Benvenuti nell’Italia per caso, dove tutto va a caso di cane

di Marcello Veneziani

In effetti aveva ragione lui, Giuseppe Conte. Passerà alla storia. L’Italia sarà un caso da studiare, unico, speciale, da manuale. Abbiamo inventato un modello senza precedenti: un regime monocratico, para-dispotico, semi-dittatoriale, in cui l’uomo solo al comando, l’autocrate, non è un dittatore venuto da un golpe militare, non è il capo di un partito o un movimento che conquista il potere, non è un duce salito su dal popolo che marcia sulla capitale e dispone di un consenso popolare e una milizia agguerrita, non è il discendente di una dinastia che decide di incoronarsi monarca assoluto, non è un tecnocrate andato al potere come Massimo Esperto che poi sospende la democrazia per governare coi pieni poteri e non è nemmeno il viceré, il proconsole, il governatore insediato da una potenza straniera alla guida di un paese colonizzato.


Ma è un signore chiamato in fretta e furia a Palazzo Chigi per sostituirne un altro che non piaceva a Mattarella e all’Establishment, uno rimediato sull’agendina del capetto di un partito. Così venne sorteggiato un professoricchio di terza fila dal curriculum taroccato, un avvocaticchio subappenninico mai notato nella vita della repubblica, uno che non è mai passato dalle urne, da governi dei tecnici, da commissioni di garanti, da riconoscimenti, da selezioni di miss Italia.
Uno arrivato lì per caso, un paio d’anni fa, con una borsa da travet, e insediatosi prima semplicemente come mimo e figurante, prestanome di un’alleanza. E poi giusto un anno fa, con una giravolta che fa impallidire tutti i traditori della storia, insediatosi come Ponte Girevole, come Zelig, come Buono per Tutte le Stagioni. E infine assurto al ruolo di Autocrate grazie a un virus che ha colpito il mondo.

Fu allora che approfittando della disgrazia, aggirando il parere dei comitati tecnico-scientifici, snobbando il parlamento, facendo slalom tra i poteri, giocando di sponda tra due intronati capi delegazioni del governo, più un furbetto giocoliere fiorentino che voleva stupire coi suoi poteri speciali seppur malefici, fu allora, dicevo, che il Passante di Daunia, variante umana del passante di Mestre, si insinuò, si insediò, s’impose.
Eccolo lo Zar Vanesio di tutte le Italie, assistito solo dal suo gran ciambellano cubalibre RoccoCasalino; cominciò a sparare decreti a raffica, istruzioni per l’uso della vita pubblica e privata, soldati e forze armate per le strade d’Italia al fine di arrestare il virus, che si rendeva inafferrabile; ordinò sequestri di intere nazioni in casa, rivolse messaggi diretti alla nazione tutta, appelli da Comandante Unico della Nave Italia a tutti i passeggeri, sparò promesse fantasmagoriche assolutamente prive di fondamento di soldi, benefici, godurie varie, più una selva di autoincoronamenti, autoincensamenti, autoacclamazioni. Da ultimo piegò persino i servizi segreti alla sacra corona dauna, cioè a se stesso.

Tutto questo nel mutismo istituzionale di Mattarella, nel balbettamento fesso dei suoi alleati, nella disattenzione dell’Europa, mentre il suo governo dava spettacolo di cabaret dell’assurdo coi suoi ministri tirabusciò e sottosegretari da cancan che mostravano le giarrettiere della loro estrosa ignoranza a scuola, in tribunale, in storia e geografia, in lavoro ed economia, e in ogni altro settore.
Il risultato è sotto gli occhi di tutti. Abbiamo una Dittatura per Caso, dove il premier ha vinto la presidenza a tombola e poi si è impossessato del tombolone; un presidenzialismo senza voto, col gratta e vinci, un potere nato dall’allineamento di tre testicoli alle slot machine.
E la beffa aggiuntiva è che il livello della classe politica è così basso, a cominciare dai suoi alleati e protettori istituzionali, che il sorteggiato, il coniglio dauno uscito dal cilindro di Mattarella, fa la sua figura, sembra perfino più serio e affidabile dei politici, arraffa consensi, si mette i partner nel taschino, appare se non brillante almeno in brillantina, impomatato e fiabesco come un Mago Zurlì delle Istituzioni. Ma in tanto può spacciarsi per un Taumaturgo in quanto è attorniato da ministri che possono concorrere solo allo Zecchino d’oro.


