di Luciano Lago Ci sono episodi ed avvenimenti che passano in secondo piano nel contesto dei grandi avvenimenti  sulla scena internazionale  ma alcune volte è da questi che si ricavano importanti indicazioni sui  comportamenti  e sul carattere di alcune persone che  rivestono incarichi importanti. Nel caso dell’attuale crisi dell’Ucraina che ha portato ai massimi livelli la tensione internazionale tra  russi e americani, questi ultimi contornati dai loro lacchè e servitori europei,  per  quanti  hanno seguito la vicenda, possono essere significativi  alcuni episodi  e dichiarazioni fatte  dietro le quinte del palcoscenico mondiale. Non parliamo del sistematico travisamento dei fatti che viene svolto con noncuranza e con ossessiva ripetitività dalle fonti ufficiali della politica statunitense e ripetuto da quasi tutti i media occidentali, quasi fosse vero che una bugia ripetuta mille volte possa divenire una verità.

  Wolfgang Munchau su Der Spiegel a proposito delle possibili ritorsioni a sanzioni economiche UE  contro la Russia: un piccolo danno può far precipitare un equilibrio già instabile. Segnalazione e traduzione di Matteo Thomann Vere sanzioni commerciali da parte dell’Occidente danneggerebbero pesantemente la Russia – ma potrebbero anche far divampare nuovamente l’eurocrisi e dividere gli europei. Putin lo sa molto bene e ci specula sopra. Avevo sempre pensato che la crisi dell’euro sarebbe stata la tempesta perfetta per l’Unione europea. Mi sono decisamente sbagliato, la crisi in Crimea l’ha relegata nell’ombra. E nemmeno l’osservazione che Vladimir Putin sarebbe più debole a livello politico, ci aiuta molto; che vivrebbe spiritualmente isolato in un universo parallelo; che, ad un certo punto, si arriverà ad un colpo di Stato in Russia. Potrebbe essere vero oppure no, ma Putin è in ogni caso in grado di condurre l’Unione Europea alla divisione.

Di  Marco  Santopadre A decine di migliaia stanno arrivando a Madrid da tutto lo stato spagnolo. Sono lavoratori soprattutto, ma anche disoccupati, studenti, donne, migranti, attivisti di comitati territoriali, membri delle piattaforme contro le ipoteche e gli sfratti. Con loro partiti, organizzazioni e gruppi di tutta la sinistra,  da quella spagnola a quelle nazionaliste, i cosiddetti ‘indignados’, i sindacati indipendenti e alternativi. Molti di loro sono in marcia da settimane, altre hanno iniziato il loro avvicinamento alla capitale iberica solo oggi. L’obiettivo è quello di inondare Madrid con una enorme massa di manifestanti domani, sabato 22 marzo, al grido di ‘Pane, lavoro e casa. In strada che questa è l’ora”. Motivi per protestare non ne mancano, contro il governo più di destra che la Spagna abbia avuto dalla morte di Franco in poi; ma anche – per alcuni soprattutto – contro la dittatura della troika, contro l’austerity, i sacrifici, i tagli, la distruzione dello stato sociale. Una mobilitazione senza precedenti in nome della dignità dei lavoratori, delle donne, dei cittadini colpiti dalle politiche dell’Unione Europea.

Pubblichiamo una interessante analisi di Giorgio De Gai La crisi ucraina e l’effetto domino dell’indipendenza del Kosovo, che potrebbe coinvolgere anche l’Unione Europea. Le analogie tra la crisi balcanica e quella ucraina, la doppia morale dell’Occidente. Le dichiarazioni dell’ex presidente Putin all’indomani dell’indipendenza del Kosovo si rileveranno profetiche: – L’indipendenza del Kosovo crea un precedente “orribile” che “si ritorcerà” contro gli occidentali…Il precedente del Kosovo è un precedente orribile: de facto fa saltare tutto il sistema delle relazioni internazionali esistente, non soltanto da molte decine d’anni, ma da centinaia di anni -. – La Russia risponderà se vedrà minacciata la propria sicurezza,…Le potenziali minacce alla sicurezza troveranno risposte adeguate -. (1) Le parole di Putin saranno profetiche e la Russia applicherà il principio “Kosovo” dei propri interessi e della propria sicurezza, o di quella delle minoranze russe presenti nelle ex repubbliche sovietiche.

  Il presidente Barack Obama, nella sua conferenza stampa del 19 marzo, ha dichiarato che gli Stati Uniti non interverranno militarmente nella situazione dell’Ucraina. Nel corso di una intervista alla rete televisiva nordamericana NBC, il presidente americano ha detto: "Noi non interverremo militarmente in Ucraina. Credo che anche gli stessi ucraini debbano riconoscere che non è conveniente per noi entrare in guerra con la Russia. Questo non porterebbe un beneficio all’Ucraina". Tuttavia nella stessa intervista lo stesso Obama aveva segnalato che le autorità degli Stati Uniti stavano studiando una serie di sanzioni economiche aggiuntive contro la Russia.

