Binario Unico e “Pensiero Unico”, le due tragedie italiane

di Luciano Lago

Lo schianto tra due treni nella campagna tra Andria e Bari sembra sia uno dei peggiori incidenti ferroviari avvenuto in Italia dal dopoguerra. Sconcerto per le circostanze della strage: un possibile guasto ai computer che gestiscono il transito lungo il tratto a binario unico che corre in aperta campagna“, tuttavia è accertato che le comunicazioni su questa linea avvengono per telefono.

Il  “binario unico”

CORATO (BARI) – Tutti i telegiornali ed i siti internet seguono a dare le informazioni sul grave incidente ferroviario avvenuto in Puglia: uno scontro fra due treni della società privata Ferrotranviaria che gestisce la linea Ferrovie Bari Nord, avvenuto questa mattina, tra Ruvo di Puglia e Corato, in aperta campagna, su un binario unico: un impatto frontale e “violentissimo”, che ha un bilancio molto pesante: 25 le vittime accertate e molti feriti ricoverati tra Andria e gli altri ospedali di Bisceglie e Barletta.“

Costernazione di molta parte dell’opinione pubblica  che realizza soltanto adesso l’esistenza di una vetusta linea ferroviaria a binario unico analoga a quelle realizzate nel 19° secolo che non è la sola ma caratteristica in molti parti del sud, dalla Calabria alla Sicilia alla Puglia (ma anche in alcune tratte locali al Nord).
Sul tratto, a binario unico, non sono previsti scambi e, per quanto il sistema si presuma computerizzato, sembra che da una delle due stazioni non sia arrivato il segnale di stop per uno dei due treni, treni di pendolari soprattutto. “
In sostanza si apprende che, mentre i governi che si alternano in Italia discutono ancora sulla TAV, un opera costosissima di alta velocità considerata inutile, costosa e superflua, una parte dell’Italia, il Mezzogiorno, si ritrova con infrastrutture ferroviarie tipiche dei paesi del 4° mondo.

La domanda di alcuni analisti è la seguente: Si potevano fare investimenti in infrastrutture al sud da parte di Governi che, firmando il “Fiscal Compact”, il pareggio di Bilancio, (per adeguarsi all’Europa) si sono castrati da soli sulla possibilità di investimenti pubblici per infrastrutture? Risposta no! 

Se ne accorgono però soltanto adesso, prima non sapevano o ignoravano che il Mezzogiorno d’Italia (e non solo quello) pullula di clientelismo e di sprechi ma si trova in totale assenza di infrastrutture moderne e nelle reti dei trasporti e in tutti gli altri settori. D’altra parte da Bruxelles e dagli adepti della sinistra mondialista è stato imposto una forma di pensiero unico: “ce lo chiede l’Europa e bisogna adeguarsi”. I politici italiani di sinistra e di destra si sono subito adeguati.

Tutto il resto, l’interesse nazionale ad ammodernare il paese nelle infrastrutture, spendendo a debito e creando nuova occupazione, era ed è un concetto totalmente assente nelle classi politiche di sinistra e di destra che si sono alternati al Governo. Prevale l’ideologia economica neoliberista che vede il primato delle leggi del “mercato” e delle privatizzazioni.

Il Pensiero Unico

Che cosa sia il Pensiero Unico lo abbiamo scritto varie volte: Si tratta di quella ideologia progressista, moderna, al passo con i tempi che ha eliminato i vecchi tabù economici e metapolitici che una volta erano presenti nella coscienza di chi doveva amministrare e sono stati sostituiti con altri concetti più moderni, avanzati e di rilevanza sociale ed economica.

