"Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero". Proverbio Arabo

Bloomberg. Gli Usa non sono più la potenza leader nel mondo

NEW YORKUno dei risultati più importanti dell’amministrazione del presidente uscente Americano Barack Obama è che gli Stati Uniti non sono più la potenza leader nel mondo.

Le nuove realtà possono ignorare l’America, scrive l’editorialista di Bloomberg Leonid Bershidsky.
All’avanguardia della nuova tendenza c’è la Russia: all’inizio della scorsa settimana i ministri degli Esteri di Russia, Iran e Turchia si sono incontrati a Mosca per discutere i piani sulla Siria. Gli Stati Uniti non sono stati invitati all’incontro, rileva il giornalista.

Dopo i colloqui i ministri hanno adottato una dichiarazione congiunta, secondo cui i Paesi da loro rappresentati sono pronti a diventare i garanti del futuro accordo tra il governo siriano e l’opposizione.
Nella dichiarazione si osserva inoltre che tutti gli altri Paesi “influenti nella situazione in Siria” possono aderire all’iniziativa. “La Russia non è contro il dialogo con gli Stati Uniti, ha più volte intavolato negoziati con gli Stati Uniti con al centro la Siria. Ma non ha funzionato, anche per il fatto che l’amministrazione Obama non ha mai mostrato unità sulla questione se trattare o meno con Putin, osserva Bershidsky.

La situazione in Siria ha convinto molti leader del Medio Oriente che Putin è maggiormente interessato, quindi è un partner più importante.
Vale anche la pena ricordare che la Brexit, votata dai cittadini britannici nonostante gli appelli di Washington, ha aggiunto l’editorialista.

Un altro paese autoritario, la Cina, non solo ha ignorato le richieste statunitensi di fermare i progetti di bonifica nelle isole Spratly, contese nel Mar Cinese Meridionale, ma anzi ha proceduto apparentemente militarizzare quelle isole che rivendica come proprio territorio. Non è stata ancora attaccata da navi statunitensi o aerei nella zona, ma sequestrando un drone sottomarino degli Stati Uniti, la scorsa settimana, ha mostrato che potrebbe intercettare e neutralizzare i mezzi di interferenza degli USA.

Qualche cosa di simile è accaduto con il Regno Unito anche se di livello diverso. Il pubblico britannico, naturalmente, ha ignorato anche gli avvertimenti degli Stati Uniti quando ha votato per Brexit
Ora il governo britannico, un alleato chiave degli Stati Uniti in Europa, continua ad ignorare gli interessi dell’America, ostentando incertezza sul futuro degli accordi con la UE.

Altri membri dell’Europa hanno una posizione meno filo-americana del Regno Unito, pertanto l’influenza degli Stati Uniti in questo blocco è in declino. “Con Obama si è avuta l’impressione che gli Stati Uniti siano un Paese interamente focalizzato sui propri interessi. A volte vengono presentati come “valori”, ma gli Stati Uniti non sono disposti a fare di più per proteggerli.

Risulta che gran parte del mondo non condivide i “valori” degli Stati Uniti, gli Stati Uniti sono anzi sospettati di ipocrisia, e l’accusa più diffusa è quella di arroganza.
L’America riesce a guardare negli occhi degli alleati allo stesso tempo sia passivamente che aggressivamente, rileva Bershidsky.

Fonti: Bloomberg.com

Pars Today

 

