(A chi vanno i grandi vantaggi della Globalizzazione,  proviamo a indovinare). Di Michael Snyder L'economia globale è strutturata per incanalare sistematicamente la ricchezza al vertice della piramide, e questo accentramento della ricchezza globale sta accelerando ogni anno. Secondo le Nazioni Unite, 85 individui super ricchi possiedono più denaro che non i 3 miliardi e mezzo di individui più poveri del pianeta messi insieme. E 1,2 miliardi di questi poveri vivono con meno di $1,25 al giorno. C'è qualcosa di profondamente sbagliato in un sistema che produce questo tipo di risultati. Il 70% degli abitanti del pianeta vive in paesi in cui il divario tra i ricchi e i poveri negli ultimi 30 anni è aumentato. Nonostante i nostri avanzamenti tecnologici, circa un miliardo di persone si corica con la fame ogni sera. E quando il nostro sistema finanziario difettoso alla fine collasserà, saranno i poveri a soffrirne maggiormente.

di Luciano Lago Coloro che seguono i TG delle principali reti televisive  italiane, avranno notato che non c’è avvenimento di respiro nazionale che non veda presente, solerte davanti alle telecamere, il presidente del Consiglio italiano, il fiorentino Matteo Renzi. Nell’ultima settimana Renzi è intervenuto personalmente per ricevere in aeroporto la donna sudanese, Meriam, perseguitata per la sua fede dagli islamici (era stata condannata a morte) la quale è stata accolta in Italia per metterla al riparo dalle persecuzioni. Ottima passerella per fare le sue dichiarazioni davanti alle telecamere e vantarsi dell’accoglienza e della protezione accordata dal nostro paese, questo all’ora di cena quando molta parte degli italiani sono davanti alle TV. Successivamente arriva il relitto della Concordia nel porto di Genova, avvenimento messo in grande risalto da tutti i media, non poteva mancare certo Renzi davanti alle telecamere per il suo discorso di esaltazione della “tecnica italiana” e del lavoro delle nostre maestranze. In questo periodo le scuole sono chiuse per le vacanze estive ma, possiamo essere tranquilli che, alla riapertura dell’anno scolastico, il Fiorentino farà una nuova carrellata all’interno dei qualche scuola, da nord a sud, per vantare il suo piano di recupero dell’edilizia scolastica e farsi riprendere dalle telecamere.

di Paul Craig Roberts La propaganda straordinaria condotta contro la Russia dai governi statunitense e britannico e dai ministeri della propaganda noti come "media occidentali" ha lo scopo di portare il mondo ad una guerra che nessuno potrà vincere. I governi europei devono scuotersi dalla noncuranza, perché l'Europa sarà la prima ad essere vaporizzata a causa delle basi missilistiche statunitensi che ospita per garantire la sua "sicurezza". Come riportato da Tyler Durden di Zero Hedge, la risposta russa alla sentenza extragiudiziale di un corrotto tribunale olandese, che non aveva alcuna giurisdizione sul caso che ha arbitrato, sentenza che ordina al governo russo di pagare 50 miliardi di dollari agli azionisti della Yukos (un'entità corrotta che stava saccheggiando la Russia ed evadendo le tasse), è molto significativa. Quando gli è stato chiesto come la Russia si comporterà riguardo la sentenza, un consigliere del presidente Putin ha risposto: "C'è una guerra che sta arrivando in Europa. Crede davvero che questa sentenza abbia importanza?"

di Giuliano Augusto Quello di Monti era il governo della Goldman Sachs. Quello di Letta, il nipote, era il governo dell'Aspen Institute. Per dire che erano entrambi molto orientati a fare gli interessi della finanza anglo-americana. Non a caso il governo Monti realizzò lo scorporo della Snam, che gestisce la rete di distribuzione del gas in Italia, dalla holding Eni. Una richiesta che era venuta non soltanto dagli esponenti della canaglia liberista in Italia (legati mani e piedi agli ambienti di Wall Street e della City) ma anche da azionisti dell'Eni come il fondo di investimento americano Knight Winke che si era assunto il ruolo di assillare il governo con tale questione che poi Monti aveva finito per risolvere a suo modo all'inizio del 2012. Anche Matteo Renzi, che nel 2009 il settimanale americano Time aveva definito “l'Obama italiano” (triplo sic), si è mostrato fedele alla linea “atlantica” ed ha avviato le grandi manovre per mettere in vendita quote azionarie di società sotto controllo pubblico come Eni, Enel, Poste, Finmeccanica e Fincantieri tanto per citare le più note. Ma anche di Enav, Cdp Reti, Rai Way e Stm. In particolare Renzi è intenzionato a vendere una quota del 5% di Eni ed Enel portando in tal modo la quota pubblica dal 30% al 25%.

di Thierry Meyssan Dopo il ritiro di Fidel Castro, la morte di Hugo Chávez e il divieto imposto a Mahmoud Ahmadinejad di presentare un candidato alle elezioni presidenziali iraniane, il movimento rivoluzionario non ha più un leader mondiale. O meglio, non ne aveva più. Tuttavia, l’incredibile tenacia e sangue freddo di Bashar al-Assad ha fatto di lui il solo capo dell’Esecutivo al mondo che sia sopravvissuto a un attacco concertato di una vasta coalizione coloniale guidata da Washington, e che sia stato largamente rieletto dal suo popolo. Bashar el-Assad non desiderava entrare in politica. Si era dedicato ad essere un oculista. Tuttavia, alla morte del fratello Bassel, rientrò dal Regno Unito dove continuava i suoi studi e accettò di servire la sua patria e suo padre. Alla morte di quest’ultimo, acconsentì a succedergli per mantenere l’unità del paese. I suoi primi anni di governo furono un tentativo di modificare la composizione delle classi sociali in modo da rendere possibile un sistema democratico che nessuno gli reclamava. Pazientemente, smantellò il sistema autoritario del passato e iniziò ad associare la popolazione alla vita pubblica.

