BREAKING: CASCHI BLU RUSSI UCCISI A COLPI DI ARMA DA FUOCO NEL NAGORNO-KARABAKH

Il 20 settembre, membri delle forze di pace russe sono stati uccisi vicino all’insediamento di Janyatag nel Nagorno-Karabakh, ha riferito il ministero della Difesa russo.

Le forze di pace russe stavano tornando in macchina dal posto di osservazione nella regione di Janyatag. La loro auto è stata bombardata con armi leggere, i soldati all’interno sono stati uccisi. Il ministero della Difesa non ha specificato quante persone siano state uccise e chi abbia aperto il fuoco.

“I rappresentanti russi e azeri degli organi investigativi stanno lavorando sul posto per chiarire tutte le circostanze dell’incidente”, ha detto il Ministero della Difesa.

Eventuali altri dettagli dell’incidente devono ancora essere rivelati. La regione di Janyatag si trova nella parte orientale del Karabakh. Ci sono due depositi situati vicino alla regione di Janyatag, incluso un deposito di rame-molibdeno e una miniera d’oro. Secondo rapporti non confermati, i depositi passavano sotto il controllo dell’Azerbaigian. Tuttavia, la presenza delle forze di pace russe nell’area ha sollevato dubbi sull’avanzata azera nell’area.

In precedenza, il Ministero della Difesa russo aveva annunciato che le forze di pace russe nel Nagorno-Karabakh continuavano a svolgere la loro missione, nonostante l’escalation. Le forze di pace russe stanno evacuando i civili dalle zone pericolose. Il comando militare del contingente russo di mantenimento della pace ha mediato l’accordo di cessate il fuoco tra Baku e le autorità dell’Arstakh. Il primo ministro armeno Pashinyan, sconfitto, ha affermato che se le forze di pace russe avessero fatto una proposta del genere, allora sarebbero pienamente responsabili della sicurezza degli armeni del Nagorno-Karabakh. In effetti, tutti i processi concordati dalle parti si svolgeranno sotto il controllo delle forze di pace russe. Includono il ritiro delle rimanenti forze armene dalla regione e la sua smilitarizzazione.

Fonte: South Front Press

Traduzione: Luciano Lago

5 commenti su “BREAKING: CASCHI BLU RUSSI UCCISI A COLPI DI ARMA DA FUOCO NEL NAGORNO-KARABAKH

  1. Uno degli aspetti inquietanti del cessate il fuoco è che i capi dell’Artsakh si devono consegnare agli azeri ed essere trasferiti a Baku, dove forse verranno torturati e giustiziati, magari sotto la supervisione degli agenti del mossad, di cui una delegazione era a Baku prima dell’attacco.
    L’iperattività dei servizi sionisti coincide con l’inasprimento della repressione degli arabi in Palestina, ne sono stati ammazzati sei nelle scorse ore, mentre gli agenti del mossad supervisionano l’uccisione di cristiani armeni e russi nel Caucaso, loro stessi ammazzano arabi musulmani in Palestina.
    Del resto lo sterminio degli armeni in Asia Minore fu voluto durante la WW1 dai ricchi ebrei che finanziavano il sultano, e con la cooperazione dei tedeschi che fornirono armi e camion, il Kaiser era completamente nelle mani dei grandi banchieri ebrei che odiavano i loro concorrenti armeni, sterminati perlopiù da milizie curde.
    Ritorna un pò tutto nella storia dell’ultimo secolo, ad esempio Prigozhin pare fosse ebreo da parte di padre, mentre Anatoly Chubais lo è da parte di madre, infatti in Israele ha preso il cognome della madre, pare che Putin lo abbia sfottuto dicendo che aveva preso il nome di Moshe Izrailovich.
    I talmudici sono scatenati, il loro golem USA è in declino irreversibile, non riescono a rovesciare i governi di Mosca, Pechino e Teheran, gli iraniani hanno sequestrato enormi quantità di armi ed altro materiale nel sud del paese da utilizzare nelle continue rivolte fomentate, l’ambasciatore sionista all’ONU ha sventolato la foto della ragazza curda morta durante un fermo di polizia a Teheran mentre parlava Raisi ma i funzionari ONU lo hanno quasi menato.
    Adesso pare stiano fomentando un colpo di stato in Georgia per aprire un secondo fronte nel Caucaso, in Ucraina l’offensiva ucraina langue, i profughi ucraini in Europa scappano in Russia, il regime quisling dei sionisti a Kiev traballa, mentre nella Palestina occupata le autorità hanno consigliato alla popolazione per le feste del Kippur e dei Tabernacoli di tenere le armi a portata di mano per il rischio attentati.
    La situazione economica nell’entità sionista è sempre più difficile, i soldati si vendono le armi, la polizia ha trovato un carro armato Merkava in un deposito di rottami di ferro, forse venduto dal suo stesso equipaggio, poi scappato all’estero per la fame.

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