Bankitalia vuole il Grande Reset

di Ilaria Bifarini

Un lungo discorso, durato circa un’ora, dettagliato sull’andamento economico registrato durante l’annus horribilis della dichiarata pandemia, ma allo stesso tempo dal carattere programmatico, che ben delinea il disegno per il futuro dell’Italia: è la presentazione della Relazione annuale sul 2020 di Bankitalia tenuta ieri al Senato dal governatore Ignazio Visco.

“Non è possibile un futuro costruito su sussidi e incentivi pubblici“, ha spiegato senza mezzi termini, annunciando l’uscita graduale dai sostegni, che saranno rivolti a chi affronta difficoltà contingenti ma presenta capacità di ripresa e non a quelle imprese prive di prospettive di rimanere sul mercato. Un mercato del futuro che rispecchia le linee guida e di investimento del PNRR, incentrato, come esemplificato dai nuovi ministeri del governo Draghi, su transizione ecologica e digitale.

Ripartizione fondi del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR)

Quali sono le attività produttive ormai obsolete in questo nuovo contesto e destinate dunque a sparire? Sono le “molte microimprese”, troppe per il governatore e per il piano da realizzare, che presentano scarsa produttività rispetto alle altre più competitive dei Paesi virtuosi, imprese con meno di 10 dipendenti, che in Italia rappresentano quasi il 50% del tessuto produttivo, il doppio che nel resto d’UE.
“La specializzazione in attività tradizionali e la piccola dimensione riducono la domanda di personale specializzato, innescando quel circolo vizioso di bassi salari e modeste opportunità di impiego che scoraggiano investimenti in ricerca e istruzione”

Storico fiore all’occhiello dell’economia nazionale, le PMI nel Belpaese costituiscono un universo variegato, fatto di imprese a conduzione familiare, piccole eccellenze dell’artigianato locale, aziende enogastronomiche, filiere di lavorazione, dislocate tanto nel Nord industriale che nel meridione delle tradizioni culinarie. Offrono lavoro al 78,6% delle persone occupate (dati pre Covid) e costituiscono la quasi totalità delle attività in Italia, con una percentuale superiore al resto d’Europa e seconda tra i Paesi Ocse.
Una peculiarità che non piace ai fautori del neoliberismo, che da tempo hanno dichiarato guerra al “nanismo” imprenditoriale, tacciando la ridotta dimensione come il principale ostacolo alla produttività e all’innovazione della nostra economia.

Analogo discorso viene fatto per il sistema bancario. Il modello della piccola banca tradizionale, secondo Visco, è ormai superato e va rivisto con aggregazioni da attuare nell’immediato per sostenere la redditività: “diversi intermediari per la maggior parte di piccole dimensioni e con un’operatività tradizionale, presentano debolezze strutturali; in taluni casi esse sono dovute a un governo societario non adeguato e alla debolezza dei controlli interni, in altri alla ridotta capacità di accedere ai mercati dei capitali, di innovare e di sfruttare economie di scala e di diversificazione”.
Come per le imprese

“anche nella gestione del credito e del risparmio il nuovo equilibrio sarà differente da quello attuale, chi non saprà prepararsi in anticipo al cambiamento e non si adatterà con prontezza sarà destinato a perdere rapidamente terreno”.

La visione del futuro e della nuova normalità è chiara, la stessa espressa già da Draghi, da Monti prima di lui, da tutto il gotha dell’ideologia neoliberista e massimamente rappresentata dal Grande Reset dichiarato a Davos, per la cui realizzazione l’emergenza Covid ha rappresentato un’occasione preziosa e irripetibile.
È la tanto agognata attuazione della Quarta Rivoluzione Industriale, basata su intelligenza artificiale e rete 5G, che necessita un preventivo repulisti del nostro sistema imprenditoriale, ormai considerato anacronistico, a favore di un gigantismo aziendale, fatto per lo più di grandi multinazionali iperdigitalizzate, con una pennellata di green per far spazio alla sostenibilità, termine tanto abusato quanto ambiguo nei contenuti, al pari dell’onnipresente resilienza.

Ovviamente l’intero discorso è stato infarcito di elogi all’operato dell’UE, al rafforzamento dei meccanismi unionali e di cooperazione e all’auspicio della realizzazione prossima di un bilancio comune, nonché di un euro digitale, cui Banca d’Italia sarà impegnata in prima linea.

Presentazione della Relazione annuale della Banca d’Italia

Presentazione della Relazione annuale della Banca d’Italia

Non manca una nota positiva, ripresa con entusiasmo da tutte le agenzie in concomitanza con il comunicato dell’OCSE: il Pil tornerà a crescere nel 2021, superando il 4%. Il dato assume valore solo se confrontato al crollo del nostro prodotto interno lordo del 2020, pari all’8,9%, il doppio della perdita del Pil mondiale (4,4%) e ben superiore al resto d’UE (6,3%), cui va aggiunta una caduta di occupazione di quasi 1 milione di lavoratori (945 mila). La performance particolarmente negativa dell’Italia è dovuta alla durata e al rigore delle misure restrittive -siamo stati i primi a chiudere e tra gli ultimi a riaprire- e il peso preponderante del settore turistico, circa il 13% del Pil, fortemente danneggiato dalle misure governative.

