CAMBIO DI EQUILIBRI

di Luciano Lago

Contrariamente a quanto scritto a suo tempo da Francis Fukuyama, la storia non è finita con il crollo dei blocchi di potere dell’Est ma si riaffacciano gli spettri della guerra e della carestia che si ritenevano esorcizzati e scomparsi quanto meno dalla prospettiva del mondo occidentale.
La guerra in Ucraina, fra le altre cose, ci fa ricordare che la lotta per l’egemonia mondiale non si è affatto esaurita ma anzi torna in auge con il cambio degli equilibri mondiali a cui la principale potenza egemonica, gli Stati Uniti d’America, non si è rassegnata.

Si è compreso da tempo che l’Ucraina è un teatro di guerra dove si affrontano la Russia e la NATO, ovvero un confronto o meglio un regolamento di conti fra gli USA e la Russia per interposta persona.

L’interpretazione giusta di questo conflitto, in modo chiaro ed esaustivo, l’ha data il vecchio miliardario speculatore George Soros nel contesto del World Economic Forum che si sta svolgendo a Davos.

Alla sua cena annuale nel mezzo al World Economic Forum, Soros ha detto che il corso della storia è cambiato radicalmente dall’ultimo evento di Davos, in Svizzera.

«La Russia ha invaso l’Ucraina. Questo ha scosso l’Europa nel profondo», ha dichiarato Soros al pubblico presente.
«L’Unione Europea è stata istituita per impedire che una cosa del genere accada. Anche quando i combattimenti si fermeranno, come alla fine dovrà accadere, la situazione non tornerà mai allo status quo ante. In effetti, l’invasione russa potrebbe rivelarsi l’inizio della terza guerra mondiale e la nostra civiltà potrebbe non sopravvivere».
Il denominato”filantropo”(speculatore e pescecane della finanza) ha definito Cina e Russia come «membri principali delle società chiuse che rappresentano la più grande minaccia per la democrazia».

Soros, fondatore della Open Society Foundation, ha anche usato il discorso di quest’anno per prendere di nuovo la mira verso un altro obiettivo abituale, il presidente cinese Xi Jinping. Ha definito Xi e Putin “dittatori” i cui Paesi rappresentano “la più grande minaccia per le società aperte “. “Sono uniti in un’alleanza che non conosce limiti….”

Di conseguenza il conflitto fra USA e Russia, Occidente e mondo russo, si configura come uno scontro di civiltà, che molto somiglia agli scontri di civiltà predetti dal filosofo Samuel Huntington nella sua opera di vari anni addietro. Non a caso l’Ucraina era stata citata da Huntington come il paese destinato ad essere il principale alleato geostrategico degli Stati Uniti in Europa, di fronte a qualsiasi tentativo russo di recuperare il tempo perduto..

Da notare che Huntington ventitrè anni fa aveva previsto, in un articolo intitolato “The Lonely Superpower”, che il mondo avrebbe cessato di essere unipolare o che era già in procinto di diventare multipolare. Che questo sarebbe avvenuto attraversando una fase intermedia in cui Washington sarebbe rimasto come una potenza primus inter pares ma non un vero egemone. Altre potenze come Russia, Cina, India o anche il Brasile, avrebbero sfidato l’egemonia di Washington, avvertiva il filosofo preveggente.

Comunque sia, quanto sta accadendo ora in Ucraina rappresenta qualche cosa di più del previsto nella diagnosi di Huntington. Non in dettaglio, ovviamente. Nessuno poteva sapere se gli obiettivi della Russia un giorno avrebbero incluso il controllo di tutta l’Ucraina, o parte di essa; o se la guerra avesse come obiettivo l’assalto a Kiev, o solo il controllo del Donbas, o forse la creazione di un corridoio costiero che impedisca all’Ucraina di raggiungere il mare… anche in tempo di pace “.

Di sicuro la Russia di Putin sta rispondendo a modo suo alla strategia degli USA e della NATO e ha voluto giocare d’anticipo per neutralizzare l’Ucraina prima che fosse troppo tardi, con una operazione speciale che mira a smantellarne la potenzialità aggressiva e ridimensionarla in uno stato diviso, privandola, in tutto o in parte, del Donbass e dei porti sul Mar di Azov e sul Mar Nero. La mossa di Putin ha preso in contropiede la NATO ed ha messo l’Europa di fronte al suo stato di subordinazione e impotenza. Le sanzioni decretate da Washington si ritorcono come un boomerang contro l’Europa e i paesi europei devono subire le conseguenze negative di decisioni che vengono prese altrove, a cui devono adeguarsi volenti o nolenti, incapace di esprimere una propria volontà politica, ingabbiati nella NATO e nella UE, organismi controllati dalle centrali di Washington.

