di Ziad Abu Fadil (Syrian Perspective) Un’espressione inglese viene in mente immediatamente quando si pensa alla sconfitta stupefacente di Obama, NATO, Arabia Saudita Turchia e Qatar da parte del popolo siriano: “Cercare di far entrare dal retro ciò che non può passare davanti”. Non ci può essere alcun dubbio che la Mezzaluna sciita ossessiona i traditori neo-con di Washington DC. Dando anche gli europei un brutto caso di dispepsia, che non andrà via con un’indigestione di antibiotici, antiemetici o farmaci. In quest’ultimo caso e nel caso di Qatar/Turchia, è il gas naturale che promette di essere l’idea fissa per i prossimi 25 anni, mentre la Russia trova nuovi mercati in Cina e gli imprenditori del Levante cominciano a flettere i muscoli imbaldanzendo l’Iran e marginalizzando lo Stato colono sionista. In un certo senso, l’occidente reagisce alla profezia sul suo imminente declino; un declino che promette di essere assai doloroso: un forte shock al sistema. La guerra deve continuare: l’Iraq si trova proprio nel mezzo di tutto ciò. L’episodio siriano evolve verso la grande catastrofe politico-militare estera di Obama; quasi umiliante quanto il titanico errore di GW Bush nell’Iraq di Sadam, costato più di un trilione di dollari e la vita 4500 e più soldati statunitensi, senza contare le centinaia di migliaia di iracheni massacrati senza pietà nell’indifferenza da dio greco.

di Luciano Lago Le  ritorsioni dalla Russia colpiscono l'agroalimentare italiano, grazie all' acquiescenza dell'Unione Europea verso la politica  di Washington ed alle provocazioni verso la Russia Ancora una volta l'Unione Europea ha trovato il modo di dare una stangata, con la compiacente acquiescenza del governo Renzi, al sistema agroalimentare italiano e non soltanto quello. I burocrati di Bruxelles della Commissione Europea, la stessa che ha voluto aprire e liberalizzare le importazioni agricole dai paesi dell'altra sponda del Mediterraneo come il Marocco, affossando e mettendo fuori mercato l'agricoltura del Sud Italia in particolare per gli agrumi e l'olio di oliva, come era facilmente prevedibile (vedi Accordo UE Marocco devasta agricoltura ), nella loro foga di servire il padrone USA ed adeguarsi alle sue direttive, hanno supinamente accettato di porre le sanzioni alla Federazione Russa, ottenendo da questa, per ritorsione, il blocco delle esportazioni agroalimentari  verso la Russia. Un provvedimento che la Confagricoltura ha stimato che apporterà una mazzata di circa 700 milioni al comparto agricolo italiano.

Di Paul Craig Roberts Ma chi pensano di prendere in giro, i propagandisti occidentali? L'ultima assurdità che viene fuori dall'Ucraina, l'UE e Washington, è che l'aiuto umanitario che la Russia e la Croce Rossa stanno trasportando via camion negli ex territori sovietici dell'Ucraina orientale sia un trucco, un imbroglio, un pretesto delle forze d'invasione russe. Una bugia così assurda ci fa capire che i propagandisti occidentali non hanno il minimo rispetto per l'intelligenza dei loro popoli. Perfino un imbecille dovrebbe capire che, se la Russia volesse mandare forze militari in Ucraina, non avrebbe bisogno di alcun pretesto, tanto meno di un'iniziativa congiunta con la Croce Rossa. L'Ucraina orientale, seguendo l'esempio della Crimea, ha già votato sia l'indipendenza da Kiev che a favore del ricongiungimento con la Russia. Se la Russia avesse bisogno di un pretesto, le decisioni prese dagli ucraini dell'est mesi fa basterebbero. Ma non le serve alcun pretesto per salvare i russi dal massacro compiuto dai tirapiedi di Washington, lo stesso subìto dai palestinesi a Gaza.

