Mr. Hyde: c’è solo il Dr. Jekyll. Come nella sceneggiatura di un horror di David Lynch, la Bayer AG, famosa per i suoi gas venefici, ha finalizzato (per la cifra di 66 miliardi di dollari) l’acquisizione di Monsanto, la multinazionale agro-chimica che dovrebbe essere sul banco degli imputati nel carcere di Guantanamo e appellarsi al Quinto Emendamento [rifiutarsi di rispondere alle domande n.d.t], invece di godere dell’equivalente societario di protezione ed impunità per i suoi crimini contro l’umanità. Questi sono i privilegi che derivano dall’essere una corporation trasnazionale al di sopra della legge.

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di  Luciano Lago

Alle Nazioni Unite e nella Commissione Europea è partito l’attacco alle culture alimentari nazionali, in particolare a quella italiana, sotto le pressioni di un gruppo di multinazionali che cercano di imporre e diffondere in Europa un modello alimentare artificiale, scollegato dalla tradizione alimentare italiana, omologato per tutti i popoli, che si rivela discriminatorio e fuorviante e che finisce per escludere paradossalmente dalla dieta nazionale alimenti sani e naturali che da secoli sono presenti sulle nostre tavole, per favorire invece prodotti artificiali basati su componenti industriali, conformi agli interessi economici delle grandi multinazionali.

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Riceviamo e pubblichiamo

“SìAmo”  è contro il Decreto “Martina” !! !

Il decreto Martina del 13 febbraio 2018 inerente le “Misure di emergenza per la prevenzione, il controllo e l’eradicazione di Xylella fastidiosa (Well et al.) nel territorio della Repubblica italiana” prevede espianti di alberi d’ulivo e trattamenti insetticidi e fitosanitari obbligatori svariate volte l’anno su buona parte del territorio pugliese, dal Salento fino a Locorotondo, Fasano, Martina e Statte.

In realtà il CoDiRO (Complesso del disseccamento rapido dell’olivo) può essere affrontato e risolto con pratiche agronomiche ecocompatibili e non, come impone il decreto, con misure estremamente pericolose per l’ambiente e per la salute umana.

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Gli Ogm in Europa: gli Stati membri sono stati chiamati a votare l’introduzione in Ue di mais geneticamente modificato. E l’Italia ha votato sì. Carnemolla (Federbio) e Greenpeace reagiscono.

Voltafaccia dell’Italia lo scorso 27 gennaio: a sorpresa vota per gli ogm. La Commissione europea ha chiamato gli Stati membri nel comitato permanente Ue per piante, animali, alimenti e mangimi (Paff) a votare l’autorizzazione di due mais ogm (il BT11 della Syngenta e il 1507 della DuPont Pioneer) e rinnovare l’autorizzazione del mais MON810 della Monsanto, unico ogm finora ammesso.

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Di William Engdahl*

Per gran parte del secolo scorso, la cultura pop occidentale ha sistematicamente denigrato e sminuito quella che dovrebbe essere la professione più onorevole di tutte. Chi lavora la terra giorno dopo giorno per produrre il cibo che mangiamo ha troppo spesso assunto lo stesso stato sociale della terra che dissoda. Nessuno si pone una semplice domanda: cosa faremo una volta che avremo fatto fuori tutti gli agricoltori? Alcuni ingenui cittadini diranno: “Ma abbiamo la produzione industrializzata; ormai non c’è più bisogno di lavoro agricolo manuale.”
E i numeri sono davvero notevoli. Prendiamo gli Stati Uniti. Nel 1950 la popolazione totale era di 151.132.000 persone, di cui 25.058.000 agricoltori: poco più del 12% della forza lavoro totale. C’erano 5.388.000 aziende agricole con una dimensione media di 87 ettari. Quarant’anni dopo, nel 1990, gli USA avevano una popolazione di 261.423.000, di cui meno di 3 milioni agricoltori: appena il 2,6% della forza lavoro. Il numero delle aziende si era ridotto a 2.143.150, ovvero una perdita del 60%, ma la dimensione media era diventata di 187 ettari.