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  1. Umberto 9 mesi fa

    Io non credo esista la certezza dell’ innesco di un meccanismo volto al declino vero e proprio dell’ impero sionista; penso, più che altro, ad un fatto innegabile, adesso notorio e conclamato, vista la battuta d’ arresto, sulla via di Damasco, di una campagna del terrore – una parte di essa – ben pianificata e principiata, nella vita reale, nel settembre del 2001, col golpe messo a segno dalla fratellanza musulmana in combutta con i più grossi gangster della Nazione: armi, droga, petrolio ed energia, tratta degli schiavi, mercato nero degli organi, e infine geopolitica dell’ impero del denaro. E questi sono dati di fatto. E’ pur vero, infatti, che al momento dell’ incipit non vi fosse un contrappeso sull’ altro piatto della bilancia, e ciò si è protratto fino a quando, appunto, Vladimir Putin ha fatto notare persino educatamente che l’ ago della stessa era tornato al centro. Ma, si sa, avere a che fare con delinquenti imbroglioni col vizietto del tradimento e dell’ omicidio, non può portare a sinceri patti e risultati. I passi falsi e le soste forzate al programma di annessione globale, non sono novità: basti pensare solo al Vietnam, come mero esempio e disgiungendo le due circostanze per tutto il resto.
    Tutto ciò premesso, tuttavia, occorre sottolineare l’ assoluta necessità vitale, in particolare del Stati Uniti d’ America e in generale di tutto il seguito (geograficamente e politicamente parlando, senza considerare il capitale, che è invisibile e non ha fissa dimora, per cui ogni scenario può precipitare e capovolgersi naturalmente), di attingere continuamente alle altrui ricchezze e risorse, sia per mantenersi in essere, sia per accumular bottino. Le due condizioni appena menzionate costituiscono l’ anticamera del risultato visibile sulla carta e cioè l’ espansione territoriale. Ora, posto che, per esaurimento della forza o per completamento del progetto avendo “conquistato” tutto il mondo, il ciclo dell’ impero deve giocoforza avere un punto di arrivo, si può affermare che la battuta d’ arresto sopra menzionata, ossia la sconfitta in terra di Siria, considerati gli investimenti, le difficoltà incontrate, la credibilità scommessa anch’ essa nella partita e miseramente perduta, significhi, molto probabilmente, che il culmine è stato raggiunto e il declino è iniziato. Pertanto, ancora una volta, quell’ antico piano distruttivo si è inceppato, e non sarà per tramite del “secolo americano” che troverà compimento. Potrebbe essere un’ altra la potenza verso cui migreranno i soliti senza patria e senza dio, per ricominciare quel folle cammino verso l’ inferno.

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  2. Umberto 9 mesi fa

    O, forse, quel clan di usurai sta per precipitare in burrone senza fine. Che Dio faccia si che si compia ciò che si deve compiere: stiano pur certi, tutti quanti, lorsignori inclusi che sperano di sfangarla, che pagheranno per ogni granello di sabbia annientato in questo mondo, perché solo in questo paese dei balocchi si fanno sconti e regalìe agli assassini. Non altrove.

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    1. Marco 9 mesi fa

      Speriamo si levino dalle palle dall’Italia con le loro 113 basi militari in tutto il territorio nazionale, per forza abbiamo politici beoti, corrotti e cacasotto. Onore a Borsellino e Falcone, gli unici che si sono opposti alla tirannide usisrailiana
      Ed inglese.

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      1. Umberto 9 mesi fa

        I due probi servitori dello Stato da te citati sono un emblema indubbio. A quegli eroi (e questo è un caso in cui, per fortuna, non si abusa del termine, consolidando una prassi vergognosa) se ne aggiungono molti altri, nella maggior parte dei casi tutti già morti, ovviamente, e alcuni si annoverano anche nella politica, un tempo ricca di geniali protagonisti del panorama virtuoso mondiale. Purtroppo, bisognerà aspettare che la storia venga riscritta sulla verità, e onestamente posso dire che ci si sta incamminando verso la giusta strada, noi che vediamo e non tacciamo: siamo troppo pochi, ancora, ma cresceremo, di numero e di peso. Le granaglie, alla fine di un lungo viaggio in nave, verranno scaricate misurandole staio per staio come all’ imbarco e allora si noteranno gli ammanchi e si individueranno i mascalzoni camuffati, basti frugando nelle loro tasche e osservando le loro mani, tanto è il sangue che non sparisce tutto coll’ acqua, come tanti i chicchi di grano che non cadono completamente rivoltando gli abiti.

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        1. Giorgio 9 mesi fa

          Non vorrei sembrare dissacrante ma ritengo i Nostri due degli ingenui, come potevano pensare di operare all’interno del mulino senza infarinarsi?
          Cioè avevano a disposizione le chiavi per aprire ogni armadio conservante scheletri intatti e credevano di non pagare pegno?
          Non ci credo, certe volte, nostro malgrado, dobbiamo soccombere.

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          1. Tania 9 mesi fa

            Ma infatti è proprio per questo che sono degli eroi, perché sapevano che entrando nel mulino si sarebbero infarinati, se non entravano per non infarinarsi mica sarebbero stati degli eroi, altro che ingenui, sono stati due uomini coraggiosissimi e speciali, due immensi uomini a cui va tutto il mio rispetto.

