Basi concrete per una vera opposizione in Italia di Eugenio Orso

di Eugenio Orso

Il titolo del presente articolo potrà sembrare un po’ strano, forse sibillino, per l’uso dell’espressione “basi concrete” in riferimento a un’ipotesi di vera opposizione in Italia, ma così non è, se riflettiamo bene, perché l’opposizione politica e sociale organizzata, per poter “materializzarsi” e giocare un ruolo importante nella società, ha necessità di fare i conti con la realtà concreta di un paese, con le trasformazioni culturali e socioeconomiche intervenute, o anche soltanto subite, con le risorse che l’opposizione stessa dovrà impiegare per tentare di affermarsi e con il loro possibile reperimento.

In epoche ormai lontane da noi, Marx, Lenin e persino Mao Tse-tung raccomandavano l’”analisi concreta della situazione concreta”, e questa raccomandazione è fondamentalmente valida anche ai giorni nostri, per chi volesse intraprendere l’insidiosa strada dell’opposizione “in democrazia”, nonostante i grandi cambiamenti, che oserei definire “di Evo”, intervenuti dalle loro epoche alla nostra.

Ciò che intendo fare, in questo breve scritto che definisco (non troppo) ironicamente e leninisticamente saggio popolare, è proprio tentare l’”analisi concreta della situazione concreta” ai giorni nostri, limitando il più possibile il campo all’Italia ma partendo da una scala molto più grande.
L’Italia che osserviamo è vulnerabile come non mai, dal dopoguerra a oggi, e in piena crisi sanitaria ed economica, ben sapendo che si tratta di crisi indotte, per uno scopo evidente di potere e di controllo dell’ex Bel Paese.

La breve analisi alla quale mi accingo, è funzionale a determinare se ci sono oggi, in Italia, le premesse indispensabili per la costituzione di una vera opposizione popolare, di natura politica e sociale, per contrastare fattivamente le dinamiche di potere che informano il governo della penisola e che passano sopra la testa di tutti.

Tralascio per brevità un’approfondita analisi storica, con un ampio sguardo al passato, che sarebbe stata necessaria e ineludibile dal punto di vista del materialismo marxista e marxiano, procedendo spedito e schematico.
Premetto, come prima osservazione importante, che le opposizioni che alcuni “esponenti politici e parlamentari” minacciano di costituire in parlamento, per contrastare il governo elitista/troikista/atlantista di Mario Draghi, appoggiato senza discutere dalla quasi totalità del “circo” parlamentare, hanno il sapore o di squallida Fake news, per salvare sé stessi, i voti potenziali e la propria posizione politica (ben retribuita) in parlamento, oppure di tentativo di costruire un nuovo specchietto per le allodole, dopo il “tradimento” a tutti evidente dei conclamati (dagli influenti media mainstream) “populisti/sovranisti” 5Stelle e Lega, assolutamente proni davanti al rappresentante degli interessi elitisti e sopranazionali Mario Draghi.

Si tenterà ancora subdolamente, a partire dal recinto parlamentare con la cassa di risonanza dei media elitisti, di portare una possibile, futura protesta popolare contro la nuova ondata di Austerity che l’”Europa” imporrà e l’effetto sociale delle “condizionalità” del Recovery Fund (forse anche del Mes “sanitario”) su un binario morto.

Una protesta regolarmente vanificata, negl’anni scorsi, e da sempre prigioniera nel recinto parlamentare liberal-democratico, dopo la scomparsa o quanto meno l’”ammaestramento” dell’Extraparlamentare (ridotto in tempi recenti e pre-Covid ai Verità per Giulio, ai Gretini di Greta Thunberg, alle Sardine e simili corbellerie).
Faccio riferimento, prevedendo un’opposizione democratica inefficace, di facciata e da operetta, ai vari Pino Cabras, parlamentare espulso dal 5Stelle per aver votato contro il governo Draghi e ora “orfano di partito”, ai vari imbroglioni fra i quali spicca “il Dibba”, presunto Agit-Prop pentastellato diventato per calcolo politico ex 5S, alla piacente senatrice Barbara Lezzi, in vena di dire la sua per la necessaria visibilità, e compagnia balbettante.

