A.E. Pritchard sul Telegraph commenta la più pericolosa confluenza di circostanze da trent'anni a questa parte: gli USA hanno dichiarato guerra economica alla Russia, l'Europa si accoda, compiacente, ed è altissimo il rischio che la Russia possa lanciare una rappresaglia sul terreno tentando di rovesciare l'assetto post guerra fredda... è la quiete prima della tempesta? Ma i Russi hanno interesse a far scoppiare la guerra? A.E. Pritchard, Telegraph - La Russia sta correndo ai ripari. Questa mattina la banca centrale è stata costretta ad alzare i tassi di interesse all'8% per difendere il rublo e arginare la fuga di capitali, 75 miliardi di dollari finora quest'anno, e chiaramente di nuovo in crescita. La strana calma sui mercati russi sta cominciando a cambiare come gli investitori prendono in considerazione la possibilità terribile che l'Europa alla fine imporrà le sanzioni, escludendo le banche russe dalla finanza globale.

di Juan Manuel Prada In questi giorni ascoltiamo i molti piagnistei nell'ambito cattolico per la persecuzione di cui soffrono i cristiani nel Medio Oriente; di contro si ascoltano molti meno riconoscimenti, attraverso un sincero atto di contrizione, su quali siano le vere cause della persecuzione. Richiama anche l'attenzione il fatto che determinati media sedicenti cattolici, ogni qualvolta ci sia da spiegare quello che sta accadendo in Medio Oriente, ricorrano all'autorità di "analisti di politica internazionale", "esperti in geopolitica" e altre tipologie di esperti neocons, liberali o progressisti (in prevalenza nei media cattolici si ricorre un pò meno a queti ultimi perchè con i neocons e liberali si ritiene di avere già la copertura di intossicazione del "pensiero politicamente corretto") mentre mai si da voce ai cristiani iracheni, siriani o palestinesi, i quali sono le reali vittime delle persecuzioni e ne conoscono perfettamente le cause. Non gli si da voce perchè si sa in anticipo quello che andrebbero a raccontare e questo non quadra con tutti i luoghi comuni che ci hanno obbligato ad assimilare nel corso di questi anni; gli stessi che ci continuano a propinare anche oggi.

Di Paul Craig Roberts Il governo russo si è finalmente reso conto di non avere "partner" occidentali, e sta lamentando amaramente le menzogne propagandistiche e la disinformazione infondata diffusa contro il governo russo da Washington, i suoi vassalli europei e i media prostituiti al potere. Forse il governo russo pensava che solo Iraq, Libia, Siria, Cina e Edward Snowden sarebbero stati soggetti alle bugie e alla demonizzazione di Washington. Era ovvio che la Russia sarebbe stata la prossima. Il governo russo e l'Europa devono guardare oltre la propaganda di Washington, perché la realtà è molto peggiore.  Il generale Breedlove, comandante della NATO, e il disegno di legge del senato 2277 indicano chiaramente che gli USA si stanno organizzando, e organizzando l'Europa, per una guerra contro la Russia.

Da Counter Punch un’analisi spietata ed inquietante sull’eclissi delle capacità critiche della nostra civiltà. Dalle questioni geopolitiche (tra cui, spesso, massacri e guerre promosse dall’Occidente) ai fatti della nostra vita, si è realizzato nel modo più soffice il totalitarismo orwelliano:  dietro l’illusione dell’”era dell’informazione” e del multiculturalismo s’impone in realtà un’unica possibile visione del mondo, un unico schema di interpretazione della realtà. Se pure non c’è nulla di nuovo sotto il sole, oggi sembrano però mancare figure capaci di esprimere efficacemente un’alternativa radicale (o sono sommerse dal frastuono). L’altra sera ho visto “1984″ di George Orwell in un teatro di Londra. Sebbene venisse sbandierata l’interpretazione contemporanea, il monito di Orwell riguardo al futuro veniva presentato come un pezzo storico: remoto, innocuo,  quasi rassicurante. Era come se Snowden non avesse rivelato niente, se il Grande Fratello non fosse ora una spia digitale, se lo stesso Orwell non avesse mai detto: “Per essere corrotti dal totalitarismo non occorre vivere in un paese totalitario.”

Il celebre analista israeliano del giornale Yediot Aharonot, Shimon Siffer, ha parlato di una " sconfitta schiacciante" dell'esercito israeliano nel conflitto a Gaza. Secondo Shiffer, "lo Jihad islamico e Hamas hanno dato prova di una straordinaria resistenza dall'inizio di questa offensiva, La guerra si basa sul principio della sorpresa e questa ci è costata più vittime fra i soldati.  Noi proseguiamo questa offensiva che non ha ottenuto nessuno dei suoi obiettivi". "L'iniziativa della guerra si trova nelle mani di Hamas e dello jihad islamico", considera amaramente Siffer. Da parte sua, Ron Ben Yashai, un esperto militare di questo stesso giornale, segnala: "nei primi giorni dell'offensiva contro Gaza, l'Esercito israeliano ha perso vari dei suoi alti ufficiali che dirigevano le forze d'elite. Si tratta di un duro colpo difficilmente riparabile". Yashai aggiunge: " Dall'inizio della guerra abbiamo gettato 120 tonnellate di bombe su Gaza. Tuttavia niente è cambiato ed il nostro Esercito continua ad essere oggetto di attacchi dai palestinesi". Israele ha riconosciuto 39 vittime fra i suoi soldati.

