"Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero". Proverbio Arabo

Campagna di notizie false sulla Siria per seminare paura e tensione

Le notizie di offensiva delle forze a guida Usa contro l’esercito siriano a Deir Ezzor potrebbero essere false: i media di opposizione hanno iniziato  una campagna di spavento e intimidazione.
BEIRUT, LIBANO (21:20) – In precedenza fonti opposizione hanno riferito che le forze guidate dagli Stati Uniti, che operano nella provincia di Deir Ezzor, hanno iniziato un’offensiva contro l’esercito arabo siriano e i gruppi paramilitari alleati a potrebbero essere false informazoni.

Inoltre, sembra che i media di opposizione stiano tentando di suscitare tensioni tra le forze anti-Damasco e quelle sostenute dagli Stati Uniti durante le segnalazioni di allarme.

Venerdì, una varietà di fonti dei media di opposizione (alcuni sostenendo di essere attivisti locali e altre notizie generali) hanno riferito che i combattenti arabi del Consiglio militare Deir Ezzor guidato dagli Stati Uniti avevano lanciato un assalto con artiglieria all’esercito siriano nelle città di Khasham e At-Tabiyya sulla sponda orientale del fiume Eufrate.

I rapporti erano convincenti, precisando che il più noto gruppo delle forze democratiche siriane sostenute dagli Stati Uniti non stava partecipando e che l’attacco era puramente l’iniziativa del Consiglio militare Deir Ezzor (con il quale l’esercito siriano ha avuto prima scaramucce in prima linea).

Combattenti dell’Esercito Siriano calpestano la bandiera dell’ESL (alle dipendenze USA e sauditi)

Tuttavia, nonostante ciò, fonti ufficiali della coalizione anti-ISIS, fonti curde e fonti dell’esercito siriano rimangono – dopo molte ore dopo l’evento – completamente tranquille sulla questione.

Questo serve a gettare seri dubbi sulle rivendicazioni dell’opposizione, a maggior ragione dal momento che i raid aerei statunitensi hanno avuto luogo e ancora nessuna dichiarazione da parte di fonti militari americane ufficiali è stata avanzata.

Inoltre, il coordinamento delle relazioni e il loro dettaglio sembrano suggerire che i media dell’opposizione – a sostegno dei gruppi ribelli (ostili sia alle forze sostenute dagli Stati Uniti che all’esercito siriano) – potrebbero tentare di provocare conflitti tra le forze filogovernative e quelle sostenute dagli Stati Uniti nell’est del paese attraverso la segnalazione per incutere paura.

Fonte: Al Masdar News

Traduzione: Alejandro Sanches

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  1. claudio 3 mesi fa

    L’ avevo già letto pure io, sembra che sia una cazzata, ma la notizia era stata data proprio da al masdar news.. siamo alla follia..

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  2. atlas 3 mesi fa

    disinformazione come arma di guerra. Si fa questo s porco gioco

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  3. Eugenio Orso 3 mesi fa

    Sì.
    Il sospetto è avanzato da più parti.
    I 150 morti fra i siriani – in seguito all’attacco dei mercenari Usa non curdi e, soprattutto, ai bombardamenti dei pirati americani – probabilmente sono una balla.
    Non sono una balla, però, gli attacchi israelo-giudaico-sionisti intorno a Damasco e si ha notizia di droni abbattuti (secondo Palaestinafelix, ad esempio, un grosso attacco degli ebrei sarebbe fallito).
    Ho sentito affermare spesso, in tali circostanze, che “il momento peggiore della guerra è quando sta per finire”.
    Forse le parti che rischiano una sconfitta – Usa, Israele e … anche Erdogan – si scatenano per evitarla.
    Le azioni terroristiche, illegali, di ebrei e americani dovrebbero essere interpretate in tal senso.
    A mio avviso, la guerra in Siria non è finita e, purtroppo, non sta per finire da un momento all’atro, nonostante le Astana e le Sochi.
    Gli israeliani sono come vespe impazzite, pronti a colpire anche il Libano (per risorse energetiche da predare) e gli americani continuano con nuovi piani di destabilizzazione di quel paese.

    Cari saluti

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    1. atlas 3 mesi fa

      non ci sarà pace con i giudei sino al Giorno del Giudizio. Loro vogliono la grande Israele che va dal Nilo all’Eufrate, il mondo invece non li vuole da nessuna parte

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