"Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero". Proverbio Arabo

Bonus bebé e case agli immigrati: così i magistrati preparano l’invasione

di  Adriano Scianca

Lo abbiamo già visto sul fronte dei matrimoni e delle adozioni gay: dove la legge non è chiara, o addirittura dove è chiara in un senso sgradito a certi giudici ideologizzati, i tribunali intervengono attivamente per trasformare la società italiana nella direzione da loro arbitrariamente decisa. Con l’immigrazione sta succedendo la stessa cosa. Una delle ultime novità, per esempio, vede l’estensione del bonus bebè anche agli immigrati che non ne avrebbero diritto. Un disastro, perché si tratta di un vero invito alla sostituzione etnica: già fanno più figli di noi, se poi li incoraggiamo pure…

Per legge, infatti, il bonus prevede un contributo di 80 euro mensili ai genitori con reddito Isee inferiore a 25mila euro (diventano 160 euro con un reddito sotto i 7mila euro). Ne hanno però diritto solo i cittadini italiani, i cittadini di uno Stato dell’Unione europea e i cittadini extra Ue titolari di carta di soggiorno di lungo periodo, non gli altri immigrati, compresi quelli con “permesso unico lavoro”. Sempre più sentenze, tuttavia, stanno forzando questo punto.

I nuovi cittadini italiani
I nuovi cittadini italiani

I tribunali di Bergamo e quello di Brescia si sono già espressi, ritenendo che la norma violi i soliti, maledetti regolamenti europei. E alla fine persino l’Inps di Milano si è arresa, concedendo il bonus, prima della sentenza, a un pizzaiolo turco titolare solo del “permesso unico lavoro”. È il primo caso in Italia. Purtroppo non sarà l’ultimo. Qualche giorno fa, invece, avevamo parlato di quel magistrato di Modena che ha sdoganato la possibilità del ricongiungimento familiare anche per gli immigrati senza lavoro che vogliano farsi raggiungere da parenti, anch’essi senza reddito. C’era stato il caso di una ragazza albanese, senza lavoro, che aveva ottenuto il ricongiungimento del marito, anch’egli albanese e disoccupato, perché secondo i giudici ai fini della capacità di sostentamento doveva essere calcolato “anche il reddito annuo complessivo dei familiari”.

Ti diamo il bonus bebè, ti facciamo venire anche se non hai un lavoro, cosa vuoi di più? Una casa popolare? Pronti. I vari regolamenti cittadini o regionali che hanno tentato, negli anni, di imporre punteggi supplementari per gli italiani in graduatoria si sono dovuti scontrare con i soliti magistrati e con le solite direttive Ue.

Quando il Comune di Genova ha introdotto un punteggio aggiuntivo legato al solo requisito della cittadinanza italiana, il Tar ligure ha stabilito che “va considerato integrante gli estremi del comportamento discriminatorio sanzionato dall’art. 43, d.lgs. n. 286 del 1998 l’attribuzione, nell’ambito delle graduatorie per l’assegnazione di alloggi di edilizia residenziale pubblica, di un punteggio aggiuntivo in ragione esclusivamente della cittadinanza italiana del richiedente”. Il Tribunale di Milano, il 21 marzo 2002, ha emesso una sentenza simile. Insomma, la politica – che già, spesso, ci mette del suo – è praticamente commissariata dai magistrati. Che, anziché far applicare le leggi, le forzano. Contro gli italiani.

Fonte: Il Primato Nazionale

Vedi anche:  Dal Consiglio di Stato l’obbligo di accogliere i migranti: “Milano meglio della Bulgaria”

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  1. Umberto 12 mesi fa

    Certo, ovvio, scontato, ma soprattutto splendidamente vero: per questo puro motivo va detto e ridetto, con il coraggio di chi dice il vero nel tempo del pieno potere della Menzogna.

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  2. nessuno 12 mesi fa

    Salve, alcuni anni addietro avevo deciso di accettare una proposta di lavoro in
    Africa, una esperienza a dir poco catastrofica, partito con la mentalità del siamo
    tutti uguali e fratelli si è presto trasformata in un sentimento di incompatibilità
    e di malessere nel trovarmi attorniato da gente diversa, diversa in quasi tutto,
    nella Religione, nei comportamenti, nei valori morali nei fatti e gesta di tutti i
    giorni, arrivato alla conclusione del contratto sono rientrato con il proposito
    di non rimetterci più piede, troppa diversità tra noi e loro, e adesso me li ritrovo
    a decine di migliaia nel mio Paese e in aumentazione costante, per non rivivere
    la situazione del passato di convivenza con loro, dovrò espatriare?

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    1. Umberto 12 mesi fa

      Qualche lustro fa, la razionalità non ci avrebbe nemmeno fatto porre tali domande a noi stessi. Da un po’ tempo a questa parte, la stessa domanda rimbomba con cupo dolore allo stomaco. Io non so darti una risposta, ma posso dirti che, ovunque sarai, non dovrai mai perdere la tua vera identità di cristiano figlio di Dio, non consegnandoti mai nelle mani di Satana. Non è facile, le più subdole tentazioni sono proprio quelle che ti promettono salvezza in cambio di condizioni, di cose, di persone e di luoghi, appunto, di questo mondo. L’ unica vera salvezza è altrove, e la si ottiene credendoci con convinzione, non a parole.

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      1. Umberto 12 mesi fa

        E altrettanto ovviamente qualcuno con la coda di paglia ci vede qualcosa di strano e subdolamente gioca in favore della peggiore casta massonico-satanica d’ Italia: la magistratura, il terzo potere, quello giudiziario, che insieme e complice di quello esecutivo, si prostra al comandante supremo padrone degli usurai e assetato di sangue togliendo completamente spazio a potere legislativo, che non ha più voce in capitolo. Come quelli che bollano e giudicano terroristi i bambini della Siria ed eversivi quelli che scrivono le cose che scrivo io…….stessa pasta. Stesso fango. Medesimo ciarpame.

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  3. Anna 12 mesi fa

    Sono sempre più inorridita da quest’Italia…

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  4. paolo 12 mesi fa

    Bene: Che affondi litalia con tutti gli italiani (che non sanno e non vogliono difendersi) Ma il peggio deve ancora da venire, considerata la dissennata politica perseguita dai nostri governanti con l’aggressione NATO alla Russia. (manderanno i nostri maschietti LGBT in mutande e lustrini a difenderci?)

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