Soldati russi

Di fronte a questa operazione russa, Washington ha deciso di rispondere applicando quella che viene chiamata la “tecnica del salasso”, ovvero inviare armi, munizioni, attrezzature, denaro alla parte ucraina in una guerra che viene combattuta dagli ucraini per conto degli USA, senza che questi ne siano coinvolti, se non marginalmente con addestramento delle forze ucraine, logistica ed intelligence. L’obiettivo della guerra, al di là della propaganda, non è vincere la guerra ma ritardarne la fine e prolungarla nel tempo. In tal modo si punta all’erosione del rivale geopolitico, la Russia.

La ricerca o il mero mantenimento di una situazione di vantaggio nella competizione strategica tra grandi potenze ha diversi aspetti . Si può ottenere potenziando il proprio potere, o indebolendo quello degli altri, anche se il proprio sembra non andare oltre. In ogni caso si produce uno squilibrio di cui dovrebbe avvantaggiarsi l’attore che si consuma di meno e andrebbe a scapito di quello che si logora di più. È una delle opzioni per ottenere l’egemonia. In questo caso, egemonia in Europa e invio di un messaggio di avvertimeto alla Cina.

Di fronte alla situazione di dover affrontare contemporaneamente Cina e Russia, l’opzione migliore per Washington è che uno dei due competitor esca da una guerra molto indebolito, anche se vince sul campo. In questa situazione gli USA sono arrivati al punto di dover affrontare contemporaneamente Russia e Cina (il che si aggrava se mettiamo lo stesso anche l’India e l’Iran nell’equazione ).

Ci sarebbero state altre possibilità, se la NATO non avesse sobillato ed istigato i suoi procuratori in Ucraina ma ormai era troppo tardi. Tuttavia a Washington non hanno fatto bene i loro calcoli ed adesso inizia a serpeggiare il nervosismo per una prossima vittoria russa sul campo. Un’altra batosta per il prestigio della potenza USA dopo l’Afghanistan. Si vede chiaramente che negli Stati Uniti non c’è abbastanza lucidità geopolitica.

6 Commenti
  • Aplu
    Inserito alle 14:27h, 02 Giugno Rispondi

    Ci hanno ingannato per anni, o almeno lo hanno tentato, avvalorando saggi e premiando opinionisti tutti dalla loro parte. Hanno emarginato studiosi e insegnanti universitari che non la pensavano come loro, hanno fatto di tutto per chiamare nero il bianco e bianco il nero. E gli Europei si sono lasciati anche loro prendere in giro in tutte le maniere. Del resto stare col potere paga, e, si sa, la categoria degli intellettuali è sempre stata quella popolata da più vigliacchi da che mondo è mondo. Gli adulatori di corte ci sono sempre stati ma mai come in questi ultimi decenni il potere economico ha comperato e fatto lavorare sedicenti scienziati che cambiassero le carte in tavola a tutti i livelli, dalla politica alla sociologia, alla biologia e anche alla scienza storica e persino a quella genetica. Un panorama mortifero, sonnacchioso e desolante come succede in tutti i regimi che asserviscono i cosiddetti “intellettuali”, perché se la voce dell’intellettuale non è libera, non c’è più fermento, non ci sono più scoperte, non ci sono più soluzioni di sorta per la storia umana.
    E la storia vedo che si ripete anche a distanza di millenni. Ad esempio l’impero Hittita conosceva l’uso del ferro, ma finché ci fu la sua dominazione, questo ritrovato, rimase nelle sue mani e sotto il suo controllo, e neppure c’era mercato in tutto il medioriente perché non lo permetteva per non avvantaggiare gli altri popoli che dovevano comunque acquistarlo da esso e solo da esso dato che dominava ogni sbocco ed ogni strada ed ogni mercato nella sua area di potere che andava ben oltre i suoi confini tramite gli stati tributari e vassalli. La stessa cosa avviene con certi ultimi grandi ritrovati della scienza che gli Americani tengono riservati e nascosti per favorire il consumo delle loro industrie e della forza della propria speculazione internazionale. E così come gli Hittiti cercavano e tenevano in casa propria gli artigiani del metallo impedendo loro di andare all’estero con la propria arte, così gli Americani reclutano o fanno sparire tutti gli scienziati migliori dei quali abbiano conoscenza, per avere loro il monopolio e la strategia di diffusione di qualsiasi nuova scoperta possibile. C’è una sorda e occulta guerra di spie e di furti e di rapimenti di scienziati che noi neppure ci immaginiamo. Per questo l’avvento armato di Russia e Cina che porterà prima o poi allo scontro e alla distruzione di una intera epoca e società, senza vinti né vincitori, permetterà con la caduta dell’America, di liberare risorse e ritrovati scientifici capaci di portare lo stesso avanti una prossima civiltà liberata ove idee e ritrovati circoleranno lo stesso, non più secretati dai più grandi ladri di civiltà e di sviluppo scientifico buono e veramente umano, impedimento che fa ristagnare da tanti decenni la civiltà umana, salvo che per quei ritrovati che siano monetabili e arricchenti la classe dominante statunitense e inglese, Probabilmente ritrovati anche a costo bassissimo capaci di liberare l’uomo da tanta costrizione e problemi finché dura il potere di pochi ai danni dei molti. Insomma la storia si scrolla di dosso ciò che la impedisce di vivere, e non parlo di un eterno progresso universale, che è facoltà umana di avere o non avere, ma di comunque nuove possibilità che ci saranno anche in una mondo dove siano scomparsi miliardi di abitanti. Forse un mondo nuovo, se l’uomo saprà approfittare della sua buona intelligenza e di un decente e provvido senso di solidarietà ritrovato.