Viviamo in un mondo aperto e globalizzato e non si può certo rimanere ancorati al proprio paese, alla propria realtà locale ed alla cultura del posto (ci dicono) ma bisogna aprirsi mentalmente ai nuovi concetti che arrivano da fuori, non si sa bene da dove ma quasi sempre dall’”Amerika”, dalle “democrazie avanzate” e dagli esperti di etica, dai grandi sociologhi e dai “maitre a penser” d’oltralpe, questo è quanto predica l’ideologia mondialista  della globalizzazione.
Il cittadino che pensa e vorrebbe farlo con un proprio metro di giudizio che gli deriva dalla sua estrazione e dalla sua cultura, si sente invischiato, avviluppato in questa nuova ideologia che inibisce qualsiasi pensiero ribelle che lo vuole omologare ai concetti prevalenti a prescindere da qualsiasi obiezione.

Si vive un epoca dove sono cadute le vecchi ideologie, dopo la caduta del muro di Berlino, trionfa invece quale ideologia diffusa e professata il liberalismo o meglio ancora la concezione neo liberale che risulta quella trionfante, basata sul dogma del libero mercato. Tutti i personaggi pubblici si proclamano liberali o quanto meno a favore del libero mercato e guai a contraddirli, si passa per retrogradi o nostalgici del veterocomunismo o dell’autarchia fascista. Quindi non esiste spazio per l’intervento dello Stato che dovrebbe investire in opere pubbliche spendendo risorse (che non possiede perchè ha ceduto la facoltà di battere moneta) ed aggravando il suo deficit, visto che dovrebbe chiedere i soldi in prestito entità bancarie internazionali. L’intervento dello Stato viene considerato obsoleto dagli economisti neoliberisti che inorridiscono al solo pensiero di uno Stato inteventista, d’altra parte l’Europa non ce lo permetterebbe.

Il mercato è una specie di entità superiore la cui mano invisibile corregge le deviazioni ed asperità dei provvedimenti economici, i mercati finanziari in particolare sono talmente onnipotenti da determinare da soli l’orientamento generale delle economie, il livello dei prezzi, la competitività e l’andamento dei profitti per le grandi imprese. Certo non possono ammodernare le infrastrutture ma si può affidare il compito al mercato ed ai nuovi gestori, se ne hanno voglia, nel ruolo di investire ed ammodernare le infrastrutture.

Se ci chiediamo in che cosa consiste il pensiero unico dobbiamo considerare che questo è in concreto la trasposizione in termini ideologici che si pretendono universali, degli interessi di un insieme di entità economiche e specialmente di quelle del grande capitale finanziario sovranazionale.

Le sue principali fonti si trovano nelle grandi istituzioni internazionali come l’ONU e organismi collegati come l’UNESCO, UNHCR, FAO, ecc., l’Organizzazione per la cooperazione e sviluppo economico (OCSE), il Fondo Monetario Internazionale (FMI), la Banca Mondiale, l’organizzazione per il commercio mondiale (WTO), la Commissione Europea, il sistema (cartello) delle banche centrali, tutti organismi che finanziano ONG, centri di ricerca, università e fondazioni chiamati a sviluppare le idee e le iniziative tutte collegate al pensiero unico ed all’ideologia mondialista propria di queste organizzazioni.

I concetti di questo pensiero unico e dell’ideologia mondialista vengono diffusi attraverso tutti i principali media ed in particolare quelli anglosassoni di informazione economica come l’Economist, il Financial Times, il Wall Street Journal, agenzie come Reuters, CNN, ecc. Tutti concetti ripresi dalla stampa nazionale ed europea e fedelmente fatti propri dagli opinionisti di Repubblica, del Corriere della sera, della Stampa, ecc. dalle principali reti televisive, tutti media di proprietà dei principali gruppi industriali e finanziari.
Il fondamento del pensiero unico, oltre all’ideologia liberale e neo liberista, è il concetto del primato dell’economia sulla politica, di conseguenza dell’importanza del giudizio dei mercati prima di qualsiasi altro. Una politica fatta da un governo può essere positiva se incontra il favorevole giudizio dei mercati e negativa se invece viene giudicata non conforme e incontra lo sfavore di questi che si manifesta il più delle volte con un declassamento delle onnipotenti agenzie di rating che sono tutte consociate con le principali banche d’affari (guarda caso).