L’opposizione “costruttiva” all’esecutivo Draghi di Fratelli d’Italia, nata e destinata a morire nel perimetro parlamentare, non la prendo neppure in considerazione, perché il suo intento, fin dalle prossime amministrative (benché da rinviare il più possibile come le politiche), sarà di “fare la festa” ai pacchetti di voti soprattutto della Lega, oggi “draghista” più draghista dello stesso Draghi (si veda #maipiulega, Topic che ha spopolato sui famigerati social).

Le opposizioni democratiche, “pacifiche” e sostanzialmente PolCor hanno una funzione importante nel mantenere in piedi, a tutti i costi con l’inganno, il sistema di governo democratico, liberale, occidentale “avanzato”, dominato dai grandi flussi finanziari elitisti che colonizzano il mondo, o almeno una parte rilevante del pianeta, e perciò sono nella loro intima sostanza anti-popolari, utili al dominio elitista nel perpetuare l’inganno della democrazia, contrarie anch’esse, come le maggioranze parlamentari, agli interessi vitali del Popolo e della Nazione.

Che poi questi vili imbroglioni si collochino fuori dalla “maggioranza Ursula”, così detta seguendo l’esempio di un parlamento europeo privo di poteri effettivi, non ha alcuna importanza, mancando totalmente le basi concrete che dovrebbe avere una vera opposizione, di programma, di sistema e addirittura “di Civiltà”.
In ultimo, ben sapendo di non scoprire l’acqua calda, rilevo come il 5Stelle è stato venduto a lungo come vera opposizione (ovviamente democratica, per quanto “populista”), per poi fare il “salto della quaglia” almeno un paio di volte, come partito di governo, fino all’appoggio incondizionato, trasformista alla Fregoli e … convintamente “ecologico-Gretino”, dato al governo del Quisling Troika e ”neo-grillino” (suo malgrado) Mario Draghi.

Seconda osservazione importante, molto semplice da comprendere se non ci astrae dalla realtà, è che la democrazia è soltanto l’ancella politica del dominio assolutistico dei Mercati, liberi e globali, quale mascheramento dei grandi interessi dell’élite finanz-globalista-giudaica, che impone all’”occidente” e, in prospettiva futura, imporrà al mondo intero il suo “imperialismo finanziario privato”.
Un imperialismo, quello di cui sopra, profondamente diverso dall’imperialismo studiato da Lenin nella prima metà del Novecento, non più “fase suprema del capitalismo” (1916), ma sua rilevante mutazione genetica un secolo dopo (2021).

Un imperialismo di nuova sostanza che colonizza vari piani, a partire dal piano politico-strategico, avocando a sé protetto dallo schermo “democratico” le decisioni strategiche che contano, espropriando di questa prerogativa i governi nazionali, come quello fantoccio italiano, riducendoli a comparse sub-politiche completamente sottomesse con regole europee, ricatto del debito operato dai Mercati (Spread con il Bund, ancora in uso), ingabbiamento in un sistema di alleanze internazionali stringente e senza via d’uscita (Nato, Ue, Uem, eccetera), proprio come l’euro che è “impossibile” da abbandonare, “irreversibile” come un percorso ormai tracciato, una direzione da seguire fino alla morte, a detta dello stesso Draghi.

Protesta contro il Dominio delle Banche in Europa

L’”imperialismo finanziario privato”, di matrice elitista/globalista e non più borghese-imperialista d’inizio Novecento legato alla potenza di uno Stato, si muove anche sul piano biologico, per il controllo dell’essere umano e la sua trasformazione diminutiva in qualcos’altro, in qualcosa di più facilmente gestibile e malleabile, adatto a vivere sotto il tallone assolutista dei cosiddetti “Mercati & Investitori”.
L’emergenza Covid-19, SARS-CoV-2 prospettata come endemica, diffusa, persistente e altre sue mutazioni future che già si prevedono, è sostanzialmente derivata dall’uso indiscriminato di un’arma batteriologica/biologica (quale coltura di laboratorio), non troppo “letale” nell’immediato come fu la Spagnola nel 1918-1919, ma sicuramente efficace.

Un’arma efficace per seminare il panico amplificato dai media e dai vari comitati tecnici scientifici, imponendo la novità della “supremazia sanitaria”, il Lockdown d’intere popolazioni, secondo un’espressione carceraria anglosassone, e infine il Vaccino “salvifico”, che forse è il vero obbiettivo al quale l’élite finanz-globalista-giudaica e occidentale puntava fin dall’inizio, spargendo il Covid nel mondo a partire dalla Cina.
Non soltanto per “incassare” permettendo a Big Pharma di vendere miliardi di dosi di Vaccino, ma per inoculare chissà cosa nell’essere umano, visto che le specifiche dei vaccini commercializzati sembrano essere opache e vi sono già alcune morti sospette di vaccinati che i media hanno lasciato trapelare.

