"Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero". Proverbio Arabo

Avanza il Petro-Yuan nell’asse russo cinese che si contrappone al dollaro USA

La Cina è interessata a firmare contratti nel settore petrolifero espressi in yuan. In questo senso Pechino ha programmato di introdurre un suo indice di riferimento che andrà a competere con il Brent o il “West Texas Intermediate”.
Essendo la Cina attualmente il maggiore utilizzatore di energia ed acquirente di greggio, Pechino è interessata a firmare contratti petroliferi con pagamanto in yuan e a stabilire nello stesso tempo un riferimento di prezzi sulla piazza di Shangai. Il piano prevede che i soci del paese asiatico ricevano, a saldo delle loro forniture, pagamanti a mezzo yuan e ed oro, stabilendo una convertibilità della moneta cinese con l’oro ed evitando di utilizzare dollari USA.

Visto il potere contrattuale della Cina negli acquisti di greggio, è facile prevedere che i principali fornitori del gigante asiatico si vorranno adeguare onde evitare di perdere il loro maggiore cliente.
Il prezzo del barile espresso in yuan permetterà agli esportatori di petrolio, come Russia, Iran e Venezuela, di evitare le sanzioni nordamericane nella vendita del loro petrolio per mezzo della moneta cinese.
Già In settembre, il Venezuela aveva eliminato il dollaro dai suoi contratti petroliferi. Caracas ha ordinato ai commercianti di petrolio di convertire tutti i loro contratti in euro e di non utilizzare più i dollari. La misura ha fatto seguito all’approvazione delle sanzioni USA contro il paese latinoamericano.
La Russia e la Cina hanno iniziato a commerciare tra loro con le proprie monete dopo le sanzioni imposte dagli USA nel 2014.

Si tratta quindi di costituire una enorme zona di interscambio in moneta di riserva alternativa e di allontanarsi totalmente dal dollaro nordamericano. La decisione segue all’inaugurazione da parte di Pechino del nuovo sistema di pagamanti transnazionale, il CIPS, che diventa alternativo alo “SWIFT Code”, radicato a Bruxelles e controllato dalle centrali finanziarie USA che viene utilizzato normalmente per le transazioni bancarie.
Anche nel caso del CIPS , questo è nato come sistema alternativo allo Swift nel momento in cui gli USA hanno utilizzato il loro potere per bloccare i paesi sotto sanzione dall’utilizzo del sistema Swift, oltre al fatto che Pechino ha deciso da tempo di lanciare obbligazioni di Stato espresse in Yuan e di garantire la converitbilità con l’oro di cui ha accumulato gigantesche riserve.

Nyovo sistema monetario

Il tutto forma parte di una strategia a lungo termine con cui si va ad abbandonare il dollaro nelle transazioni internazionali come principale moneta per gli scambi, sottraendosi al potere geofinanziario anglo USA e al suo sistema di ricatti nei confronti dei paesi non conformi agli interessi di Washington.

Quella della conversione in Ytuan del petrolio non si può considerare uana una iniziativa estemporanea nè di avventurismo, nè da parte di Caracas nè di Pechino.  La “Shanghai Futures Exchange” e la filiale “Shanghai International Energy Exchange”, INE, hanno da poco realizzato quattro test con esito positivo sui contratti a termine del greggio. Vedi: Ine.cn

Facile prevedere che le regole del mercato petrolifero e la speculazione con gli “acquisti a futuro” cambieranno profondamente, ma non è tutto. Se si considera che tutto l’intercambio tra Russia, Cina, Iran e India si va incanalando attraverso le rispettive monete nazionali, si deduce che la domanda del biglietto verde è destinata a subire un drastico calo.

Il sistema verso cui si stanno incamminando paesi come la Cina, la Russia ed i paesi del gruppo BRICS (Brasile, Russia, Cina, India e Sudafrica) sarà un sistema di post Bretton Woods, per indicare lo sganciamento dal signoraggio del dollaro USA.

Questo avrà conseguenze importanti negli equilibri geofinanziari mondiali e come prima conseguenza renderà quella delle sanzioni USA una arma spuntata per i paesi che avranno aderito al sistema alternativo. Chi di sanzioni ferisce……..

Fonte:   Al Manar    Asia Times

Traduzione e sintesi: Luciano Lago

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  1. Alessandro 7 mesi fa

    A Putin l’ha mandato la Provvidenza.

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  2. Backward 7 mesi fa

    Senonché questi smottamenti monetari paiono voluti proprio dalla nota cricca.
    Uno dei primi seggi dello Shanghai Gold Exchange è stato assegnato al gruppo Rothschild, che commercia oro con la Cina fin dagli anni ’70. Per continuare con HSBC, Standard Chartered Bank, Bank of Nova Scotia, Credit Suisse, Goldman Sachs, JPMorgan, UBS e Deutsche Bank. (https://www.sprottmoney.com/blog/the-new-shanghai-gold-exchange-does-anything-change-jeff-neilson-sprott-money-news.html)
    Del resto, il governatore della Banca Centrale Cinese, Zhou Xiaochuan, in carica dal 2002, faceva parte del consiglio direttivo della Banca per i Regolamenti Internazionali (BIS), apice del potere globalista.

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  3. atlas 7 mesi fa

    la Russia acquista merce direttamente dalla Cina con l’oro al prezzo attuale. Mentre la Cina compra risorse energetiche russe con l’oro al prezzo attuale. In questo festival russo-cinese della vita c’è un posto per ogni cosa: merci cinesi, risorse energetiche russe e oro quale mezzo di pagamento reciproco. Solo il dollaro non vi trova posto e non sorprende, perché il dollaro USA non è un prodotto cinese, né una risorsa energetica russa. E’ solo uno strumento finanziario intermedio di liquidazione, un intermediario inutile. Ed è consuetudine escludere gli intermediari inutili dall’interazione di due partner commerciali indipendenti

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