Il testo scritto dalla Ilaria Bifarini

Un rimbalzo inevitabile, e anzi piuttosto contenuto possiamo dire, ma per Visco, neanche a dirlo, la presunta ripresa sarebbe da attribuire alla vaccinazione di massa in corso. Peccato che lo stesso Draghi abbia affermato che le mutazioni possono rendere inutili i vaccini.

Il merito di questa esaustiva relazione da parte del titolare di via XX Settembre consiste nell’aver spazzato il campo da ogni equivoco: dopo una fase assistenzialista e paternalista dello Stato, volta a traghettare la popolazione verso la nuova normalità, si passa alla realizzazione operativa del piano del Grande Reset. Con la fine del blocco dei licenziamenti, delle garanzie statali sui prestiti e delle moratorie sui debiti, che hanno consentito a molte aziende di sopravvivere nonostante l’imposizione del divieto di lavorare, e la concessione di sussidi solo alle attività in linea con il modello di sviluppo pianificato, non c’è più spazio per le piccole imprese e per le tradizioni locali. Il futuro è dei giganti e dell’omologazione iperdigitale.

Fonte: Ilaria Bifarini

14 Commenti
  • luther
    Inserito alle 21:46h, 01 Giugno Rispondi

    Di cosa mi dovrei meravigliare? Dalla caduta del muro di Berlino è stato un interminabile assalto alle libertà dei popoli, ogni cosa finalizzata alla disintegrazione della sovranità degli stati. la menzogna e la corruzione i mezzi per raggiugere il fine. ormai manca poco. Chi doveva difendere le istituzioni ha tradito tutto quello che c’era da tradire. Non cambierà un bel niente, solo i popoli possono salvare quel poco che resta perché nessun altro lo farà. La libertà non viene concessa… bisogna prendersela… spietatamente se neccessario.

    • Pippo
      Inserito alle 00:20h, 02 Giugno Rispondi

      Temo sia troppo tardi ormai. L’ultima speranza affinché il potere in Europa non cadesse nelle immonde grinfie della canaglia epilettica e scrofolosa, era Hitler col suo N.S.D.A.P.

      • atlas
        Inserito alle 08:22h, 02 Giugno Rispondi

        c’è già da tempo anche quì https://nsab-mlns.org/ sono Amici miei, in Lombardia. Non mi vogliono nel Movimento solo perchè sono ‘in relazione con donne tunisine’ quindi non della mia razza. Invece sono di razza Mediterranea, come me. Cmq stima e rispetto reciproci, loro sono UNICI, e senza compromessi

      • Vincenzo
        Inserito alle 15:33h, 02 Giugno Rispondi

        Modificherei il post di Luther così:

        “Dalla caduta (…) di Berlino è stato un interminabile assalto alle libertà dei popoli, ogni cosa finalizzata alla disintegrazione della sovranità degli stati. la menzogna e la corruzione i mezzi per raggiugere il fine.”

        Liberalismo e comunismo sono entrambi frutti avvelenati della stessa malapianta internazionalista apolide che rese possibile Jalta e ciò che ne conseguì.

        Ciò che abbiamo vissuto dal dopoguerra in poi è stata una progressiva dissoluzione dei valori tradizionali, Dio, Famiglia, Patria, una parentesi non di libertà, come la maggioranza erroneamente ritiene, ma di progressiva disgustosa licenza tramite un fugace e transitorio benessere economico (sul cui altare però giorno dopo giorno abbiamo sacrificato, tra l’altro, quel poco che restava della nostra indipendenza ed identità nazionale) allo scopo di distruggere ciò che rimaneva di più o meno consono al diritto naturale.

        Ora che la dissoluzione è compiuta Lorsignori col grande “reset” ci stanno dicendo che “la ricreazione è finita”, che sono qui per raccogliere quanto seminato in passato: la schiavitù definitiva di tutti gli uomini ormai privati della morale, della coesione nazionale, delle proprie radici e della propria dignità umana, quella vera però, non quella massonica.

        E contro questa dittatura internazionalista avete voglia a ricorrere alla magistratura, al TAR, al Consiglio di Stato, alla CEDU, all’ONU, all’OMS, agli USA liberali, alla Cina comunista e alla sua alleata la Russia: nella “legalità” degli stati post-Jalta non c’è salvezza dato che le leggi sono nella maggioranza dei casi illegittime, cioè in opposizione al diritto naturale.

        Ormai solo Dio può metterci una pezza: ma ciò non significa che si debba mollare.

