Beppe Grillo accorre in soccorso del sistema politico: disponibile al “dialogo”

di Luciano Lago

Beppe Grillo rilascia per la prima volta una intervista al massimo organo di stampa del sistema italiano: Il Corriere della Sera e si lascia andare ad importanti dichiarazioni.
“Forse ho sbagliato…………………… Mattarella mi è sembrato una persona gentile, sensibile ai temi del Movimento, dalla lotta alla corruzione alla mafia – che ormai è cambiata, è diventata quasi a norma di legge, 2.0 -, al reddito di cittadinanza, su cui sembrava molto d’accordo. Abbiamo speso tempo per far capire al presidente che non sono come mi descrivono, quello che urla, e credo sia rimasto piacevolmente sorpreso».

Alla domanda dell’intervistatore: “Ora la vostra battaglia è il reddito di cittadinanza, in commissione Lavoro al Senato”.
Grillo risponde: «Sì, il reddito di cittadinanza è vedere il mondo del lavoro in un altro modo, è un diritto civile. Ed è anche uno dei nostri due punti cruciali in economia insieme al referendum sull’euro. Si tratta di dare una occasione alla gente».
La vostra proposta costa 15,5 miliardi. Domanda l’intervistatore, In tempi di crisi e di tagli dove pensa possiate trovare le coperture? Chi ne potrà usufruire?

«È destinato a chi perde il lavoro, a chi non lo raggiunge. Sono 780 euro al mese, ma varia a secondo del numero dei componenti familiari. Penso a una coppia con figli, lei casalinga: gli si potrà garantire 1.200-1.300 euro. Nel frattempo chi ne usufruisce segue un percorso con lo Stato. Gli si offrono due-tre lavori, se non li accetta, perde il reddito. Cambierà anche il rapporto con lo Stato, i sindacati, le imprese: un conto è che puoi licenziare con il Jobs act che si abbatte come una scure con alle spalle il reddito di cittadinanza, un altro conto senza. Dobbiamo tenere presente una cosa: in Italia solo il 40% delle persone ha un reddito da lavoro, il 30% sono figli, persone a carico, il 20% vive da reddito indiretto – con le pensioni – e il 10% con i sussidi». …..

Molto importanti sono queste risposte di Grillo e tutta l’intervista. Vedi: Grillo le piazze non funzionano più

Quale è il significato di queste risposte e di tutta intervista?

Bisogna interpretarlo. Ci si domanda se Grillo si è accorto di aver sbagliato strategia e di aver sopravalutato la capacità della rete; va bene questo può essere. Ci si domanda se Grillo sia consapevole che il suo movimento, dopo la defezione in massa di una cospicua parte dei suoi parlamentari, stia perdendo i pezzi e una buona parte del consenso e dell’entusiasmo che aveva catalizzato ai suoi inizi. Anche questo è probabile.

Grillo ha cambiato atteggiamento rispetto ai grandi media, fino a poco prima accusati di collusione con il sistema politico, questo è evidente se l’intervista la va a rilasciare al massimo organo del giornalismo italiano. Grillo si riavvicina alle Istituzioni e apprezza l’indipendenza del Presidente della Repubblica, Mattarella, perchè lo ritiene un personaggio indipendente e di garanzia. Inoltre Grillo si è inaspettatamente dichiarato disponibile al dialogo con tutte le altre forze politiche ed in particolare con il PD di Renzi.

Si certo questo è di sicuro un cambio di atteggiamento però questo è curioso visto che il Corriere della Sera è sempre quello che svolge la sua opera per conto dei poteri forti ed il nuovo presidente, con tutto il rispetto, era uno dei componenti di quella Corte Costituzionale che ha bocciato il referendum sui diritti degli esodati (legge Fornero), che aveva bocciato la riduzione delle pensioni d’oro per gli alti papaveri delle istituzioni ed è la stessa Corte che aveva stabilito che il Parlamento è stato eletto con una legge elettorale anticostituzionale.

Ci sembra un poco strano che, proprio in questo momento, Grillo abbia abiurato ad alcune delle sue scelte fondamentali fatte in precedenza e ci sorge un sospetto.