di Eugenio Orso 1 In Italia non si ha neppure la vaga percezione, a livello di massa e di classi dominate, della gravità della situazione internazionale, con il mondo che è sempre più vicino all’orlo del baratro. La qual cosa è persino scontata, se ci riflettiamo un po’ sopra. In un paese occupato, retto da collaborazionisti, non solo si falsa senza pudore la realtà sociopolitica interna, ma attraverso la disinformazione si altera anche la corretta percezione degli eventi internazionali. Pur esistendo la rete e al suo interno l’informazione alternativa, solo in pochi riescono a comprendere, con sufficiente chiarezza, che il mondo sta per giungere all’apice della guerra. Di quale guerra si tratta

di Luciano Lago Per molti anni la cultura liberale e pseudo progressista ha sostenuto e diffuso il concetto della " tutela dei diritti umani," concetto che era stato fatto proprio dalle Nazioni Unite già dal 1948 con la “Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo”. Con questa Carta si stabiliva, per la prima volta nella storia moderna, l'universalità di questi diritti, non più limitati unicamente ai paesi occidentali, ma rivolti ai popoli del mondo intero, e basati su un concetto di dignità umana intrinseca, inalienabile, ed universale. La Dichiarazione riconosce tra le altre cose il "diritto alla vita, alla libertà e alla sicurezza personale; al riconoscimento come persona e all'uguaglianza di fronte alla legge; a garanzie specifiche nel processo penale; alla libertà di movimento e di emigrazione; all'asilo; alla nazionalità; alla proprietà; alla libertà di pensiero, di coscienza e di religione; alla libertà di associazione, di opinione e di espressione; alla sicurezza sociale; oltre che a lavorare in condizioni giuste e favorevoli e alla libertà sindacale; a un livello adeguato di vita e di educazione".

di Anacronista Come sottolineato da un articolo del Daily Bell ( TheDayBell.com/news-analysis/ )  , anche il modo in cui i media descrivono la prossima fine del dollaro fa trasparire il fatto che si tratta di un evento guidato e programmato da tempo. Così ad esempio il britannico Telegraph: "I 70 anni di dominio del dollaro stanno arrivando alla fine... entro un decennio la banconota verde potrebbe venire rimpiazzata nel suo ruolo di valuta di riserva mondiale. [...] La settimana scorsa, i governi di Brasile, Russia, India e Cina hanno tenuto una conferenza nella città brasiliana di Fortaleza in occasione dell'istituzione di una nuova banca per lo sviluppo, banca che, linguaggio diplomatico a parte, mira a competere con il FMI e la Banca Mondiale. [...] La nuova banca per lo sviluppo dei BRICS, strutturata sul modello del FMI, sarà provvista di 100 miliardi di dollari di riserve valutarie da prestare in tutto il mondo, fornendo così ai paesi indebitati in difficoltà un'alternativa al 'consenso di Washington'.

L'Arabia Saudita è uno stretto collaboratore dell'Agenzia della Sicurezza Nazionale degli Stati Uniti (NSA) nel portare a compimento operazioni di spionaggio nella regione del Medio Oriente, questo  lo chiariscono  le ultime rivelazioni realizzate dall'agente della NSA, Edward Snowden. D'accordo con i documenti fatti pubblici il Sabato da Glenn Greenwald e d Murtaza Hussain, nella rivista digitale, "The Intercept", dal 2013 Riad e Washington mantengono una alta integrazione, la NSA e i Ministeri dell'Interno e della Difesa del paese arabo condividono le informazioni di intelligence destinate allo spionaggio.

Nell’era di Internet, la libertà è per pochi: ormai lo ammette anche il compositore Jaron Lanier, pioniere della creatività digitale. Musicista, informatico e imprenditore, Lanier incarna «il tipico prodotto della subcultura di Berkeley, nella quale l’ipermodernità si lega ecletticamente ai linguaggi estetici anni sessanta-settanta, e l’individualismo legittima la piena ricerca del successo e il più spregiudicato utilizzo dei meccanismi della moda», scrive Alessandro Visalli, citando un’intervista di Riccardo Staglianò sul “Venerdì di Repubblica”. «Lanier si è pentito: dopo aver sostenuto per anni che Internet libererà l’uomo, che produrrà un anarcoide e liberato mondo della piena affermazione per tutti, depurato del potere e leggero come le idee, si è accorto che si va nella direzione opposta». Nel suo settore più amato, la musica, «ha visto che tutto cala man mano che il prodotto si diffonde “liberamente”, che le sale da incisione chiudono, i musicisti iniziano a cambiare mestiere, i negozi restano deserti», anche perché ormai con un’iPhone da poche centinaia di euro «si possono ottenere risultati che richiedevano decine di migliaia di euro e il lavoro di molte persone».