GAZA - "Qui a Gaza sono in atto disastri umanitari di un'intera popolazione". Meri Calvelli, cooperante italiana che conosce la terra palestinese e i suoi 'dolori' da più di dieci anni, che denuncia a voce alta come la Striscia di Gaza sia il "luogo in cui viene sperimentata la punizione collettiva", è anche oggi a Gaza City ed è reduce da una visita in una delle scuole che l'Unrwa ha aperto per dare rifugio ai palestinesi che hanno lasciato il nord della Striscia di Gaza dopo gli avvertimenti dell'Esercito israeliano. Per Israele è da qui che è partita la maggior parte dei missili sparati contro le città israeliane.Meri Calvelli racconta in un'intervista telefonica ad Aki-Adnkronos International di "nonni arrivati" a Gaza "su un carretto mentre cadevano le bombe", di "famiglie intere con molti anziani e bambini, tanti disabili, di gente povera che lavora la terra, di gente arrivata con i ciuchi", di gente che dietro alle foto che hanno riempito la stampa internazionale si chiede: "Ma noi cosa abbiamo a che fare con tutto questo? Ci chiamano 'terroristi'. Siamo solo povera gente che vuole stare nella sua terra".

di Luciano Lago La grande macchina dei media occidentali, dominata dai network televisivi anglo americani quali CNN, FOX News, Reuters, Sky News, ABC News, CBS, ecc. , con i loro corrispondenti in Italia che ne riprendono fedelmente le notizie ed i servizi, si è messa in moto a pieno ritmo  per manipolare e diffondere una idea falsata di quanto sta avvenendo nella striscia di Gaza. Naturalmente l’obiettivo primario è quello di nascondere il genocidio in corso a Gaza ad opera delle forze armate israeliane, cercando di far credere che sia in corso una guerra fra due eserciti contrapposti, come se, di fronte ai bombardamenti sulle abitazioni civili effettuati dall’aviazione di Israele mediante gli F16 e gli elicotteri Apache e le incursioni da terra con carri armati di ultima generazione Merkava, artiglieria e missili teleguidati, ci sia un esercito costituito da Hamas ed i gruppi palestinesi potentemente armati che lancia potenti missili contro le postazioni israeliane.

di Marco Della Luna Mentre fioccano dati sempre peggiori in campo economico, i partiti italiani, quasi tutti, si uniscono per approvare un insieme di riforme che niente hanno a che fare con l’efficienza e la competitività e il rilancio economico del paese, ma che tutte servono a diminuire la partecipazione democratica dei cittadini, il controllo giudiziario indipendente sull’operato dei politici e ad aumentare il potere della partitocrazia nonché, soprattutto, la sua capacità di mangiare addosso alla gente, indisturbata e impunemente.La casta ladra vuole meno interferenze dei cittadini e dai magistrati.

di Christoph Dreier Giovedi 10, il Ministero dell'Interno ucraino ha annunciato che stava conducendo un "assalto totale" a "più fronti" contro Donetsk e Luhansk, le due roccaforti dei separatisti filo-russi. In consultazione con i suoi alleati in Europa e negli Stati Uniti, l'esercito ucraino sta lanciando un'offensiva brutale. AFP giornalisti vicini a Donetsk segnalano l'intensificazione del fuoco dell'artiglieria pesante come convogli di carri armati e trasporto truppe che avanzano verso la città. Il Ministero dell'Interno è in attesa di una campagna di un mese per portare le due città sotto il controllo del governo. Portavoce per i separatisti, numericamente inferiori, hanno detto che hanno intenzione di opporre una feroce resistenza. Gli attacchi del regime di Kiev hanno prodotto numerose vittime civili. Nella regione di Luhansk, un autobus che portava i minatori al lavoro è stata colpito dall'artiglieria, e quattro operai sono morti. La compagnia mineraria DTEK successivamente ha annunciato la chiusura temporanea di quattro miniere per garantire la sicurezza dei dipendenti. Il servizio stampa degli insorti a Luhansk ha anche riferito che un centro oncologico è stato colpito durante il bombardamento della città.

di Vladimir Sedov Da oltre 20 anni l'Europa occidentale e la Russia si erano cautamente e gradualmente riavvicinate a vicenda, un progresso raggiunto nel promuovere la cooperazione reciprocamente vantaggiosa. Non è più il così da un po’ di tempo.  E’ emerso qualcosa di marcio nel tracciare una linea di partizione tra l'Occidente e l'Oriente del continente eurasiatico. Le parti sono divise da una trincea piena di veleno anglosassone. La Russia ha elaborato almeno un qualche tipo di immunità. L'Europa continentale è invece molto più vulnerabile. L’Europa si trova  ancora sotto l'illusione di un qualche cosa denominata “solidarietà Atlantica”. Tanto meno si rende conto che gli Stati Uniti e la Gran Bretagna sono ostili ad essa come alla Russia. La corsa alla concorrenza per le risorse minerarie e sui mercati tra gli Stati Uniti, l'Unione Europea, il Giappone e le economie emergenti del BRICS è un fatto inconfutabile. La Russia è un fattore che può far pendere la bilancia del futuro – a decidere se l'alleanza anglo-sassone (Stati Uniti, Canada, Gran Bretagna, Australia e Nuova Zelanda) continuerà a dominare il mondo o l'impresa potrà essere multipolare, quando il lancio di un la guerra diventa una cosa rischiosa per chiunque.