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  3. Giorgio 9 mesi fa

    L’articolo quinto recita che. “chi ha i soldi ha vinto”.
    La Cina detiene gran parte del debito pubblico yankee e non viceversa, quindi chi è il più forte?

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    1. Umberto 9 mesi fa

      Diaciamo che sono legati a doppio filo, ma sono convinto che tra i due, quello con l’ acqua oltre la gola sia lo zio Sam.

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      1. Giorgio 9 mesi fa

        Ok, l’interesse dei due coincide, quindi conviene farsi galleggiare a vicenda, dal momento che se uno dei due affonda trascina con se anche l’altro, quindi occidente ed oriente si sostengono l’un l’altro e la terza via dove sta?

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        1. Umberto 9 mesi fa

          No, non credo. Da quel punto di vista, secondo me, gli Stati Uniti collasserebbero senza per forza trascinar dietro la Cina, o comunque non del tutto (anche se, in tutta onestà, non è che mi strappi via le lacrime un eventuale crollo della Cina, che mi spaventa e mi inquieta: quella è gente che continua a riderti in faccia facendo finta di non capire niente mentre con una mano ti porta via un rene). Sappiamo bene tutti che USA e Cina potrebbero avere intese molto più profonde di quelle che si sussurrano o dichiarano, e ciò comporterebbe una situazione ancora più delicata, in primo luogo per la Russia. In definitiva, comunque, USA e Cina possano anche andare alla malora. Occidente e Oriente non sono quelle prigioni lì, culturamente discorrendo. Io sono fermamente convinto che una vera rivoluzione che abbia cause ed effetti sinceri, possa condurre ad un pianeta migliore solo ed esclusivamente se tale movimento rivoluzionario disarmi l’ impero sionista della sua offesa micidiale, ossia il denaro, passando successivamente a fil di spada ogni suo elemento fintanto che non resti una sola goccia di veleno capace di infettare nuovamente l’ umanità. Allora ci si troverà innanzi un immenso lavoro e sacrificio per la ricostruzione di tutti i valori e le virtù distrutte negli utimi secoli e comunque da sempre, e il ritrovamento di tutti quegli altri che sono rimasti da tempo immemore nascosti, sempre e solo dai soliti noti. In quel momento ci si potrà realmente definire liberi perché Satana non potrà più contare in anime corruttibili, quali quelle cui mi riferisco in precedenza sono grandemente.

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          1. Umberto 9 mesi fa

            “sono grandemente” non so da dove sia sbucato sulla tastiera

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          2. Giorgio 9 mesi fa

            Gli ebrei, non gli sionisti, hanno un’altra origine rispetto alle altre genti, quindi temo che sarà impossibile disfarsi di loro, almeno che non intervengano entità superiori.
            La Bibbia va letta in filigrana.

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        2. Tania 9 mesi fa

          Ma infatti personalmente ad esempio degli ebrei me ne strafotto, non li considero che dei furbetti quando altro non sono che una parte dei 7 miliardi di esseri umani che popolano questo pianeta, per cui dicano pure di essere tutto quello che passa loro per la testa, chi se ne fotte, c’è libertà di parola, altro è se rompono le scatole…
          Se sono qualcosa di “speciale” benissimo, venga il “babbo” di noi tutti personalmente a dircelo, eh eh eh
          Fino a quel momento sono FUFFA PAROLAIA! Che per essere quello che diciamo di essere ci vuole il consenso degli altri, altrimenti di che cavolo stiamo parlando?

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          1. Umberto 9 mesi fa

