"Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero". Proverbio Arabo

Barzani si dimette, il Kurdistan iracheno precipita nel caos

I sostenitori del Partito democratico del Kurdistan (Kdp) hanno incendiato la sede del Movimento per il cambiamento (Gorran), dell’Unione patriottica del Kurdistan (Puk) e di Radio Ashti nella città di Zakho. Attaccato anche il Parlamento a Erbil.
AGGIORNAMENTI
Media locali parlano di tregua tra curdi e forze federali
Il portale d’informazione Iraqnews riferisce di un accordo tra Baghdad e Erbil che prevede l’estensione del cessate il fuoco tra le forze combattent delle due parti e l’invio di un team per la demarcazione dei confini nelle zone contese tra Kurdistan e Iraq. Secondo l’emittente curda Rudaw gli iracheni hanno chiesto ai curdi di accettare il dispiegamento delle forze federali nelle aree contese e nei confini internazionali, e di sottomettere i Peshmerga al controllo federale.
della redazione

Roma, 30 ottobre 2017, Nena News – Mentre i rappresentanti militari curdi e del governo federale di Baghdad – dopo le tensioni e gli scontri armati seguiti al referendum per “l’indipendenza” del 25 settembre – hanno raggiunto, pare con la mediazione di funzionari statunitensi, un accordo per la gestione congiunta del valico di frontiera di Fish Habur con la Turchia, il Kurdistan iracheno precipita nel caos.

Dopo le dimissioni da presidente curdo presentate dal loro leader Massoud Barzani, i sostenitori del Partito democratico del Kurdistan (Kdp) hanno incendiato la sede del Movimento per il cambiamento (Gorran), dell’Unione patriottica del Kurdistan (Puk) e di Radio Ashti nella città di Zakho, nella provincia di Dohuk. Ieri sera, secondo il racconto fatto da alcuni testimoni, i sostenitori di Barzani e del Kdp ha attaccato gli edifici cantando slogan a sostegno del loro leader, allo scopo di vendicarsi per la linea mantenuta da Puk e Gorran nella crisi esplosa ad inizio ottobre con le autorità centrali irachene. Crisi sfociata nel ritiro dei combattenti curdi Pershmerga dalla provincia di Kirkuk e da altre località esterne al Kurdistan occupate durante l’offensiva contro lo Stato islamico.

Il Puk in modo particolare viene accusato dal Kdp di aver favorito presunti piani dell’Iran contro l’indipendenza del Kurdistan iracheno.

Non ci sono notizie di vittime. Il governo regionale del Kurdistan iracheno ha annunciato l’invio dell’Asayish, la polizia locale, per mettere fine agli attacchi ma la situazione resta molto tesa.

Sempre ieri un gruppo di manifestanti ha assaltato la sede del Parlamento curdo a Erbil dopo l’annuncio di Barzani protestando per le dichiarazioni di un deputato curdo, Rabun Maruf, secondo il quale quanto avvenuto nei giorni scorsi rappresenterebbe “il fallimento della politica” del presidente dimissionario. Yousif Sadiq, speaker del Parlamento, ha scritto a Usa e Europa per sollecitarli a fare il possibile per fermare l’escalation in corso e quella che ha definito “una purga” contro le istituzioni di Erbil. “Siamo molto preoccupati per l’attacco contro il Parlamento da parte di un gruppo di rivoltosi senza alcun rispetto dei diritti umani”, ha scritto Sadiq nel suo messaggio “Questi gruppi che incoraggiano violenze e violazioni della legge, distruggono l’immagine della regione del Kurdistan nel mondo di fronte agli occhi dei nostri alleati. Queste persone sono responsabili dei danni arrecati a giornalisti, deputati e dipendenti del Parlamento”.

I curdi espongono la bandiera del Kurdistan

Aggressioni culminate la scorsa notte nell’assassinio di un giornalista curdo, Arkan Sharif nel distretto di Daquq, a sud di Kirkuk. Sharif, 54 anni, è stato accoltellato a morte da sconosciuti che hanno fatto irruzione nella sua abitazione. Il giornalista lavorava per l’emittente Kurdistan Tv, legata al Kdp di Barzani.

Su quanto sta accadendo in Kurdistan è intervenuto anche il presidente iracheno Heider al Abadi. “Stiamo seguendo da vicino gli sviluppi nella regione autonoma del Kurdistan, gli attacchi contro le sedi di alcuni partiti ed esponenti dei media volti a creare il caos a Erbil e Dohuk”, ha dichiarato Abadi, aggiungendo che la tensione danneggia i cittadini della regione e in generale la popolazione irachena. “Invitiamo tutti a rispettare la Costituzione, la legge e la stabilità” ha aggiunto.

Fonte: Nena News

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  1. animaligebbia 3 settimane fa

    Chissa’ se il criminale barzani ha prenotato un volo per bruxelles.

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  2. Walter 2 settimane fa

    Questa situazione l’hanno generata gli USA e Israele: dove passano loro, non cresce più l’erba. Devo riconoscere che hanno una capacità straordinaria di dividere i popoli e metterli uno contro l’altro. Qualcuno, prima o poi, farà la stessa cosa con loro.

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