    • Giorgio
      Inserito alle 19:32h, 02 Giugno Rispondi

      Ottimo, davvero ottimo commento APLU !

  • Luca
    Inserito alle 22:23h, 02 Giugno Rispondi

    Scusa Aplu, ma se tu domani avessi un idea geniale per creare qualcosa che ancora non esiste e che ti può’ rendere ricco , cosa faresti ? Registri il brevetto , e vivi di rendita o vai in Cina e consegni la tua idea alla prima ditta di magia cani a gratis , sperando che loro con la tua idea non si arricchiscano ma anzi , che da buoni samaritani la diffondano gratuitamente al resto del pianeta …..?

    • LN 2
      Inserito alle 23:22h, 02 Giugno Rispondi

      Non hai capito, gli Usa acquisiscono e nascondono le tecnologie innovative che potrebbero intaccare i loro business. Come con il covid, hanno spinto per il vaccino che non funziona piuttosto che studiare una cura, in quanto la cura la si può vendere solo ai malati mentre il vaccino si impone a tutti.

  • antonio
    Inserito alle 23:51h, 02 Giugno Rispondi

    è iniziato il domino del PetroRublo – bye bye yankee coca e virus – sono a secco

  • eusebio
    Inserito alle 21:18h, 03 Giugno Rispondi

    Un dato per definire il confronto tra Russia e Cina da un lato e i malandati USA dall’altro, nel 2021 nel settore cruciale dello spazio la Cina ha effettuato 55 lanci, gli USA 45, e molti con i motori russi per i lanciatori di satelliti USA Atlas V, e la Russia 25, ma solo perchè sta spostando le attività da Baikonur, nel poco sicuro Kazakhstan, al nuovo cosmodromo di Vostochnj sull’Amur.
    La Cina laurea un milione di ingegneri l’anno, ha innumerevoli centri di ricerca spaziale, mentre gli USA cominciano ad essere indietro in molte tecnologie, molti esponenti politici ed economici USA a partire dallo stesso Biden fino al presidente di Intel hanno visitato Taiwan, Corea del Sud e Giappone alla ricerca di accordi e tecnologie nel campo dell’auto elettrica e dei microchip dove gli USA sono drammaticamente indietro mentre la Cina comincia a primeggiare in quasi tutti i campi di scienza e tecnologia.
    Non è un caso che i mercati finanziari USA, e soprattutto il tecnologico Nasdaq, siano in continuo calo, si stanno afflosciando come un soufflè venuto male,
    Alla Russia gli stanno rompendo le scatole dal 1914, quando era un immenso impero con 170 milioni di abitanti all’80% slavi con un’economia in piena crescita, prima ancora della guerra a Vienna guarda caso si pubblicavano memorandum sulla scomposizione della Russia, con la Polonia destinata ad un Asburgo e stati baltici, Bielorussia e l’Ucraina, allora menzionata per la prima volta come possibile stato con questo nome, destinate a principi tedeschi come era già stato per Romania e Bulgaria.
    Stavolta la Russia con la granitica amicizia di una Cina in piena espansione, in Indocina con le ferrovie Kunming-Luang Prabang e Kunming-Mandalay e quella di prossima costruzione in Asia centrale Cina-Kirghizistan-Uzbekistan, nonchè nel Pacifico dove il ministro degli esteri Wang negli ultimi giorni ha effettuato una serie di visite e sottoscritto numerosi accordi economici e militari, ripristinerà la sua integrità territoriale.

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