            Ciao, ti rispondo all’ altro commento, perché non mi da la possibilità sotto lo stesso: si, esatto, possono chiamarsi eroi ed eroi sono davvero, appunto per aver continuato il loro lavoro certosino, rispettando tutte le regole del gioco, pur conoscendone il prezzo e soprattutto avendo piena certezza, ad un certo punto, dell’ imminente eliminazione. Cari Tania, Giorgio e tutti voi “amici” e forse un giorno amici, l’ Italia, nel 1992, era sul punto di sigillare il suo grandissimo passo in avanti contestualmente allo sganciamento dagli alleati atlantici, di fatto “sancito” dalla caduta del muro di Berlino. Ciò che è stato fatto, da una parte lo smantellamento – parziale – della politica italiana, troppo valida e intenzionata fermamente a riprendersi la Nazione; dall’ altra il suicidio – parziale – in funzione catartica e trasmigratrice di quella parte di mafia dal ’45 telediretta da New York, mentre veniva spazzata via quella che rappresentava direttamente l’ altra faccia della medaglia del sistema “italianista” smantellato per mezzo di una pagliacciata che onestamente si sarebbe dovuta soffocare nel sangue, visto il chiarissimo intento eversivo e sovversivo. Salvo poi borbottare, proprio chi avrebbe avuto il maggior dovere e potere d’ intervento, qualche mese prima della sua dipartita, il suo rammarico. E i suoi numerosi rimorsi di coscienza, aggiungo io. Ecco, i politici che avevano in pugno la storica occasione, avrebbero dovuto dimostrare la stessa tenacia di Falcone e Borsellino, e adesso le cose starebbero in maniera ben diversa. Ma, purtroppo, tra le indubbie e non poche qualità della classe politica di allora, mancò il coraggio. L’ unico che ne aveva fece anche lui una brutta fine, e perdipiù ad infamia perpetua del nome. Fino a quando non si sa ma si spera presto.

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  4. Umberto 9 mesi fa

    Ma no, infatti ho sempre inteso dire, come spesso ho affermato, i sionisti come coloro che si dicono ebrei e non lo sono. Siamo lì, ad un passo, ma a volte non ci vediamo. Mi capita e ci capita perché manca l’ elemento essenziale di un dialogo o di un confronto, anche se duro: poterlo fare di persona. Quando lo si fa a distanza (d’ altronde l’ unico modo per farlo a distanza è questo, o almeno il più completo, comodo e veloce (nonché controllato, ma andiamo oltre), a volte non ci si comprende da subito. Secondo me è davvero una questione di gesti, espressioni, sguardi, toni. Tornando a noi: loro, loro, quelli lì che…ci siamo capiti…

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    1. Giorgio 9 mesi fa

      Nel 1992 erano già 10 anni che N. Andreatta e C.A. Ciampi avevano regalato l’Italia ai famelici sionisti, Umberto, perciò non mi sovviene a quai politici lei faccia riferimento; addirittura G. Napolitano è stato premiato con la presidenza della repubblica, Gava, Scotti e Mancino li hanno tenuto il sacco.
      Quanto alla mafia -parola d’origine inglese- è un’invenzione della corona d’Albione, quindi hanno fatto tutto in casa.
      Se non si è padroni della propria moneta la vita ha un destino tapino.
      Ribadisco che i Nostri due erano fondamentalmente ingenui perché non hanno saputo usare gli strumenti che lo stato aveva messo loro a disposizione, strumenti a disposizione anche del generale C.A. Dalla Chiesa, accomunato ai primi nella soluzione finale.
      E’ doveroso studiare un po’ di storia per capire che gli ebrei/sionisti hanno trasformato le conoscenze esoteriche egizie in manovre di magia nera.
      Rispetto le sue idee e quelle di Tania ma non le condivido. Può essere che dietro al mantello rosso agitato davanti agli occhi del toro ci sia qualcosa d’altro.