Il verbo principale del pensiero unico è quello che predica la necessità di adeguarsi al mercato da parte di tutti: i governi devono adeguare la loro politica economica ai mercati, i lavoratori devono adeguare i loro contratti, salari e condizioni di lavoro al mercato (del lavoro), le imprese devono adeguare la loro produzione al mercato per essere competitive, lo Stato deve privatizzare i suoi servi essenziali e non, Il mercato a sua volta è dominato dal libero scambio illimitato (come fattore di progresso) e questo si basa sull’abolizione delle frontiere, sulla globalizzazione dell’economia, libera circolazione dei capitali e sull’omologazione delle condizioni di lavoro e dei diritti.

Si predica il concetto del sempre meno stato e più mercato come toccasana di tutti i mali, la privatizzazione dei servizi, l’efficienza in un sistema dove ciascuno sia responsabile del proprio benessere., quale retaggio della mentalità calvinista anglosassone.
Questi concetti sono ripetuti ossessivamente da tutti gli organi di informazione e dai politici senza distinzione fra destra e sinistra e questo conferisce una tale forza di intimidazione da soffocare qualsiasi tentativo di dissidenza o di riflessione libera. Il pensiero Unico sinteticamente questo, in ambito economico, ed è impossibile resistergli.

Si è portati quasi a pensare, in ambito europeo, che i circa 21 milioni di disoccupati in Europa, il disastro urbano, la precarizzazione generale del lavoro, la corruzione delle classi politiche, le tensioni nelle grandi periferie delle grandi aree urbane, il saccheggio dell’ambiente e l’inquinamento, il ritorno dei razzismi, degli integralismi religiosi, la marea degli esclusi, l’immigrazione di massa, tutto questo non sia che un miraggio, una allucinazione in grave discordanza con questo che dovrebbe essere il migliore dei mondi edificato in base ai precetti del Pensiero Unico e della globalizzazione.

Poi intervengono avvenimenti come il disastro ferroviario in Puglia e qualcuno arriva a riflettere: c’era ancora il binario unico in Puglia, ma non era il mercato che doveva risolvere tutto, non ci avevano detto forse di affidarci a lui, una”entità superiore” ?
Qualche cosa non quadra e le persone più avvedute iniziano a porsi delle domande. Non troppe però poiché il sistema non ti permettere di riflettere e di fare delle valutazioni che si discostano dal “Pensiero Unico”, Si potrebbe passare per “retrogadi e populisti”.
Il Pensiero Unico come il Binario Unico: una tragedia tipicamente italiana.

13 Commenti

  • Dario
    13 Luglio 2016

    Con questo articolo per me lei ha toccato il fondo.
    Da pugliese trovo vergognoso leggere affermazioni di cose che lei nemmeno conosce,giusto per dire la tua senza nemmeno conoscere le realtà citate.

    Ma sei mai stato a Canosa e Ruvo ? Sa almeno in che territorio si trovano ? Mai sentito parlare di altopiano delle murge ?

    In Puglia ci sono tantissimi tratti a binario unico purtroppo non solo per disinteresse, ma anche perché il territorio non permette di costruire buttando giu altopiani foreste e zone archeologiche.
    Un esempio ? L’ultima ferrovia sul Gargano che va da San Severo a Rodi: 10 milioni di euro investiti da privati (Ferrovie del Gargano) solo per “sbucare” una montagna e riammodernare le vecchie linee, anche queste a binario unico.
    Inoltre la vecchia linea ha un progetto per ripulire i binari e farci una pista ciclabile … tra le più lunghe al mondo.
    Questa società è privata ed è tra le migliori per servizi, stipendi pagati (parlane con chi ci lavora) qualità del servizio.

    La Puglia è ricca (per fortuna) di aree protette (come le murge in questo caso trattato, o del Gargano tanto per dirne un altro) che inevitabilmente rendono più complicato il tutto.

    Con i morti ancora caldi è stato capace di fare un articolo dove parla di ONU, FMI, UNESCO, BANCA MONDIALE, WTO ….. ma di cosa vuol parlare ? Della tragedia o della solita propaganda russa/anti americana ?