Io ci scherzo perché è agosto, perché ho voglia di essere leggero e vacanziero, perché non ho voglia di occuparmi di questo miserabile teatrino chiamato politica, perché non saprei come e con chi esercitare la lettura “politologica” e attraverso quali categorie della politica. Sono saltati tutti i parametri e ogni residua decenza.
Ma il paese rispecchia il premier per caso, l’autocrate vinto con la schedina. Siamo in un paese in cui laqualunque può ereditare venti milioni di euro in un colpo solo, una megacasa milionaria, un appannaggio di un milione all’anno (pari a cento appannaggi di olgettine), affittarsi uno yatch da sessantamila euro a settimana per scorrazzare lei e la sua fidanzata. E così sputare in faccia alla miseria degli italiani. Tutta questa fortuna non perché imprenditrice, inventrice, scienziata, e nemmeno attrice, cantante, indossatrice, femme fatale o almeno mamma dei figli di un nababbo, moglie di un sultano, amante-prostituta di gran lusso (Pascà, pigghia a scopa e scop i’ scaal! Direbbero a Napoli). Non mi interessa polemizzare col lesbo-animalismo della suddetta, sindacare sui suoi gusti sessuali o insinuare che chi la paga tanto vuole che tenga la bocca cucita. Ma no, fatti loro. È che non riesco a sopportare che milioni di persone debbano vivere nel momento peggiore della loro vita, tra incertezza sul lavoro, sulla casa, sulla famiglia e nessuno abbia nulla da obiettare, da criticare “fortune” di questo tipo e vetrine annesse. E se lo fai, è moralismo o invidia… Ma non vi un po’ schifo tutto questo?
Ma quando in un paese uno per caso diventa dittatore, una per casa diventa milionaria, una comitiva di scappati di casa si fa chiamare governo, poi capite dove va a finire un paese, la sua fiducia nel futuro, negli altri, in se stesso… E che scala di priorità, di valori, di stimoli può coltivare un ragazzo che vive nell’era casalina. Benvenuti nell’Italia per caso, dove tutto va a caso di cane.
Fonte: Marcello Veneziani

5 Commenti

  • Maurizio
    11 Agosto 2020

    Articolo intelligente e ben studiato.
    Personalmente avrei preferito che terminasse con una possibile alternativa.

  • Sandro
    11 Agosto 2020

    “……………….  può ereditare venti milioni di euro in un colpo solo, una megacasa milionaria, un appannaggio di un milione all’anno (pari a cento appannaggi di olgettine), affittarsi uno yatch da sessantamila euro a settimana per scorrazzare lei e la sua fidanzata. “………Tutta questa fortuna non perché imprenditrice, inventrice, scienziata,……….”

    Sarà il caldo, ma non ho capito granché. Sommariamente, però, questo articolo sembra retrodatato fin dai primi anni del dopoguerra. A me sembra non sia cambiato nulla se non che ai tempi del fascismo non si aveva la Costituzione. Ma forse era meglio, perché non ci si doveva preoccupare di vergognarsi per ignorarla.