Il sospetto è quello che Grillo stia lanciando una ciambella di salvataggio al PD ed alla classe politica che si trova sotto il bersaglio di una forte contestazione popolare per le scelte fatte di riduzione dei diritti sociali, tagli alla sanità, incremento della pressione fiscale sui ceti più disagiati, ecc.. (vedi i dissensi all’interno del PD, le dimissioni anche di Cofferati) subordinazione alle politiche europee (che persino Fassina è arrivato a contestare) mascherando questa sua disponibiltà sotto l’aspetto del dialogare per ottenere il reddito di cittadinanza e la riforma della RAI. Di fatto Grillo rimette a disposizione i suoi voti per alcuni provvedimenti legislativi che sono anche di interesse del movimento dei 5 S.

Naturalmente si può osservare che una delle proposte di Grillo è quella di far votare i cittadini con un referendum sull’euro, dopo le precedenti posizioni del movimento che erano molto ambigue sulla questione dell’euro. Certamente questa è stata una svolta rispetto alle posizioni del passato ma Grillo non può ignorare che, in caso di un referendum, che sarebbe ininfluente da un punto di vista legale (incostituzionale su tematiche economiche e finanziarie), tutto il poderoso sistema dei media, giornali e TV, che fanno riferimento a tutti i gruppi industriali e finanziari vincolati con l’euro e la oligarchia di Bruxelles, farebbero una tale fuoco di sbarramento e di propaganda, con la loro capacità di influenza, renderebbero il risultato negativo e non più discutibile per sempre la permanenza dell’euro, rivelandosi quindi un mezzo controproducente. Possibile che Grillo, il quale conosce il sistema dei media meglio di chiunque altro, non lo abbia calcolato? Si forse proprio perchè questo risultato lo ha ben calcolato.

Alla luce di queste considerazioni abbiamo il sospetto che la nuova mossa di Grillo sia determinata dal fatto che, all’orizzonte politico italiano, è apparso un nuovo movimento di contestazione populista capeggiato dalla Lega di Matteo Salvini, diversa totalmente rispetto alla vecchia Lega di Bossi, che, con le sue posizioni nette anti euro ed anti immigrazione, sta erodendo parte dei consensi che prima raccoglieva Grillo fra gli arrabbiati, gli emarginati, gli esodati, i giovani senza lavoro, ecc.. A differenza di Grillo però nel movimento di Salvini, nonostante le sue contraddizioni, si parla di ritorno alla sovranità e di difesa delle identità regionali e delle piccole imprese, delle partite IVA e degli artigiani, con necessità di creare uno sbarramento all’invasione di massa che si sta verificando in Italia, una freno all’ arrivo di masse di immigrati che costituiranno la riserva di manodopera per lo sfruttamento delle multinazionali, oltre che per le mafie e le organizzazione delinquenziali.

Salvini No Euro

Questo è un argomento tabù, quello del multiculturalismo e della società aperta per la sinistra e si è dimostrato che lo è anche per il movimento di Grillo che, di fatto, non lo ha mai ostacolato (vedi il voto favorevole alla depenalizzazione del reato di immigrazione clandestina), senza calcolare il dissesto sociale che questa invasione andrà a provocare e le lotte fra poveri e sottoproletariato urbano (vedasi i fatti di Tor Sapienza a Roma).

Ecco quindi la preoccupazione di Grillo che spinge l’ex comico a riciclarsi come “dialogante” con il partito che rappresenta al massimo gli interessi del grande capitale finanziario: il PD di Matteo Renzi.

Probabilmente vedremo Grillo contrapporsi alla Lega di Salvini come l'”ala ragionevole” della contestazione al sistema, quella che non imbarca i fascisti di Casapound, che si dichiara pro referendum senza richiedere una uscita dalll’euro tout court, che non appare come razzista e che si dichiara favorevole all’immigrazione di massa (diritti per tutti senza limitazioni) ed alla prossima legge per lo “ius soli”, cittadinanza ai figli degli immigrati, cioè a quella che che sarà la prossima importantissima battaglia in Parlamento dove, ci possiamo scommettere, Grillo darà l’apporto fondamentale per l’approvazione della legge, quella che è ritenuta fondamentale dalla sinistra mondialista, alla quale si opporrà in minoranza soltanto la Lega di Salvini e qualche formazione minore come Fratelli d’Italia.

Potremmo sbagliarci ma prevediamo che questi saranno i prossimi sviluppi della situazione politica italiana.    Come sempre succede in politica, niente avviene per caso ed il sospetto , come diceva qualcuno, diventa l’anticamera della certezza.

Foto in alto: Beppe Grillo (Cimaglia/La Presse)

Foto al centro: Matteo Salvini, leader della Lega Nord

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