Forse la vera arma biologica definitiva è proprio il Vaccino e lì si voleva arrivare, per approfondire il controllo della popolazione e per “sfoltirne la fila” (troppi inutili, in senso neocapitalista, deboli e fragili, non più utilizzabili come neo-schiavi e causa di maggiori spese sociali).
L’arma biologica e batteriologica usata scientemente, incolpando la Cina di primo acchito, ha avuto la funzione:

1) di approfondire e rendere più stringente il controllo delle popolazioni, compresa quella italiana (controllo definito da qualcuno “dittatura sanitaria”), anche in previsione di una futura guerra di aggressione, decisa dall’élite occidentale con l’uso delle armi Usa/Nato e/o israeliane. contro la Russia o la Cina, oppure l’Iran, foriera di sviluppi imprevedibili e forse non convenzionali;

2) di aggravare la situazione economica e del debito pubblico degli stati più deboli, favorendo la caduta del PIL per un maggior potere di ricatto futuro, riuscendo così a determinarne con estrema facilità i governi, “commissariandoli” a piacimento e assicurandosi una cieca e potenzialmente suicida “fedeltà atlantica” (un esempio per tutti: l’avvento in Italia dell’atlantista di ferro Mario Draghi);
3) di introdurre il Vaccino che non porterà soltanto maggiori risorse nelle casse di Big Pharma, controllata dagli stessi elitisti, ma consentirà di approfondire ulteriormente il cruciale controllo della popolazione e, come già scritto, di “sfoltirne la fila”.

Questo è il quadro generale in cui una vera opposizione, per ora solo ipotetica, dovrà muovere i primi passi nell’ex Bel Paese, con l’aggravante “italiana” della totale subalternità ai poteri esterni e una vera e propria “zombificazione” della popolazione, passiva e caracollante come mai prima nella storia nazionale.
Le classi sociali del capitalismo produttivo del secondo millennio, nell’”iconografia” marxista come nel quadro di Pellizza da Volpedo, il Quarto Stato, che incarna il Proletariato in fiera marcia contro l’alta Borghesia proprietaria, si sono ormai dissolte, in certi casi disintegrate culturalmente e un nuovo ordine sociale è sorto dalle loro ceneri, con la Global Class dominante che stabilisce la sua nuova “Lex de imperio” e la Pauper Class neocapitalistica che la subisce.

Rifiuto del Debito

Quanto precede anche e soprattutto in Italia, dove è evidente la discesa negli inferi della “competitività” neocapitalista/mondialista (esportare a tutti i costi sociali, digitalizzarsi e diventare “green”, mangiando insetti per sopravvivere in prospettiva futura), altrettanto evidente la conseguente pauperizzazione del ceto medio e dello stesso proletariato (ex) industriale, con l’avvenuta disintegrazione culturale degli strati più bassi della popolazione.
In tali contesti, fra i meno favorevoli cui ci potesse condurre la storia, dovrà muoversi una nascente e, per ora, puramente immaginata opposizione di programma, di sistema e, in ultima analisi, “di Civiltà”.

Quali potrebbero essere le caratteristiche di questa iniziativa antagonista, i limiti e le opportunità di un’opposizione siffatta, non parlamentare, non “pacifica”, non democratica e soprattutto non posticcia?

Di seguito la risposta alla domanda.
I) La prima caratteristica è l’esistenza di un programma politico alternativo, sufficientemente flessibile, applicabile alla realtà concreta, che contenga elementi “di transizione” dall’ultraliberismo imposto a forza a forme di keynesismo e di dirigismo statale, riattivazione dell’effetto benefico di una spesa pubblica crescente, senza vincoli esterni, a fronte di una risalita della propensione al risparmio della popolazione, contestuale alla riattivazione del malconcio mercato interno, “killerato” fin dai tempi del Quisling Troika Mario Monti. Aspetti di politica sociale rilevanti, con nuove forme di Assistenzialismo Statale, perequazione dei redditi (vero aspetto di “lotta di classe”, oggi) e una ragionevole dose di Protezionismo delle produzioni nazionali che restano in vita, per non perdere ancora know-how e posti di lavoro. Favorire la transizione dalla piccola impresa e da una struttura produttiva sempre più gracile e depauperata, a più grandi e solide aggregazioni produttive con l’intervento di uno Stato che si appropria la Sovranità della moneta (la cosa più pericolosa e difficile da ottenere, per noi!) dalla quale ogni altra possibile sovranità discende.