  • Lapalisso
    11 Agosto 2020

    Marcello Veneziani fa disinformazione:
    Conte non è li per caso, i “mutisti” non sono nati muti, i non oppositori che non si oppongono, non lo fanno per caso.
    Conte è un burattino della finanza apolide, così come lo sono TUTTI gl’altri “muti” o loquaci che siano, Conte & Co(ntessa) hanno instaurato una dittatura, esautorato il Parlamento, calpestato la Costituzione ma essendo TUTTI i poteri dello Stato+ i media (e pure il vaticano) dei dipendenti degli apolidi, NESSUNO si è opposto, anche una parte del Popolo è colluso, per denaro o fanatismo/conformismo cieco.
    Esilaranti sono i fessi che gridano sempre al “fascismo” ma che sono stati mutissimi di fronte alla creazione, poi abortita, della Camera dei Fasci e delle Corporazioni chiamati da Conte beffardamente:”Stati generali”.

    • maramaldo
      11 Agosto 2020

      no, non fa disinformazione..é che non ha capito davvero niente.
      D’altronde, a destra, perfino i piú “tecnici” e preparati continuano a parlare di economia mentre il Paese viene stuprato dalle cosche finanziarie, ed i portabandiera della “Patria” continuano a fare “opposizione” da cabaret.
      Se poi ha capito tutto e fa disinformazione di proposito, niente di nuovo sul fronte italiano….

  • atlas
    11 Agosto 2020

    Conte somiglia molto a Berlusconi. E Berlusconi a Renzi

    io so solo che tutte queste persone non c’entrano nulla con Napoli e Palermo. Ma a parte questo, non c’entrano nulla con me. Io so solo che spesso l’inverno me ne andavo in Tunisia nelle Moschee dove mi turavo il naso per la nuova democrazia che ha colpito quel paese dopo aver colpito il mio, ma vi trovavo sempre donne e ragazze belle con cui mi voglio ancora bene

    e l’estate al mare stupendo, fra buoni dolci, gelati e la mia Famiglia e amici selezionati. E sorridere e simulare in pubblico, completamente immerso nella società dei falsi e materialisti, ai democratici italianizzati questo piace. Piace farsi prendere e prenderlo in culo, figurarsi se m’intrometto. Tanto i miei atteggiamenti interiori non me li cambia nessuno

    Cioè, lontano da me, che sprofondino tutto e tutti, kissenefrega, ognuno è responsabile per se; tra video e buona musica io non facevo una brutta vita. E lontano da ignoranti e ottusi, che sbattano la testa contro il muro, insisto, kissenefrega, ognuno ha il suo destino di merda nel vivere da porco

    però a più di uno che legge, commenta o mi conosce personalmente, compreso il direttore del sito, dico: oggi non va bene. Non sto più bene. Questa mancanza delle più elementari libertà personali non mi sta bene. Inutile anche la circolazione di idee, con le quali mi dilettavo ed anche imparavo, in rete, quì, su fb, su vk, nelle ore in cui non stavo sdraiato a casa con donne o ascoltando buona musica. Nulla può sopperire all’essere menomato continuamente da gentaglia in divisa che impone come vestirsi, come muoversi, dove poter andare…siamo pieni di divieti che mi sento soffocare, non si può uscire più di casa. Allora tanto vale stare in galera. Mascherine di quì, disinfestazioni di là. Insinuazioni di sospetti di quì, tutti ammalati di là; ma che vita è. Collaborazionisti di quì, infami di là. Ancora non ho preso l’aereo, ma so già cosa mi aspetta, centinaia di controlli. E in Tunisia sarà lo stesso, sono scimmie dell’UE, chi lo sa se ci andrò più. Poi ci hanno messo uno contro l’altro, chiunque, anche il più fallito del popolo è controllore dell’altro, la maggior parte di questi cani, alla storia che siamo tutti potenziali malati ci crede

    non so se anche qualcun altro c’ha le mie stesse sensazioni negative visto il presente ed il prossimo futuro, ma lo diffido dal renderlo pubblico quì. Già c’ho brutte intenzioni (non certo verso me stesso), non posso proprio nè essere solidale (che non serve a un cazzo), nè consolare nessuno (che invece non serve a un cazzo)

    che Putin prema i bottoni di tutte le sue armi ipersoniche. Il più presto possibile

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