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di Jo-Shing Yang

Fonte: nogeoingegneria

Si sta accelerando una tendenza preoccupante: le banche di Wall Street e i multimiliardari dell’elite stanno acquistando l’acqua in tutto il mondo ad un ritmo senza precedenti.

Note mega-banche e colossi d’investimento come Goldman Sachs, JP Morgan Chase, Citigroup, UBS, Deutsche Bank, Credit Suisse, Macquarie Bank, Barclays Bank, the Blackstone Group, Allianz, e HSBC Bank, tra le altre, stanno consolidando il loro controllo sull’acqua. Anche magnati come T. Boone Pickens, l’ex presidente George H.W. Bush e la sua famiglia, Li Ka-shing di Hong Kong, Manuel V. Pangilinan delle Filippine e altri stanno comprando migliaia di ettari di terreno con falde acquifere, laghi, diritti di sfruttamento, aziende di erogazione, azioni in compagnie di ingegneria e tecnologia dell’acqua.

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“Domani, nel silenzio quasi totale dei grandi mezzi di comunicazione, il Senato voterà il disegno di legge che dà via libera al Ceta, l’accordo commerciale tra Canada e Unione Europea. E non c’è nessun parlamentare che faccia sentire forte la sua voce contro quello che è un vero e proprio regalo alle multinazionali e ai contraffattori dei nostri prodotti”.

È quanto dichiara il leader del Fronte Nazionale, Adriano Tilgher, che aggiunge: “A cosa serve non far entrare in Canada i prodotti alimentari tarocchi, se poi nei nostri Paesi potranno arrivare dal Canada imitazioni di tutti i tipi, come il Carmigiano invece del Parmigiano o il Porconzola invece del Gorgonzola? I discount saranno pieni di queste schifezze, che finiranno sulle tavole di chi ha meno possibilità economiche.

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Altri “vantaggi” in Italia dalla globalizzazione del mercati fermamente voluta dal PD e dai suoi sodali.
‘Con la forzatura dell’accordo denominato “Ceta”, il governo e il Pd vogliono dare il colpo mortale alla nostra agricoltura. Con l’accordo commerciale tra Unione Europea e Canada, infatti, 40 mila posti di lavoro nel comparto rischiano di scomparire.

“Renzi e Gentiloni stanno svendendo gli ultimi lembi di sovranità alle multinazionali della finanza massonica mondiale. Per questo il Parlamento si deve opporre in tutti i modi. Il presidente Grasso rinvii e metta nel cassetto la ratifica di questo colpo di grazia per gli agricoltori, a partire dalla Sicilia di cui lo stesso Grasso si candida ad essere governatore.
Non credo voglia passare alla storia come colui che ha affossato definitivamente l’agricoltura nell’Isola”.

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La società è stata collegata alla morte di 300.000 agricoltori.

di L.M.P.I

Dopo aver spinto illegalmente nel mercato una forma di cotone OGM, in India e in Africa oltre 10 anni fa, la società agrochimica Monsanto oggi sta ora perdendo milioni di dollari poiché gli agricoltori ora piantano le proprie sementi. In passato, la Monsanto è stata accusata di non rispettare le leggi e addirittura farle riscrivere a proprio favore “ungendo” qualche politico, al fine di entrare nel mercato indiano.

Tuttavia, l’azienda ha iniziato a pagare pesantemente per le sue malefatte: oltre 300.000 agricoltori morti tra il 1995 e il 2013, tutte morti attribuite a Monsanto sia in modo diretto che indiretto. Infatti molti suicidi tra i contadini in tutto il Maharashtra, il centro della produzione di cotone in India, sono stati collegati alla avidità della società, secondo i rapporti .

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