Riprendiamo un nostro precedente articolo che torna di stretta attualità di fronte alla ripresa massiccia degli sbarchi sulle coste italiane di Luciano Lago -Di fronte agli avvenimenti che incalzano ed a quanto accade sulle coste italiane  (nuova fase di sbarchi in massa, prossimo arrivo di nuove torme di migranti con la buona stagione) non bisogna lasciarsi fuorviare dalla massiccia propaganda  strumentale dei media e di coloro che prendono a pretesto ogni  avvenimento, per quanto tragico, come il naufragio di qualche imbarcazione,  per imporre lo schema “buonista” della necessità dell'accoglienza a tutti i costi. Occorre abituarsi a considerare le questioni per come sono nella loro essenza e non per come vogliono farcele apparire i media nella loro costante  opera di manipolazione:  l’immigrazione di massa  non è un fenomeno spontaneo ma piuttosto un fenomeno provocato e come tale costituisce una delle armi più formidabili di cui dispongono i “mondialisti” (coloro che operano per l’affermazione di un nuovo ordine mondiale) per imporre l’annientamento delle identità delle Nazioni.

PAVIA.  Ciocca e Migliavacca, esponenti della Lega, davanti all’Hotel dove sono stati destinati i richiedenti asilo arrivati con gli ultimi sbarchi. In mattinata atteso Salvini Dovevano arrivare in tarda serata, poi nel mezzo della notte, alla fine sono arrivati all’alba. Ma i migranti arrivati con gli ultimi sbarchi che hanno reso impossibile l'accoglienza nei centri del Sud Italia, al loro arrivo hanno trovato ad attenderli striscioni e cartelli dei leghisti capitanati dal consigliere regionale Angelo Ciocca e dal sindaco di San Genesio Cristiano Migliavacca. I richiedenti asilo, trasportati a San Genesio, Gropello e Pavia nella notte, sono in parte alloggiati in una comunità nel capoluogo. Gli altri, provvisoriamente, sono stati condotti su indicazione della prefettura a Gropello e San genesio. E lì stamattina è previsto l’arrivo di Matteo Salvini, segretario confederale del Carroccio.

Il presidente dell’Assemblea Consultiva Islamica dell’Iran, (Mayles), Alì Lariyani, ha voluto avvisare lo scorso Mercoledì circa le conseguenze che deriveranno dall’offrire appoggio ai terroristi che combattono contro il governo di Damasco. In una intervista esclusiva rilasciata alla catena televisiva iraniana Press TV, Lariyani ha messo in guardia per la possibile estensione degli atti di terrorismo ad altre regioni del mondo dopo il ritorno ai loro paesi di origine di individui che si erano trasferiti in Siria per unirsi ai terroristi.

di Mike Whithney Mike Whitney Counterpunch 18 marzo 2014 “Non ho mai pensato che avrei visto il giorno in cui il dipartimento di Stato degli Stati Uniti rivaluta i neo-nazisti e l’eredità di una banda di teppisti che ha preso il potere con un cruento colpo di Stato. In Iraq, Libia e Siria i politici statunitensi mettono al potere islamisti radicali di un tipo o dell’altro. Già questo è stato abbastanza brutto. Oggi, però, in Ucraina sostengono gli eredi di Adolf Hitler. Non è scandaloso?“ Justin Raimondo, Dall’Iraq all’Ucraina: il modello del disastro L’amministrazione Obama ha subito la peggiore sconfitta politica estera in 5 anni, quando il popolo della Crimea ha votato in modo netto contro il governo della giunta nazista pro-Washington a Kiev e per aderire alla Federazione russa. Il ballottaggio, in cui oltre il 93 per cento degli elettori “ha approvato la scissione e l’unione alla Russia” riflette i forti legami etnici, culturali e storici del popolo con Mosca, come pure la comprensibile paura che essere “liberati” dagli Stati Uniti comporti povertà da terzo mondo e caos dilagante stile Iraq, Afghanistan, Libia e Siria.

Del prof. Michel Chossudovsky La decisione della Crimea di unirsi alla Federazione Russa ha implicazioni strategiche e geopolitiche. L'unione ridefinisce sia la geografia che la scacchiera geopolitica nel bacino del Mar Nero. Costituisce un serio ostacolo per il fronte USA-NATO, il cui obiettivo di lunga data è di integrare l'Ucraina nella NATO per indebolire la Russia ed estendere la presenza militare occidentale nel bacino del Mar Nero. Con il trattato del 18 marzo 2014 firmato da Russia e Crimea, la Federazione Russa estenderà il suo controllo sul Mar Nero così come sul Mar d'Azov, la cui costa occidentale confina con l'Ucraina orientale e la regione di Donesk. In virtù dell'accordo tra la Russia e la Crimea annunciato dal presidente Putin, saranno due le "regioni costituenti" che si uniranno alla Federazione Russa: la "Repubblica di Crimea" e la "Città di Sevastopoli". Entrambe avranno lo status di "regioni autonome".