Uno Stato in grado di scegliere liberamente alleanze internazionali commerciali/energetiche/militari più consone delle attuali e più aderenti agli interessi della Nazione (Russia e non più Usa/Nato, Paesi Liberi e non più UE, anzitutto) e di sciogliere i precedenti vincoli. Trascorso un congruo periodo (pluriennale) di transizione dal sistema economico/politico neoliberista a quello alternativo, si potrà pensare a forme più avanzate di socializzazione delle risorse. Il limite incontrato è che questo programma appena abbozzato, oggi nessuno lo esprime e i suoi punti fondamentali sono altrettanti tabù.
II) Intorno al suddetto programma politico alternativo, è necessaria l’aggregazione di quadri disposti al rischio (anche per quanto riguarda la stessa loro incolumità personale) e a gestire con mano ferma la transizione dall’ultraliberismo imposto alla vera Sovranità monetaria e politica, riappropriandosi la decisione strategica, come conseguenza dell’alternativa politica accennata al punto I). Il limite incontrato è che questi quadri ancora non si vedono o almeno, dispersi e isolati, sicuramente oscurati dai media, non hanno la possibilità di aggregarsi e di agire, acquistando visibilità.
III) Il ripudio della democrazia come forma di governo “ausiliaria” del potere elitista, finanziario e giudaico che sta opprimendo e saccheggiando il paese. Questo punto è importantissimo, perché la democrazia, come già ampiamento dimostrato in Italia, è lo strumento politico del Nemico Principale per mantenere la stretta sul nostro paese, dal quale “estrarre” a piacimento risorse, per incrementare il suo potere e aggredire o destabilizzare i Paesi ancora Liberi (prima fra tutti la Federazione Russa, ultima vera potenza dell’Europa e alleato naturale dell’Italia). Ai suoi tempi Lenin ha individuato un’alternativa al sistema di governo borghese-imperialista da lui chiamato “parlamentarismo”, nei Soviet dei soldati, degli operai e dei contadini (Tesi di aprile del 1917, Potere ai Soviet). Oggi ci troviamo in contesti diversissimi, ma con un grande problema politico, analogo a quello affrontato da Lenin ai suoi tempi. Il limite incontrato è che questa forma di governo alternativa, che non può più essere rappresentata dai Soviet, ancora non c’è, se non si rispolvera, come ultima istanza, la vecchia e vituperata Dittatura, per gestire una transizione di potere fondamentalmente incerta e rischiosissima.
IV) Il ripudio del “pacifismo”, non trattandosi in alcun modo di uno strumento di lotta per conseguire obbiettivi politici senza spargimenti di sangue, ma soltanto sottomissione pecoresca al potere elitista imperante, che lo impone opportunisticamente alle masse assieme al “culto sanfedista” della democrazia. Lo fa valendosi dei suoi media, dei suoi pseudo-intellettuali e accademici, degli esponenti sub-politici e collaborazionisti, di molti Corifei, dei falsi movimenti a lui tributari (come le Sardine da “rivoluzione colorata”) che crea ad arte nell’ormai ridotto spazio Extraparlamentare. Oggi il “gandhismo”, se adottato da una forza alternativa, da un’opposizione politica e sociale che propone istanze sgradite agli elitisti e al Gotha democratico, sarebbe sinonimo di fallimento aprioristico, con annessa e successiva disintegrazione oppure, in alternativa, l’“integrazione” svilente e tombale nel sistema parlamentarista democratico (vedi la grottesca parabola discendente dei 5Stelle).

Esiste un altro limite grande come una casa e per ora decisivo, che non permette il sorgere, in Italia, di una forza o di un Blocco alternativo di vera opposizione: l’assenza dell’appoggio da parte di una Potenza Libera ed esterna, abbastanza forte per combattere gli elitisti e i loro mercenari.
Analizzando la realtà sociopolitica e culturale del nostro disgraziato paese, agnello sacrificale, dopo la piccola Grecia, sull’altare dell’”integrazione europea” e del globalismo economico-finanziario (il sacerdote che offrirà il sacrificio sarà Draghi), mi sono convinto che niente di buono può nascere all’interno dell’Italia.