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      1. Umberto 9 mesi fa

        Quando Andreatta & Co. condussero in porto quell’ infamia di “divorzio” tra Banca d’ Italia e Tesoro, si era in pieno regime transatlantico, tanto è vero che l’ accordo fu fatto in piena crisi petrolifera, concretizzandolo qualche ano dopo, come ricordi tu, Giorgio, nei primi anni ’80, precisamente nel momento in cui passò al potere l’ ala militare di Cosa Nostra a discapito di quella “politica” guidata da Stefano Bontate, che oltre ad essere il pezzo più grosso del momento, era anche massone di 30° iscritto alla famigerata loggia Camea di Palermo (per intenderci, quella del principe Alliata, di Miceli e di altri personaggi i cui nomi mettono i brividi), nonché diverse altre, soprattutto coperte e tutte di rito scozzese antico e accetato. Non mi riferisco ad alcuno dei nomi da te citati, che posso annoverare nel nugolo di traditori, più che altro. E’ negli anni di Craxi che l’ Italia ha fatto passi da gigante, è uscita egregiamente dalla parentesi del terrorismo dimostrando di saper essere protagonista della geopolitica del mediterraneo, organizzando il golpe “medico” in Tunisia (fiore all’ occhiello della politica estera di Craxi), che depose Bourghiba e pose Ben Alì a capo dello Stato tunisino bruciando sul tempo la Francia, che stava per mettere il suo fantoccio alle elezioni che di lì a poco sarebbero seguite. Quanto alla moneta, dal momento che non sei uno sprovveduto, conoscerai certamente le intenzioni di Craxi, avallate apertamente da Andreotti e da tutti coloro i quali furono esautorati per mezzo di “tangentopoli” (il solo nome fa vomitare, come quelli che condussero le marionette PM, certi L.V. G.N. N.M. C.C. ed altri assassini in combutta – anche, non solo – con gli inglesi da te correttamente citati), e cioè il progetto a medio termine, che avrebbe avuto termine e totale compimento nel 1994-95, e che sarebbe passato per la “lira pesante”, col conio di una moneta d’ argento del valore di 5000 lire, per poi introdurre monete da 10000, 20000, 50000 e 100000 lire, e l’ ambizioso progetto di riportare la moneta sotto la proprietà dello Stato e sotto il possesso del portatore. Si, Giorgio, l’ Italia, ad elezioni appena stravinte col oltre il 52% dall’ alleanza democratico cristiana con i socialisti, i repubblicani ecc., che avrebbero portato nuovamente Craxi a Palazzo Chigi per suggellare il ritorno dell’ Italia al vertice delle competizioni, avendo dimostrato di essere arbitro politico e diplomatico indiscusso nel mediterraneo. In tutto questo contesto, la nostra nazione aveva scalato la classifica dei Paesi industrializzati, arrivando al 5° mondiale surclassando addirittura la Gran Bretagna. L’ Italia andava fermata, e agli sciacalli stranieri aprirono le porte i comunisti, il PCI, che nel frattempo si era guardato bene di cambiare il nome e il simbolo per poter esser presentabile dopo il colpo di mano. De Benedetti al timone, Prodi alla sala macchine, D’ Alema all’ artiglieria, Ciampi a tessere ragnatele intrise di sangue e veleno. La caduta del muro di Berlino, che doveva segnare la rinascita del Tricolore, decretò la sua morte. Quanto a Falcone e Borsellino e a Dalla Chiesa da te citato, non capisco a quali pieni poteri ti riferisci. Ci si fecero le vignette sui giornali riguardo ai “pieni poteri”. Per rimanere in tema giudiziario, solamente i bastoni tra le ruote che i due dovettero spezzare, furono per la maggior parte messi proprio nei palazzi di giustizia e soprattutto a Palermo, ove i pezzi grossi del Tribunale e della Procura erano, guarda bene, iscritti alla loggia Camea. E ho detto tutto. Falcone e Borsellino erano tutto fuorché ingenui, e nonostante ci siano andati coi piedi di piombo, non avrebbero potuto fare fine diversa. Semmai, mi troverei d’ accordo se mi dicessi che forse avrebbero dovuto aprir bocca un po’ di più. Avrebbero dovuto. E invece si resero conto troppo tardi che di tutto il fango che c’ era in Italia, un buon 50% lo avrebbero potuto vedere già nelle stanze accanto e nelle strutture ove prestavano servizio. La prima vergogna d’ Italia è proprio quel che viene detto “terzo potere”?

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        1. Giorgio 9 mesi fa

          Ottima disquisizione la sua, Umberto, ma resto della convinzione che Craxi, il gen. Dalla Chiesa, Falcone e Borsellino avrebbero potuto fare altri mestieri, gli artigiani ad esempio, ce n’é tanto bisogno.
          Quando si va alla guerra non si possono usare i guanti, anzi si devono usare tutte le armi ed i mezzi a disposizione, se non lo si fa si resta degl’ingenui. I fatti dimostrano che sono stati dei perdenti, hanno usato il fioretto contro chi usava la mannaia.
          Non voglio apparire cinico ma pragmatico facendo mio il dettato evangelico: “Dai frutti li giudicherete”.

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        2. Tania 9 mesi fa

          Come italiana fuori dalle stanze del potere, come italiana elettrice, avevo una ben diversa sensazione sulle cose che succedevano da come le descrivi, comunque carissimo Umberto, che sei sempre carinissimo, noi italiani eravamo esclusi dalla lotta di potere, adesso mi rendo conto che si stava meglio quando si stava peggio, ci vorrebbe il senno del poi, ma come si fa…
          Io odiavo Craxi, e anche Andreotti, mi chiedo come mai ho sempre odiato i nostri governanti tutti fuorché uno, Prodi, il GRANDE TRADITORE…

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