Cambiamenti Geopolitici in atto con gli effetti della Pandemia

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di Luciano Lago

La diffusione della pandemia del Covid-19 non attenua le tensioni politiche sull’arena internazionale ma anzi le accentua. Non è una novità che l’Impero Americano cerca sempre un nemico da indicare all’opinione pubblica come malvagio e come minaccia per la “sicurezza nazionale”. La Storia degli USA presenta da sempre questa costante.
Il nemico è stato trovato nella Cina di Xi Jimping, accusata di essere la causa della pandemia che sta investendo tutto il mondo, di aver ritardato le notizie e di non essere stata trasparente.
Nel panorama internazionale emerge quindi la campagna di accuse e di diffamazione che l’Amministrazione USA sta conducendo contro la Cina, utilizzata come il capro espiatorio da parte degli USA per giustificare le gravi carenze e l’impreparazione che le autorità statunitensi hanno dimostrato nella gestione della pandemia.
Il paradosso è quello che gli USA, che da decenni conducono esperimenti di guerra biologica nei loro laboratori bio- militari sparsi in vari paesi, di cui mai hanno rivelato quale tipo di esperimenti e di attività conducano, accusano gli altri, in questo caso la Cina, di scarsa trasparenza.

Esercitazioni militari cinesi


Nel frattempo è trapelata la notizia che Israele era stata avvertita dall’intelligence USA a novembre di una pandemia potenzialmente catastrofica a Wuhan, in Cina, e apparentemente anche altri alleati degli Stati Uniti erano stati avvertiti, sempre a novembre, quando la Cina è venuta a conoscenza di questo problema di coronavirus al 31 dicembre.
Questa notizia era stata riportata dall’ABC News all’inizio di questa settimana e, naturalmente, l’amministrazione Trump lo ha negato. Non bisogna mai credere a quanto sostiene Washington fino a quando non sarà stato negato almeno due o tre volte. Quindi dovremo aspettare qualche altra negazione prima di poter essere sicuri che tale smentita sia credibile.
Tuttavia ci sono diverse fonti che confermano questa informazione e questo è piuttosto strano, dal momento che la Cina non era a conoscenza di questo problema in quel periodo. Lo ha sostenuto anche una televisione israeliana
Quindi, se i servizi di intelligence americani sapevano che una pandemia potenzialmente catastrofica si stava sviluppando a Wuhan, in Cina, a novembre, da questo si potrebbe supporre che gli stessi servizi di intelligence americani sapevano in anticipo cosa stava accadendo a Wuhan, in Cina, meglio dei cinesi . E l’unica spiegazione che si può trovare è quella che ci sia una mano USA nella diffusione del virus.
Ora, questo sembra una trama complottista, ma in realtà non lo è se capiamo come funziona la geopolitica, come avvengono le operazioni segrete. E se conosciamo già la completa mancanza di moralità ed etica normali tra i responsabili della politica estera, possiamo intuire perché è molto più che probabile che i servizi di intelligence americani siano in realtà dietro questa operazione, considerando che gli israeliani puntano il dito sugli americani, forse per voler scaricare parte della colpa in cui anche loro sono coinvolti – chi può saperlo. Certamente l’attacco all’Iran si spiegherebbe con una condivisione dell’ intelligence di USA e Israele.
In ogni caso, gli Stati Uniti avevano il problema di fermare ad ogni costo l’ascesa della Cina al rango di leader mondiale. Per ottenere questo risultato si può pensare che gli USA siano ricorsi ad un sistema di guerra biologica. Anche Pechino sta indagando e a breve o medio termine questo si saprà. Chi ha fatto questo ha voluto silurare l’intera economia globale e trovare un modo per spezzare le linee di approvvigionamento globali in modo che l’economia diventi meno globalizzata e i singoli paesi guardino altrove piuttosto che alla Cina per importare i loro prodotti.
Da questa motivazione si spiega la violenta campagna di diffamazione e di accuse che governo USA e media atlantisti stanno conducendo contro la Cina, con l’avallo delle forze politiche di ispirazione filoamericana, che non hanno mancato di cogliere l’occasione per accusare la Cina di colonizzazione e di essere un pericolo. Vedi Berlusconi e Salvini in Italia.