Putin con Assad e le autorità militari e religiose della Siria

L’unica e sola speranza rimasta all’ex Bel Paese è una grande vittoria geopolitica delle Potenze Libere come Russia, Iran, Cina, a scapito dell’asse del male Usa-Nato/israeliani-ebrei/sauditi decapitatori e loro sodali. In quel caso, solo ipotizzato, le conseguenze positive si sentiranno anche in Italia, paese debole, ormai condannato all’insignificanza e perciò sensibilissimo, anzi, completamente esposto ai grandi cambiamenti esogeni e geopolitici.
L’alternativa all’”aspetta e spera” di cui sopra, anche questa piuttosto improbabile, sarebbe il ricordato ed essenziale appoggio di una Potenza Libera e Sovrana ad un ipotetico Blocco alternativo, Extraparlamentare, Antidemocratico e Non Pacifista italiano, in termini di finanziamenti, di “logistica” e contropropaganda.

Si capisce bene che l’unica potenza che potrebbe dare un simile aiuto ai veri di movimenti di opposizione in Europa, aiutandoli a nascere, a crescere, oppure addirittura facendoli sorgere in paesi completamente prostrati come l’Italia, è la Federazione Russa, che ne avrebbe i mezzi.
Il filosofo russo Aleksandr Gel’evič Dugin ha auspicato che i russi si facciano carico della liberazione dell’Europa, ma l’Unione europea, debole e asservita, puro strumento commerciale e monetario sprizzante austerity da tutti i pori, si è appiattita sulle politiche aggressive Usa (e Nato) nei confronti della Russia, con il fine, fra l’altro, di impedire che la Terza Roma si rivolga decisamente all’Europa, culla della sua cultura, e che nazioni europee, soprattutto quelle occidentali, guardino alla Russia come a un paese amico.
Così la Federazione Russa, nel suo spazio bicontinentale, si rivolge sempre più a oriente e altrove, dimenticando che un aiuto alle vere opposizioni in Europa sarebbe anche nell’interesse dei suoi popoli e rafforzerebbe la sua difesa, allontanando il pericolo di future aggressioni, ai suoi confini, operate dall’asse del male elitista.
Questo è quanto mi suggerisce l’”analisi concreta della situazione concreta” oggi, in Italia.
Sic et simpliciter
.

N.B. Le opinioni espresse nell’articolo non necessariamente coincidono con quelle della redazione

17 Commenti
  • Manente
    Inserito alle 22:58h, 23 Febbraio Rispondi

    Analisi lucidissima sia nelle premesse che nelle conclusioni. Il rapido deteriorarsi dei rapporti tra Federazione Russa ed UE, rende ancora più urgente la necessità di aggregare le forze necessarie per dare una speranza all’Italia, mi auguro che ci sia qualcuno in grado di fare il primo passo! Un saluto cordiale..

  • giuseppe sartori
    Inserito alle 23:17h, 23 Febbraio Rispondi

    sostituirei l’espressione “democrazia” con “democrazia parlamentare”; per il resto sono totalmente d’accordo.
    bisogna passare per un periodo di analisi precisa: tutti gli aspetti del vivere civile vanno considerati.
    se si passerà allo studio e poi all’organizzazione io ci sarò

  • Trinakrio
    Inserito alle 00:38h, 24 Febbraio Rispondi

    la cravatta di Putin mi pare un poco disAssad, medesima attrazione?

  • Teoclimeno
    Inserito alle 03:23h, 24 Febbraio Rispondi

    L’articolo dice molto chiaramente, tutto quello che sarebbe necessario fare, per capovolgere una situazione apparentemente irreversibile.

  • Pippo
    Inserito alle 06:03h, 24 Febbraio Rispondi

    La liberazione da questa cricca di incappucciati della finanza costerà lacrime e sangue. Hanno già dimostrato in passato di non fermarsi dinanzi a niente, servendosi di agenzie locali del crimine quali Mafia, Brigate Rosse, banda della Magliana o Isis. L’Italiano è troppo incline ad occuparsi del suo “particulare”, è troppo incline al leccaculismo di parte. Temo che solo un grosso trauma, tipo una guerra mondiale, possa rimescolare le carte e, forse, rompere la cappa massonica che sta soffocando il Paese. Ma non è detto che le nuove forze così emergenti possano assicurare un futuro migliore, sia per l’impreparazione culturale causata da una sfilza di Governi infami che hanno mortificato l’istruzione, ponendo ai suoi vertici degli incapaci autoreferenziali, sia per il condizionamento sociale che, attraverso i media, ha soffocato la promozione della libertà di pensiero e la ricerca di vere alternative ai beceri modelli comportamentali promossi dalle elite al potere. Non ci resta che la Fede, non ci resta che sperare che l’Altissimo mandi in malora le loro orrende e criminali macchinazioni.