Gerusalemme occupata - Cinquantadue palestinesi caduti martire in un solo giorno; e' il bilancio pesantissimo delle ultime 24 ore dei bombardamenti israeliani sulla Striscia di Gaza che diventa più cruenta di ora in ora. Il tragico bollettino si fa più pesante ogni giorno, ieri infatti la giornata più sanguinosa. I dati aggiornati parlano di un attacco serale a Gaza City, il più micidiale della giornata, con 18 morti, secondo fonti mediche locali. Mentre altre tre persone sono state uccise a Rafah e una a Jabalyia. Ferito il capo della polizia di Hamas, Tayseer al-Batsh. Tra le vittime della mattina anche due donne gravemente handicappate, riferiscono le fonti. Nella notte anche una breve operazione di terra, di cui non si conoscono i dettagli. Un attacco è stato lanciato nella notte contro un sito di lancio di missili di Hamas nel nord della striscia di Gaza. L’esercito israeliano dà notizia di quattro soldati leggermente feriti, senza aggiungere ulteriori dettagli. Da cinque giorni aggressioni non danno tregua nella striscia di Gaza. Oltre 700 attacchi dell’aviazione, 1.300 missili e 300 proiettili sparati dai carriarmati, 400 cannoneggiamenti dalle navi al largo di Gaza. I morti sono almeno 160 (55 uccisi ieri), l’80 per cento civili, tra loro donne e bambini. Fonte: Italianirib

Intervista di RT al prof. Michael Hudson RT: Può riassumerci i passi ben collaudati che porteranno dai prestiti del FMI al passaggio delle migliori risorse ucraine in mano a privati occidentali? MH: Il principio base da tenere a mente è che oggi la finanza è guerra condotta con mezzi non militari. Lo scopo di indebitare un paese è di ottenere il suo surplus economico, finendo con le sua proprietà. Le proprietà più importanti da ottenere sono quelle che possono produrre esportazioni e generare scambi con l'estero. Nel caso dell'Ucraina, principalmente le manifatture e miniere orientali, attualmente in mano agli oligarchi. Per gli investitori stranieri il problema è come trasferire queste risorse, e il relativo reddito, in mani straniere, in un contesto economico in cui i pagamenti internazionali sono in deficit cronico in conseguenza della fallita ristrutturazione post-1991. Qui entra in ballo il FMI. Il FMI non venne istituito per finanziare i deficit di bilancio interni dei governi. I suoi prestiti sono destinati a pagare i creditori stranieri, principalmente per mantenere il tasso di cambio di un paese. L'effetto di solito è di finanziare l'uscita dei capitali dal paese, a un alto tasso di cambio, anziché i correntisti e i creditori che ricevono meno dollari o euro.

I sionisti cercano di concretizzare il sogno della "Grande Israele" a spese dell'Iraq di Yusuf  Fernandez Di recente il giornalista d'inchiesta statunitense, Wayne Madsen, ha pubblicato un articolo sul suo sito web dove descrive con molti dettagli le politiche espansioniste di Israele in Iraq e conferma che Israele aspira a controllare una parte dell'Iraq con il fine di concretizzare il suo sogno della "Grande Israele" che si vede  cristallizzato nella sua stessa bandiera ove le due fasce azzurre rappresentano i fiumi Nilo ed Eufrate, fiumi che delimitano quello che i pianificatori sionisti cercavano ai  loro giorni, ovvero la realizzazione di una Grande Israele che potesse  inglobare la maggior parte delle terre del Medio Oriente, includendo i territori che appartengono attualmente alla Palestina occupata, al Libano, alla Giordania, all'Egitto ed all'Iraq.

Gli Stati Uniti dirigono tutte le guerre di aggressione nel mondo, questo che costituisce il maggior crimine a livello internazionale, secondo le regole stabilite nel processo di Norimberga, questo ha dichiarato Noam Chomsky, riconosciuto come un qualificato esperto, analista, politologo e linguista statunitense. Alludendo alla aggressione statunitense in Iraq nel 2003, l’accademico ha ricordato che l’identità della Nazione irachena è stata distrutta dagli aggressori e sostituita con “identità settarie ed etniche”, nel istituire un Consiglio di amministrazione  nel paese, sulla base di una identità settaria, “una novità per l’Iraq”.

Continua il saccheggio delle imprese italiane ad opera delle grandi multinazionali di Roberto Nardella È notizia di oggi la cessione del 61% della Indesit Company SPA alla statunitense Whirlpool SPA per circa 680 milioni di €uro.. Giusto una settimana fa sono stato ospite, in veste di cliente, alla presentazione in quel di Bari delle ultime novità della casa di Fabriano, da sempre di proprietà della famiglia Merloni, detentore dei marchi Indesit, Hot – Point Ariston e Sholtés (azienda francese di altissimo livello rilevata a metà degli anni 2000). La Indesit Company è altresì proprietaria di quote rilevanti in altre società di primo piano del settore elettrodomestici. Essa è da diversi anni leader indiscussa in Italia e risulta essere tra i primi 5 costruttori di elettrodomestici al mondo. Nel pur pessimo 2013 ha fatturato circa 3,7 miliardi di €uro. Dopo aver visionato ed apprezzato gli ultimi innovativi prodotti ho assistito (insieme ad un altro centinaio di clienti pugliesi) alla mini conferenza tenuta dal direttore commerciale per l’Italia che, dopo breve presentazione visiva dell’intero brand, ha tenuto un discorso di una quindicina di minuti. Nell’intervento si è soffermato sul difficile momento che l’intera industria italiana sta attraversando e bla-bla-bla, assicurando tutti gli astanti che non vi era alcuna voce fondata circa la fusione con questa o a quella azienda straniera e ha concluso testualmente con queste poche e belle parole: “La Indesit Company è e resterà italiana e non ci saranno licenziamenti”, a cui l’intera sala ha risposto con uno scrosciante e sentito applauso.