Aiuti dalla Cina all’Italia


Se la storia continua sulla tendenza che aveva prima del coronavirus, i cinesi saranno i leader economici del mondo nell’arco di un decennio o poco più. Non ci sono dubbi. E questo è assolutamente inaccettabile per i politici americani. Dovevano trovare un modo per far saltare in aria l’economia globale e in particolare per cercare di colpire la Cina. Sembra essere quello che hanno fatto.
Ora dicono che chiederanno un risarcimento alla Cina di centinaia o migliaia di miliardi di dollari per la diffusione del virus. Potrebbe essere una dichiarazione di guerra vista la sdegnata risposta di Pechino a tali accuse.
Quindi la propaganda americana anti-cinese diretta dai neocon negli Stati Uniti indica la responsabilità della Cina e invita gli altri paesi a prendere le distanze dal gigante asiatico ed interrompere i rapporti di cooperazione. La manovra è quella di usare questa falsa propaganda come pretesto per distruggere la leva economica della Cina sottraendo gli investimenti cinesi in società occidentali e cercando di smontare il sistema di commercio mondiale fra la Cina e il resto del mondo.
Tutto questo non può non portare ai soliti sospetti. Gli stessi circoli della elite di potere USA che, con l’11 settembre, hanno lanciato la loro guerra al mondo islamico come l’inizio dello scontro di civiltà, adesso puntano alla Cina come il pericolo di una potenza ed una civiltà che costituisce una minaccia per l’egemonia USA nel mondo .
Questa potrebbe essere in realtà la prima fase della terza guerra mondiale, poiché gli Stati Uniti colpiscono preventivamente la Cina non tanto con il virus stesso, ma soprattutto con la massiccia propaganda e, l’effetto storico che potrebbe manifestarsi, potrebbe essere una reazione uguale e contraria della Cina che mal sopporta di essere indicata dagli USA come la causa di tutti i mali.
Quello che si può preventivare è che questa strategia di attacco a tutto campo contro la Cina non sarà giustificata e, inoltre, qualsiasi tentativo degli Stati Uniti di fare pressione sulla Cina con l’aiuto delle sanzioni si trasformerà nell’effetto contrario; ogni volta, invece di provocare attriti interni, questo porterà al consolidamento della attuale leadership e al rafforzamento delle tendenze centripete e verticali in essa.
Tutto questo si accompagna ad uno scontro interno agli USA fra la fazione globalista capitanata dai Clinton/Gore/Obama sostenuti dal clan Rothshild/Soros e la fazione neoconservatrice ed evangelica dei Trump/Pence/Pompeo che punta a rompere il gioco della globalizzazione.
Gli interessi sono contrastanti ed a volte mescolati fra loro e non è chiaro quali siano le forze preponderanti in quanto sembra che Wall Street e l’apparato industriale militare in questo momento non vogliono uno scontro aperto con la Cina e a Washington stanno imparando onestamente nuove realtà.

Detto questo, per quanto riguarda le relazioni sino-americane, un’altra cosa c’è da osservare. La goffaggine e il dilettantismo di Trump negli affari internazionali non si manifestano così apertamente come nel caso della pressione sulla RPC. Il fatto che non solo il presidente sia persistentemente e coerentemente, ma anche l’establishment americano che gli fa eco, stia discutendo l’argomento della “responsabilità del PCC” – è una cartina di tornasole del loro primitivismo estremo.
Attaccando il partito al potere nella speranza di ricreare la messa in scena della fase finale della passata guerra fredda, sperano che la Cina ripeta gli errori e il destino dell’Unione Sovietica. E dimostrano la testardaggine dell’anticomunismo americano vecchia maniera, nella sua veste McCarthy, plebeo-antropologica, incapace di riconoscere alcune sfumature all’interno dell’apparato di potere nella RPC. In Cina non emergerà un Gorbaciov ed una Perestrojka ma piuttosto la vecchia filosofia confuciana prenderà il sopravvento nei rapporti fra le potenze.
Con la Cina tutto è diverso, così che Trump con la sua pressione si trova in ritardo di almeno otto, o addirittura da dieci a dodici anni. I cambiamenti associati all’arrivo al potere di Xi Jinping nel 2012 non sono stati facili, soprattutto nella fase di preparazione a questo passaggio di potere. E solo nella parte visibile della vita politica sono stati preparati dal 2007. Ma in realtà – anche prima. E quando finalmente avvenne il passaggio di potere, l’attuale gioco Trump era già perso molto prima che iniziasse e anche prima che Trump stesso apparisse nell’arena politica.

Pertanto, se l’attuale presidente americano e la sua squadra fossero lungimiranti e semplicemente più intelligenti, non avrebbero iniziato questo gioco. Sebbene non vi siano dubbi sul fatto che siano stati avvertiti al riguado delle possibili conseguenze.
Il gioco con la Cina da parte di Washington si sta facendo sempre più pericoloso e potrebbe ritorcersi inesorabilmente contro chi lo ha lanciato.

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