  • Laura
    Inserito alle 06:52h, 24 Febbraio Rispondi

    Putin se ne sta a guardare se non
    gli chiediamo aiuto esplicitamente.
    Qui c’è Draghi non Assad.
    Le buone intenzioni non si devono far corrompere lungo la strada.
    Sono d’accordo sulla lotta non pacifica. Le battaglie giudiziarie si sono dimostrate inefficaci.
    Oggi a Brescia siamo chiusi a casa e possiamo uscire solo per andare al lavoro o fare la spesa.
    Di cosa stiamo parlando, dopo un anno siamo punto e a capo.
    Ha ragione Giorgio in uno dei suoi precedenti commenti.

    • atlas
      Inserito alle 04:27h, 25 Febbraio Rispondi

      “sposare” l’articolista potrebbe essere per te una soluzione esistenziale (eravamo ‘amici’ su fb, in uno dei tanti miei profili che mi hanno democraticamente cancellato)

      io auguro buona fortuna all’italia e a quei pochi italiani Fascisti che vorranno reagire iniziando poi a tenere la massa imbelle imbrigliata e manganellata perchè così si merita, per il loro bene contro le democrazie di tutti i tipi, dalla parlamentare, alla giudaica, all’anglosassone, all’americana. Io sinora manifestazioni davanti le basi nato e usa ne ho viste zero, O una, forse

      nel contempo dalle Due Sicilie mi preparo al concorso nel gettare le basi concrete di opposizione all’italia. E anche quì si dovrà agire con la falce e il martello. Prima il martello sui crani e poi la falce all’altezza del collo

      (c’è anche quì normalmente tanta gente di merda)

  • Gian
    Inserito alle 08:28h, 24 Febbraio Rispondi

    Aggiungerei il seguente punto:
    V) impossibilitá oggettiva di adire ad elezioni politiche

  • Riki
    Inserito alle 09:42h, 24 Febbraio Rispondi

    Non é da escludere un conflitto fra superpotenze. E schwab a davos ha preannunciato la cyber pandemic. Un blocco di internet ed energia elettrica

    • Monk
      Inserito alle 15:10h, 25 Febbraio Rispondi

      Non ci sarà nessun tipo di conflitto, ma ha mai visto la gentaglia che popola il nostro territorio? Tranne i reparti speciali delle forze dell’ordine e della difesa, ex militari come il sottoscritto e Atlas, cacciatori e pochi civili appassionati di tiro con armi da fuoco, tutto il resto non saprebbe usare un Victorinox multiuso.

  • giorgio
    Inserito alle 10:01h, 24 Febbraio Rispondi

    Perfetto. Mi riconosco al 200 % nell’articolo.
    Ora è necessario che chiunque condivida tale analisi accenda la miccia, anche con una iniziativa individuale aggregando un “comitato”, una “avanguardia”, una “cellula”, un “nucleo” di persone coscienti, che proceda, anche con inevitabili errori, a smuovere l’acqua stagnante, senza attendere che la situazione internazionale, senza dubbio decisiva, ci faccia piovere la liberazione dall’alto ……
    Un battito d’ali a Roma non potrebbe provocare un terremoto (di terrore) a Washington e un sussulto (di solidarietà) a Mosca ?
    Meglio provarci ……. o soccombere comunque ?

    • atlas
      Inserito alle 04:33h, 25 Febbraio Rispondi

      hai forse gli Spetsnaz con te ? Perchè ti ricordo che l’italia hai i gis (che non sono una marca di gelati ormai in disuso. Quelli ti mettono su una sedia a rotelle lo sai vero ?)

  • giuseppe sartori
    Inserito alle 12:20h, 24 Febbraio Rispondi

    bravo giorgio.

