Biden ha fatto infuriare gli alleati orientali della NATO con il suo intervento con la Russia


di Luciano Lago
I governi dell’Europa orientale hanno reagito in modo fortemente critico alla proposta degli Stati Uniti secondo cui soltanto alcuni paesi della NATO potrebbero incontrarsi con la Russia per discutere del suo rafforzamento militare lungo i confini dell’Ucraina.

Uno di questi governi (la Polonia) è furioso e sta cercando chiarimenti immediati su cosa esattamente stia pianificando il presidente Joe Biden, come dalle confidenze di un diplomatico del paese che ha rifiutato di essere nominato parlando di una questione riservata.

Altri diplomatici si sono lasciati andare a critiche entrando nello specifico. Si registra un forte malcontento dalla parte degli ex paesi un tempo dominati dall’URSS che si trovano ora in prima linea contro quella che definiscono la “minaccia Russa” e temono le eventuali concessioni che i negoziati fra Washington e Mosca potrebbero portare in termini di garanzie politiche e freni alla NATO nella libertà di movimento e di espansione.

Lo scrive fra gli altri la rivista Bloomberg in un lungo articolo.
“La Russia non dovrebbe in nessun caso avere voce in capitolo su chi possa o meno essere un membro della NATO”, ha detto il primo ministro estone Kaja Kallas in una conferenza stampa giovedì. Il “desiderio più preoccupante di Mosca è quello di dividere l’Europa in sfere di influenza. Ricordiamo questo tipo di momenti della nostra storia e non siamo in alcun modo ingenui su questo tema”.
Biden ha detto che spera di annunciare entro venerdì l’incontro, che includerà “almeno quattro dei nostri principali alleati della NATO”.
Questo preoccupa e irrita gli Stati baltici che temono di essere messi all’angolo ed esclusi dalle trattative dove chi andrà a decidere saranno, come al soliti, Parigi, Berlino e Londra.
I paesi dell’est credevano di contare qualche cosa ma si accorgono che, come “moschettieri dell’Imperatore”, non hanno potere contrattuale. Tanto meno l’Ucraina di Zelensky dove quest’ultimo riveste il ruolo del pupazzo manovrato da Washington che ha reso il suo paese una colonia anglo USA.

Il presidente russo Vladimir Putin ha messo in chiaro quali siano le linee rosse della Russia e l’ulteriore espansione della NATO verso Est viene considerata una minaccia alla sicurezza della Russia. Per questo Putin ha insistito con Biden nell’ottenere garanzie vincolanti che non saranno attraversate le sue “linee rosse”.
Per quanto i funzionari della NATO hanno negato che possa essere la Russia o altri a decidere se la NATO debba allargarsi e se altri paesi possano aderire, la questione è delicata e l’amministrazione USA non può sotovalutare le reazioni di Mosca ad ulteriori sconfinamenti della NATO verso est.

Il premioer polacco spera nel sostegno USA

La retorica degli USA e dei paesi della NATO tende a capovolgere la realtà ed a presentare la Russia come aggressore, sulla base dell’accumulo di forze di questa entro i suoi confini, ignorando il fatto che dalle sponde dell’Atlantico sono stati trasferiti fino nell’Est Europa ed in Ucraina, ai confini della Russia, un enorme numero di forze statunitensi, canadesi e britanniche che svolgono continue provocazioni contro la Russia.
La Russia ha ripetutamente negato le accuse di “aggressione”, sottolineando che non attaccherà nessuno. Il Cremlino crede che l’Occidente stia usando tali dichiarazioni come una scusa per posizionare più equipaggiamento militare della NATO vicino ai confini russi.
L’alleanza stessa ha subito una perdita di prestigio.

Biden dovrà procedere con cautela nel promettere qualcosa a Putin. L’argomento dell’incontro, ha detto, è “se possiamo o meno trovare una sistemazione in relazione all’abbattimento della tensione lungo il fronte orientale”.
Questo non toglie che il senso di costernazione tra gli alleati dell’Europa orientale è emerso lo stesso giorno in cui Biden ha aperto un virtuale “vertice per la democrazia”, una trovata propagandistica per ricompattare l’alleanza dei paesi filo USA in funzione anti russa e anti cinese ma che lascia il tempo che trova. Tuttavia alcuni paesi nella NATO vedono la sua ultima apertura alla Russia come una concessione diplomatica.

L’Amministrazione Biden sembra sia divisa fra i falchi che vogliono a tutti costi colpire la Russia con nuove sanzioni o con attacco preventivo (vedi le dichiarazioni del senatore Roger Wicker di un attacco nucleare preventivo) e coloro che cercano una via di accomodamento, nella convinzione che gli USA non si possano permettere una guerra per sostenere l’Ucraina.

L’Ucraina teme una resa dei conti con l’avvicinarsi delle forze russe


Alla fine nessuno vuole accollarsi il peso di uno stato fallito come l’Ucraina, nè gli USA nè la Russia e l’establishment di Kiev rimane a sperare di ottenere un aiuto del padrone americano e dall’Europa che, immersa nei suoi problemi, tiene a distanza Kiev con chiacchiere e finta solidarietà di facciata.
Un braccio di ferro la cui conclusione dipenderà dalla prossima mossa sulla scacchiera che farà Putin il quale ha dimostrato di saper giocare all’ultimo colpo e vincere la partita, come in Georgia, in Crimea ed in Siria. L’attesa è nervosa a Varsavia cone nelle capitali dei paesi baltici. I “moschettieri” dell’Imperatore devono tacere ed aspettare le decisioni di chi conta sulla scena e loro non contano una “ceppa”…..

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