Di Eric Zuesse Un residente affidabile e ben informato della zona in cui il regime ucraino di Obama sta portando avanti la pulizia etnica (sterminando e/o espellendo i russofoni) ha così informato chi scrive (e tutte le precedenti informazioni di questa fonte si sono rivelate vere): "Kiev sta tentando di far saltare in aria un impianto chimico che distruggerebbe un'area del diametro di 600 km, facendo piazza pulita di ogni essere vivente. Le battaglie più importanti della guerra cominceranno oggi o domani. Potrei non essere in condizione di tenerti aggiornato. Lyashko vuole insanguinare la nostra zona. Dice che non è stata ancora colpita abbastanza." L'obiettivo della campagna del governo ucraino è di fare scappare quanti più residenti possibile in Russia, affinché la base elettorale che aveva eletto il presidente filo-russo rovesciato da Obama a febbraio, Viktor Yanukovych, non partecipi più alle elezioni ucraine.

In Germania gli esponenti dell’industria e del capitale tedesco iniziano a voltare le spalle alla politica degli Stati Uniti di sanzioni verso la Russia. A nome di questi settori fondamentale dell’economia tedesca, Gabor Steingart, editore del principale giornale economico e finanziario della Germania, “Handelsblatt”, si schiera pubblicamente per gettare alle ortiche le sanzioni contro la Russia. “Se l’Occidente avesse giudicato l’allora governo degli USA per l’invasione in Iraq con gli stessi standard che si utilizzano nei confronti della Russia di Putin, a George W. Busch avrebbero dovuto vietare l’ingresso nell’Unione Europea, i fondi della Warren Buffet all’estero avrebbero dovuto essere congelati, e le esportazioni di auto della GM, Ford e Chrysler sarebbero state bloccate”, espone Steingart.

di Luciano Lago La guerra ed il genocidio dei palestinesi avvenuto ultimamente a Gaza sono una prova in più dell'assoggettamento del mondo occidentale alla lobby pro Israele. Fino all'inizio della campagna di bombardamenti attuata dal governo Netanyhau, sui media occidentali si parlava poco o per nulla di quanto avveniva in Palestina, niente di diceva dell'alto muro di cemento armato che circonda il territorio palestinese dividendo le comunità, quasi mai comparivano notizie sulle centinaia di insediamenti illegali dei coloni israeliani attuati in Cisgiordania e negli altri territori occupati, niente dello stillicidio di uccisioni di civili palestinesi (fra cui diversi minori) che avveniva quotidianamente nelle zone occupate ed a Gaza, delle continue incursioni dell'esercito israeliano nei villaggi palestinesi con arresti e detenzioni arbitrarie anche di molti bambini, del blocco illegale a Gaza,  salvo nelle sporadiche denunce di organismi internazionali come "save the children" e pochi altri. Una cappa di silenzio circondava questi avvenimenti anche perchè chiunque avesse voluto denunciare ed elencare questi fatti veniva immediatamente tacciato di propaganda anti ebraica, simpatie naziste, ecc.  Peggio ancora per chi avesse voluto sostenere che gli israeliani sono coperti dall'omertà e dal'appoggio dei governi che controllano nonchè dal grande apparato mediatico internazionale capeggiato dai "megamedia" USA e britannici come CNN, Fox News, ABC News, Sky News, BBC, ecc. e da quelli europei che ne riprendono a pappagallo le tesi e le corrispondenze.

Il cosiddetto “califfo” dell’Isil, lo Stato islamico dell’Iraq e del Levante, il gruppo terroristico che ha messo a ferro e fuoco l’Iraq, non si chiama Abu Bakr Al Baghdadi ma Shimon Elliott, e’ un ebreo ed e’ uno dei migliori agenti del Mossad israeliano. E’ quanto rivela il sito americano Veterans Today (http://www.veteranstoday.com/2014/08/04/french-report-isil-leader-mossad/) che spiega che l’agente Elliot e’ specializzato in spionaggio nel mondo arabo ed in guerra psicologica contro i musulmani. Le preziose informazioni sul leader dell’Isil, che ne dimostrano la provenienza israeliana e non islamica, come si vorrebbe far sembrare con il nome, sono state ottenute dalla mole di informazioni rivelate da Edward Snowden nell’affare Datagate. Veterans Today spiega che prima di assumere questa nuova identità, Elliott ha svolto operazioni di spionaggio nei Paesi arabi con il falso nome di Ibrahim ben Uad ben Ibrahim al-Badri.