  • Salvino
    Inserito alle 15:14h, 24 Febbraio Rispondi

    Concordo con tutto l’articolo, ma non capisco come al punto III si proponga l’abolizione della democrazia senza una valida alternativa universale. Per me l’unica alternativa rimane una democrazia tipo svizzera, dove ogni legge viene approvata o respinta in modo universale tipo referendum, ma senza raccolta di firme. Oggi infatti è possibile realizzare un sistema sicuro di raccolta dei voti veloce e affidabile (non come quello americano ovviamente).

  • giuseppe sartori
    Inserito alle 15:38h, 24 Febbraio Rispondi

    +le leggi dovrebbero essere POCHE e CHIARE; il sistema detto democratico ha creato i parlamenti, che sono come FABBRICHE di leggi che sono scritte con un linguaggio incomprensibile e sono dettate dalle lobby.
    un vero sistema democratico dovrebbe discutere localmente ciò che abbisogna (con i diretti interessati); i dirigenti di strutture pubbliche (scuole, ospedali e quant’altro) dovrebbero essere scelti da chi in quelle strutture lavora; le leggi di carattere generale vanno discusse in pubblico e i delegati si possono riunire 2 o 3 volte all’anno in una sede che apra all’uopo.
    tutta la vita parlamentare va abolita; è fonte solo di corruzione e di pateracchi vari, come le alleanze con la malavita, tradimenti sui programmi e schifezze varie.
    anche la costituzione va riscritta perchè quella attuale abbisogna di super specialisti per poter essere compresa; come si può parlare di democrazia se un popolo deve studiare anni per poter capire quella che dovrebbe essere la linea guida della convivenza?

    • atlas
      Inserito alle 06:00h, 25 Febbraio Rispondi

      non è vero un cazzo. Linguaggio incomprensibile solo agli ignoranti di merda. Io ho il C.P. e di Procedura Penale del 1984 della Laurus Robuffo, edizione per l’Arma CC, un ‘librone’ che mi sono studiato da cima a fondo anche e soprattutto in carcere, di una storica casa editrice che pare abbiano anche tentato di far fallire, col commento fra gli altri in Diritto di Polizia Giudiziaria per sottufficiali dove alla cui scuola anche insegnava a Firenze, di Pier Luigi Vigna, pure lui un venduto agli ameri cani e al loro metodo criminale ma obiettivamente pur sempre uno coi controcoglioni nel settore

      io sono un’appassionato di CP, (rafforzato in questo da un Tenete d’Accademia alla Scuola Allievi) sono andato anche all’università, solo da uditore, senza titolo quindi, ma ho saputo chiarificare anche a studenti del terzo anno. E mi sono preso soddisfazioni anche con professori, magistrati e avvocati. Può trovarmi non d’accordo solo sulle pene e sulla loro reale applicazione. Io sono per l’istituzione di pene corporali e di morte. Naturalmente il discorso si fa politico; su chi e come dettare Leggi. Di sicuro non ‘regole’ tecniche. Molto della materia m’interessavano le concezioni e le terminologie anche da riconvertire ed integrare riguardo i principi della Legge Islamica, di cui nella nostra lingua c’è molto poco

      il CP dell’italia è ancora in gran parte strutturato su quello Fascista di ‘Rocco’, ed è valido, validissimo, ma è stato sabotato ad arte dalla P2, e un pò da tutti. Il ‘piano di rinascita democratica’ di Licio Gelli è in realtà un compendio di riferimento internazionale, ma nella parte che riguarda la riforma della giustizia è evidente che non può aver fatto tutto da solo. A quello s’ispirò pure Craxi con dei suoi accoliti nei primi anni settanta a sostegno dei democratici della fratellanza salafita sostenuti nelle Nazioni Arabe per correggere/alterare dall’interno in funzione occidentale. Stesso discorso quì: reati come il divieto di associazioni antinazionali, l’interesse privato in atti d0ufficio, ritorsione a provocazione (Calderoli, Lega), e tanti altri sono stati tutti abrogati gradatamente in democrazia, non durante il Fascismo, ma vi erano stati mantenuti sino a poco tempo fa. Contro il Prof. Aldo Moro, Docente in materia, hanno dovuto creare gruppi violenti e omicidi paramilitari se no non riuscivano a disarticolare il sistema

      che oggi me ne strasbatta i coglioni perchè penso solo alle Due Sicilie e dell’italia e delle sue regole di merda non me ne frega un cazzo è un’altro discorso

  • Sublime
    Inserito alle 16:35h, 24 Febbraio Rispondi

    Libera Italia Neutrale.

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