    • ERNESTO
      13 Luglio 2016

      CARO DARIO, METTENDO A PARTE QUALE SPONDA POLITICA OGNUNO DI NOI STA. NON RIESCO A TROVARE PAROLE PER ESPRIMERE IL DOLORE PROFONDO PER QUESTO ATTO TRAGICO CHE HA COLPITO NON SOLO IL POPOLO ITALIANO, MA L’UMANITA’SENTITE CONDOGLIANCE PER I FAMIGLIARI DEI MORTI IGNOTI, E PRONTA GUARIGIONE PER I FERITI. DOPO LA LORO SEPOLTURA MI ESPRIMERO’ SULLA RESPONSABILITA’ DELL’ACCADUTO

      • Walter
        13 Luglio 2016

        Se tuo (ipotetico) figlio spendesse male i soldi che gli dai, tu cosa faresti? Gliene daresti di più, fiducioso del fatto che quelli in più li impiegherà senz’altro meglio? Se il governo italiano fosse guidato da bande di mafiosi, tu cosa faresti? Metteresti in mano loro una stampante monetaria? I mafiosi di Bruxelles (scusa se non vomito per quello che sto per scrivere) per lo meno hanno studiato un pò di matematica finanziaria, quelli italiani sono ignoranti come capre, pensano solo a riempirsi le tasche più che possono.
        Un’altra cosa (che rompiscatole sono!), scusa ma cosa c’entra l’UNHCR? Personalmente gli dono 20 euro al mese perché mi sembra che siano i meno politicizzati e, di fatto, sono finanziati solo in parte (leggi: una miseria) dall’ONU, da cui mantengono una certa indipendenza. Può darsi che mi sbagli e, se me lo spieghi, sarò felice di risparmiare 20 euro al mese che mi farebbero comodo anche per fare la spesa.

          • Walter
            14 Luglio 2016

            Se la soluzione é quella di “impegnarsi nella lotta per ripulire lo Stato da malfattori, parassiti e venduti ai poteri esterni”, penso che questo obiettivo andrebbe raggiunto PRIMA di dare a quella che tu stesso definisci “cricca mafiosa” carta bianca per stampare soldi e portare il debito pubblico italiano oltre il limite della sostenibilità (siamo già abbastanza vicini a questo limite). Non mi sembra che stiamo andando in questa direzione.
            Dal momento che l’UNHCR assiste i migranti e gli sfollati, mi sembra ovvio che cerchi di agevolarne il percorso verso l’Europa, anche con guide e volantini. L’alternativa quale sarebbe? Agevolarne la morte per fame, stenti e malattie? Indirizzarli verso la Siberia? I terroristi non hanno bisogno di guide e volantini; sanno benissimo dove andare e come andarci, per loro non mancano certo i mezzi economici.

  • Nicholas
    13 Luglio 2016

    Anche al Nord Italia vi sono tratte ferroviarie a binario unico ed non elettrificate.
    Inoltre, vi sono anche aziende private che gestiscono linee ferroviarie.

  • Walter
    13 Luglio 2016

    Non sono d’accordo. Lo stato spende tanti soldi, anche in tante opere inutili; potrebbe spenderli meglio, per es. ammodernando e migliorando infrastrutture, trasporti pubblici, reti idriche etc. Se le opere utili non vengono fatte e i soldi vengono buttati nel cesso dei clientelismi, aumentare la possibilità di fare deficit non aiuta. Al contrario, più deficit significherebbe solo più sprechi, più clientelismi, più opere inutili. Il problema, almeno in questo caso, non é l’Europa e neanche il pensiero unico. Il problema é tutto italiano e consiste nell’incapacità dello stato di impiegare bene i soldi che spende che, lo voglio ripetere, non sono affatto pochi.