Riportiamo alcuni estratti del discorso tenuto oggi da Hassan Nasrallah , leader e guida spirituale  della formazione libanese Hezbollah  "Ai nostri fratelli a Gaza diciamo: siamo con Voi e siamo sicuri della Vostra Vittoria. Noi faremo tutto ciò ch'è necessario e doveroso per essere con Voi". "Chi fra gli arabi non vuole appoggiare la Palestina, allora deve tacere". "Occorre ricordare che la Siria, l'Iran e gli Hezbollah non hanno mai lesinato l'appoggio logistico in qualsiasi campo alla Resistenza Palestinese. Oggi vediamo che gli altri non hanno fatto nulla per la Resistenza Palestinese". Come musulmani dobbiamo condannare con fermezza i crimini commessi in Iraq nei confronti dei cristiani e dei musulmani. Quello che sta accadendo in Iraq di distruzione delle Chiese Cristiane e delle Moschee Islamiche fa parte di un progetto, che ha per obbiettivo la preparazione alla normalizzazione della distruzione della Moschea di Al Aqsa".

di Paul Craig Roberts Nonostante la conclusione fatta  dai servizi segreti degli Stati Uniti, che non vi è alcuna prova del coinvolgimento russo nell'abbattimento dell'aereo della compagnia aerea malese con  tutte le vittime a bordo, Washington  sta aggravando la crisi e trascina il mondo verso la guerra. Ventidue senatori statunitensi hanno introdotto nel 113 ° Congresso, in seconda sessione, un disegno di legge, n. S.2277, "Per prevenire ulteriori aggressioni russe verso l'Ucraina e altri stati sovrani in Europa e in Eurasia, e per altri scopi." Il disegno di legge si trova presso il primo Comitato per le Relazioni Estere. Si noti che prima di qualsiasi prova che attesti una qualsiasi aggressione russa, ci sono già 22 senatori schierati a favore della possibilità di prevenire ulteriori aggressioni russe .

Aspettando le "prove" americane, la posizione delle autorità di Kiev è sempre più debole Fonte CIA menzionata da R. Parry: missile lanciato da soldati di Kiev ubriachi Le questioni irrisolte sul volo MH17 sono ancora una volta l'oggetto di indagine di Jacques Sapir nel suo ultimo post su RussEurope. Riprendendo anche gli articoli del giornalista americano Robert Parry, colui che aveva rilevato al mondo le attività illecite dell'era Reagan (in particolare l'affaire Iran-Contra), si possono iniziare a tirare alcune conclusioni. Il governo americano, prosegue Sapir dopo una ricca premessa tecnico-militare, sostiene che è stato un missile terra-aria lanciato da una zona sotto controllo dei ribelli separatisti, responsabile di questa catastrofe. La Casa Bianca dichiara poi di avere delle prove satellitari a testimonianza: la batteria missilistica sarebbe arrivata dalla Russia qualche giorno prima, ma la distanza tra il punto probabile d'impatto del missile e quello del ritrovamento del MH17 rende questa ipotesi molto poco probabile.

di Ida Magli Leggendo su vari quotidiani e in diversi siti internet che i giovani di Forza Italia sono decisi a “dare una scossa” al partito e che discutono di progetti e idee nuove da lanciare per il prossimo futuro, viene spontanea una domanda o meglio un grido: una “scossa”, un “futuro”? Ma non vedete che Forza Italia si sta suicidando? Che il partito, anche se ancora esiste, è come se non esistesse? Da quando ha cominciato a votare tutti i decreti di Monti, poi di Letta, poi di Renzi, Forza Italia mantiene in vita i propri parlamentari ma non i propri ideali, le proprie mete. Forza Italia sta uccidendo l’Italia, consegnandola del tutto a quell’Europa, a quei banchieri che persegue l’eliminazione delle nazioni, delle patrie, come ha affermato appena eletto Jean-Claude Juncker (“talebano dell’eurocrazia”, come è stato definito). È questo il motivo per cui nessuno dei governanti si è piegato neanche per un momento a riconoscere il fallimento di tutto ciò che è stato intrapreso con l’unificazione, i “risultati” raggiunti con la moneta unica, con le normative di Maastricht: la macroscopica svalutazione di ogni bene, la crisi economica di quelli che erano fra gli Stati più ricchi del mondo, la disoccupazione, l’invasione islamica, la perdita assoluta di Potere, di prestigio davanti al mondo.