di Enrico Galoppini Questo fine settimana ne sono sbarcati oltre duemila. I cosiddetti “centri di accoglienza” sono stracolmi e non si sa più praticamente dove “smistarli”. Ci tengono buoni con la storiella che “transitano” dall’Italia per andarsene in Scandinavia. La denominazione “Mare nostrum”, attribuita all’operazione che vede coinvolta in prima fila la Marina italiana, va assumendo i contorni di una tragica beffa. La situazione è quella descritta in una nota di Aldo G. Ricci pubblicata su “Storia in Rete” di giugno (Mare Nostrum: una modesta proposta, p. 69): “Paesi dell’altra sponda che non sanno o non vogliono contenere la marea umana, o che ci speculano sopra. Paesi europei che voltano la testa. L’Italia ridotta a traghettatore umanitario che si appresta a cancellare l’inutile reato di immigrazione clandestina di fronte a una invasione costituita ormai esclusivamente di rifugiati, dove distinguere è un compito che esorbita ogni possibilità concreta. Una Italia costretta a sopperire con l’abnegazione dei volontari agli errori della politica. Dove è lo Stato in tutto questo?”. L’autore della “proposta” concludeva invitando lo Stato stesso a dare segni di vita e, come minimo, a cambiare nome alla suddetta “operazione che di nostrum ha soltanto oneri, caos e umiliazioni”. Solo un individuo animato dal partito preso potrebbe dargli torto.

LA STRATEGIA RUSSA DI FRONTE ALL’IMPERIALISMO ANGLOSASSONE di Thierry Meyssan L’aggressione dei Paesi anglosassoni alla Russia prende la forma di una guerra finanziaria ed economica. Ciò nonostante, Mosca si prepara alle ostilità armate sviluppando l’autarchia della propria agricoltura e moltiplicando le sue alleanze. Secondo Thierry Meyssan, dopo la creazione del califfato nel Levante, Washington sarebbe in procinto di calare una nuova carta sul tavolo, a San Pietroburgo, a settembre. La capacità della Russia di mantenere la propria stabilità interna determinerà allora il corso successivo degli eventi. L'offensiva guidata dagli anglosassoni (Stati Uniti d’America, Regno Unito e Israele) per il dominio del mondo prosegue su due linee parallele: da una parte la creazione del "Medio Oriente Allargato" (Greater Middle East) attraverso l’attacco simultaneo all’Iraq, alla Siria, al Libano e alla Palestina, e dall’altra la separazione della Russia dall’Unione europea attraverso la crisi da essi organizzata in Ucraina. In questa gara di velocità, sembra che Washington voglia imporre il dollaro come moneta unica sul mercato del gas, la fonte energetica del XXI secolo, nello stesso modo in cui lo ha imposto sul mercato del petrolio [1].

di Paul Craig Roberts Le conseguenze degli interventi politici e militari sconsiderati ed irresponsabili fatti da Washington in Iraq, in Libia ed in Siria sono state quelle di scatenare il male. Le varie sette che vivevano in pace sotto il dominio di un Saddam Hussein, di Gheddafi e di  Assad,  hanno iniziato a massacrarsi gli uni con gli altri, e un nuovo gruppo, l’ ISIS, è sorto nel processo di creazione di un nuovo stato che include parte dell’ Iraq e della Siria. Le turbolenze portate nel Medio Oriente dalle politiche di Bush e di Obama hanno significato la morte e lo sradicamento di milioni di persone e le morti future sono incalcolabili. Mentre scrivo 40.000 iracheni sono bloccati sulla cima di una montagna senza acqua in attesa della morte per mano di ISIS, o di un intervento di ingerenza degli Stati Uniti. La realtà del Medio Oriente si trova in grande contraddizione con quanto annunciato da George W. Bush sul ponte della portaerei degli Stati Uniti, Abraham Lincoln, dove Bush aveva dichiarato "Missione compiuta" il 1 ° maggio 2003, la missione compiuta da Washington era stata quella di distruggere il Medio Oriente e la vita di milioni di persone e di distruggere anche la reputazione dell'America nello sviluppo degli avvenimenti. Grazie al regime neoconservatore di Bush, oggi l'America è considerata dal resto del mondo come la più grande minaccia demoniaca per la pace mondiale.