  • giannetto
    13 Luglio 2016

    La tragedia del sud Itaiia sta nel fatto che mai ci arrivarono gli austriaci con Maria Teresa. La tragedia del nord Italia (essenzialmente, anche se non solo, Lombardia e Veneto) sta nel fatto che, mandati a casa i tognini ( sfruttatori, ma decenti) cadde, dopo la cosiddetta “unità”, nelle grinfie dei gesuiti savoiardi (la “dinastia monarchica” più pidocchiosa d’Europa) in sinergia con il “buongoverno” borbonico ( indecente, e ancor più sfruttatore), che ha risalito in velocissima metastasi la sciasciana “linea delle palme”.

  • Alessandro
    13 Luglio 2016

    Walter ha ragione: si potrebbero spendere i soldi per fare tanto, molto di più, in infrastrutture e trasporti, almeno per essere la metà in ammodernamento degli standard europei.
    I soldi sono nostri, non del FMI, BM, BRI o USA. E questo è dimostrato da quanto intascano politici e funzionari corrotti, altro chePensiero Unico e organismi finanziari sovranazionali. Mica vanno tutti nelle mani dei potentati economici.
    Anche la Germania è vassalla di USA e organismi sovranazionali, eppure lì funziona tutto ed è un altro pianeta rispetto a un’Itali che va incontro al proprio decesso.
    Quei trogloditi dei nostri governanti avrebbero dovuto rubare di meno in 40 anni di storia della Repubblica.
    Se il sistema imploderà, come credo avverrà tra qualche annetto, tutti i paesi del mondo patiranno grandi problemi, ma almeno uno Stato onesto riuscirà probabilmente a proteggere meglio il proprio cittadino. E prima dei fuochi d’artificio, a farli vivere dignitosamente

  • Alessandro
    13 Luglio 2016

    Grazie Luciano del commento, molto chiaro e comprensibile.
    È chiaro: con la globalizzazione, e l’integrazione europea, che ne è l’aspetto più dorsale, ormai non siamo più padroni nemmeno di come spendere i nostri soldi.
    Fuori dall’euro, subito. Datemi il nome di un politico che davvero vuole uscire da:
    1) EURO
    2) NATO
    e lo voto con una crocetta di sangue e ci metto pure la firma.
    Un’UE senza moneta unica sarebbe ottima per la prevenzione di guerre, un’Unione Europea basata sul diritto, commercio, libera circolazione dei prodotti, merci, persone e capitali, ma mai senza moneta unica priva di un governo di controllo ed emessa da una inespugnabile banca centrale come oggi. Preferibile che ogni paese abbia una moneta a sé.
    EURO e NATO, due parole con quattro lettere entrambe, due parole che ci portano ad una fine: la prima al collasso economico, la seconda ad una guerra mondiale che potrebbe pure avere inizio tra qualche anno.
    Ah, dimenticavo: classe politica corrotta e venduta, da prendere a calci nel sedere, loro e i loro lacchè che li difendono e sostengono, comprese persone comuni che si appoggiano a loro in cambio di favori, forse le uniche tollerabili perché tutti abbiamo bisogno di mangiare, ma un portaborse che guadagna tra i 3000 e i 5000 euro al mese, mentre un infermiere giornaliero che ogni mattina si fa il mazzo e rischia pure di non arrivare a fine mese, ditemi se è una cosa normale?
    Ci sono troppi sprechi, inutile dire che non è così. Per quanto riguarda l’incidente di qualche giorno fa, è probabile che sia omertà dei nostri governanti.
    Ascoltate, io sono di Messina, e a Messina nel 2009 c’è stata un’alluvione a Giampilieri che ha travolto decine di vite, ricorderete sicuramente anche voi. Si dice che se ci fosse stata una manutenzione seria l’alluvione sarebbe stata anticipata. Allora il vescovo la Piana ai politici gliele ha cantate. Poi ogni anno abbiamo crisi idrica a causa di guasti alla condotta, l’ultima e più grande è quella di Ottobre-Novembre, durata quasi un mese. Anche qui, se ci fosse la volontà, qualcosa si potrebbe fare.
    Non vorrei che l’incidente del trano sia derivante da assenza o poca manutenzione, al di là degli articolo, giornali e telegiornali.
    Non mi meraviglierebbe affatto

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