  • ARMIN
    Inserito alle 00:12h, 02 Giugno Rispondi

    Coloro che comandano in occidente non si accorgono CHE SONO PERDENTI. Essi sono in crisi esistenziale e hanno paura.
    Possono fare i salti mortali, possono fare tutte le politiche più folli, il RISULTATO NON CAMBIA: SONO AL CAPOLINEA.
    NON VANNO DA NESSUNA PARTE. Hanno esaurito l’inventiva.
    L’occidente è oramai è una PARTE delle Americhe ………………..con una PARTE limitata dell’Europa e pochi altri Stati.
    Grandi idee, grandi rovine.
    Auguri.

  • ARMIN
    Inserito alle 00:58h, 02 Giugno Rispondi

    Parafrasando il grande Friedrich Nietzsche: non c’è bisogno neanche di combatterli, si suicidano da soli.
    Auguri.

  • Annibal61
    Inserito alle 07:30h, 02 Giugno Rispondi

    Sentire i discorsi di Visco, governatore Bankitalia, è vomitevole come può essere mangiare una pietanza dove ci si è sputato sopra.. Quelle microimprese familiari di cui parla sono tassate al 60-70% e ciononostante hanno, in un modo o nell’ altro, portato il benessere che conosciamo questo paese. Non mi sembra che le grandi imprese “protette” da Bankitalia e dal PD come Fiat o Benetton abbiano fatto altrettanto. Devi vergognarti Visco, sei solo un emerito ignorante!

  • Giorgio
    Inserito alle 09:46h, 02 Giugno Rispondi

    Distruzione totale dell’economia …… potere totale alle multinazionali ……
    la situazione si va radicalizzando …… fino al tonfo finale ……

  • Eugenio Orso
    Inserito alle 10:28h, 02 Giugno Rispondi

    All’inizio delprocesso globalista di demolizione e svendita delle attività industriali in Italia, il’élite e i suoi servi hanno distrutto la grande industria italiana, in particolare in mano pubblica (pensiamo alla fine dell’IRI) e i loro servi nel paese lanciavano slogan come “piccolo è bello”, santificando la PMI, di piccole e medie dimensioni.
    Questo all’inizio del processo, che prevedeva l’aggressione alla grande industria nazionale e la fine dell’intervento statalenell’economia.
    Di mezzo, in quella fase, c’era Draghi al tesoro.
    Oggi, con Draghi piazzato alla presidenza del consiglio per volontà degli stessi padroni di ieri, si provvede “a finire il lavoro”, demolendo ciò che resta della PMI, in quanto la grande industria nazionale è già stata “sistemata” e anche la FIAT privata non è più italiana.

    Cari saluti

  • antonio
    Inserito alle 12:51h, 02 Giugno Rispondi

    Bankitaglia è ormai una SPA privata partecipata con maggioranza azionaria riferibile ai TRUST dei Rockfeller-Rotschild
    calderone in cui son finite quasi tutte le banche dell’ Occidente dei predoni

  • Giorgio
    Inserito alle 19:41h, 02 Giugno Rispondi

    Prendiamone atto tutti …..
    Senza la soppressione fisica del gotha bancario economico e politico non c’è speranza ……..
    Ho maturato ciò da quando avevo vent’anni ……. non perchè sono un violento, aggressivo, impulsivo, frustrato ……. tutt’altro ….. mi definisco pacifico e riflessivo ……
    Proprio per questo sono persuaso e arci convinto della necessità dell’uso delle armi per provare a sconfiggere i nemici dell’umanità …..

  • Teoclimeno
    Inserito alle 06:36h, 03 Giugno Rispondi

    Nel prossimo futuro da variante in variante, non ci sarà più spazio per molte cose: il nuovo cittadino italiano avrà la pelle color nero Africa. La cultura classica e lo studio del greco e latino, che tendevano a formare il libero pensiero, non sono più un modello da perpetuare e verranno gradualmente eliminati. La sanità sarà accessibile solo a coloro che ne avranno i mezzi. I sopravvissuti allo sfoltimento vaccinale, dovranno affrontare nuovi problemi, non solo di ordine razziale, ma anche conflitti religiosi e regionali; Nord Sud, Est Ovest, creati appositamente per far confliggere gli italiani fra di loro. Le avanguardie di questa nuova realtà sono già evidenti anche in questo sito.

    • Giorgio
      Inserito alle 09:02h, 03 Giugno Rispondi

      Spero che prevalga la consapevolezza che siamo schiavizzati dagli stessi “padroni” …… poi ogni realtà locale, regionale, nazionale si autodetermini liberamente come meglio ritiene opportuno ……. ma sempre tenendo presente il minimo comune denominatore che lega i popoli sottomessi tra loro ……
      ad evitare una guerra tra poveri che alle èlite tornerebbe molto comoda ……

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